Il vero prezzo della fotografia digitale


30/10/2008 | Autore: Claudio @ VL

Coppia in vacanza in una splendida isola greca. Mattinata trascorsa in un villagio di pescatori a scattare foto, assaggiare cibo e fare piccoli acquisti. Pomeriggio in spiaggia, lei prende il sole e nuota, lui nuota per cinque minuti, poi torna a riva a prendere la sua reflex digitale. Cammina nell'acqua fino ad uno scoglio, si arrampica per qualche metro - giusto per evitare ondate sulla sua costosa macchina fotografica - e inizia a fotografare le montagne dietro alla spiaggia, le barche dei pescatori al largo, i granchi, le lattine di bibite sul fondo. Lei saluta dalla spiaggia. Lui ricambia con una mano, con l'altra le scatta una decina di foto. Lei entra in acqua e nuota verso lo scoglio, lui fa fuori l'equivalente di due rullini per documentare quegli epici trenta metri di bracciate. Quando lei gli propone di nuotare insieme, lui risponde con il classico "Cinque minuti, dammi solo cinque minuti e ti raggiungo". Lei si allontana. Dopo un quarto d'ora, lui nota la cupola blu di una tipica chiesetta locale che sbuca da un promontorio non lontano. Scatta una decina di foto alla chiesa, poi entra in acqua e si dirige verso il promontorio. Lei alza la testa dal libro di Vargas Llosa che sta leggendo, lo vede camminare nell'acqua con la reflex sopra la testa, e si rimette a leggere. Dopo tre quarti d'ora lui ritorna con un sorriso stampato in faccia e la nuca arrossata dal sole.

Lui prende una bottiglia dalla loro borsa e riempie i loro bicchieri d'acqua ancora fresca. Beve. L'ora del tramonto si avvicina, e sull'isola c'e' un villaggio da cui si vede il sole tramontare in mare, vicino ad altre isole. Lui e lei rimettono le loro cose in due borsoni e si incamminano verso il parcheggio. Lo scooter affittato per la settimana li aspetta, c'e' tempo a sufficienza per raggiungere quel villaggio e trovare l'angolo migliore per fare qualche foto al tramonto.

Qualche ora piu' tardi, dopo alcune centinaia di foto nel villaggio, il rientro in albergo, la doccia e una cena, lui scarica le fotografie della giornata sul computer portatile. Che fortuna aver comprato una scheda da quattro giga, con una da due non avrei avuto spazio a sufficienza, dice. Guarda, le dice, queste te le ho scattate mentre ti allacciavi il casco questa mattina, salendo sullo scooter. Che bella la chiesetta, vero? Lei gli dice che lo aspettera' al bar vicino alla piscina.
Due ore dopo, lei e' al terzo daiquiri, e
il bagliore che emana dalla finestra della loro stanza non s'e' ancora interrotto.


Riavvolgi tutto. Torniamo indietro di qualche giorno. Non e' divertente, questa storia.

Coppia in vacanza in una splendida isola greca. Mattinata trascorsa in un villagio di pescatori a scattare foto, assaggiare cibo e fare piccoli acquisti. Pomeriggio in spiaggia, lei si alza e lo invita a nuotare, lui la segue, poi corre e la precede in acqua. Nel borsone di lui, la reflex convenzionale. Dentro, un rullino da trentasei diapositive scattate la sera prima e in mattinata, quasi completo. Qualche ora dopo, la coppia va in un pittoresco villaggio vicino a vedere il tramonto. Lui scatta le ultime due immagini del rullino. Camminano nel villaggio, illuminato dalla luce rimasta dopo il tramonto. Ritornano in albergo, fanno la doccia e cenano. Poi rientrano in camera e le luci si spengono.

Forse, dopotutto, la fotografia ha altri costi, oltre al nuovo corpo macchina da acquistare ogni due anni, le nuove schede di memoria ogni pochi mesi, il computer da adeguare... organizzare e modificare le fotografie digitali che scattiamo occupa piu' tempo che scattare quelle fotografie. E se il nostro tempo ha un costo, allora la fotografia digitale e' molto piu' costosa di quella convenzionale.


Argomenti: fotografia, viaggiare leggeri, compagni di viaggio, antropologia spicciola, foto
Segui i commenti tramite RSS


Precedente
Case dai colori sgargianti a Chinatown, Singapore
Successivo
Vendita Alitalia: Lufthansa perde interesse


Commenti


24/12/2011 19:23:19, Mauro
TUTTO VERO! Aggiungerei che delle 500 foto digitali tra 10 anni o probabilmente meno non se ne conserver? neanche una.... soldi buttati per non avere nulla!
Il rullino da 36 ha conservato il ricordo invece:lo metti in un cassetto e le foto le rivede anche tra 100 anni senza problemi di pc, schede ecc!!
Io dopo qualche anno di digitale sono felicissimamente tornato a fotografare con la pellicola.

Ciao
Mauro
02/01/2012 20:20:22, Claudio @ VL
Mauro,
Se torni su questa pagina, ti invito a leggere il "pezzo" intitolato Fotografia nel 2012: l'anno del ritorno alla pellicola. Dovrebbe bastare il titolo a farti venire l'acquolina in bocca, e se vuoi condividere la tua storia personale relativamente al passaggio da fotografia digitale a fotografia (di nuovo) con pellicola, sei piu' che benvenuto.

Domanda di verifica

Rispondi alla domanda seguente usando una sola parola, nessun numero.
Sette meno cinque uguale...


Codici consentiti