Svelati i costi di un vettore aereo

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Svelati i costi di un vettore aereo

Insomma, sembra che le "low cost" ancora una volta ci prendano per il naso!


http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=327248

Tutto da leggere, ma interessante questa parte, soprattutto per i

lettori del forum:


*

Perché proprio gli aerei?

«Non riuscivo a capire come mai l’Alitalia fosse in difficoltà pur

facendomi pagare 200 euro il volo Reggio Calabria-Roma. Mi sono messo

a studiare. Un bel giorno un vecchio cliente mi chiede se sono in

grado di trovargli un charter Milano-Roma per 100 passeggeri. Comincio

a cercare.Escopro che noleggiare alla Aircraft di Miami un Boeing 757

da 198 posti costa 3.800 euro per ogni ora di volo».

Appena 19 euro a persona.

«Già. E addirittura scende a 2.800 dollari se il contratto supera le

250 ore lavorative. Per divertimento ho simulato varie rotte in

rapporto alla popolazione che viaggia in aereo. Ho speso tutto quello

che avevo messo da parte per un’indagine di mercato basata su questa

domanda: per 25 euro l’anno lei acquisterebbe una card che le dà

diritto a pagare su qualsiasi tratta nazionale 55 euro? Il 99% degli

intervistati ha risposto sì».

E lei s’è buttato.

«Ho stressato per mesi Sabrina Fiaschi,manager di Air One, per un

contratto bloccato a 54 euro a volo. Niente da fare: i costi

oscillavano fra i 70 e gli 80 euro. Alla fine una società di voli

charter tedesca mi ha offerto i suoi aerei a 4.800 euro l’ora, cioè 29

euro a passeggero».

Più tutto il resto che ci va dietro.

«No, no, incluse le operazioni di check-in e riconsegna bagagli».

E le tasse aeroportuali?

«Incidono dai 6 ai 12 euro. Quindi, nella peggiore delle ipotesi, il

costo sale a 41 euro per un biglietto che io vendo a 55. Senza contare

la Dea card. A fine ottobre ho chiuso l’accordo con i partner tedeschi

per cinque Md80 da 164 posti che faranno base a Roma. Comincerò con

quattro voli quotidiani andata-ritorno su Milano, due su Palermo e due

o tre sulle altre rotte».

Difficile comunque conquistare i passeggeri abituati dalla pubblicità

ai voli low cost da 9,99 euro.

«Difficile far comprendere ai consumatori la giungla tariffaria delle

compagnie. Io non andrò mai in competizione con i 9,99 euro, per il

semplice motivo che ormai anche il cliente più sprovveduto ha imparato

a sue spese che quei voli low cost, fra assicurazioni obbligatorie,

tasse aeroportuali e fuel surcharge, cioè il sovrapprezzo carburante

derivante dalle quotazioni del petrolio, alla fine vengono a costare

come minimo 110 euro. Esattamente il doppio della tariffa fissa, senza

sorprese, che offre Dea airlines».

*

Salutoni.

FATE ATTENZIONE - POSSIBILE TRUFFA

Prima di lanciarsi in sperticate lodi, vi conviene leggere la precisazione fatta dallo stesso giornalista qualche giorno dopo su "Il Giornale"

(E' un po' lungo, ma ne vale la pena)


La Precisazione

di Stefano Lorenzetto


Non sarà che dopo dieci anni di onorato servizio, 438 interviste pubblicate, giunto alla puntata numero 439 della serie Tipi italiani sono incappato nella persona sbagliata? Il molesto sospetto ha cominciato a materializzarsi poche ore dopo che sul Giornale era apparsa l’intervista con Antonino Delfino («S’è fatto un’Alitalia in casa. “Aerei come tram: si sale con l’abbonamento”», domenica 5 febbraio, pagina 18), un signore che «ha patito la fame in Calabria e venduto accendini a Torino», «poi ha scoperto che noleggiare un Boeing costa appena 19 euro a persona» e «adesso lancia una compagnia a tariffa unica per tutte le rotte», appena 55 euro, e ha già «raccolto 3 milioni di prenotazioni» ma conta «di arrivare a 16 milioni», e cerca «5.000 agenti per vendere» le sue card (così sottotitolo, occhiello e sommari).

È evidente che qualsiasi dialogo presuppone la sincerità nelle risposte da parte dell’intervistato, tanto più se costui è incalzato dalle obiezioni tutt’altro che accomodanti dell’intervistatore, nel caso specifico queste: «Mi pare che stia facendo i conti senza l’oste»; «difficile comunque conquistare i passeggeri abituati dalla pubblicità ai voli low cost da 9,99 euro»; «ai 13 milioni di clienti che ancora mancano all’appello la card dovrà pur venderla: escludo che vengano a suonarle il campanello per acquistarla»; «la sua pretesa di vendere la Dea card a 16 milioni di clienti mi sembra pazzesca». In effetti i matti sono una categoria che è sempre stata ben rappresentata nei Tipi italiani, accanto a poeti, santi e navigatori. Insomma, non ci sarebbe di che stupirsi.

Secondo le accuse circostanziate contenute nelle mail che mi sono pervenute, e quelle ancora più pesanti che ho poi raccolto di mia iniziativa per telefono, stavolta però mi sarei involontariamente imbattuto, incontrando Delfino nell’hotel Scandinavia di Milano dove alloggiava, in un’altra categoria: quella dei millantatori. Per non dire di peggio. Scrive A.P.: «Quale amico e collaboratore del compianto Valerio Riva (mi troverà, infatti, nell’indice dei nomi e nei ringraziamenti del libro Oro da Mosca), le segnalo che il pomposo sito aziendale www.deaholding.it rimanda a una variegata attività aziendale che sembra totalmente teorica e inoperativa (veda il noleggio di auto o barche) e nelle descrizioni sembra copiata da qualche business plan. Insomma, caro Lorenzetto, l’idea di Delfino magari è buona e magari ha anche provato, a modo suo, a lanciarla. Ma attualmente sembra semplicemente una bufala». Scrive G.B.: «Mi permetta di esprimere qualche dubbio. Per ragioni professionali (seguivo il settore marketing e poi gli acquisti di una grande azienda e ora sono in pensione), i prezzi indicati, per esempio per il noleggio degli aerei, mi paiono del tutto fuori mercato. Con le cifre citate non si noleggia nemmeno un Cessna, altro che un Boeing da 198 posti. Mi pare un megalomane che cerca di portare a casa un po’ di soldi».

E avanti così. Fino a che, dopo qualche giorno, non è arrivato un messaggio ancora più preoccupante: «Gentile giornalista, chi le scrive è un ex commerciale Dea Italia Srl del “dott.” Antonino Delfino, che si fa chiamare “dott.” ma non ha uno straccio di laurea legalmente riconosciuta. A suo carico ci sono diverse pendenze penali per fallimenti e truffe varie. Va in giro affermando di essere un “massone” e il suo vero mestiere è creare società estere per i poveri “bisognosi” che vogliono esportare il loro denaro “illegalmente” all’estero. Come “titolare” della Dea Italia Srl, che, se verificate, ha 10.000 euro di capitale sociale ed è a nome del fratello più piccolo Gabriele Delfino, ha già accumulato da noi commerciali (eravamo una cinquantina, gestiti dalla dottoressa C.M., che ha abbandonato la società quando si è resa conto dei vari “impicci” e che attualmente ha sporto, come tutti noi, denuncia-vertenza) credo non meno di 20-30 denunce. Avete verificato l’esistenza, in Camera di commercio, della società Dea airlines? Avete verificato la presenza di dipendenti? La sua sede sociale è un ufficetto di 50 metri quadrati a Roma dove “lavorano” i suoi due fratelli analfabeti e un povero ragazzo calabrese senza arte né parte, che non fanno altro che accumulare mail. Sapete se esiste almeno un call center? Si parla di 3.000.000 di clienti. Dove e chi sono?».

A quel punto, sbalordito, ho chiesto per iscritto ad Antonino Delfino di rispondere immediatamente ai lettori, prim’ancora che a me. Lo ha fatto con una chilometrica mail, che qui riassumo nei punti essenziali correggendo l’italiano approssimativo, nella quale sembra preoccupato di replicare soprattutto al suo ex dipendente: «Dirvi che mi sento umiliato, è dire poco. Certo che in Italia fare un proprio lavoro è diventato un delitto. Nel passato ho avuto problemi giudiziari, ma di certo non ho truffato nessuno: sono problemi nati dalla mia vecchia attività, quando tanti furbi come quello che scrive mi hanno voluto truffare la merce nell’ingrosso che tenevo al mio paese. Per quanto riguarda le denunce nei confronti della Dea, forse ce n’è una sola fatta dalla dottoressa C.M., dove lei dichiara di non aver preso lo stipendio: invece non è così, è solo per un discorso sentimentale, perché, non mi vergogno a scriverlo, mi ha scoperto con un’altra donna. In riferimento al call center non potevo assumere personale prima di partire. Non aveva senso: figuratevi, non ce l’ha nemmeno Alitalia che si appoggia a esterni. Per quanto riguarda i miei fratelli, sono fiero di loro. Almeno portano rispetto. Chi scrive che sono analfabeti che rispetto può avere? La società nasce con 10.000 euro di capitale sociale perché non ha bisogno di più; è un’azienda appena nata, costruita con sacrifici. A giorni noterà la trasformazione alla Camera di commercio da Dea Italia a Dea airlines perché siamo riusciti a chiudere gli accordi che sognavamo. E di certo io mi firmo con nome e cognome, non con un “ex”. Per qualsiasi altro chiarimento mi può scrivere o telefonare: a.delfino@deaholding.it». Non un accenno ai 3 milioni di Dea card prenotate. Ci sono o no?

L’ultima mail di Antonino Delfino è di mercoledì scorso: «In settimana le invierò il contratto della compagnia aerea e le sue tratte con gli slot, qualora volesse mostrarlo ai lettori». Sono qui che aspetto. Soprattutto aspettiamo tutti di vedere alzarsi in volo i suoi aerei sulle cinque rotte nazionali, a 55 euro fisse per passeggero, «a partire da fine mese, giorno più giorno meno», come promesso nell’intervista, «salvo intoppi». Quali intoppi temesse, non oso neppure immaginarlo.

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Antonino Delfino


PRAIA A MARE, CS, MARZO 2004, il personaggio DELFINO ANTONINO si presenta nella ridente (almeno fino allora) cittadina tirrenica presentandosi in giro ai vari politici che all’epoca erano candidati, come “dottore” (solo piu’ tardi i fatti dimostreranno che al massimo avra’ la terza media), nonché proprietario della società DE.MO. che si occupa di della vendita di servizi.
Sostiene che da li a poco avrebbe avuto la necessità di assumere numerose persone per creare una società che avrebbe dato vitalità all’economia dell’intera zona.
Delfino, si vantava di essere un milionario protetto da senatori e politici vari. Ostentava denaro, e lo faceva invitando al i vari bar i politici, i commercianti, persone che aveva "assunto"..

E pagava sempre lui! Consumazioni al bar da 30-40 o 50 euro, ma anche cene nei ristoranti..
Poi dopo un po' ha iniziato ad aprire "i conti" dicendo "poi passo".
Ed in effetti passava sempre a saldare i suoi conti.
Un giorno si presento' anche con una Ferrari, sapevamo chi gliel'aveva prestata, ma lui diceva fosse la sua, e che era in procinto di andarsi a comprare la nuova..

Ma passiamo ai fatti piu’ importanti.
Delfino affitta (vabbè.. diciamo che prende sulla parola di pagare nonappena la societa’ avrebbe iniziato a fatturare…) un locale di circa 200 metri quadrati, lo arreda con un centinaio di scrivanie , ognuna delle quali ha un telefono, una decina di computer, e altre cose d’ufficio.
Dopodichè ha "assunto"dietro raccomandazione dell'allora politico di turno che si stava candidando, come detto piu' di 120 persone. (tra operatori, personale vario di servizio, segretarie ecc..) Inoltre lui era accompagnato da suo fratello minore, Gabriele, e da un ragazzo che non parlava mai, presentato come il suo “garzone”, from Bagnara Calabra pure lui..

Il tutto funzionava cosi:

Si lavorava dal lunedi al venerdi dalle 8 del mattino alle 8 di sera con due turni di 6 ore.

Per ogni turno c'erano una decina di ragazzi che dovevano cercare tramite internet numeri di telefono di professionisti e di attività commerciali in una determinata zona geografica (evidentemente DELFINO voleva evitare che si chiamasse in zone gia' bruciate e nelle quali la sua fama era conosciuta) i ragazzi dovevano stampare i i numeri a passarli agli operatori telefonici che telefonavano ai numeri in questione, cercando di vendere la famosa CARD; che all’epoca era la fantastica DE.MO card.

Chi avesse acquistato la fantastica card. Pagandola in contrassegno, avrebbe avuto la possibilità, chiamando un numero verde ed indicando il codice clienti, biglietti nazionali a 55 euro.

Antefatto molto importante: il personaggio in questione, ha preteso da tutte le persone "assunte", una caparra di 100 euro, per la divisa, e l'ìutilizzo di telefono e scrivania, da dare a lui in contanti il primo giorno di lavoro, senza rilasciare nemmeno una ricevuta (quindi è entrato in possesso di circa 11mila euro in contanti nella settimana delle "selezioni". Siamo a fine marzo 2004.

Durante il mese successivo, i nominativi delle persone che venivano convinte a comprare la famosa card, venivano archiviati nel suo computer.
I giorni passano e lui tutti i giorni, continuava a fare la parte dell'imprenditore, andando nei vari bar ed offrendo da bere a tutti.
conquistandosi o comprandosi la simpatia della popolazione praiaese.

a fine marzo ha affermato che i dipendenti sarebbero stati pagati tutti a fine aprile ed i 5 giorni di lavoro di marzo sarebbero stati riconosciuti nello stipendio successivo..

Ha continuato ad invitare molte persone al ristorante e pagava sempre lui..



Il lavoro prosegue tutti i giorni, da lunedi a venerdi, di giorno a pieno ritrmo, do notte restano una segretaria (che risponde alle mail dei clienti che chiedono maggiori informazioni) ed il guardiano.
Ma gia' alle sei arrivano i ragazzi che facevano le ricerche dei numeri di telefono.

Quando gli si chiedeva quale numero avrebbero chiamato i clienti, rispondeva che presto avrebbe assunto nuove persone, che si sarebbero occupate di questo secondo call center.
“Cavolo, questo assumera’ nuove persone.. “

A fine aprile, verso giorno 20, ha inviato a mezzo corriere (questo si che l’ha pagato.. oltre alla convenzione con la Telecom per le chiamate del call center) tutte le card agli indirizzi di quelli che si erano impegnati a comprarla.

Io ho visto una card ed era uno squallidissimo pezzo di cartoncino, con un numeri stampato sopra ed un numero 199....

provando a contattare questo numero... sapete chi rispondeva?!?
Il Signor Delifino dal suo cellulare!!

Inviate quindi le migliaia di card che gli operatori erano riusciti nel frattempo a vendere, ha cosi' incassato i soldi tutti assieme. (abbiamo calcolato che siano state vendute circa 30-35 mila card..)

Incassati i soldi, viene da se, il DELFINO ha cambiato acquee..
Come il personaggio che vende la monorotaia a Springfield, e scappa con i soldi, il Delfino sparisce dalla circolazione, lasciando debiti insoluti con fornitori (scrivanie, telefoni, divise), proprietari del magazzino, bar, ristoranti..

A distanza di anni lo stesso personaggio è ancora presente su internet.
Sul sito: www.deaholding.it


Vi invito a chiamare ai numeri che sono indicati ovvero l'199446118 e l'800090105.
RISPONDE SOLO LUI ! (se risponde)



Una cinquantina di persone gli ha fatto causa, e la finanza gli ha prontamente bloccato due conti correnti uno con 40 ed un altro con 60mila euro... e dopo un paio di anni hanno preso circa 400 euro a testa dal tribunale di Paola, che con quei soldi ha prima pagato i fornitori....


tralasciamo altri aneddoti legati alla persona..
altrimenti qui ci sarebbe da scrivere un libro..

Novita' sulla Dea Airlines?

Doc10xxx, ci sono novita' da Praia sulla Dea Airlines? Per esempio, sono stati pagati i dipendenti del call centre? Sono stati restituiti i 100 euro di caparra agli ex dipendenti?

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TRUFFA IN HOTEL

CARISSIMO FRONTSUS DOPO AVERL LETTO TUTTO QUELLO QUELLO CHE SI DICE SUL DOTT. ANTONIO DELFINO, SONO RIMASTO A BOCCA APERTA.SAPETE PERCHE'??PERCHE' MI SONO RESO CONTO CHE MI HA FATTO UNA TRUFFA DI QUASI €2500.00 . GIA' IO SONO UN DIRETTORE DI UN HOTEL DEL CENTRO DI ROMA ED IL DELFINO ALL'INIZIO VENIVA IN ALBERGO DANDOSI MOLTE AREE MA PAGAVA REGOLARMENTE IL CONTO, E VENIVA IN COMPAGNIA DI BELLE ESCORT BRASILIANA INSIEME AD UN SUO COLLEGA DAL COL GIUSEPPE E PIERFRANCESCO DUE FIORENTINI CHE SI DAVANO ANCHE LORO MOLTE AREE E CHE COLLABORAVANO CON IL DELFINO.
MI RICORDO CHE QUANDO PORTAVA I SUOI OSPITI IN ALBERGO VOLEVA PAGARE SEMPRE DICEVA PAGO TUTTO IO..MA ALLA FINE A PAGARE NON E' VENUTO NESSUNO... ADDIRITTURA MI FECE UNA PROPOSTA (VOLEVA PRENDERE IN GESTIONE IL NS HOTEL)..COSE DA PAZZI!!!BE' SICURAMENTE QUESTA COSA CI E' VALSA DI LEZIONE, DI NON FIDARCI DI QUESTI FINTI IMPERNDITORI CHE ANDREBBERE MESSI IN GALERA E BUTTARE LE CHIAVI...P.S MA STAI ATTENTO DELFINO CHE CI RIVEDREMO PRESTO,SONO SICURO.

ROSAPUNGENTE

VI COMUNICO CHE LA SOTTOSCRITTA CONOSCE BENE IL SIGNOR DELFINO OLTRE AL SIGNOR PIER FRANCESCO DA COL..
NEL MESE DI MAGGIO 2009.
HA TRUFFATO ANCHE ME....HO PAGATO 60.000.00.
SI SA PRESENTARE MOLTO BENE...

A TUTTI QUELLI CHE HANNO SUBITO UNA TRUFFA DA QUESTE PERSONE SE VOLETE CONTATTATEMI AL SEGUENTE INDIRIZZO EMAIL...analisigestioni@gmail.com.
PAGO IO L'AVVOCATO....MA QUESTI DEVONO ANDARE IN GALERA UNA VOLTA E PER TUTTE NON E' POSSIBILE CHE METTONO IN ATTO TRUFFE E LA PASSANO SEMPRE LISCIA.

invito a correzione

per motivi misteriosi il sig sebastiano reversa qui uno sfogo (probabilmente motivato) facendo nomi di persone che non c' entrano.

mi sono preoccupato di richiedere una smentita al fine di mettere fine immediatamente a inutili polemiche.

attendo risposte.

jdc

TRUFFA IN HOTEL

VOLEVO PRECISARE, CHE IL MIO REFERENTE In HOTEL E' STATO IL Sig.DELFINO. PER CUI LE MIE CONSIDERAZIONI IN MERITO AL COMMENTO RILASCIATO IL 28/08/09 SONO RIVOLTE ESCLUSIVAMENTE A LUI.
MI SCUSO CON I Signori DAL COL CHE SONO STAI SUOI OSPITI E FORSE ANCHE SUE VITTIME.
SEBASTIANO..





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