Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: Italia
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
Italia
Natale. Il venticinque dicembre e' arrivato e quasi passato, e ho notato un paio di cose, da viandante rientrato temporaneamente in Italia.
1) La
televisione sembra scomparsa. In quarantott'ore non ho ancora visto un televisore acceso, e mi pare un'ottima cosa.
2) Facendo un giro di telefonate di auguri, nel giro di un minuto di conversazione emerge la dettagliata descrizione di una dozzina di
malanni fisici. In Inghilterra ci vuole una conversazione di un'ora, possibilmente col vostro interlocutore legato alla sedia e sotto tortura, perche' si inizi a parlare di salute. Saremo malaticci o ipocondriaci?
3) L'Italia sara' in crisi, ma la
quantita' di Porsche in giro continua a crescere. Magari le regalano, non so...
4) Le
code al supermercato erano molto brevi, ieri (tardo) pomeriggio. Ipotesi:
a) c'e' crisi, la gente compra meno;
b) chi doveva fare acquisti era stato previdente e li aveva gia' fatti;
c) chi doveva fare acquisti stava aspettando l'ultima mezz'ora per farli;
d) la folla era tutta in altri supermercati, non al Panorama di San Mauro;
e) gli italiani acquistano online anche lo zampone e il capitone, ormai.
5) Ho passato il pomeriggio della domenica natalizia a sistemare la connessione Internet di un computer con Windows 7 (che non ne voleva sapere di installare i driver di un
dongle wi-fi Netgear) e ad aggiornare un laptop con Ubuntu da Karmic Koala a Lucid Lynx 10.04.3, e poi a sistemare il plug-in di Firefox per le animazioni Flash.
Tipico rituale natalizio.
6) Sono a
Settimo Torinese, dunque in Piemonte, dove gli
antipasti sono il pezzo forte, a tavola. Eppure, riducendo la varieta' e quantita' di antipasti a disposizione, durante la cena del 24 e il pranzo di Natale, siamo riusciti ad arrivare alla fine del pasto senza gonfiarci come tacchini all'ingrasso. Questa e' una novita'.
7) Il
regalo di Natale piu' popolare del 2011 sembra essere la coperta con le maniche: ne ho viste due, ieri sera, tra i regali che ci siamo scambiati.
8) Il piu' bel regalo di Natale, al momento, e' l'annuncio che il governo britannico vietera' i
sovrapprezzi assurdi di certe aziende (tra cui easyJet e Ryanair) per i pagamenti con carte di credito.
9) Tempo fa avevo messo a confronto le
temperature di Londra, Atlanta, Torino, Singapore e Ancona (non chiedetemi perche'), per verificare una mia vecchia idea, e in questi due giorni, arrivando dall'Inghilterra, ho avuto l'ennesima conferma: Torino e' piu' fredda di Londra. E l'aria sembra piu' secca.
10) Continuiamo ad aspettare che qualcuno dall'alto - Dio o governo - cambi la situazione in Italia, ma nel frattempo ci guardiamo bene da cambiare
certe nostre abitudini, quella
piccola illegalita' diffusa di cui parlai tempo fa. Ho visto gente senza cinture di sicurezza. Sveglia, siamo quasi nel 2012! Ancora vi pare che si tratti di un'insopportabile imposizione che viola il vostro diritto a sfracellarvi il cranio contro il parabrezza? Prego, continuate cosi'. E per chi s'imbufalisce pensando ai clienti che non pagano le vostre aziende, provate a pensare a quanti film su DVD avete pagato (non all'amico che ve li fa avere a dieci euro alla dozzina), e a quelle copie di Photoshop e MS Office che non hanno mai visto una licenza. Tra usare legalmente un'alternativa gratuita (Gimp e OpenOffice) o a basso costo (PaintShopPro e StarOffice), e usare gratis una versione
illegale (ripetiamolo:
illegale) del software piu' popolare, noi scegliamo sempre la soluzione illegale. E se siamo noi stessi a vivere nell'illegalita', come possiamo poi criticare l'onesta' di chi ci governa? Uhm... questo spiega gli ultimi diciotto anni di governo.
Tags: feste, Italia, italianità, liste
Cinque anatre andavano a sud
forse una soltanto vedremo arrivare
ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare
(Francesco Guccini, Le cinque anatre)
In queste settimane di preparativi, corse, prenotazioni, passaggi dati e passaggi ricevuti, ricerche affannose di tende e sacchi a pelo in soffitta, mi e' sfuggita una notizia importante:
Arenaways, la prima azienda ferroviaria privata italiana, e' in crisi. Claudio Sguazzini, Pier Vincenzo Pellegrino e Andrea Francone non hanno accettato la richiesta di aumento di capitale proposta da Giuseppe Arena, fondatore dell'azienda, ed hanno presentato istanza fallimentare alla fine di luglio. Fallimento, odiata parola. Come dice il
sito Arenaways, dal primo agosto 2011 la linea Torino-Milano (l'unica servita dalla compagnia) e' stata sospesa: i passeggeri che la utilizzavano erano, in media, 110 al giorno (
fonte), troppo pochi per coprire le spese.
Pare quindi conclusa l'avventura di Arenaways. Il sogno del suo fondatore, la sfida a Trenitalia, uno dei caposaldi dello statalismo italiano, era forse destinata al fallimento prima ancora dell'inizio.
Quali aziende ferroviarie rimangono a fare concorrenza alle Ferrovie dello Stato? La NTV? FerrovieNord? Speriamo che il fallimento di Arenaways non scoraggi altri imprenditori dall'entrare nel mercato dei trasporti su rotaia: il danno per la mancata concorrenza al monopolista di Stato lo subirebbero gli utenti finali, cioe' noi.
Tags: crisi economica, Italia, treni
Ricevo e segnalo quest'offerta di Trenitalia: per chi va a Rimini o Riccione in treno, l'Associazioni Albergatori di Rimini e Riccione offre il rimborso del biglietto. Per un soggiorno in un albergo aderente all'iniziativa della durata di
una settimana verra' rimborsato il biglietto di andata, con un soggiorno di
due settimane si ottiene il rimborso anche del biglietto di ritorno.
I dettagli dell'
offerta:
REGOLAMENTO
Per potere aderire alla promozione " Al mare in treno" contatta direttamente l'hotel e comunica che offerta scegli al momento della prenotazione:
- settimanale
- bisettimanale
- settimana corta
Offerta Settimanale/Bisettimanale
La proposta prevede il rimborso del biglietto ferroviario di andata per chiunque effettui un soggiorno di almeno una settimana in mezza pensione o pensione completa.
Per soggiorni di 2 settimane viene rimborsato il viaggio di andata e ritorno, i rimborsi quindi raddoppiano ma con le stesse modalità del viaggio di andata.
L'importo rimborsabile per il soggiorno di una settimana di vacanza è pari al biglietto di sola andata fino a 40 € a persona per gli Hotel a 3 e 4 stelle e di 25 € a persona per gli Hotel a 1 e 2 stelle.
Per due settimane di permanenza viene rimborsato il biglietto di andata e ritorno fino a 80 € a persona per gli Hotel a 3 e 4 stelle e di 50 € a persona per gli Hotel a 1 e 2 stelle.
Il biglietto sarà rimborsato dall'albergatore al saldo del conto.
Offerta Settimana Corta
Per minimo 4 soggiorni da Domenica e Giovedì un ingresso a persona in un parco divertimento o in alternativa il servizio spiaggia per 2 giorni con 1 ombrellone e 2 lettini a camera occupata almeno da 2 adulti.
La scelta del Parco va in base alla disponibilità di biglietti dell'albergo tra i seguenti Parchi: Oltremare (Riccione), Acquafan (Riccione), Italia in Miniatura (Rimini), Fiabiliandia (Miramare di Rimini), Le Navi (Cattolica) I parchi sono tutti raggiungibili autonomamente con i mezzi pubblici.
Modalità del rimborso
Lo sconto sarà effettuato direttamente dall'albergatore all'atto del saldo del conto dietro presentazione da parte del cliente del biglietto ferroviario utilizzato per l'arrivo.
Biglietto di viaggio e treni interessati
Il biglietto di viaggio, riportante Riccione o Rimini come destinazione, potrà essere acquistato presso tutti i canali di vendita Trenitalia, anche in modalità ticketless.
Nel caso di biglietti ticketless il cliente, per ottenere il rimborso del viaggio o lo sconto sul soggiorno, dovrà presentare all'hotel la ricevuta di pagamento emessa a bordo treno o la stampa dell'e-mail.
Sono interessati dall'offerta i viaggi in 2^ classe fino a Riccione o Rimini con treni Regionali, Intercity, Eurostar City ed Eurostar Fast.
Non sono previste particolari condizioni relativamente al tipo di treno utilizzato (dall'Eurostar Fast al Regionale), ai clienti che decidono di viaggiare in prima classe verrà comunque rimborsato il biglietto di seconda classe.
Bambini
Per i bambini i rimborsi sono conformi alle tariffe ridotte di Trenitalia (come da regolamento Trenitalia hanno diritto a viaggiare gratuitamente i bambini fino a 4 anni non compiuti e al 50% fino ai 12 anni non compiuti, maggiori informazioni sulle tariffe sul sito www.ferroviedellostato.it)
Carta Vantaggi
Tutti gli ospiti della promozione hanno diritto alla Carta Vantaggi "al Mare in Treno" che garantisce sconti sul trasporto pubblico locale, ingresso gratuito nei musei e riduzioni per l'ingresso in alcuni parchi divertimento della riviera .
La carta viene inviata agli ospiti dall'Hotel, è nominativa, ed è valida solo allegando i biglietti del treno con destinazione Riccione o Rimini.
Qui tutti i dettagli
Scadenza e modalità dell'offerta
Tutte le offerte sono valide per soggiorni in mezza e pensione completa. Le due offerte non sono cumulabili tra di loro o con altre realizzate dai singoli alberghi.
Le offerte alberghiere legate alla promozione sono a posti limitati e sono valide dal 1 marzo al 31 dicembre 2011. L'offerta "Settimana corta" non è valida nel mese di agosto.
Buon viaggio a tutti.
Tags: Italia, mare, offerte speciali, treni
Ceneri vulcaniche, vi ricordate quest'espressione?
Non e', per fortuna, una situazione grave come la
crisi causata dal vulcano Eyjafjallajökull, ma nei giorni scorsi un aeroporto e' stato chiuso a causa della presenza di ceneri vulcaniche. Si tratta dell'aeroporto di
Catania Fontanarossa, chiuso tra il 12 e il 13 maggio per la presenza di cenere sulla pista. Ecco il comunicato dell'
ENAC:
RIAPERTO ALLE 06:00 DI QUESTA MATTINA L’AEROPORTO DI CATANIA CHIUSO DA IERI PER LA PRESENZA DI CENERE VULCANICA SULLA PISTA
Dalle 06:00 di questa mattina, venerdì 13 maggio, dopo la riunione dell’apposita unità di crisi, è stato riaperto l’Aeroporto di Catania Fontanarossa chiuso da ieri a causa della presenza sulla pista di cenere vulcanica che si era depositata sul sedime aeroportuale a seguito dell’attività eruttiva dell’Etna.
L’aeroporto è ora pienamente operativo.
Roma, 13-05-2011
Non si tratta, come detto, di una 'crisi', ma di una chiusura di poche ore; a differenza delle le ceneri del vulcano islandese Eyjafjallajökull, che erano in sospensione in una larga nube il cui attraversamento era sconsigliabile, mentre a Catania Fontanafredda la cenere era presente in forma di sedimento sulla superficie della pista dell'aeroporto.
Ricordo che la cenere prodotta dai vulcani e' "
dura, abrasiva (...), non si dissolve in acqua, conduce elettricità". Gli effetti della cenere vulcanica sono simili a quelli di una
sabbiatura, procedura che, tra l'altro, opacizza le superfici trasparenti. E a nessuno piacerebbe volare su un aereo il cui pilota non puo' vedere attraverso il parabrezza, quindi meglio che linee aeree, aeroporti e autorita' varie continuino ad essere prudenti quando ci sono ceneri vulcaniche in giro.
Tags: aeroporti, ENAC, Italia, meteo, voli cancellati
Se siete in Inghilterra, ad ovest di Londra, una visita a
Legoland, a Windsor, e' un modo divertente per trascorrere una giornata in mezzo ai popolari mattoncini danesi. Ci sono
giostre perfette per rinfrescarsi, un labirinto solo apparentemente semplice, un ottovolante e vari trenini, e tante altre attrazioni ideali per i vostri bambini e per il bambino che e' in voi. A me personalmente piace molto Miniland, l'area di Legoland in cui i Lego vengono utilizzati per ricostruire citta' e monumenti europei: scorci di citta' britanniche, francesi, belghe, italiane. Ed e' appunto riguardando le foto scattate alla "piazza italiana" che ho notato qualcosa a cui non avevo badato inizialmente. Ecco una foto di una piazza italiana a Legoland (cliccate sulla foto per ingrandirla):
A me, questi tizi vestiti di nero con cravatta bianca, che escono da un'auto nera, con in mano una custodia di violino (forse simile a
questo), sembrano mafiosi, gangsters pronti ad una rapina o ad un omicidio. Questa, per i manager di Legoland, rappresenta una tipica piazza italiana; stupisce che non abbiano pensato di piazzare nella riproduzione di Parigi un
flic fatto coi Lego, che rincorre un ladro con maglia a strisce e basco; oppure uno scontro tra poliziotti e manifestanti nella mini-Londra; o magari, nella piccola Amsterdam fatta coi Lego avrebbero potuto costruire un piccolo locale da cui escono avventori sorridenti e barcollanti, avvolti in nuvole di fumo. Tanto per affidarci agli stereotipi.
E a voi, cosa sembra quella comitiva vestita di nero nella foto? Un sestetto di violinisti?
Aggiornamento 12/05/2011
A quanto pare non sono il solo ad aver notato questa particolare composizione fatta coi Lego:
questa pagina di Flickr mostra una foto simile - con le figure Lego disposte in modo lievemente differente - ed e' intitolata
Legoland Italy Mafia.
Tags: foto Gran Bretagna, Gran Bretagna, Italia, Lego, stereotipi
Se avete passato i vent'anni da un pezzo, e viaggiate da un po', saprete che i politici italiani erano ignoti, all'estero. I soli nomi che gli stranieri sembravano conosceva erano quelli di Giulio Cesare, Nerone e Mussolini. Non Craxi - neppure dopo la
crisi di Sigonella - e neppure l'eterno Andreotti: i politici italiani erano visti in generale come un gruppo di intrallazzatori incapaci di fare qualunque cosa, compreso il creare un governo stabile. Questa era la situazione prima della
discesa in campo di Silvio Berlusconi. Grazie a lui, l'Italia "gode" di un'inusitata visibilita' internazionale. Certo, il 50% delle notizie che riguardano Silvio Berlusconi lo mostrano come un pallone gonfiato ("vanaglorioso" sarebbe troppo gentile) che si arroga meriti che non ha; l'altro 50% riguarda comportamenti scandalosi (prima ancora che illeciti) che porterebbero un politico di qualsiasi nazione seria a dimettersi con la coda tra le gambe.
Lo dico per quelli seduti in fondo alla sala, che magari non hanno sentito:
un Primo Ministro non ha una vita privata. Un Primo Ministro e', per la durata del suo mandato, un simbolo nazionale in servizio 24 ore al giorno. Se non lui, chi deve esserlo? Lapo? Corona? Qualche calciatore? I tizi del Grande Fratello?
I comportamenti di un Presidente del Consiglio intemperante non hanno, come conseguenze, solo qualche processo evitato tramite leggi
ad personam. Quando gli Stati Uniti avevano George W. Bush come presidente, la loro reputazione internazionale ne risentiva: italiani, tedeschi, inglesi, francesi, si chiedevano "questa persona che ho davanti a me, quest'americano, ha eletto quel genio di presidente? Il solito guerrafondaio
yankee al soldo dei petrolieri texani". Il modo in cui i turisti statunitensi venivano accolti e trattati in giro per il mondo risentiva delle notizie che il resto del mondo leggeva sui media. E grazie a Silvio Berlusconi, ora ci siamo noi, sul palcoscenico. Certo, un palcoscenico molto piu' modesto, neppure un politico italiano libertino puo' portare l'Italia alla ribalta piu' di tanto, ma siamo osservati, comunque. L'articolo di Alex Roe intitolato
"Silvio Berlusconi fa pubblicita' all'Italia" evidenzia il rischio che i comportamenti di Berlusconi ...
Tags: destinazioni, Italia, Silvio Berlusconi, stereotipi
Le pazzie del Presidente del Consiglio italiano potrebbero avere inaspettati risvolti per il turismo in Italia. E non solo negativi. Per esempio, il sito Jaunted ha pubblicato un articolo in cui segnala ai suoi lettori la possibilita' di affittare il "Berlusconi Sex Castle" (il "
Castello del Sesso di Berlusconi"). L'articolo dice piu' o meno quanto segue:
Possiede proprieta' immobiliari dentro e fuori Milano, un palazzo a Roma e una villa in Sardegna, eppure tutte questi splendidi posti non sono sufficienti per ospitare il seguito di squillo del Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi. Secondo il Telegraph e secondo intercettazioni telefoniche, ultimamente i flirt di Silvio hanno avuto come epicentro un castello del XV secolo poco fuori Roma, il Castello di Torcrescenza.
Quelle che Berlusconi ospita li' sono "cene" con ex modelle di Playboy e altre bellissime donne, probabilmente prostitute procurategli da varie fonti, fonti che stanno diventando note al pubblico. Possiamo quindi pensare che le sue "cene" al castello siano terminate e che il castello sia a disposizione per le vostre prossime vacanze con famiglia in Italia ... o per altre cose. Si presenta bene:
Il sito del castello dice che e' circondato da un vasto parco e da un campo da golf, e che e' la residenza privata della principessa Sofia Borghese Ferrari Sardagna (sic?) di Newburg e Hohenstein, diretta discendente di Papa Paolo V. (...) E cosi' il castello e' di proprieta' di un discendente di un Papa? Questo significa che difficlmente lo scandalo di Berlusconi sara' la prima relazione illecita svoltasi in questo luogo.
Il pezzo di
Jaunted potrebbe spingere qualche turista straniero a venire in Italia e a visitare Torcrescenza, e magari altre localita' legate al nostro esuberante Presidente del Consiglio. Anche le situazioni negative possono avere qualche piccola conseguenza positiva...
Tags: destinazioni, idee per il settore turistico, Italia, italianità, Silvio Berlusconi

Torino-Milano in direzione Malpensa. Come sempre, nebbia.
Tags: cartoline, Italia, meteo, strade

Urbino, gennaio 2010. Busto di Fulvio Corboli Aquilini (1762-1826) studioso di filosofia, matematica, architettura, muslca e pittura.
Tags: foto, Italia, Marche, monumenti
Nel corso di un convegno Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ha
detto "E' difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in Italia". Grazie, non ci voleva un manager plurilaureato per capirlo, ma mi fa piacere vedere che c'e' arrivato anche Marchionne. Nell'ultimo decennio, che ho trascorso all'estero, sono stato spesso coinvolto in conversazioni sull'Italia; in alcune occasioni ci sono stati da sfatare degli stereotipi, spesso mi sono state fatte domande spiacevoli, imbarazzanti o curiose. Ecco una selezione di quelle conversazioni, svoltesi a volte in Italia e a volte all'estero, conversazioni che a volte toccano la situazione politica italiana, altre volte riguardano invece in generale l'immagine che l'Italia da' di se' all'estero.
L'anno era il
2004, ero in taxi a Taipei (Taiwan). Il tassista mi chiese di che nazionalita' fossi. Alla mia risposta, mi chiese se fosse vero che la liberta' di stampa in Italia era limitata, "come ai tempi di Mussolini"...
2006, Londra. Un amico cuoco si trasferisce in Inghilterra per lavorare a Londra, la sua citta' preferita. E' la seconda volta, passa qualche settimana con noi. Parliamo dei datori di lavoro che ha incontrato finora da queste parti, e dice che lavorare per un boss inglese va bene, ma se il ristorante e' invece italiano, dimenticati d'essere pagato per intero, dimenticati d'essere pagato per tempo, e se fai un periodo di prova dimenticati anche d'essere pagato.
Ipse dixit.
Milano, intorno al 2005. Entro nell'ufficio di un conoscente, che sta parlando con un ospite, il direttore di una filiale straniera della ditta per cui lavoro. Ci salutiamo, invito a riprendere la conversazione, abbiamo una riunione insieme ad una quarta persona tra un quarto d'ora. La conversazione riprende, il collega straniero ascolta pazientemente una lunga serie di lamentele sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, poi chiede a me cosa ne penso. Condivido la critiche, rispondo. Lo straniero ci chiede "Com'e' che non incontro nessun italiano che voti o anche solo apprezzi Berlusconi, eppure continuate ad eleggerlo?". Beh, "the empty can rattles the most", gli rispondo. Chi e' soddisfatto parla meno di chi e' insoddisfatto.
A
Taoyuen (una citta' taiwanese) guardo la tv con amici e parenti taiwanesi. Cambiando canale ci troviamo di fronte ad una partita di calcio, e immediatamente vediamo oggetti gettati dagli spalti, poi uno dei due portieri viene colpito da un razzo. Penso a quali possano essere le nazionalita' dei tifosi delle due squadre, visto che non sono abbastanza vicino alla tv per leggere i nomi delle squadre. Intorno a me vedo facce preoccupate. Mi avvicino alla tv e scopro che si tratta di Inter-Milan, in Champions League. Quello colpito e' Dida, il portiere milanista. Qualcuno mi chiede se succedano spesso cose del genere nel calcio italiano. Qualcun altro menziona uno scooter lanciato dagli spalti a Milano, io spiego che era piccolo, piccolissimo, un ciclomotore, e che i tifosi non avevano neppure dato fuoco al carburante, mi pare. La partita nel frattempo e' sospesa, e una mano pietosa cambia canale, si passa al baseball, per fortuna.
Atlanta, USA, Pasqua 2006. Sono ospite al pranzo pasquale di una famiglia americana, ci sono altri colleghi. Il marito della padrona di casa, un sessantenne proprietario di capannoni, che a tutta prima potrebbe sembrare il tipico statunitense del Sud grosso, grasso, repubblicano e provinciale che non sa nulla di quel che accade fuori dalla sua contea, mi fa una domanda che mi lascia basito: "Credi che Berlusconi abbia perso le elezioni per l'appoggio che ha dato alla politica estera statunitense?".
Singapore, giugno 2010, in un pub lungo Boat Quay. Sul megaschermo del pub c'e' Italia-Slovacchia. Qui dentro tutti tifano per gli
underdog, gli slovacchi sfavoriti dal pronostico e dalla classifica FIFA. La nazionale italiana dorme fino a meta' del secondo tempo, poi si sveglia. Nel pub, molte voci chiedono (non a me, che non sono identificabile come italiano nonostante indossi una maglietta azzurra) "Non potevano svegliarsi prima, questi italiani, anziche' puntare come sempre allo zero a zero?". Vecchia storia, la nostra propensione al
minimo risultato col minimo sforzo.
Taoyuen (Taiwan), agosto 2010, a casa di parenti. Mio cognato legge il giornale, chiede a sua sorella, mia moglie, di tradurmi quello che dice: "Il giornale dice che il vostro primo ministro e' stato beccato con delle prostitute ed e' nei guai". Gli rispondo che no, non e' una cosa recente, e che non capisco come mai sia sul giornale oggi. Lui replica "Non e' una storia recente? Vuoi dire che si e' gia' dimesso per lo scandalo?". No, gli spiego, non s'e' dimesso perche' lo scandalo e' stato relativamente piccolo, tanti pensano che un Presidente...
Tags: antropologia spicciola, Italia, italianità, Silvio Berlusconi, stereotipi

Un cartello che ha attirato l'attenzione di molti passanti durante la camminata verso la base delle
Frecce Tricolori a Rivolto (UD).
Tags: foto, Italia, umorismo

Domenica mattina, sveglia alle quattro, saro' riuscito a dormire a malapena due ore. Doccia per svegliarsi, latte e cereali, ultima decisione da cui dipende il destino del mondo ("Meglio portarsi dietro il 10-20mm oppure meglio lasciarlo a casa e avere lo zaino piu' leggero?"), poi salgo in auto, imbocco la A4 e vado a Rivolto, comune di Codroipo, Friuli, per il
Cinquantennale delle Frecce Tricolori. Arrivo verso le dieci e un quarto, dopo aver rispettato i limiti di velocita', aver spiegato a mia moglie, straniera, come mai tra quei signori vestiti di verde che abbiamo incontrato alla stazione di servizio, diretti ad una manifestazione a Venezia, non avevano neppure una bandiera italiana. Arrivo dopo aver riassaporato il
piacere di guidare col sole basso diritto in faccia. Parcheggio la Panda a Campoformido, prendiamo uno dei pullman-navetta preparati dall'organizzazione dell'evento, arrivati a Rivolto scendiamo e camminiamo a lungo nella campagna friulana, insieme ad una marea umana multinazionale e multietnica, unita dalla comune passione per il volo, prima di raggiungere l'aeroporto.
E lo spettacolo inizia. Si susseguono voli dimostrativi di velivoli dell'AMI e pattuglie acrobatiche, e pensieri portati da aerei visti mai abbastanza.
Passa il Tornado, l'aereo dell'AMI che sento piu' "mio" per averlo seguito fin da prima che entrasse in servizio.
Quel C-27 Spartan che passa in volo rovesciato avra' a bordo
lo stesso gentilissimo equipaggio che incontrai a Singapore?
L'obiettivo che sto usando (50-500mm) attira l'attenzione di altri appassionati di fotografia. Un signore con una Nikon D50 mi chiede dell'obiettivo, e se uso l'autofocus o se lavoro in manuale (us l'autofocus con 3D Tracking). Inizio a parlare con Ivan, udinese, e si parla di tutto, fotografia, aviazione, moto. Intorno, tante famiglie, quasi piu' straniere che italiane: tanti sloveni e croati, olandesi e tedeschi. Tanti bambini, anche, e una quantita' sorprendente di ragazze, prova che l'aeronautica non e' solo una passione per
nerd maschi.
A pranzo arrivano degli aerei rossi, li guardo e non li riconosco immediatamente. Poi li identifico: sono il secondo motivo per cui sono venuto qui, la ragione per cui ho scelto la domenica anziche' il sabato: la pattuglia dei Red Arrows della Royal Air Force. Gira voce che siano arrivati a Rivolto dopo aver svolto un'altra esibizione, oggi, in Gran Bretagna.
Il sole cuoce la pelle, nonostante la crema con fattore 50. Facciamo fuori molte bottiglie d'acqua, e al momento di buttare via i vuoti sembra che nessuno, tra le migliaia di spettatori, sembra aver buttato via le bottiglie dove capita: ci sono decine di persone che, come me, attendono il loro turno per buttarle nei fustoni della raccolta differenziata, controllati da un signore (un volontario, credo) che ha il suo daffare per evitare che anche solo UNA bottiglia finisca nei fustoni sbagliati.
Nel pomeriggio si susseguono le pattuglie acrobatiche maggiori, in ordine crescente d'interesse, almeno per me: la Patrulla Aguila spagnola e' ottima, dopo arriva la Patrouille Suisse che e' una sorpresa, non li avevo mai visti dal vivo: usa dei vecchi F-5 (un altro velivolo col quale ho un legame affettivo: fu uno dei primi modellini che mi capitarono tra le mani, ai tempi della prima elementare) con una bella livrea, e sembrano avere un'approccio piu' creativo rispetto ad altre pattuglie. Per dire, alcuni dei loro passaggi iniziano da est e sembrano piu' vicini, rispetto agli aerei visti finora, alla zona del pubblico. La Patrouille Suisse chiude la sua esibizione con i sei velivoli che lanciano
flares altra "esclusiva".
Parlando di figure: tutte le pattuglie hanno disegnato in cielo un cuore. Niente in contrario, ma ... dopo i primi tre o quattro, l'effetto novita' sfuma, e lo stupore del pubblico si trasforma in un "Naaah, ce l'ho gia', una foto simile a questa!".
Con la Patrouille de France la qualita' dell'esibizione sale ulteriormente di livello: piu' velivoli, traiettorie multiple che si incrociano, velivoli piu' vicini. Poi arrivano i Red Arrows, e la loro esibizione e' in buona parte a microfoni aperti, e sentiamo l'entusiasmo di questi piloti nelle loro parole e, ancora di piu', negli urli che scaricano nel microfono dopo una manovra: sembra di sentire l'entusiasmo di Jenson Button dopo una vittoria!
Arriva l'EFA, ed e' uno spettacolo anche lui: col Tornado, e' l'unico velivolo ad usare il postbruciatore (ed e' l'unico dei presenti ad esserne dotato, qui, oggi), e giustifica l'invito degli organizzatori a munirsi di tappi per le orecchie (no, io non li ho usati, non voglio perdermi neppure l'audio, di questa manifestazione).
Ed ecco, alle cinque e venti del pomeriggio, il clou della giornata, la giustificazione per quelle ...
Tags: aviazione, forze armate, foto, Italia
Questura di Torino, ufficio immigrazione, alcune centinaia di persone in coda. Bambini d'aspetto asiatico che parlano in perfetto italiano con bambini d'aspetto maghrebino, e che poi si rivolgono ai loro genitori in un'altra lingua. Due bimbi - di genitori nati in Corea, credo - si rincorrono tra la gente in attesa, poi si fermano davanti alla macchinetta del caffe' e dicono "acqua, acqua!", un ragazzo africano alto e sottile si alza e sta per acquistare una bottiglia d'acqua ai bimbi, la loro mamma arriva di corsa, ringrazia e li riporta a sedere.
Tante facce interessanti, sarebbe bello produrre una galleria di ritratti per documentare l'immigrazione in Italia. Non che sia un'idea nuova, ma mi piacerebbe farlo.
Tags: documenti, Italia, migranti
Un
comunicato stampa appena diffuso dall'ENAC informa i viaggiatori italiani che ... beh, eccolo:
L’Enac comunica di aver disposto la riapertura dell’intero spazio aereo a decorrere dalle ore 12:00 di oggi (ora italiana), avendo tolto la limitazione che stamattina autorizzava al volo i soli collegamenti aerei nazionali.
Pertanto da tutto il Paese, compreso il Nord Italia, potranno essere ripristinate le programmazioni dei voli verso ogni destinazione internazionale ed intercontinentale (es. Asia, Nord e Sud America, Africa, Europa meridionale).
Saranno esclusi dal ripristino dei collegamenti soltanto gli aeroporti del Nord Europa ancora chiusi, per i quali si dovranno attendere le decisioni delle locali autorità per l’aviazione civile.
L’Enac conferma che la riapertura dello spazio aereo italiano continuerà ad essere accompagnato da un costante monitoraggio tecnico dei velivoli, secondo severi parametri di sicurezza.
I voli cancellati a causa della nube di ceneri vulcaniche sono tanti, i passeggeri lasciati a piedi anche, ma forse ora si ricomincera' a volare. Incrociamo le dita.
Tags: aeroporti, ENAC, Italia, meteo, voli cancellati
Aumentano i
voli cancellati a causa delle ceneri provenienti dall'Islanda. Lo spazio aereo del nord Italia e' interdetto al traffico fino alle ore 08:00 di lunedi' 19 aprile, secondo quanto stabilito dall'ENAC. Ecco il
comunicato:
PROLUNGATA FINO A LUNEDI’ 19 APRILE, ORE 8:00 ITALIANE INTERDIZIONE DELLO SPAZIO AEREO IN NORD ITALIA
L’Enac ha disposto di estendere l’interdizione al volo strumentale in tutto il Nord Italia fino a lunedì 19 aprile ore 8:00 antimeridiane (ora italiana). Ciò in quanto non accennano a diminuire su tale spazio aereo le negative condizioni determinate dalla nube del vulcano islandese Eyjafjallajökull. Precedentemente suddetta interdizione era programmata fino alle ore 20:00 odierne.
Attualmente non è invece necessario procedere all’allargamento del blocco per ulteriori spazi aerei italiani. L’aeroporto di Fiumicino si conferma quindi aperto al traffico, pur registrando un elevato numero di cancellazioni e ritardi dei voli.
L’Enac aggiornerà le proprie disposizioni con una frequenza di 24 ore, per fornire a passeggeri, operatori del trasporto aereo, tour-operator e tutti gli altri soggetti dell’industria dell’aviazione civile un quadro di riferimento meno precario possibile, nonché consentire alla Protezione Civile italiana di portare assistenza, ove richiesto, ai molti passeggeri che in scali italiani stanno subendo i disagi per effetto del blocco.
L’imponderabilità dell’andamento delle attività eruttive del vulcano e la variabilità delle condizioni meteorologiche imporranno comunque di seguire costantemente l’evolversi della situazione, in modo da poter assumere, se necessario, le dovute decisioni, con la prontezza operativa richiesta in situazioni eccezionali come quella in atto.
Tags: aeroporti, ENAC, Italia, meteo, voli cancellati
Un seminario informatico a Singapore (un
altro). Questa volta e' organizzato da una delle piu' grandi aziende informatiche mondiali, e durante le sessioni del pomeriggio, dedicate alla logistica, il relatore - che sembra una persona equa e bilanciata, nonche' con qualche decennio di esperienza nel settore dell'informatica applicata alla logistica - ha tirato fuori questa perla:
Eravamo in Italia, giorni fa, per un incontro con le Ferrovie dello Stato. Il boss delle Ferrovie ha detto che vuole che la sua azienda diventi "4PL" (quindi un fornitore di servizi logistici integrati - n.d.r.). Gli abbiamo fatto notare che per iniziare e' necessario avere un sistema che fornisca alcune informazioni basilari: se un treno va da Milano a Roma, e' necessario sapere a che ora parte e arriva effettivamente, quanti vagoni ha alla partenza e quanti all'arrivo.
(...) Le ferrovie italiane non perdono semplicemente vagoni, perdono anche i treni.
Non ho fatto in tempo a chiedergli se hanno poi venduto dei prodotti o dei servizi informatici alle EffeEsse...
Tags: informatica, Italia, logistica, stereotipi, treni
A partire dal 28 febbraio 2010, il codice vettore di Meridiana e' cambiato: prima era
GJ, ora e'
IG. Come Meridiana
spiega sul suo sito, "La numerazione dei voli non subirà alcuna variazione e tutti i passeggeri verranno accettati con il documento di trasporto in loro possesso". Bene.
Il motivo del cambiamento di codice? Meridiana e Eurofly sono diventate una sola azienda col nome
Meridiana fly S.p.A..
Meridiana fly diventa la seconda compagnia aerea italiana per dimensioni, dopo Alitalia-AirOne. Meridiana fly pare essere anche l'unica compagnia aerea italiana quotata alla Borsa Valori di Milano.
Il comunicato stampa di Meridiana fly e' disponibile
qui. Anche l'ENAC ha emesso un comunicato riguardo a questa fusione, disponibile
qui.
Tags: Italia, linee aeree
Ieri ho parlato della Malesia, e delle
leggi per proteggere una maggioranza da una minoranza. Scrivendo quell'articolo, ho ripensato alle parole di un amico italiano, insegnante in una scuola media piemontese. Dice che gli allievi figli di immigrati romeni e albanesi, a scuola, sono molto piu interessati alle lezioni, rispetto ai bambini italiani. Fanno piu' domande, pretendono risposte piu' sensate dagli insegnanti, zittiscono i compagni di scuola - spesso italiani - che disturbano. In parole povere, vanno a scuola non solo per dovere, ma perche' vogliono qualcosa, dalla scuola. Emancipazione, un futuro meno duro di quello dei loro genitori, la possibilita' di scegliere cosa fare della loro vita.
Nel frattempo, gli italiani che vanno a vivere all'estero fanno cose simili: anche se vengono assunti da Yahoo! o da aziende londinesi di e-commerce o finanziarie, vanno a vivere in appartamenti condivisi con altre persone per ridurre i costi e mettere da parte soldi, e nel giro di pochi anni di solito comprano casa all'estero o in Italia.
Nel frattempo,
ragazzi e ragazze italiani tra i trenta e i quaranta vivono coi genitori perche' il loro stipendio non permette l'acquisto di una casa libera su quattro lati, con qualche camera da letto ("casomai arrivassero degli ospiti", dicono), e con bei mobili ("dai, mica posso comperare i mobili all'Ikea, voglio che durino!"). Andare a vivere da soli si', ma senza rinunciare allo stile di vita di cui si godeva vivendo con i genitori, eh?
Ecco quanto scrissi due anni fa in un altro sito, in occasione della polemica sui "bamboccioni" creata da una frase dell'allora ministro Padoa-Schioppa:
Giorni fa, il sito di Beppe Grillo ha ospitato una risposta al ministro Padoa-Schioppa. La risposta, tentando di dimostrare l'impossibilita' di mettere in pratica cio' che il ministro auspica (lasciare la famiglia e vivere da soli), mostra solo quanto siamo lontani dall'idea di fare sacrifici per ottenere cio' che desideriamo.
L'autore della lettera sul blog di Grillo, pur con stipendio basso e buon senso dell'umorismo (caratteristiche che me lo rendono simpatico), pare persino piu' viziato e bamboccione di me ... per lasciare casa vuole ...
Tags: educazione, Italia, migranti
Dal sito dell'ENAC:
Informativa per i Passeggeri Ryanair
Roma, 24 dicembre 2009 - L'Enac informa che le proprie disposizioni che ribadiscono l'equipollenza dei documenti di riconoscimento diversi da passaporto e carta di identità per i voli domestici (art. 35 DPR 28 dicembre 2000 n. 445), confermate dalla sentenza del TAR Lazio sez. 3T del 17 dicembre 2009, sono state emanate secondo inderogabili norme di diritto pubblico ad esclusiva tutela dell'utenza, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute da passeggeri Ryanair, ai quali la compagnia irlandese rifiutava il riconoscimento di tale equipollenza dei documenti di identità.
In proposito appaiono del tutto pretestuosi ed infondati i riferimenti ad aspetti relativi alla sicurezza, tenuto conto che in molti casi quelle stesse segnalazioni all'Enac riferivano che la compagnia Ryanair superava tali presunti "problemi di sicurezza" dietro pagamento di una penale a carico dei passeggeri in possesso di altri documenti di riconoscimento, lasciandoli in caso contrario a terra.
In merito alla decisione di Ryanair di cancellare propri voli da scali italiani a partire dal 23 gennaio prossimo, l'Enac sottolinea che tale scelta attiene esclusivamente alla politica commerciale del vettore, secondo le regole del libero mercato.
L'Enac ribadisce che comunque Ryanair è tenuta a rispettare le norme comunitarie previste dal Regolamento (CE) n. 261/2004 in tema di tutele dei diritti dei passeggeri.
Quindi l'ENAC dice che Ryanair vuole operare in Italia senza rispettare normative nazionali italiane: prenotazione con un documento d'identita' e imbarco con un altro documento d'identita' dovrebbero essere consentiti e non lo sono. E ora,
minacciando di interrompere i voli da scali italiani, Ryanair avrebbe fatto una semplice scelta commerciale.
Quindi Ryanair non sta tentando di forzare la mano ad ENAC e autorita' aeroportuali italiane. Per fortuna, ci sarebbe da preoccuparsi, se le nostre autorita' cedessero ai desideri delle aziende private, eh? Sarebbe una cosa mai vista, gia' gia' gia'.
;o)
Tags: aeroporti, documenti, ENAC, Italia, Ryanair
Visiti il sito Internet di un albergo straniero, vai alla pagina "Prenota" e inserisci una prenotazione, che verra' poi accettata o rifiutata. Vai alla pagina "Prenota" del sito di un albergo italiano, e non puoi prenotare niente: ti vengono invece chiesti i dati di una prenotazione che devi gia' aver effettuato (probabilmente via posta o piccione viaggiatore).
Vai sul sito italiano di una localita' termale, clicchi sul link "Registrati" e ti vengono chiesti il codice fiscale, il fax (obbligatorio), i tuo ultimi tre indirizzi e l'eta' che aveva tuo nonno quando tuo zio e' stato concepito. E non ti spiegano a cosa servano questi dati.
Tra l'altro:
Cari colleghi progettisti di siti Internet, per favore multilingue: non rendete obbligatorio il campo del codice fiscale, nelle versioni in lingue straniere dei siti che realizzate. Il codice fiscale non esiste, all'estero. E non ditemi che "il cliente straniero puo' sempre prenotare via telefono": vi pagano apposta per realizzare un sito destinato a RIDURRE le telefonate.
Nel frattempo, la tv nuova che hai di fianco continua ad accendersi e spegnersi da sola su un canale di televendite senza consentirti di cambiare canale. E quando sei sul canale 8 e clicchi sul tasto per il canale successivo (che non e' il 9 o il 10, che non ci sono), il modernissimo televisore non sa come saltare i canali assenti per arrivare al successivo. Pare capiti a tanti, qui, indipendentemente dal televisore utilizzato, per cui viene il dubbio che sia una
caratteristica del Famoso Digitale Terrestre, l'invenzione italiana che il mondo ci invidia. Ovvero, come ritrovarsi con meno canali di prima, pagando di piu' e chiedendo aiuto alla Germania. Con le parole di Luciana Littizzetto: "
Il digitale terrestre è quella roba che, pagando, ti consente di vedere male la televisione che prima vedevi bene, gratis".
Mentre ti scontri con le idiosincrasie informatiche italiane cercando di non farti distrarre dalla tivu' che s'accende da sola, un'amica ti contatta via Skype. Non riesce a far funzionare delle cuffie. Ed e' una delle persone piu' intelligenti che conosci. A questo punto suona un telefono in casa, ma quando alzi la cornetta senti una segreteria telefonica, mentre altri due cordless che hai in casa continuano a suonare. Vai ad alzarli uno per uno per farli smettere.
Esci di casa pensando che l'approccio ad Internet, telefonia ed elettronica in generale e' sempre peculiare, in Italia, ma che almeno le cose migliorano quando c'e' di mezzo il contatto personale.
Beh, perlomeno quello e' vero, a volte. Ma ne parleremo un'altra volta.
Tags: informatica, Italia, italianità
Ci sono un tedesco, un inglese e un italiano ... pare una barzelletta, e forse lo e'.
Ci sono un tedesco, due inglesi e due italiani. E un francese, uno svizzero, un coreano, un cinese, un singaporiano, un giapponese e un australiano. E forse qualcun altro, piu' quieto del resto della comitiva. Non e' una compagnia silenziosa, anzi: sono allegri, sono a Singapore per lavoro, e l'economia mondiale sta dando segni di ripresa, o forse sono allegri per il fatto che, a fine anno, riceveranno comunque i loro
bonus, nonostante non abbiano meriti. Allegri, dicevo. Scherzano e ridono, chi piu' silenziosamente, chi meno. E gli italiani? Uno non si direbbe neppure italiano, parla un ottimo inglese e lavora a Singapore, ed e' lui il "padrone di casa" in questa riunione internazionale; e' autorevole e calmo. L'altro, invece, si da' da fare per ricordare tutti gli stereotipi negativi sugli italiani: interrompe gli interlocutori quando parlano, ride rumorosamente - da solo - alle proprie battute, ogni tre parole in inglese esclama "Cazzo" a tutto volume, e' insomma il clown della compagna.
Mi sento come si sentirebbe un italiano che assiste ad una riunione del
G7 G8 G20 e vede passare Berlusconi che fa le corna dietro ad Aznar, Berlusconi che viene richiamato perche' fa casino, Berlusconi che cerca di saltare addosso ad un'operaia russa, Berlusconi che si vanta delle sue doti di seduttore. Siamo i pagliacci del pianeta, e chiedo scusa ai pagliacci.
Una storiella che gira - probabilmente solo fuori dall'Italia - e' che il G8 sia stato rimpiazzato dal G20, come punto d'incontro per le nazioni piu' sviluppate, dopo che molte Nazioni hanno protestato "C'e' l'Italia, c'e' Berlusconi, e non volete far entrare noi???".
Tags: abrasioni superficiali, Italia, italianità
C'e'
chi vuole fare l'assistente di volo per una linea aerea irlandese e si chiede se sia davvero necessario conoscere bene l'inglese. C'e' chi viaggia in Gran Bretagna e conosce solo la frase "Sorry, no English". C'e' chi si proclama esperto in lingua inglese, salvo poi rispondere a colpi di monosillabi (compresi "mah", "boh" e "si'") quando si trova a conversare in inglese con uno straniero. E c'e' chi si trova a conversare con uno statunitense in un museo in Vietnam, il quale gli dice di non aver mai incontrato, prima, un italiano capace di sostenere una conversazione in inglese (e considerato che questo tizio e' uno che ha visto "Gomorra" al cinema, a San Francisco, probabilmente si tratta di una persona che si interessa di
cose straniere e parla volentieri con stranieri).
Secondo
Wikipedia, Francia, Portogallo, Grecia, Croazia, Slovenia, Slovacchia (per menzionarne solo alcune) sono alcune delle le Nazioni europee dove la conoscenza dell'inglese e' superiore all'Italia (in Germania, Paesi scandinavi, Olanda e altrove tale conoscenza e' ancora superiore).
Abbiamo la reputazione di non parlare un buon inglese, noi italiani. Reputazione meritata? Forse. Non ho bacchette magiche per risolvere il problema (ci sta gia' pensando il governo, con le famose "Tre I: Inglese, Impresa, Informatica"), ma se c'e' da
sparare cazzate dare una mano, sono sempre disponibile.
Propongo quindi di iniziare con l'inglese scritto, quello che ci troviamo davanti tutti i giorni. L'esempio viene da
Stomp, una rubrica del giornale quotidiano
The Strait Times, di Singapore. Stomp ha lanciato la competizione
Fix That Sign ("correggi quell'insegna"), la competizione consiste nel fotografare scritte, in luoghi aperti al pubblico, contenenti casi di cattivo uso della lingua inglese; le foto devono essere accompagnate da suggerimenti per correggere tali errori. Tra l'altro, anch'io ho partecipato al concorso, con la non particolarmente memorabile foto "
flight sTimulators". Stomp sta ora selezionando le dieci foto piu' meritevoli, per sottoporle al voto dei lettori. I premi non sono male: 1) Lenovo IdeaPad S10-2, 2) cellulare Nokia E63, 3) fotocamera Canon IXUS 95 IS.
Ora, mi rendo conto che tra Singapore e l'Italia c'e' una differenza sostanziale: l'inglese e' la lingua ufficiale di Singapore, mentre in Italia e' solo la seconda lingua (o forse persino la terza: sembra che molti diano per scontato di conoscere l'inglese e si dedichino invece allo spagnolo, in questo periodo). E ho assistito di persona allo stupore di un amico inglese che, intento ad ascoltare un notiziario singaporiano in inglese, in tv, mentre faceva altro, ha alzato la testa e ha spalancato gli occhi vedendo che i presentatori erano singaporiani d'etnia cinese e malese: il loro inglese era al livello dell'inglese della BBC.
Credo comunque che un concorso come quello di Stomp, se si facesse in Italia, potrebbe raggiungere alcuni obiettivi:
- aiuterebbe a distinguere l'inglese corretto da quello scorretto;
- fornirebbe ai partecipanti una ragione per migliorare il loro inglese (se trovi una frase che ti pare contenga un errore, vorrai verificarla, prima di partecipare al concorso, no?);
- aumenterebbe l'interesse verso il corretto uso delle lingue straniere;
- Permetterebbe agli autori degli errori di correggere i propri errori, di cui forse non erano a conoscenza.
Lancerei volentieri questo concorso su ViaggiareLeggeri.com se ci fossero sponsor capaci di mettere a disposizione premi premi (possibilmente legati alle lingue o ai viaggi).
Se avete idee, commenti, critiche, controproposte, contributi,
lasciate un commento.
Tags: concorsi, idee per il settore turistico, Italia, lingue

E' appena nato
Educazione Consumista, un blog dedicato ai danni che la cultura dell'usa-e-getta sta provocando in Italia. Dice lo slogan del sito:
Documentiamo i danni che L'educazione consumista fa all'ambiente: Foto, Filmati e notizie di ogni sorta di oggetto che i nostri concittadini lasciano sulle strade, nei campi, nei fossi.
L'obiettivo di Educazione Consumista e' chiaro, e per contribuire e' sufficiente segnalare (con foto, filmati e testi) oggetti abbandonati fuori luogo.
Se pensate che mantenere pulite campagne e periferie italiane non abbia alcuna relazione con i viaggi, riflettere: il turismo contribuisce per il 12% al prodotto interno lordo italiano, ma il numero di turisti stranieri che visita l'Italia e' in calo, nonostante l'aumento globale di turisti in giro per il pianeta. Per dire: in Cina e India, quasi due miliardi e mezzo di abitanti, il numero di cittadini con risorse economiche sufficienti per viaggiare e' in forte aumento, e sarebbe carino presentar loro un'Italia pulita e senza divani nei campi, non pensate?
Tags: ambiente, Italia, siti Internet
Il sito www.viaggiareLeggeri.com aderisce alla giornata di silenzio per la liberta' d'informazione online, indetta per il 14 luglio 2009.
L'
obbligo di rettifica entro 48 ore, presente nel "
decreto Alfano", creerebbe oneri insostenibili per i siti amatoriali, quale che sia l'argomento trattato su tali siti, obbligando di fatto i gestori di tali siti ad operare come le redazioni (retribuite) dei
media tradizionali. Si tratterebbe del chiodo finale sulla bara della libera informazione in Italia, esattamente come desiderato dal proprietario del piu' grande gruppo mediatico nazionale (nonche' proprietario della tessera n. 1816 della loggia massonica P2, che - sorpresa! - aveva tra i propri obiettivi il controllo dell'opinione pubblica attraverso l'acquisizione di canali televisivi e giornali).
Se un blogger e' tenuto a rispettare regole fissate per i giornalisti professionisti, il minimo i blogger possono pretendere - non semplicemente "chiedere" - e' che la qualifica di "giornalista" venga applicata anche a loro, magari a seguito di revisione delle regole per l'iscrizione al vetusto albo dei giornalisti.
Tags: giornalismo, Italia, liberta' di parola e censura, siti Internet

Chiesa dei SS. Gervasio e Protasio, a Baveno (VB), sul Lago Maggiore.
Tags: chiese e templi, fiumi e laghi, foto, Italia, Piemonte

Escavatore in azione a Ceresole Reale (TO), nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Foto scattata il due gennaio 2009, due settimane dopo che due valanghe hanno travolto alcune case e bloccato la strada.
Tags: disastri naturali, foto, Italia, montagna, Piemonte

A Ceresole Reale (TO), il 16 dicembre, sono cadute due valanghe. Questa foto e' stata scattata il due gennario 2009, poco oltre il centro di Ceresole. La strada era troppo scivolosa per continuare in auto con le sole due ruote motrici di una pur eroica Panda, quindi abbiamo parcheggiato e abbiamo proseguita a piedi, sul lago, in direzione della Borgata Villa. Camminare sul lago di Ceresole non e' facile d'estate (a meno di avere poteri speciali, nel qual caso tanto varrebbe trasformar tutta l'acqua del lago in vino!), abbiamo colto percio' l'occasione per farlo con la neve (sprofondando per un metro).
Tags: disastri naturali, foto, Italia, montagna, Piemonte

Museo Gottard Park, Castelletto Ticino. Ieri avevamo parlato di
"composizioni imprevedibili", e quest'immagine sacra affiancata ad una batteria antiaerea ne e' un ottimo esempio, crediamo. Anche il
guerriero celtico in compagnia di un F-104 Starfighter non era male...
Tags: forze armate, foto, Italia, musei aeronautici, religione

Mattino dell'ultimo giorno del 2008. Scendiamo lungo il lago Maggiore da Pallanza in direzione di Angera, giornata piena di foschia, poco traffico, occhi fissi sulla strada. Con la coda dell'occhio vedo un panorama noto: centro commerciale,
outlet, piccola azienda, centro commerciale, outlet, centro commerciale, bowling, outlet, F-104 Starfighter ...
F-104 Starfighter??? In un prato? Grazie ad una rotonda torno indietro in un attimo, e vedo che l'
effe centoquattro non e' solo: a poche decine di metri c'e' un Fiat G-91 biposto, e poi grosse locomotive, motociclette ed altro ancora. Si tratta del "Museo Gottard Park" di Castelletto Ticino, in provincia di Novara, in cui sono raccolte
macchine di varie epoche e di varia nazionalita': si va dall'F-104 gia' menzionato, a molte moto d'epoca ben restaurate (per esempio una Gilera "Disco Volante", un Rumi Formichino Bol d'Or, una Lambretta Sidecar Corsa), varie locomotive a vapore, un carro armato, e altro ancora. Statue, anche; un prevedibile guerriero celtico, un "Cristo degli Abissi" e alcune composizioni meno prevedibili (tornate domani mattina su questo sito e vedrete di cosa stiamo parlando...).
Il biglietto d'ingresso costa cinque euro. Non tanto in assoluto, ma un pelino troppo alto per le seguenti ragioni:
1) Gli oggetti in esposizione sono dotati di informazioni a volte poco dettagliate quando non assenti (tutta l'area all'aperto dedicata ai ciclomotori e' senza informazioni);
2) Molte "macchine" esposte sono di valore: tante altre, pero', rientrano a malapena nella categoria del modernariato: tra gli altri, una bella Gilera Dakota, una grossa Suzuki da turismo (che credo sia tuttora in produzione), un Malaguti Fifty (o era un Cimatti Gringo?) coperto di ruggine;
3) Una collezione come questa e' frutto dell'amore per la meccanica e per la tecnologia. Nel momento in cui il collezionista decide di presentarla al pubblico e di far pagare la visita, pero', diventa necessaria una cura maggiore degli oggetti esposti: le moto e le auto esposte nei padiglioni interni erano lucide e curate (ma poco visibili a causa della penombra dei locali), mentre l'F-104, il Fiat G-91 e il Piaggio P.166 erano tenuti male e presentati peggio: il G-91 in posizione precaria sull'orlo di una collinetta, l'F-104 appoggiato su un cavalletto piu' adatto a lavori di tappezzeria che a sostenere l'eroico "spillone" dell'Aviazione Militare Italiana, il P.166 (con targhetta che lo identificava erroneamente come velivolo della "II guerra mondiale" quando invece vide la luce poco prima degli anni sessanta) che sembrava un rottame in mezzo al prato anziche' un velivolo interessante - e di successo, ai suoi tempi - esposto in un museo.
Con tutto quanto detto sopra, l'ora trascorsa nella visita del museo e' stata un'ora ben spesa, e i suggerimenti elencati qui sopra vogliono essere uno spunto per migliorare il museo, compatibilmente con i fondi a disposizione.
Tags: aviazione, foto, Italia, musei aeronautici

Note dopo una visita a Isola Bella, sul Lago Maggiore:
1) Siamo arrivati sull'isola col traghetto Pallanza-Isola Superiore-Isola Bella-Stresa. Traghetto confortevole, personale professionale, pochi passeggeri a bordo.
2) Arrivati ad Isola Bella, abbiamo notato vagonate di turisti, soprattutto tedeschi e svizzeri, che sbarcavano da altri battelli. I turisti hanno continuato a sbarcare per tutto il tempo in cui siamo stati sull'isola (poco meno di due ore);
3) Ristoranti, bar, chioschi d'alimentari: zero;
4) Palazzo Borromeo chiuso fino a marzo;
5) Gatti in giro sull'isola: tanti e belli.
Bisognini lasciati dai gatti: tanti e meno belli. Difficile camminare senza pestarne almeno un paio.
Ora, se un alieno caduto dal cielo si ritrovasse su Isola Bella, probabilmente si chiederebbe: ci sono tanti turisti, perche' il giardino del Palazzo Borromeo e' chiuso? E perche' non c'e' da mangiare sull'isola? E soprattutto,
se mangio un gatto qualcuno si arrabbiera'?
Qualcuno con piu' spirito imprenditoriale (e meno fame) dell'alieno sopra descritto potrebbe invece presentare un semplice progetto:
Primo: aprire almeno UNA bancarella / chiosco che venda cibo di rapida preparazione. Panini, salumi, formaggi, oppure caffe' e cioccolata calda.
Secondo: stipendiare una o due persone perche' puliscano una volta al giorno le stradine in cui allignano i gatti dell'isola;
Terzo: aprire in toto o perlomeno in parte i giardini Borromeo anche d'inverno.
Il giorno della visita all'Isola Bella, le stradine della vicina Isola dei Pescatori erano pulite, e su quell'isola erano aperti diversi locali in cui era possibile mangiare. Forse quei locali potrebbero mandare una scialuppa di salvataggio ai poveri e affamati turisti tedeschi alla disperata ricerca di un
brautwurst sull'Isola Bella...
Tags: fiumi e laghi, foto, idee per il settore turistico, isole, Italia

La
Palazzina di Caccia di Stupinigi, vicino a Torino, e' chiusa da tempo. La conclusione dei lavori e' prevista per la "fine del 2008", secondo il
sito dell'Ordine Mauriziano, proprietario della Palazzina. Ecco quindi che, pur di vederla, uno si
rassegna a fotografarla dall'alto. Foto scattata durante un volo Air France Parigi-Torino (come
detto in precedenza, per Air France scattare fotografie non mette a repentaglio l'incolumita' dei passeggeri).
Della serie: risorse turistiche italiane non disponibili.
Tags: edifici, foto, Italia, monumenti, Torino

Edificio fotografato sulle colline del Canavese, in Piemonte. Piu' precisamente a Burolo, sulla Serra, quella lunga collina orizzontale che vedrete andando da Torino verso Ivrea (grazie a Giovanni per la segnalazione della localita').
Tags: edifici, foto, Italia, montagna, Piemonte

Castello Rondolino a Cavaglia', in provincia di Biella. Nonostante lo stile medioevale, il "Castello Rondolino" ha poco piu' di un secolo.
Tags: edifici, foto, Italia, Piemonte, storia
Torino, le cinque del pomeriggio, vigilia di Natale. In Piazza Castello il traffico scorre senza troppi intoppi, rallentando per far passare i pedoni di fronte a via Roma. I pedoni passano col verde, col giallo e col rosso. Tra i tanti pedoni, solo una ragazza si ferma al semaforo rosso. I suoi occhi hanno un taglio straniero. "Are you from the Philipphines?", le chiedo. "Yes, I am!", dice. "I thought so. Bye, and have a merry Christmas!". "Thanks!", dice, e si dirige verso via Garibaldi.

Stranieri che venite in Italia: tante volte verrete accusati di portare con voi criminalita', mancanza di igiene, abitudini "incivili", cibi dagli odori "strani" e religioni inaccettabili. Per favore, continuate a darci il buon esempio come fa la ragazza che rispetta i semafori.
Fotografia scattata in Piazza San Carlo; sulla sinistra, immagini della mostra "Figli degli altri - Percorsi fotografici delle seconde generazioni a Torino", di Ilaria Turba, a cura della Fondazione Giovanni Agnelli.
Tags: antropologia spicciola, feste, foto, Italia, Torino
Se quest'anno, nonostante la recessione e l'aumento di prezzi, riuscirete ad andare in vacanza nel periodo natalizio, magari in un luogo con sole e mare, vedrete meno sudditi della regina Elisabetta Seconda. La sterlina ha perso valore nei confronti dell'euro, e se un anno fa una sterlina valeva 1,40 euro, oggi i turisti britannici ottengono meno di un euro quando cambiano le loro sterline negli uffici di cambio. Di conseguenza, come dice il
Telegraph, un cappuccino che costa 2 euro in un ristorante di Roma, un anno fa costava al turista britannico 1,43 sterline, mentre oggi gli costa 2 sterline. E il caffe' non incidera' certo quanto l'albergo sul costo totale della vacanza: un turista britannico che visiti a distanza di un anno lo stesso hotel a Pallanza e che, grazie agli sforzi dell'albergatore, si trovi di fronte allo stesso prezzo di 100 euro pagato un anno fa, avra' la sgradita sensazione che le sue sterline valgano molto poco: un anno fa quei cento euro equivalevano a 70 sterline, ora invece spendera' 100 sterline, una fetta piu' significativa del suo stipendio. Bella botta.
La Francia e le destinazioni mediterranee (Spagna, Grecia e Portogallo piu' dell'Italia) subiranno il maggior calo di turisti britannici, che a quanto pare stanno scegliendo destinazioni piu' economiche a poca distanza: in nord Africa.
Come spesso avviene, anche da questa cattiva notizia (per chi lavora nel settore alberghiero) si possono estrarre alcuni aspetti positivi:
1) Se la sterlina e' in calo, il dollaro statunitense e' in ascesa: i vuoti lasciati dai turisti britannici potrebbero essere colmati da un aumento di turisti statunitensi;
2) I turisti britannici che vanno in cerca della classica vacanza
sesso piu' alcool piu' sole piu' mare (stile
Club 18-30) sono quelli che probabilmente sceglieranno destinazioni al di fuori della zona-Euro. Non sono visitatori tipici dell'Italia, quindi e' improbabile un tracollo delle prenotazioni britanniche in Italia;
3) Provate a prenotare un albergo in una delle localita' in cui la percentuale di britannici sul totale dei visitatori e' elevata, per esempio le isole del Golfo di Napoli (
Capri, Ischia, Procida): il calo di turisti britannici potrebbe aver innescato una riduzione dei prezzi in quelle localita';
4) Se andate a Ibiza sara' meno facile imbattersi in
Brits ubriachi pronti a menar le mani o a vomitare per strada;
5) La necessita' aguzza l'ingegno: se il calo di turisti britannici dovesse non essere accompagnato da un aumento di turisti statunitensi, gli operatori italiani del settore turistico potrebbero essere stimolati a guardare ad Oriente: India e Cina (2,5 miliardi di cittadini in totale) "producono" un numero di turisti in costante crescita, e questa potrebbe essere l'occasione per prepararsi ad attirare piu' turisti indiani e cinesi verso le destinazioni italiane (e per imparare il cinese mandarino, magari).
Tags: destinazioni, economia, Gran Bretagna, Italia
Nella discussione "
Azione di denuncia a redazioni giornalistiche contro Myair, Alpi Eagles e altre", Roberto aveva segnalato che, dopo aver contattato tanti deputati riguardo al problema descritto nel forum, un paio di deputati (su 630) si erano dimostrati interessati. Circa lo 0,3%, se il promotore della campagna aveva contattato - da solo e senza collaboratori - tutti i deputati. Pochini, due deputati, ma ... due sono meglio di zero, e il bicchiere e' meglio vederlo mezzo pieno che mezzo vuoto.
Ora il bicchiere e' stato svuotato. Siamo stati informati che anche quei due deputati hanno smesso di collaborare con quest'azione di difesa dei consumatori. Forse non ci sono abbastanza elettori coinvolti in questa campagna? Oppure ci vuole la formale promessa di votare per un deputato, per ottenere qualcosa DI LECITO?
Sarebbe bello se le persone elette con i nostri voti iniziassero a
servire il popolo, anziche'
servirsi del popolo. Ricordiamo la Costituzione:
art. 82. Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
Un'inchiestina piccola piccola sulle compagnie aeree che operano in Italia costava troppo?
Tags: Italia, linee aeree, politica, pubbliche istituzioni
Proviamo a parafrasare le parole del sindaco di una nota citta' italiana a proposito di un fatto di cronaca nera, da
Repubblica e dal
Corriere. Sono sottolineate le variazioni da noi apportate, in neretto le parti originali piu' degne di attenzione:
Se due turisti vengono ad Amsterdam in bicicletta e si vanno ad accampare in un posto abbandonato dal sindaco e dalla polizia dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza: la loro è stata una grave imprudenza.
(..) un'aggressione che avviene in un posto fuori mano e in un contesto agricolo che ha per oggetto due turisti che si sono comportati fuori da ogni schema
(...) (il comportamento dei due cicloturisti) è stato illegale, nel senso che non è consentito il campeggio libero.
Da quanto detto da questo sindaco si evince che:
1) I
contesti agricoli sono pericolosi;
2) I pastori vivono in
branco, sono percio' animali;
3) I
pastori immigrati sono pericolosi (e magari anche i pastori e gli immigrati);
4) I turisti stranieri sono tenuti a riconoscere e a distinguere un'italiano da un immigrato straniero;
5) Pestaggio e violenza carnale sono la conseguenza per un
comportamento illegale come il campeggio libero;
6) La campagna e'
un posto abbandonato da Dio e dagli uomini, o quantomeno fuori dal controllo delle Forze di Polizia e dell'Esercito.
7) Chiedere informazioni e piazzare una tenda in un prato equivale a comportasi
fuori da ogni schema.
Ai due turisti olandesi, dovessero mai capitare su questo sito, vorremmo dire quanto segue (la versione olandese viene da
Babelfish.yahoo.com e sara' a malapena intelliggibile):
We are terribly sorry for what has happened to you during your travel in Italy. Please accept our apologies for the pain you are suffering.
Wij zijn vreselijk droevig voor wat aan u tijdens uw reis in Italië is gebeurd. Gelieve te keuren onze verontschuldigingen voor de pijn goed u lijdt.
Da persone che, durante viaggi all'estero, hanno piazzato tende al di fuori delle aree predisposte, e a volte hanno chiesto informazioni senza chiedere la carta d'identita' a chi le forniva, e che di solito vanno in campagna senza sentirsi circondati dal pericolo, vorremmo raccomandare al sindaco della nota citta' italiana di riprendere il controllo dei posti
abbandonati da Dio e dagli uomini.
Tags: bici, Italia, sicurezza
Repubblica riporta la notizia di una serie di incendi nell'Italia meridionale. Dieci in Puglia, nove in Sicilia, tre in Calabria, piu' altri in Abruzzo, Molise e Basilicata.
E' il caldo, sicuramente. Ma forse non in tutti i casi: fa caldo anche in altre Nazioni, eppure non ci sono incendi.
Abbiamo risorse insufficienti per contrastare gli incendi, diranno altri. Uhm, il
budget della Protezione Civile era di 7 milioni di euro nel 2005, ora sara' piu' alto. Ma forse non sufficiente.
Gli incendi sono il modo naturale in cui l'ambiente, da sempre, rigenera se stesso, per altri. Michael Crichton ha detto qualcosa del genere nel suo
State of Fear, pubblicato nel 2004, e
Jeremy Clarkson ha spesso espresso considerazioni simili, riassumibili in "Lasciate che l'ambiente pensi a se stesso, l'ha fatto benissimo per milioni di anni".
Noi pero' non siamo convinti. Non siamo convinti che sia il caldo, la mancanza di un budget decente, o le forze ineluttabili della Natura, a imporci gli incendi. Pensiamo ai piromani professionisti. Ogni anno, il Sud Italia e' vittima di incendi. Ogni anno qualcuno viene arrestato per aver iniziato un incendio. Come possiamo essere cosi' stupidi? Abbiamo un patrimonio naturale, e lo distruggiamo. I turisti scappano. Quando qualcuno chiede loro com'e' l'Italia, loro rispondono "Bella, ma non ci tornero' piu', troppo pericolosa, con tutti quegli incendi". Soldi in meno che arriveranno a chi lavora nel settore del turismo, per tacere dei danni a lungo termine all'ambiente.
Dal
sito della Protezione Civile:
Il patrimonio forestale italiano, tra i più importanti d'Europa per ampiezza e varietà di specie, costituisce un'immensa ricchezza per l'ambiente e l'economia, per l'equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio. Tuttavia ogni anno assistiamo all'incendio di migliaia di ettari di bosco, molto spesso dovuto a cause dolose, legate alla speculazione edilizia, o all'incuria e alla disattenzione dell'uomo. Le conseguenze per l'equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell'ecosistema molto lunghi.
Intanto i boschi continuano a bruciare, ogni tanto ci scappa anche il morto, e i turisti si chiedono perche' non ci siano incendi, nelle caldissime localita' straniere dove sono andati anziche' venire in Italia. Forse e' il caso di agire. Segnalare principi d'incendio alle forze dell'ordine competenti, se non e' possibile spegnerli immediatamente; combattere i "buttatori di cicche". Collaborare come
volontari con la Protezione Civile.
Tags: ambiente, Italia, sicurezza
Ho chiamato amici di vecchia data in occasione di un compleanno, e mi sono trovato di fronte alla solita, ovvia e impossibile domanda: com'e' Singapore?
Umida. Calda. Lontana dall'Italia. Quindi usero' un termine di paragone che conosco bene.
Immaginatevi
Settimo Torinese, ma molto piu' grande e con tante banche. Banche cosi' grandi che risiedono in grattacieli di proprieta'. Grattacieli serviti da una linea metropolitana capillare, che il Cinquantuno e il Quarantanove, i capisaldi dei trasporti settimesi, arrossiscono al confronto. Una Settimo Torinese in cui ci sono ben pochi
barotti o
meridionali o
furlan o
tos'ani. E quando ordinate una bagna cauda, vi chiedono se ci volete molto zenzero o moltissimo zenzero.
Singapore la si vive da sottoterra o da molti metri sopra il livello del terreno, ma comunque quasi sempre al chiuso e con l'aria condizionata. Io ci lavoro e sono quindi per otto ore al ventiquattresimo piano, e per arrivarci percorro meno di un chilometro a piedi, appunto al coperto. Fuori, al caldo umido, ci si sta solo se si deve, quindi per attendere gli autobus o per percorrere poche decine di metri all'aperto, da un centro commerciale all'altro. I centri commerciali sono come gli
shopping mall statunitensi, e come quelli italiani (quelli recenti, non quelli degli anni Ottanta tipo il bel Lagrange 15 di Torino). Si differenziano solo in base al tipo di clientela che servono. Kallang Leisure Park, per esempio, e' piuttosto economico. Millennia Walk ha invece un buon numero di negozi che vendono articoli di lusso. Marina Square e' normale, e Suntec City, dove lavoro, offre negozi di tutti i tipi, dal supermercato Carrefour alle gioiellerie.
Ma i negozi ci sono anche a Settimo e Torino, Atlanta e Denver, Milano e Roma. Quel che e' differente, a Singapore, e' che ci si arriva coi mezzi pubblici, ci si passa la giornata, ci si vive, negli shopping mall. E non essendoci stagioni (Singapore e' ad 1 grado dall'Equatore e non offre quindi variazioni stagionali rilevanti), il sole tramonta sempre piu' o meno alla stessa ora, e la temperatura (e l'umidita') resta costante tutto l'anno. Non ci sono quindi periodi in cui lo shopping passa in secondo piano per essere sostituito da mandrie di persone che vanno fuori citta' per la gita fuori porta (da Settimo alla Mandria, o da Settimo al Col del Lys, idealmente con una Fiat Uno Turbo). "Fuori porta", qui, significa andare all'estero: dalla finestra dell'ufficio vedo le coste indonesiane, e per andare in Malesia basterebbero venti minuti di guida.
Trascorrere il mese agosto a Settimo Torinese, o a Rozzano, o a Prato, significa andare incontro alla classica estate italiana: negozi chiusi, pochissima gente in giro, servizi ridotti, afa, cani abbandonati in autostrada, giornali e tv che parlano del classico caso di cronaca nera estivo. Qui niente. Niente chiusure. Nessun rallentamento. L'afa non pare peggiore che a maggio, e poi l'aria condizionata e' ovunque. Se abbandoni un cane probabilmente verrai fustigato in pubblico. E in fatto di grandi casi di cronaca nera, cosa ci si puo' aspettare da una Nazione come Singapore, dove il furto di una borsetta fa notizia, dove in tre mesi non credo d'aver letto o sentito di un solo crimine violento, e dove i giornali iniziano campagne di stampa per rendere obbligatorie le
cinture di sicurezza sugli scuolabus e sui pullman in generale?
Qui, come negli USA, i film importanti escono in agosto, e la gente riempie le sale. Io non credo d'essere mai stato al cinema, in Italia, in agosto, a parte qualche proiezione all'aperto.
Due giorni fa ho cucinato uno spezzatino con piselli che ho poi mangiato a cena anche ieri. Ecco l'unica cosa davvero comune tra Singapore e Settimo Torinese: lo spezzatino.
Tags: Italia, meteo, Settimo Torinese, Singapore
Le case dei miei conoscenti, in Italia, sono bellissime: possono essere piccole, a volte, ma sono sempre curate e decorate con una cura maniacale. La mia casa in Inghilterra, in cui ho vissuto per qualche anno e che e' ora affittata, aveva qualche tocco di italianita', ma era in tutto e per tutto una casa inglese. Il che significa che poteva essere seguita e mantenuta in buona parte da un proprietario normale, con poca predisposizione per il bricolage. Al contrario delle case italiane, in cui ci vuole uno specialista per qualsiasi cosa.

I mobili della casa inglese li abbiamo comprati alla Ikea e un mobilificio locale. Tutti componibili. Tutti montati da me, compreso l'enorme armadio della camera da letto. Compreso il bel tavolo Ikea, enorme, che vorrei un giorno rivedere, perche' ho il presentimento che diventera' piu' bello col tempo.
Ci sono poi tante cose che possono essere imparate e che, una volta messe in pratica, magari non daranno subito risultati eccezionali, ma ti renderanno orgoglioso. Quando ho verniciato la camera da letto e' stato un macello: sono andato avanti per settimane e il risultato finale e' stato scarso. La camera da letto piccola e' venuta gia' meglio. E quando ho verniciato la cucina, ho finito in due giorni (certo, la stanza era piu' piccola, ma non e' solo per quello che ho finito in fretta) e con un risultato che mi ha fatto felice. Avrei fatto anche sala e area-scale, ma visto che avevamo una vacanza in vista (Grecia) e un dirimpettaio imbianchino, abbiamo fatto fare il lavoro da lui. La conclusione e' che ho scoperto di poter verniciare una o piu' stanze senza catastrofi e imparando, nel contempo, a rimuovere da solo i termosifoni, la moquette e altro. Un po' come quando imparai a sostituire la cinghia della distribuzione della mia moto (Morini 3 1/2): certo, avrei potuto farlo fare da altri, ma era un'occasione per imparare qualcosa, e spendere quattrocentomila lire per sostituire un pezzo che ne costa (a me, al dettaglio) venticinquemila, mi sembrava uno sproposito. Allo stesso modo, se una persona avesse ora bisogno, per esempio, di un sito Internet, potrebbe chiedere ad un professionista (
me, per esempio), e pagarlo per il lavoro, ma potrebbe anche decidere di fare da se', risparmiare e allo stesso tempo imparare. Lo stesso vale anche per la falegnameria (per esempio, in Inghilterra ho comprato il piano-cucina in bel legno e l'ho poi sagomato io per adattarlo al forno): il fare qualcosa e godere dei frutti del lavoro ci riporta ad un tempo in cui chi produceva fruiva dei beni prodotti. Un bel cambiamento, se avete lavorato in una catena di montaggio.
La differenza tra fare da se' e far fare ad un professionista sta nel risultato finale. Ma se e' il processo, che vi interessa, raccomando di fare da soli.
... e mi sono venute in mente alcune cose.
Mi sono interessato alla Nikon D50 quasi un anno fa, nel febbraio del 2007, dopo averla vista in vendita in un negozio CompUSA qui a Sandy Springs, Atlanta, Georgia, USA, Continente Americano, Pianeta Terra, Via Lattea ... insomma, avete capito dove sono. I negozi della catena CompUSA stavano chiudendo, un anno fa, e quella D50 era un'offerta da prendere al volo: 450 dollari con l'obiettivo Nikon 18-55mm di serie. Certo, era una macchina che era stata esposta in vetrina per qualche tempo, e poteva non essere in condizioni perfette. Ma il prezzo di listino era almeno duecento dollari piu' alto. Beh, non la comprai subito, e quando ritornai nel negozio, il giorno dopo, era gia' stata venduta. Rimuginai sul mancato acquisto per settimane, finche' la consultazione di vari siti mi convinse che la nuova Nikon D40 era meglio, e che era inutile piangere sulla spesa non fatta. Mesi dopo, quando la D40 scese sotto i 500 dollari, ne comprai una, che sto usando con soddisfazione. Per vedere che foto permette di fare, guardate il
calendario che ho realizzato. Ok, il calendario e' dilettantesco, e' stato fatto con un modello di Microsoft Word e poi completato con OpenOffice, ma le foto sono carine, mi pare.
Dove eravamo? Ah, gia', ho visto una Nikon D50 in vendita in Italia...
Natale 2007, in vacanza a Torino come al solito. Sono stato al supermercato Panorama tra Settimo Torinese e San Mauro (nessuno sa con precisione dove sia il confine tra i due comuni). Ho visto una Nikon D50 in vendita a 750 euro.
Settecentocinquanta euro??? Nel gennaio 2008? Praticamente sono 1050 dollari! Ed e' passato quasi un anno da quando la macchina e' uscita dal catalogo Nikon. La D40 l'ha sostituita in quel periodo, e nel marzo del 2007 e' iniziata la commercializzazione della Nikon D40x, una versione con sensore da 10 megapixel della D40, con un prezzo 200 dollari piu' alto. Se la D40 e' un gioiello (piccola, leggera e capace), la D40x aspira ad essere una via di mezzo tra la D40 (con cui condivide nome e quasi tutto il resto) e la D80 (di cui usa il sensore da 10MP); peccato che perda, rispetto alla D40, il sincro flash a 1/500 (la D40x ha solo 1/200).
E la D50? Cosa farne?
La D50 in vendita a Panorama era sotto vetro, neanche fosse una
Nikon D3. Pero', qualche mese fa, ne avevo vista una in un altro grande magazzino americano, il
BrandsMart USA di Doraville, Georgia. Il prezzo era intorno ai 600 dollari, ma quel che aveva raffreddato il mio entusiasmo era stato il mirino della macchina: dopo aver provato la D40 in tanti negozi, quello della D50 mi sembrava piu' scuro e meno gradevole da usare. Considerando che anche il display era cosi' cosi', se confrontato con quello della D40, mi misi il cuore in pace e, come detto, decisi di aspettare che il prezzo della D40 si abbassasse. Cosa puntualmente avvenuta nell'ottobre 2007, quando acquistai la macchina online su
Adorama.
Aggiornamento 20 gennaio 2008: se qualcuno ancora cerca la Nikon D50, e' in vendita su
Adorama a
449 dollari, col 18-55 di serie. Non si tratta di una macchina nuova, ma di una ex-demo ("Demo: Demonstration condition almost like new, might show very light use").
La conversazione seguente si svolge negli Stati Uniti, ad Atlanta:
Mark: What the heck are you doing, Ron? Eating at your desk? You have been close to Dan for too long!
Dan: Hey, eating at the desk is merely a sign of efficiency!
Mark: No, it messes your desk, your stomach and does not give you the break you need and deserve.
Delle tre persone coinvolte (Mark, Dan e Ron), due sono statunitensi e uno inglese. Quale sara' l'inglese?
La risposta domani, su questo sito.
Ugly Italians, e non per scarsa bellezza. I Terribili Italiani, si potrebbe dire, quelli che ti fanno vergognare d'essere italiano.
Ci sono statunitensi che viaggiano con zaini decorati con la foglia d'acero della bandiera canadese. Lo fanno per evitare di essere trattati come americani, ma non solo per i rischi fisici che l'essere cittadino USA comporta in certe parti del mondo: vogliono evitare di essere visti come i "soliti arroganti ed ignoranti americani"; temono di essere considerati
Ugly Americans. Il
sito della CNN riporta alcuni suggerimenti per i viaggiatori per evitare passi falsi ed essere considerati arroganti ed ignoranti. Sono regole basilari dell'educazione, e spiace vedere che, come gli americani, anche
noi italiani dovremmo leggerle con attenzione.
Come identificare un italiano in viaggio? Volume sempre parecchi decibel sopra il necessario, vestiti in modo altrettanto chiassoso, incapaci di rispettare una coda, vittime di una cospirazione internazionale ("A noi italiani ci odiano perche' abbiamo siamo i migliori") appena incontrano una complicazione o un ostacolo burocratico.
Molti italiani in arrivo negli USA si lamentano dei problemi incontrati con funzionari poco svegli o addirittura malvagi; a me capita di trovare solo funzionari simpatici, pronti alla battuta, rapidi, precisi ed educati, siano essi WASP, ispano-americani o italo-americani del New Jersey. L'ultimo e' stato un addetto all'immigrazione all'aeroporto JFK di New York: aveva appena respinto un italiano che si aveva scavalcato una coda e rimandato in coda una coppia mista italiano/russa, in quanto l'italiano pretendeva di passare senza aver compilato i moduli relativi a soggiorno e merce importata (e ci teneva che tutti sentissimo quel che diceva, a giudicare dal volume); arrivato il nostro turno, abbiamo trovato il funzionario estramamente educato e simpatico, e abbiamo discusso della storia di Sciacca (era il suo cognome) e della sua famiglia (pugliese, nonostante il cognome), mentre svolgeva le procedure d'immigrazione.
Il giorno dopo, dentro l'Empire State Building, lunghe code: due comitive di dieci persone ciascuna, in diversi momenti dell'ascesa, finiscono divise. Una accetta la situazione, ed il secondo "troncone" del gruppo resta dietro a noi senza farsi sentire, fin quando non dico loro di passare pure, sapendo che erano insieme a quelli immediatamente davanti a noi; entrambi i 'tronconi' del gruppo ci ringraziano. L'altra comitiva, pochi minuti piu' tardi, si trova nella stessa situazione. Dopo venti secondi alle nostre spalle, ed evidenti segni di (loro) nervosismo, passano sotto alle catenelle che delimitano la fila, spintonando varie persone e facendo cadere le catenelle stesse; una volta riuniti ai loro amici, si lamentano dell'incivilta' degli americani (se si fossero guardati intorno, avrebbero notato che non c'erano americani nel raggio di una decina di metri).
Uno dei due gruppi era francese. Nessun premio per chi indovina da quale Nazione venisse l'altro.
Venendo allo stile italiano, non e' ben rappresentato dalle ragazze (e anche da tante quaranta-cinquantenni d'assalto) italiane che abbiamo incontrato durante questo viaggio, sia in Italia che in Francia che a New York. Che fine hanno fatto praticita' ed eleganza? Stivaloni lunghi che vanno bene per andare a pescare, jeans aderenti che si vede se hanno fatto depilazione alla francese o alla brasiliana, piumino cromato, faccia allampadata che pare siano state in vacanza sul Sole, cappello stile David Crockett con coda di opossum sovradimensionata.
"Stile italiano"? Non fatemi ridere.
E non e' solo all'estero, che ci comportiamo cosi'. La
rissa a Madonna di Campiglio tra romani e bresciani. Le scene viste durante visite a castelli e fortezze sulle Alpi, con connazionali che rallentano le code per il biglietto perche' vogliono avere - a quarant'anni e senza presentare la carta d'identita' - lo sconto pensionati, o perche' - alla stessa eta' e sempre senza documenti - esigono lo sconto studenti (si', si tratta delle stesse persone). Il manager in carriera che, sbarcato all'aeroporto di Caselle da venti minuti, sbraita contro l'aeroporto e contro chi lo ha fatto aspettare per i suoi bagagli.
Se quando viaggiate preferite non attaccare discorso con comitive di vostri connazionali, se quando vi chiedono di dove siete rispondete 'Europei', 'Mediterranei', o magari persino 'Occitani', per evitare di dire che siete italiani, fatecelo sapere. Raccontate le vostre esperienze di viaggio nel nostro forum, potreste aiutare qualche
ugly italian a migliorare.
Tags: abrasioni superficiali, antropologia spicciola, Italia, Stati Uniti
Il Ministero degli Esteri italiano mette a disposizione dei cittadini italiani il sito
www.dovesiamonelmondo.it per registrare i dati dei nostri viaggi. Permette di segnalare i propri dati personali al Ministero, in modo da pianificare soccorsi e interventi in caso di problemi. Se viaggiate verso destinazioni pericolose, potrebbe farvi comodo.
I dati registrati sono custoditi in conformita' con la normativa corrente in fatto di privacy. Il sito spiega che "I dati sono automaticamente cancellati 2 giorni dopo la data di fine viaggio indicata".
Tags: Italia, pubbliche istituzioni, sicurezza, siti Internet
Giorni fa, il sito di Beppe Grillo ha ospitato una
risposta al ministro Padoa-Schioppa. La risposta, tentando di dimostrare l'impossibilita' di mettere in pratica cio' che il ministro auspica (lasciare la famiglia e vivere da soli), mostra solo quanto siamo lontani dall'idea di fare sacrifici per ottenere cio' che desideriamo.
L'autore della lettera sul blog di Grillo, pur con stipendio basso e buon senso dell'umorismo (caratteristiche che me lo rendono simpatico), pare persino piu' viziato e bamboccione di me ... per lasciare casa vuole acquistarne una immediatamente. Niente alternative? Io sono stato in affitto in due posti, prima di comprare casa.
In neretto le frasi da beppegrillo.it:
La dovrò arredare (la casa), ovviamente, mica posso dormire per terra....
Mi consenta... dormire per terra si puo'. Magari non per anni, ma un materasso sul pavimento e' una soluzione comune, chieda ad amici italiani (operai, laureati, programmatori) che si sono trasferiti all'estero. E se l'abbiamo fatto noi, con moquette amazzoniche a pochi centimetri dal naso, puoi farlo anche tu.
Per ora posso accontentarmi di una cucina, un tavolo con 4 sedie, un divano a due posti , un mobile tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini... il minimo indispensabile. Mi conosco, mi saprò adattare.
Divano a due posti? Letto matrimoniale? Tv? La prima casa in cui ho abitato, dopo aver lasciato la casa di famiglia, la condividevo con altri due colleghi (e con un ulteriore coinquilino, per un certo periodo). Uno di loro aveva una vecchia e scalcinata Opel pagata meno di 500 sterline, l'altro viaggiava da passeggero e con i mezzi pubblici. La tv era forse a colori, forse in bianco e nero, certo minuscola, con funzionamento a giorni alterni e antenna in fil di ferro fatta in casa.
Il divano che avevamo era cosi' pulito che qualsiasi mamma media italiana l'avrebbe distrutto col napalm, a patto di arrivare prima dell'ufficio d'igiene interessato a metterlo sotto sequestro. Di sedie, in cucina, ce n'erano tre.
Il giardino lo ripulii io con minima collaborazione da parte di uno dei coinquilini, l'erbaccia era alta a sufficienza da farci temere di trovare carcasse di cani. Il letto (singolo e mediocre) lo comprai nuovo, pagando 40 sterline piu' 40 per il materasso. L'auto ce l'avevo gia', e la tenni. Fino a che non mi misi con la ragazza che poi divento' mia moglie, non andai al cinema, e anche il pub - passatempo nazionale in Inghilterra - lo frequentavo una volta alla settimana. Niente ristoranti. La mountain bike la comprai di seconda mano, con garanzia scritta di incassare almeno il 50% del prezzo pagato al momento di restituirla (casomai avessi perso il lavoro e avessi lasciato l'Inghilterra).
Torniamo alla casa, visto che e' quello il tema. Non era a due passi dal lavoro, e questo ridusse il costo dell'affitto. Gli impianti luce, gas e acqua erano vecchi e qualche guasto l'abbiamo dovuto affrontare. La casa aveva due camere da letto e un mini-studio, talmente mini che dopo una settimana li' mi trasferii nell'inutilizzato mini-salotto (tre metri per cinque) che quindi divento' la mia "casa". La casa era freddina e buia, e riscaldarla - senza termosifoni - costava un capitale. Il bagno era uno solo e malandato. La cucina era malmessa. Eccetera eccetera eccetera...
Se persino io sono riuscito ad adattarmi ad uno standard di vita inferiore a quello che avevo a 'casa di mamma', credo che chiunque possa farcela. Tra l'altro, lo standard si abbassa ogni volta che si trasloca all'estero, nel mio caso: nel 2006 sono stato trasferito negli USA, e l'appartamento in cui mia moglie ed io viviamo ora e' piu' piccolo della nostra casa in Inghilterra e anche della casa in cui vivemmo insieme prima di comprarne una. E' piu' buio, con isolamento termico e acustico inesistente, in un'area in cui camminare o andare in bici significa rischiare la pelle a causa del traffico (e dei marciapiedi ridicoli). Ma e' quel che possiamo permetterci senza dover chiedere aiuto o fare debiti.
Bamboccioni veri o presunti, se volete
davvero vivere per conto vostro, preparatevi a qualche sacrificio in piu'...
Italians, il
forum di Beppe Severgnini sul sito del Corriere della Sera ha pubblicato oggi un messaggio dal titolo "Turismo: gli albergatori fanno ben poco per attirare nuova clientela". Vi si legge di come una potenziale cliente, con famiglia al seguito, abbia cercato di prenotare due camere in alberghi in Alto Adige, dal martedi' alla domenica, senza riuscirvi, a causa di un onnipresente "spiacente, solo settimana intera". Stesso problema per prenotare un weekend "lungo" sulla riviera romagnola: prenotazione rifiutata.
Da clienti, chiediamo agli albergatori: preferite la speranza che arrivi un cliente e prenoti per la settimana intera, oppure la certezza di un cliente che prenota per quattro-cinque giorni? E rifiutate le prenotazioni anche da clienti stranieri, che si trovano a dover prenotare con largo anticipo e quindi, di fronte al vostro "Provi a chiamare poco prima della partenza", si trovano a dover cambiare destinazione, pena il rischio di non avere un letto in cui dormire?
La discussione e' aperta... se lo desiderate, rispondete nel nostro
forum.
Tags: alberghi, antropologia spicciola, Italia, prenotazioni
Secondo Repubblica.it, nel periodo marzo 2006-novembre 2006 l'Italia e' stata visitata da 32,2 milioni di stranieri, con crescita dei turisti in visita a Roma, Venezia, Milano e Firenze, e lieve calo invece nelle localita' marittime e montane.
Riguardo all'analisi di Repubblica, ci sentiamo di fare un chiarimento: se si parla di "Roma, Venezia, Milano e Firenze", la cultura conta fino a un certo punto; dopo anni di vita all'estero e contatti con stranieri, possiamo affermare che ben pochi stranieri sono interessati a
Milano per la cultura: e' lo shopping il
selling point di questa citta', e l'esistenza del Duomo o dei musei milanesi e' quasi ignota all'estero.
Resta valido il discorso di fondo: il nostro mare e le nostre montagne sono belli ma se un viaggiatore deve scegliere tra la Sardegna e il Mar Rosso, o tra le Dolomiti e i Carpazi (o la Cappadocia)... bye bye Italia. Costi alti, poca cura del cliente e scarsa varieta' di attrattive sono le accuse rivolte piu' spesso alle nostre risorse turistiche.
Tags: Italia, mare, montagna
Una proposta per inserire la conoscenza della lingua italiana nella Costituzione ha incontrato l'opposizione di Lega e Rifondazione Comunista. La frase che dovrebbe venire inserita al termine dell'articolo 12 recita "L'italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali"." Ne parla Repubblica in questa pagina.
Rifondazione e' contraria perche' teme che la modifica della Costituzione venga utilizzata per rendere obbligatoria la conoscenza dell'italiano per ottenere la cittadinanza italiana. Io spero che succeda. Ragazzi di Rifondazione, sono spesso d'accordo con voi, ma concedere la cittadinanza di una nazione ad una persona che non ne conosce la lingua non vi pare fuori luogo? Un immigrato che non conosca l'italiano si trovera' in difficolta' di fronte ad ogni rapporto con le autorita' e anche sul lavoro:
- non sara' in grado di contestare multe, bollette, estratti conto bancari contenenti errori;
- avra' poche possibilita' di trovare e mantenere un impiego qualificato;
- non riuscira' a capire le notizie fornite dai media italiani, e dovra' quindi affidarsi a media stranieri per sapere cosa succede nel mondo (uhm ... questo forse e' un
punto a favore delle obiezioni di Rifondazione!);
In breve, un cittadino straniero residente in Italia, incapace di comprendere la nostra lingua e di usarla per esprimersi, si troverebbe ad essere un
cittadino di serie B.
Tanti turisti stranieri scelgono di non tornare in Italia e di andare in Spagna e Grecia, i due concorrenti storici dell'Italia nel campo del turismo. Niente di nuovo, altri turisti decideranno invece di non andare in queste due Nazioni e di venire in Italia.
Il problema sono invece quelle Nazioni piu' povere che offrono quel che offrono (anche poco) a prezzi che in Italia non c'e' modo di trovare. La Romania sta suscitando parecchio interesse, a giudicare dal numero di visitatori che leggono i
resoconti di viaggi in Romania pubblicati su questo sito, e dalle domande sulla Romania su Yahoo Answers, riguardo alle destinazioni per le vacanze. Aggiungiamo il fatto che gli inglesi, per esempio, vanno da sempre in cerca del "best value for money" e non semplicemente del "best value", e vedremo per quale motivo la Croazia ed altre aree ci stanno rubando turisti.
Gli inglesi e gli statunitensi, soprattutto, vengono da anni in Italia, e amano stare in Toscana, che viene spesso chiamata Chiantishire, per evidenziare la presenza di cittadini inglesi. Ma questo rischia di essere il passato: provate a cercare la frase "
is the new tuscany" (con le virgolette) su Yahoo: troverete le pagine in cui si parla di una specifica area come delle "nuova Toscana" per qualita' della vita, bellezza dei panorami, e quantita' di turisti in arrivo. Tra i risultati di Google troverete le Marche, l'Umbia e la Puglia, ma compare un numero preoccupante di volte anche la Croazia, ed altre regioni dell'est europeo.
Tags: destinazioni, Europa, Italia
Su Italians, il forum di Beppe Severgnini sul sito del Corriere della Sera, Severgnini si chiedeva come fosse possibile che, all'aeroporto di Malpensa, ci fossero cinquanta minuti di differenza tra la consegna del primo e dell'ultimo bagaglio dello stesso volo. Un lettore del forum gli ha risposto che il motivo per questo ritardo e' che la prassi, a Malpensa, e' di consegnare rapidamente un numero limitato di bagagli, in modo da soddisfare i criteri statistici per "consegna primo bagaglio"; in seguito, il resto dei bagagli vengono consegnati a ritmo normale (normale per un aeroporto disorganizzato, non per uno moderno). Questo sistema permette a SEA, l'azienda che gestisce l'aeroporto di Malpensa, di dichiarare nella propria Carta dei Servizi 2005 che Malpensa ha ottenuto, nella riconsegna bagagli, una "performance nettamente migliore di altri importanti hub quali Londra, Parigi, Amsterdam e Roma".
Bella trovata ... come sempre, le statistiche sugli utenti contano di piu' degli utenti stessi.
Tags: aeroporti, bagagli smarriti, classifiche, Italia
Channel4, uno dei cinque canali principali in Gran Bretagna, sta trasmettendo in questi giorni uno spot pubblicitario per lanciare il programma di cucina "James's Great Escape", in cui Jamie Oliver, noto cuoco televisivo inglese (niente a che vedere con Vissani, qui si parla di gente che la tv la sa usare bene) ritorna in Italia, dove e' stato spesso, in cerca d'ispirazione culinaria.
Fin qui tutto bene. Ma lo spot? Si vede Jamie appeso a testa in giu' in una specie di macelleria, con una donna vestita di nero ed un uomo con camicia bianca e capelli neri come la pece, presumibilmente italiani (italiani biondi, bruni o rossi mai); l'uomo e la donna sono impegnati ad affilare coltelli e a preparare ad affettare Jamie, il cuoco straniero appeso, che ripete che non voleva insultare la ricetta di famiglia, e non sapeva che fosse vecchia di centinaia d'anni.
Non se ne puo' piu'. Se avete vissuto in Gran Bretagna, e se non siete bassi/grassi/scuri di pelle e di capelli, vi sarete sentiti dire "Ma no, tu non puoi essere italiano, non ci credo!"; pazienza, non mi dispiace dimostrare che uno stereotipo e' errato o quantomeno non sempre valido. Ma quando poi i documentari sull'Italia sono incentrati sugli stessi stereotipi, e le prove su strada delle auto italiane, sulla tv inglese, seguono di nuovo gli stessi stereotipi, allora e' il momento di dire basta. Ecco il testo di una email inviata a Channel4 per ...
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