Viaggi e magliette [Forum]

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Viaggi e magliette

Non so voi, ma dopo qualche anno di viaggi mi sono accorto d'avere l'armadio pieno di magliette acquistate nei posti che ho visitato, tanto che ora sono in pausa e per qualche anno non ne acquisterò, credo.

Alcune di quelle magliette mi hanno inimicato altri viaggiatori (quella del dragone gallese che dice BENVENUTI IN GALLES mi fece togliere il saluto da un ragazza milanese), altre sono state utili ad iniziare conversazioni con gli "indigeni" dei posti che ho visitato. Alcune sono (o erano) belle, altre orripilanti. Vorrei perciò proporvi di parlare di magliette e viaggi: raccontate un viaggio, o un ricordo particolare di un viaggio, legato ad una maglietta.

Inizio io con questa maglietta, acquistata nel 1991 a Killarney, in Irlanda, e tuttora indossabile. Una delle due magliette che comprai in quella città, dove conobbi due ragazze di Settimo che svolgevano la mia stessa attività di animatore (tutti abbiamo un passato...) in un'altra parrocchia della città. Viene in mente il proverbio chi troppo vuole nulla stringe...

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Il disegno sulla maglietta viene dal Book of Kells, o Grande Evangeliario di san Columba, un manoscritto prodotto nel IX secolo in un monastero irlandese. Acquistai questa maglietta perché non c'erano scritte, non c'erano slogan turistici, il disegno era intricato e reso con bei colori, e mi sembrava di buona qualità. È piuttosto spessa, tra l'altro.

Se volete parlare di un vostro viaggio attraverso una vostra maglietta, fatevi avanti. Caricare una foto è molto più semplice che in passato, tra l'altro.

Sulla maglietta n.2 si incontrano i Maori neozelandesi e gli aborigeni taiwanesi

In attesa che qualcun altro racconti un aneddoto di un suo viaggio usando una maglietta come spunto, continuo io. Acquistai questa maglietta durante un viaggio di cinque settimane attraverso la Nuova Zelanda, nel 2010. La maglietta raffigura cinque guerrieri Maori (o un guerriero Maori ripetuto cinque volte con lance lievemente differenti) con la lingua di fuori a sfidare il nemico, come avrete visto nella haka eseguita dagli All Blacks prima delle loro partite.

Subito dopo il viaggio in Nuova Zelanda passai alcune settimane a Taiwan con mia moglie. Durante un'escursione in una zona piuttosto selvaggia sulla costa orientale di Taiwan mi arrampicai su un muro, poi su una rete sopra il muro, e la maglietta neozelandese - alla sua prima uscita! - rimase impigliata, e scendendo si strappo'. C'era un buco, piccolo ma ben visibile, forse largo un paio di centimetri.

Una delle mie pazienti cognate, appassionata di cultura aborigena taiwanese, si offri' di riparare la mia maglietta, e lo fece aggiungendoci un tocco personale: per dissimulare la cucitura, la copri' con la riproduzione di un cappello degli aborigeni della tribù degli Amis, cappello che funge anche da simbolo di pace, per controbilanciare l'aggressività dei cinque guerrieri Maori.

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Argomenti discussi in questa pagina: abbigliamento, racconti, viaggio

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