Il Terminale 5 di Heathrow

Arrivo al Terminale 5 in cinque minuti, il 557 mi scarica al pianterreno, che poi - visto che sopra ci sono i parcheggi - pare un sotterraneo, ed e' probabilmente il punto piu' freddo dell'Inghilterra meridionale: ci vuole il maglione anche quando fuori c'e' il sole. Al pianterreno ci sono gli arrivi e le biglietterie per la metropolitana e per l'Heathrow Express, il treno rapido verso Londra. Prendo un ascensore e salgo fino alle partenze, ed esco. Giro a sinistra e percorro il marciapiede lungo l'area del "drop-off" fino alla fine, dove c'e' l'area fumatori, con vista panoramica sulla pista meridionale dell'aeroporto, per vedere di fare qualche foto da un punto per me inusuale. Brutta sorpresa: ora c'e' una griglia metallica che segue il profilo del muretto, e non c'e' verso di fare una foto in cui non compaia. Problema secondario per un terrorista, ma gli appassionati di fotografia la odieranno.

Rientro nel terminale, area partenze. Mi siedo e scrivo, come da programma. Scrivo quest'articolo, ne correggo altri, osservo i viaggiatori che passano, mi guardo intorno. Sono presenti postazioni per la ricarica dei dispositivi elettronici, qui nel Terminale 5: hanno la presa britannica a tre poli, la presa "europea" a due poli" e prese USB standard, il tutto moltiplicato per quattro, moltiplicato per una decina di postazioni qui nell'area partenze.

Brusio di fondo. Gli aerei si sentono molto di piu' quando sono a casa, tranne quando il cane (o i bimbi) del vicino ne coprono il rumore. Qui in aeroporto si sentono appena, e neppure le conversazioni dei passanti - o di chi e' seduto di fianco a me - disturbano. Se c'e' qualcuno che parla in una lingua che conosco, e ad alta voce, finisco sempre col farmi distrarre da quel che dicono, col rischio di trovarmi a trascrivere quel che dicono, come fosse un dettato delle elementari.

Il Terminale 5 e' stato inaugurato nel 2008, ma la Regina potrebbe aver tagliato il nastro anche solo ieri: e' tutto lindo, non c'e' niente che sia consumato, e le vetrate, enormi, portano tanta luce nell'area delle partenze (gli arrivi, al piano di sotto, non godono di altrettanta luminosita'). Vicino al Punto di Non Ritorno per i Passeggeri in Partenza (PNRPP), cioe' l'ingresso delle partenze, dei pannelli ricordano ai viaggiatori che i loro dispositivi elettronici devono essere in grado di accendersi, se il personale della sicurezza lo chiede. Credo sia lecito voler verificare se un cellulare e' davvero un cellulare, oppure se la sua batteria e' una bomba.

Sugli schermi del terminale si alternano le pubblicita' di profumi, una in bianco e nero con il tizio che fa il vampiro di Twilight, un'altra con quell'attrice sudafricana che si arrampica vestita d'oro e lancia petali d'oro e la pubblicita' ha un tono dorato... come dire "compra il nostro profumo e varrai oro!". Ah, Charlize Theron, ecco come si chiama.
Curioso, nessuna pubblicita' di assorbenti, deodoranti, mentine per l'alito, pastiglie miracolose contro l'impotenza o la caduta dei capelli, solo prodotti di classe.

Osservo il mio zaino, comprato otto anni fa ad Atlanta. Le fettucce ("straps") degli zaini paiono esistere solo per rompere le scatole, sono sempre troppo lunghe e quando poi le tagli, rimpiangi che sono troppo corte. Qualche progresso e' stato fatto, ma le fettucce continuano a passare troppo tempo svolazzando.

Lascio il Terminale 5 perche' ho esaurito l'ispirazione. Prendero' la metropolitana (gratis) per raggiungere la stazione dei terminali 1/2/3. L'ascensore e' pieno di passeggeri che probabilmente non hanno familiarita' con questo coso: sono tutti rivolti verso l'entrata (mentre la porta che si aprira' per scendere e' quella alle loro spalle), cercano di capire quale pulsante premere per andare verso le partenze o la metropolitana (non sapendo che l'ascensore procede ciclicamente: dal piano piu' alto, le partenze, scende verso gli arrivi, poi scende fino alla stazione della metropolitaqna, quindi risale fino alle partenze), come mai il pulsante per chiudere la porta dell'ascensore non funziona (non ho risposte, per quello: magari e' temporizzato). Mi sembrano irritati, tutti, come se fossero semi-chiusi qui da un po'. Io non ho fretta e potrei permettermi di sprecare tempo, ma visto che sono vicino all'uscita, esco e vedo che c'e' un altro ascensore presente al piano, salgo, e quello parte dopo pochi secondi, con le porte che si chiudono in faccia a chi mi ha seguito dall'ascensore precedente. Il pulsante per aprire o chiudere la porta pare posticcio anche qui.

Ventisei sterline e quaranta nella mia Oyster card, dice il cancelletto d'ingresso della metropolitana. Salgo su un treno, scompartimento vuoto. Poi arrivano due uomini e una donna in divisa da assistenti di volo della British Airways. Uno dei due steward pare parecchio effeminato, e parla continuamente; l'altro scambia uno sguardo com me, e pare voler dire "non sono gay", oppure "non siamo insieme". Quello che parla continuamente tira fuori una bottiglia da una borsa di plastica; larga in basso, col collo stretto, ricorda quelle usate per il bicerin torinese, ma il liquido, in questo caso, e' trasparente, con piccole pagliuzze che si muovono all'interno. Lo steward spiega che ha comprato la bevanda (alcolica, of course) a Boston, dopo averla provata in un bar. E' alla cannella, e contiene pagliuzze d'oro. L'oro lo si trova sia negli alimenti che nelle bevande, di questi tempi... il valore di questi prodotti cambiera' con la quotazione dell'oro! La bevanda, chiamata Goldschläger, "is made in Italy", dice lo steward, per cui, m'intrometto anch'io nella vivace conversazione, che ora comprende i tre assistenti di volo, ed esamino la bottiglia: potrebbe essere fatta in Trentino, visto che il nome della bevanda pare tedesco.

Di Claudio @ VL

Immagine pubblicata il 10/10/2014 nella galleria Una giornata a Heathrow - foto

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