La ragazza che cuciva, che s'era allontanata dieci minuti fa, torna, ma i posti vicino a me ora sono occupati da una famiglia dell'Asia centrale. La ragazza si sposta sotto un tabellone delle informazioni e si accomoda nella posizione del loto, per terra. Apre lo zaino, ne estrae il rullo di filo blu che aveva usato prima, e riprende a cucire. Cinque ferri incrociati segnano un'apertura a pentagono nel tubo che sta cucendo. Una manica larga, o una maglia stretta, forse.

Inizio a pensare a ricaricare il laptop, ma non vedo le colonnine presente al T5. Scendo agli arrivi, e non ne trovo neppure li'. Chiedo ad una tizia del servizio informazioni, mi indica una singola presa a muro, seminascosta e a tre poli (per dispositivi con spina britannica), a cui qualcuno ha collegato un cellulare; la tizia mi dice di provare di sopra, alle partenze. Salgo, e visto che continuo a non vedeere le belle e pratiche colonnine presenti nel Terminale 5, chiedo ad un "uomo in viola", uno dell'assistenza ai passeggeri. Mi dice che ci sono, devono esserci, dei punti per ricaricare cellulari e gadgets vari, e che nessuno gli aveva mai fatto questa domanda, finora. Riusciamo a trovare qualcosa, ma non e' molto: sono presenti delle prese elettriche tra gli sportelli con la lettera "A" e Costa Caffe'. Sono due prese britanniche, piazzate sui pilastri in alluminio satinato, nascoste alla vista: questo non e' un punto adatto a ricaricare niente, per un passeggero! La posizione nascosta indica chiaramente che queste prese vengono usate per collegare macchine lava-pavimenti o altri aggeggi utilizzati per la pulizia e la manutenzione dell'aeroporto. Il tizio in viola mi spiega che e' probabilmente una scelta, visto che ci sono punti di ricarica "veri" e fontanelle per abbeverarsi dopo l'ingresso riservato ai passeggeri, e la direzione dell'aeroporto vuole che i passeggeri si portino in quell'area, anziche' starsene fuori con parenti e amici. Quindi, l'area delle partenze del T2 e' progettata come area di passaggio, in cui passeggeri e accompagnatori dovrebbero trascorrere poco tempo. Capisco. Ma come giustifichiamo le stesse mancanze anche nell'area arrivi, in cui a volte si finisce (aspettando qualcuno) col passare tanto tempo? E come mai la scelta di dotare il T5 delle colonnine di ricarica nell'area partenze e non in quella degli arrivi?

Ai passeggeri che non hanno con se' un laptop, un tablet o uno smartphone, ma che vogliono comunque cercare qualcosa su Internet (o controllare la propria posta tramite un web client), il T2 offre una serie di banchi con dei tablet (fissati al banco, e probabilmente imbullonati, controllati da telecamere, e con una squadra SAS - come la SWAT - pronta a saltarvi addosso se tentate di portarveli via) per navigare in rete. Il motore di ricerca offerto di default e' Ask Jeeves, pare di tornare al 1999. La connessione e' gratuita per venti minuti.

Di Claudio_VL

Immagine pubblicata il 10/10/2014 nella galleria Una giornata a Heathrow - foto

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