Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: mangiare 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento mangiare

Capodanno cinese a Singapore: preparazione del Yusheng

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/01/2012 alle 01:09 | 1 commenti  | Permalink
Lo Yusheng e' un piatto preparato per il Capodanno cinese a SIngapore. E' un auspicio di prosperita', e viene servito prima del pasto vero e proprio. A proposito: il pasto piu' importante del Capodanno cinese e' la cena della vigilia (ieri). Oggi siamo ufficialmente entrati nell'Anno del Dragone.

(foto dello Yusheng dopo il 'salto').


Tags: capodanno cinese, foto, mangiare, Singapore

Wasabi ovunque!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/01/2012 alle 07:42 | 2 commenti  | Permalink
Noccioline al wasabi, piselli al wasabi, magari anche pizze al wasabi e wasabi banoffee pie: il wasabi, o 'ravanello giapponese', e' ovunque, qui in Inghilterra. Ma non e' uno snack per palati delicati: quel "fiery" sulla confezione non e' una frottola pubblicitaria...

Piselli al wasaby (o piselli DI wasabi?)


Non capiro' mai cosa spinge una persona a mangiare cose cosi' piccanti da diventare paonazzo mentre la nuca inizia a sudare. Ora ne mangio un altro...

Tags: cartoline, mangiare, vivere in Inghilterra

Sushi, sashimi e Weissbier

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/01/2012 alle 20:13 | 0 commenti  | Permalink
Aeroporto di Monaco di Baviera. La strana accoppiata tra cibo giapponese (sushi e sashimi) e bevanda tedesca (Weißbier, birra di frumento) e' ottima, ma ho il sospetto che se buttassi un pezzo di wasabi nella birra, il risultato sarebbe una mini-eruzione vulcanica.

Birra tedesca al frumento e sushi giapponese



Tags: birra, cartoline, Germania, mangiare

Successi italiani: i grissini

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/12/2011 alle 21:58 | 0 commenti  | Permalink
Tanti prodotti alimentari italiani stanno scomparendo dagli scaffali dei supermercati inglesi. I nostri vini, per esempio, hanno sempre meno spazio, circondati e assediati da vini spagnoli, cileni e sudafricani. Per fortuna ci sono i grissini a tenere alto l'onore italiano: fino a poco tempo fa, trovare UN tipo di grissini in un supermercato era una fortuna. Ora, invece, un qualsiasi supermercato fuori Londra come il Waitrose di Staines offre una dozzina di tipi differenti di grissini.

Grissini italiani (chi altri li produce?)


Non che ci sia una gran competizione internazionale, nel mondo dei grissini. Basta spostarsi allo scaffale delle olive o dei salumi per vedere di nuovo i nostri prodotti arretrare e battere in ritirata, sotto attacco da olive nordafricane e salumi mitteleuropei.

Beh, perlomeno siamo ancora i leader mondiali nel settore dei grissini, neh?

Tags: cartoline, Gran Bretagna, italianitā, mangiare

Mangiamoci un giglio

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/09/2011 alle 13:04 | 0 commenti  | Permalink
Giorni fa avevo parlato della fioritura dei gigli sul monte Liushihtan, a Taiwan. I fiori di questa pianta sono commestibili, e posso confemare per esperienza personale che sono molto buoni, fritti.

Gigli fritti, una delizia


Tags: fiori e piante, foto, mangiare, Taiwan

Tipica giornata da barbecue, ma dove sono le braciole?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/04/2011 alle 20:14 | 1 commenti  | Permalink
Da piu' di un mese, la sera a Stanwell Moor, si sente l'odore di grigliate ("barbecue", o piu' brevemente BBQ). Questi ultimi due fine-settimana, quattro giorni ciascuno, hanno visto un'escalation, con vicini che invitano amici, offrono piatti con cibo grigliato agli altri vicini, e in generale una gran puzza di fumo.
Grigliata a Stanwell Moor

Ma il mistero sulle carni che inglesi mangiano o non mangiano s'infittisce: trovare un supermercato o un macellaio che venda carne di coniglio e' impresa quasi impossibile, da queste parti, e ora s'e' aggiunto un'altro tipo di carne, alla lista delle risorse alimentari in via d'estinzione: le braciole di maiale. Per me una grigliata ha, come elementi fondamentali, braciole e salsicce. Non e' cosi' in Inghilterra: ho cercato braciole in due supermercati, oggi, e non ce n'era neppure l'ombra. Ma forse saranno state acquistate tutte da altri amanti delle grigliate...


Tags: cartoline, Gran Bretagna, mangiare, vivere in Inghilterra

Air France vi da' da mangiare gratis. A New York

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/03/2011 alle 08:29 | 0 commenti  | Permalink
A partire da giovedi' 24 marzo fino a lunedi' 28, un furgoncino Air France percorrera' le strade di New York offrendo cibo gratis. Lo
"Air France Gourmet Food Truck" servira' cibo preparato seguendo le indicazioni di un famoso chef - Joël Robuchon - che collabora con la linea aerea francese.

Ecco i punti di New York in cui Air France servira' cibo gratis:

Sabato 26 marzo
Tra Park Avenue e 15th Street (improbabile, probabilmente intendono "tra la 15th Street e Union Square East")
Colazione: 9am-11am
Pranzo: 12pm-2:30pm
Cena: 4:30pm-6:30pm

Domenica 27 marzo
Incrocio tra Prince Street e Broadway
Colazione: 10am-12pm
Pranzo: 1pm-3pm
Cena:- 4pm-6pm

Lunedi' 28 marzo
Lungo Wall Street, tra William Street e Hanover Street
Colazione: 7:30am-9:30am
Pranzo: 12pm-2pm
Cena: 4:30pm-6:30pm

Se siete a New York, avete fame e non vi va di pagare, fatevi trovare nei posti indicati sopra ...e fateci poi sapere come avete mangiato!

Tags: Air France, gratis, mangiare, New York, Stati Uniti

Le vie della bagna cauda sono infinite

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/03/2011 alle 08:00 | 4 commenti  | Permalink
Sono nato a Settimo Torinese nel Sessantotto, in un giorno di marzo. Sono nato sul tavolo della cucina, come si usava una volta, poco prima dell'ora di pranzo, e sono grato ai miei genitori per avermi spostato prima di apparecchiare. Dopo quel giorno, ho affrontato - come te che leggi - la mia quotidiana lotta per la sopravvivenza, tra insegnanti che conoscono la loro materia ma non sanno insegnare, partite di calcio su prati piu' duri e aridi della tundra siberiana, burocrazia da colpo apoplettico, auto che non si fermano col semaforo rosso, mercato del lavoro lento quanto la deriva dei continenti. In piu', in quei diecimila e piu' giorni trascorsi in Piemonte, ho evitato come la peste bubbonica una delle specialita' locali piu' gradite ai nativi e meno note al di fuori della regione: la bagna cāuda. Si tratta di una combinazione di aglio, acciughe, olio e latte, con aggiunta di cavoli, capace di produrre un olezzo mefitico che per decenni e' stato noto, nel nucleo di dissenzienti interno alla mia famiglia (ciao sorella!) come "l'ammazzadentisti"; bastava infatti pensare di mangiare bagna cāuda prima di una visita odontoiatrica, per causare disturbi all'apparato respiratorio del medico.

Quando nel 2001 mi trasferii in Inghilterra, credevo che uno degli effetti collaterali di quel trasferimento fosse la completa e definitiva scomparsa dell'ammazzadentisti dalla mia vita.

Credevo. Buttata fuori dalla porta principale tramite emigrazione, la bagna cāuda rientro' nella mia vita da un'inaspettata finestra.

Cosa ci puo' essere di piu' estraneo, rispetto ad un tipico piatto regionale italiano conosciuto a malapena fuori dal Piemonte, che una persona nata dall'altra parte del pianeta? Durante gli anni inglesi conobbi una ragazza taiwanese, e ... la prima volta in cui mi accompagno' in visita in Italia, d'inverno, mia madre le fece provare la bagna cāuda. Io ed altri dissidenti evitammo quel nauseabondo pasto, la mia memoria dice che mangiammo pizza, ma potrebbe essere stato qualsiasi altro piatto. La mia futura moglie gradi' la bagna cāuda, anzi se ne innamoro', e promise che l'avrebbe preparata, in futuro.

Cucinero' la bagna cāuda, mi disse.

Non so voi, ma mi sarei preoccupato meno se avesse detto "Ci sono Hannibal Lecter, Freddy Krueger e Jack Bauer alla porta, sono incazzati neri e chiedono di te". Non ci volle molto tempo per vedere quella minaccia trasformata in realta'. Parlo della bagna cāuda, non dei tre tizi sull'uscio.

Una domenica mattina di gennaio, scendendo dal buio piano di sopra nella nostra casetta in affitto ad Englefield Green, credetti d'essere vittima di un'allucinazione olfattiva: un intenso odore di aglio, acciughe e cavoli saliva dalla cucina. Mia moglie stava davvero preparando la bagna cāuda. E come per miracolo, non feci quello che chiunque avrebbe fatto, se avesse avuto la mia stessa feroce avversione per questo piatto che avevo cosi' a lungo evitato: usare un estintore per interrompere la bollitura, spruzzare in cucina tutto il deodorante e profumo disponibile, aprire le finestre e partire immediatamente per una settimana di vacanza lontano dalla casa contaminata.

Invece successe l'imprevedibile. La bagna cāuda preparata da mia moglie era una bagna cāuda light, meno odorosa di quella cui ero sfuggito per tanti anni. Trovarmela davanti in un posto cosi' differente da quella che per tanti anni era stata "casa", in Italia, non causo' la classica lacrimuccia da immigrato nostalgico cui manca il paesello, ma fu certamente cosa gradita. E ancora adesso, quando ci va, prepariamo una bella bagna cāuda anche per i nostri amici stranieri che vengono a trovarci.

Tags: mangiare, nostalgia, Piemonte, tradizioni, vivere in Inghilterra

Ci saranno abbastanza peperoncini?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/02/2011 alle 13:30 | 0 commenti  | Permalink
Sara' abbastanza piccante?
Avevo mangiato questo piatto a Singapore, e ne avevo parlato qui. Venerdi' ho ripetuto l'esperienza al ristorante Leong's Legend di Londra, in occasione del Capodanno cinese, ma ... solo di stiscio: io ho ordinato un piatto (relativamente) piu' leggero, la zuppa piccante di manzo con noodles (spaghetti cinesi), mentre mia moglie ha ordinato quello che nel menu' del ristorante viene definito "Strisce di manzo bollito in minestra estremamente piccante". Le strisce di manzo le abbiamo mangiate, alcuni peperoncini anche, qualche cucchiaiata di brodo pure, ma per finire l'intero piatto avremmo dovuto sudare parecchio, cosa non consigliabile in una fredda giornata invernale.

Il ristorante Leong's Legend si propone come "ristorante taiwanese", ma ho chiesto ad una cameriera, e m'ha confermato che in realta' il personale e' tutto cinese. Niente di nuovo: meta' dei ristoranti italiani in cui sono stato in Inghilterra sono gestiti da turchi, ex-yugoslavi e bulgari...

Tags: capodanno cinese, foto, Londra e dintorni, mangiare, Taiwan

Mangiare piccante, Singapore-style

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/10/2010 alle 09:45 | 2 commenti  | Permalink
Conversazione a casa di amici in Italia, natale 2009:

- Non ti sembra troppo piccante quel sugo?
- Piccante? Sugo?
- Quello che stai mangiando! Ci sono dei peperoncini, te ne sei accorto, vero?
- Beh, veramente... non me n'ero accorto. Saranno peperoncini di quelli tranquilli.
- Tranqulli? Guarda la faccia di Pino, vicino a te! Sta scoppiando!
- Sara' che viaggiando all'estero uno si abitua a mangiare piatti piu' piccanti.


E dire che non mangiavo piccante, prima di andare a vivere all'estero. Anzi: non mangiavo neppure saporito, la pasta la mangiavo spesso in bianco, evitavo il salame, il pepe non lo usavo e il peperoncino non lo volevo neppure vedere sul tavolo. E avevo la gastrite. Poi, trasferitomi all'estero, mi sono abituato a mangiare un pochino piu' saporito. Piu' piccante. Molto piu' piccante. Quando in Italia si pensa alla cucina cinese, si pensa spesso che sia poco energica, poco piccante. Spero che basti quest'immagine per dimostrare quanto sia errato questo preconcetto. Ah, dimenticavo: non ho piu' la gastrite...

Mangiare piccante a Singapore


Immagine scattata in un ristorante cinese a Chinatown, Singapore. Si', ci sono anche della carne e delle verdure relativamente innocue, nel piattone (tra l'altro, e' piu' un'insalatiera che un piatto, visto che e' fonda), ma la maggior parte del contenuto e' puro e semplice peperoncino in quantita' industriale.

Tags: foto, mangiare, Singapore

Abitudini straniere: la "doggy bag" al ristorante

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/10/2010 alle 10:00 | 0 commenti  | Permalink
Una delle cose di cui noto la mancanza, ora che sono di passaggio in Italia, e' la mancanza delle doggy bag.

Negli ristoranti degli Stati Uniti, ordinare cibo in eccesso non porta alle classiche scene tipo "Dai, finisci quel filetto, che e' costato un occhio!". E' da tempo diffusa, infatti, la pratica del "doggy bag", la "borsa per il cane", che in realta' non ha niente a che vedere con i nostri amici a quattro zampe: si tratta della consuetudine di impacchettare il cibo avanzato in contenitori ermetici, in modo che possa essere consumato a casa. Il termine "doggy bag" (oppure "doggie bag") permetteva in origine di fingere che il cibo fosse destinato al cane (e agli altri animali domestici) dei clienti, anziche' ai clienti stessi. Oggigiorno, se un cliente chiede la "doggy bag", viene dato per scontato che il cibo sia per lui o lei, e non per il cane.

L'operazione di impacchettamente - in contenitori di polistirolo - viene eseguita dal personale del ristorante e non comporta sovrapprezzi. Ricordo un ristorante thailandese/cinese di Atlanta nel quale, eccezione alla regola, il ristoratore lasciava ai clienti il compito di preparare la doggy bag. Se volete evitarlo, e' su Buford Highway...

Immagino che gli chef potrebbero considerarla una cattiva idea: il cibo verra' riscaldato e forse, a casa, non sara' buono come quand'era fresco, sul tavolo del ristorante. C'e' poi un'obiezione da dietrologi italiani: "Io gli preparo la doggy bag, e quello poi torna e mi fa causa dicendo che gli ho dato cibo avvelenato". Beh, se negli Stati Uniti, dove ci si fa causa per qualsiasi cosa, sono riusciti a far funzionare il sistema della doggy bag per decenni, pare difficile credere che sia impossibile fare lo stesso qui. Non apprezzo tutte le idee che arrivano dagli USA, ma considerato che il cliente paga per del cibo che potrebbe non riuscire a consumare, mi sembra lecito dare al cliente la possibilita' di consumare tale cibo a casa. ...

Tags: idee per il settore turistico, mangiare, ristoranti, Stati Uniti

Evitare il cibo low cost: Ryanair e il passeggero col sandwich gommoso

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/10/2010 alle 09:37 | 0 commenti  | Permalink
Mi e' capitato sotto gli occhi il resoconto di un evento avvenuto in luglio, quando ero in viaggio, e credo sia opportuno (ri)portarlo all'attenzione dei lettori, casomai a qualcuno fosse sfuggito.

Pochi giorni fa, tra i nove consigli per rendere meno stressanti i vostri voli avevo incluso la raccomandazione di evitare il cibo delle linee aeree low cost. Ora, visto quanto avvenuto al signor Henrik Ulven, la raccomandazione si fa piu' seria: non lamentatevi del cibo della Ryanair se non volete essere accompagnati a terra dalla polizia.

Henrik Ulven, norvegese, era su un volo Ryanair, e decise di ordinare un sandwich. Non un sandwich normale: un "chicken premium sandwich", preparato sul momento, fresco, al prezzo di 4,50 euro, anziche' i 3 euro del panino normale. Il sandwich, pur presentandosi bene, era, a detta di Mr. Ulven, di sapore gommoso ed immangiabile. Alla sua richiesta di avere un muffin in sostituzione del sandwich non commestibile, un'assistente di volo rispose in modo negativo. Ulven, che probabilmente non ama farsi mettere i piedi in testa, rispose che non aveva intenzione di pagare per un panino non commestibile. Risposta dell'assistente di volo: o paghi o chiamiamo la polizia.

Al momento dell'atterraggio in Norvegia, mister Ulven e' stato scortato a terra da agenti della polizia norvegese. Accompagnato in una stanza dell'aeroporto, Ulven ha spiegato la situazione, e' stato lasciato libero dalla polizia con una risata, e ha dichiarato che continuera' a volare con Ryanair, in quanto i malintesi possono avvenire con qualsiasi linea aerea.

Dubito, pero', che ordinera' di nuovo un panino su un volo Ryanair.

...

Tags: linee aeree, mangiare, polizia, Ryanair

Locanda del Viandante, Mazze'

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07/01/2010 alle 06:50 | 0 commenti  | Permalink
Non "recensisco" locali, di solito, ma qui ho mangiato bene spendendo una cifra ragionevole. Nel nulla, vicino a Mazze' (Torino), pronunciare la frase "Sarebbe ora di cercare un posto dove mangiare" e' stato sufficiente a fare spuntare dalla nebbia la Locanda del Viandante. In tre abbiamo speso 45 euro, mangiato un primo ed un secondo ottimi, con vino e dolci.La Locanda delle nebbie
In Valle d'Aosta, nei giorni precedenti, avevamo speso quasi sempre 54 euro in due.

Tags: foto, mangiare, Piemonte

Angurie, Oceano Pacifico e gentilezza taiwanese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/07/2009 alle 06:14 | 0 commenti  | Permalink
Hualian, Taiwan. Pedaliamo lungo una spiaggia, alla nostra sinistra l'oceano Pacifico, alla destra, al di la' della strada, una base dell'aviazione militare taiwanese, con alcuni F-16 pronti a decollare. Le bici sono di un parente che vive qui, e dei vicini che glie ne hanno prestate alcune: siamo in sette, non tutti hanno sette bici!

La pista ciclabile su cui stiamo pedalando e' perfetta, liscia come l'olio; la giornata e' calda, siamo a poca distanza dal Tropico del Cancro; l'umidita' e' piu' sopportabile che a Singapore, e c'e' un accenno di brezza proveniente dall'oceano. Bell'acqua limpida e belle onde, non sorprende che Taiwan stia diventando popolare tra i surfisti.
Bici, sole e oceano, amici e angurie

Un gruppo di ragazzi e ragazze si sbraccia per fermarci. Pensiamo abbiano bisogno di aiuto, magari e' successo qualcosa a uno di loro. Invece no: hanno comprato troppa anguria e hanno bisogno di aiuto per finirla, vogliono dividerla con noi. E col resto della popolazione taiwanese, pare: nei quindici minuti che passiamo con loro li vediamo fermare tutti i ciclisti di passaggio, per invitarli a condividere la loro anguria. Che e' ottima, tra l'altro: ne' farinosa ne' eccessivamente succosa.

Tags: bici, foto Taiwan, mangiare, mare, Taiwan

Bagna cauda e fantascienza americana

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/04/2009 alle 10:10 | 0 commenti  | Permalink
Lo so, la bagna cauda e la fantascienza americana c'entrano poco con i viaggi. Ma quando si incontrano certe informazioni non e' possibile tenerle per se'...

La bagna cauda (o bagna caôda) e' una tipica fonduta piemontese. La presenza, tra gli altri ingredienti, di aglio e acciughe macerati nel latte e accompagnati da cavoli rende comprensibile il soprannome di "ammazza-dentisti" che il piatto si e' guadagnato col tempo. Io, per quanto mi riguarda, l'ho evitato fino all'eta' di trentatre anni, al punto da non essere presente a casa quando qualcuno progettava di mangiare bagna cauda. In seguito, all'estero, ho iniziato a sentire il richiamo di questo piatto il cui semplice odore vuol dire casa, ed ho iniziato ad apprezzarla, seppur in una versione semplificata. Una bagna cauda "stordisci-dentisti", la chiamerei.

E dove ho trovato questa perla della cucina piemontese? In una serie di telefilm di fantascienza statunitense. Nella serie Babylon 5 c'e' un personaggio, tale Michael Garibaldi, che si nutre di bagna cauda quando ne ha l'occasione. In una stazione nello spazio!

Fantascienza e bagna cauda: mai me lo sarei aspettato.

Forse la presenza della bagna cauda in Babylon 5 e' stata voluta da qualche Ente locale piemontese per incrementare la visibilita' internazionale del Piemonte. Sarebbe una buona idea. Ed eccone altre per altri enti locali interessati a promuovere prodotti regionali.

1) Harrison Ford/Deckard che, in Blade Runner 2, diventa un ghiotto divoratore di panzerotti (anziche' di sushi);
2) Sigourney Weaver/Ripley che, nel "director cut" di Alien, e' a bordo della nave spaziale Nostromo, e si nutre di dolci alla ricotta calabresi mentre da' la caccia alla creatura aliena.
3) Schwarzenegger/Terminator che, ferito mortalmente dal T1000 nel remake del prossimo anno di Terminator 2, ritrova la sua energia bevendo da una fiaschetta di grappa veneta.

Fantasia, ci vuole! Come quella di quel gruppo di gastronomi di Crema che, molto prosaicamente, si infiltro' in una comitiva di francesi che passavano la Manica, per andare a vendere prodotti cremaschi a Staines, nel Surrey, nell'ambito del mercatino francese che si svolgeva tutti i giovedi' nella strada principale della citta'.

Tags: cinema, idee per il settore turistico, mangiare, Piemonte, televisione

Ci sono piu' reflex digitali semiprofessionali che zanzare, a Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/04/2009 alle 23:50 | 0 commenti  | Permalink
Come dicevo in questo articolo sul mangiare hot pot a Singapore, non ero il solo a scattare foto al cibo che avevo nel piatto, nel ristorante in cui ho cenato venerdi' sera, uno dei tanti ristoranti hot pot su Beach Road (che non e' lungo il mare).

Non so in quanti ristoranti, in Italia, possa capitare di incontrare un cliente con reflex e grandangolo gigante che fotografa il cibo che ha nel piatto. Beh, in questo ristorante non c'ero solo io: a due tavoli di distanza avevamo una comitiva di ragazzini, tra cui una minuta teenager (apparente: avra' avuto venticinque anni) con una Nikon D700, e piu' lontano ho notato due ragazzi con una Canon e una Pentax. Tutte reflex digitali, tutte puntate verso il cibo. Perche' ne parlo? Per iniziare, perche' ho letto di ristoratori italiani che hanno educatamente chiesto ai clienti dei loro ristoranti di non fotografare i piatti che venivano loro serviti. Avranno le loro ragioni, quei ristoratori e quei cuochi, ma io preferisco poter fare quel che voglio, col cibo che ho ordinato e che ho pagato, come in questo ristorante hot pot.

L'altra ragione e' legata alla fotografia. Mesi fa, sul blog di Scott Kelby, lessi che l'autore era impressionato dalla quantita' di reflex che aveva notato in mano a giovani donne, a Venezia, durante una sua breve vacanza in Italia. Quell'articolo mi porto' a dedicare piu' attenzione a quelli (e quelle) che, come me, se ne vanno in giro col sole e con la pioggia (e non ci sono altre condizioni meteorologiche, qui a Singpore) con una macchina fotografica in mano e un paio di obiettivi nello zaino. Beh, ce ne sono tanti. Tantissimi. A qualsiasi ora del giorno, e probabilmente della notte, c'e' sempre un gruppo di fotografi, spesso giovani, quasi sempre con macchine Nikon e Canon semiprofessionali, che fotografa un soggetto: che sia una modella (o un'amica) in posa, o un grattacielo, o un lucertolone lungo un metro e mezzo, ci sono sempre fotoamatori in azione. E come dicevo, non e' che spendano poco per l'attrezzatura: a giudicare da quel che vedo per strada e nei negozi fotografici, sembra che la Nikon D300 sia la macchina fotografica digitale piu' diffusa a Singapore.

E non c'e' solo l'attrezzatura, ma anche la passione: ogni volta che parlo di fotografia con qualcuno di qui, si finisce sempre col menzionare Clubsnap.com, il sito che sembra ospitare tutti i fotoamatori e i fotografi professionisti di Singapore.

Altro pensiero sparso su Singapore e fotografia: insieme con le tante fotocamere digitali semiprofessionali, ho notato altre due tendenze, soprattutto tra i piu' giovani: lomografia e medio formato.

Lomografia e' la fotografia lo-fi, in cui cogliere l'attimo, anche se con immagini sgranate, colori ipersaturi, immagini mosse e sfocate, conta piu' che produrre immagini tecnicamente perfette ma poco vive. Il termine deriva dalle macchine fotografiche russe Lomo, poco sofisticate e adattissime a questo tipo di fotografia (come tante altre...).

Ripensandoci, c'e' un'altra cosa che ho notato, riguardo a Singapore e ai suoi fotografi: non credo d'aver ancora visto un fotografo che avesse piu' di venticinque anni, negli undici mesi passati qui. Potrei sbagliarmi, certo: quelli che sembrano venticinquenni potrebbero essere trentacinquenni (ho un collega cinquantenne che non dimostra piu' di trentacinque anni, e alcune colleghe trentenni che sembrano minorenni), come spesso accade con gli "orientali", siano essi cinesi o giapponesi (non so dire dei coreani, non ne conosco di maturi). Ecco le mie ipotesi sui fotografi singaporiani di mezza eta':

1) Non esistono: trattandosi di Singapore, probabilmente ci sara' una legge che li vieta;
2) Sono tutti fotografi professionisti, e passano il loro tempo in studio o in aree cui io non ho accesso;
3) Sono tutti professionisti in Europa o in America (se nemo propheta in patria vale da noi, varra' anche in Asia...);
4) Dopo aver fotografato tutto il possibile in giro per Singapore quando avevano vent'anni, si sono buttati sulla macrofotografia casalinga, e passano il tempo fotografando gechi nei loro appartamenti;
5) Hanno smesso di fotografare quando si sono resi conto che non sarebbero mai riusciti a guadagnarsi da vivere cosi'.

Quale sara' l'ipotesi piu' corretta tra queste cinque?

E, domanda ancora piu' inquietante: che c'entrano le zanzare, visto che le ho menzionate nel titolo di quest'articolo? Poco o niente: erano solo un termine di confronto numerico. In undici mesi qui credo di aver visto o sentito (sulla pelle o con le orecch...

Tags: fotografia, lomografia, mangiare, ristoranti, Singapore

Mangiare cinese: hot pot, steamboat

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/04/2009 alle 17:55 | 0 commenti  | Permalink
In Cina, a Singapore e negli altri Paesi con un alto numero di cittadini d'etnia cinese e' popolare la cucina hot pot o steamboat. Praticamente una fonduta con carne. Al centro della tavola un pentolone, tenuto in ebollizione da una fiamma a gas. Nel calderone c'e' un brodo che puo' essere al peperoncino, quindi molto piccante, o vegetale o al pollo, quindi piu' sopportabile. Pentolone per cucina hot pot, ristorante su Beach Road a Singapore
Si puo' anche avere un pentolone con un divisore verticale, in modo da avere meta' brodo piccante, meta' normale. Nel brodo vengono immersi e cotti a bagnomaria carne, gamberi, frutti di mare, pesce, involtini, funghi, tofu, uova, vegetali a foglia larga... un po' di tutto. Non formaggio ne' olio, pero', e questo rende la fonduta cinese piu' leggera di altre, per esempio di quelle alpine con elevate dosi di formaggio. Della bagna cauda piemontese parleremo un'altra volta...

Lungo Beach Road, a Singapore, ci sono tre ristoranti, quasi di fronte alle Shaw Towers, che sono specializzati nell'hot pot. Uno vicino all'altro, con i tavoli che quasi si mischiano, c'e' sempre coda, di sera. Decine e decine di clienti, pochi occidentali, pochi malay, si mangia tanto e a prezzi ragionevoli: cena a buffet (eat-as-much-as-you-can) per due, con tre birre Tiger da 66cl, per un totale di 35 dollari singaporiani, circa 18 euro. Il calore proveniente dal pentolone, quello del cibo ingoiato, quello del clima, il tutto contribuisce a sudare come in una sauna. Ci credo, che sono magri a Singapore!

E non ero l'unico a fotografare quel che avevo nel piatto... come leggerete nel prossimo articolo del blog.

Tags: Cina, foto, mangiare, ristoranti, Singapore

Cucina italiana e persiana insieme

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/12/2008 alle 14:27 | 0 commenti  | Permalink
Un ristorante italiano e persiano a Singapore
Un paio di anni fa ebbi una discussione con una conoscente italiana, a Londra. Lei voleva andare in "un ristorante cino-giapponese, come quelli che ci sono a Milano", ma eravamo a Londra, dove la scelta in fatto di ristoranti cinesi e ristoranti giapponesi e' piu' ampia, e dove i due tipi di cucina non vengono mescolati spesso nello stesso ristorante. Le spiegai che potevamo mangiare in un ristorante giapponese o in un ristorante cinese. Lei insisteva, e diceva che a Milano ci sono anche i ristoranti cino-nippo-vietnamiti. Le spiegai che un ristorante del genere, per chi conosce le differenze tra quei tre tipi di cucina, avrebbe lo stesso valore di un ristorante italo-franco-greco: sono cucine differenti.

Non sono quindi stato sorpreso di trovare un ristorante italiano e persiano a Singapore. La comunita' italiana a Singapore e' piuttosto esigua, meno di un migliaio di persone, e meno rilevante di comunita' piu' piccole come quella armena e quella ebraica, un ristorante che proponga due tipi di cucine potra' attirare piu' clienti. Non molti clienti italiani o persiani (iraniani), immagino, ma gli altri si', gli stessi che mangerebbero in un ristorante cino-nippo-vietnamita...

Tags: foto, italianitā, mangiare, ristoranti, Singapore

Fiera informatica e involtini di riso?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/11/2008 alle 08:10 | 0 commenti  | Permalink
Involtini di riso
Suntec Tower Conference Centre, Singapore. Fiera del gadget dal nome curioso, Food Safari & Home Electronics Fair 08. Entro nella grande sala dove si svolge la fiera, mi butto sullo stand Nikon per provare la D90, cerco poi gli stand Epson e Sigma per provare le loro macchine digitali a telemetro (Sigma DP1 e Epson R-D1) ma chiedendo in giro scopro che queste due macchine non sono commercializzate a Singapore. Continuando il giro della fiera, vedo che la maggior parte degli stand e delle aree espositive sono dedicati al cibo e non all'elettronica di consumo. Come sara' venuto in mente a qualcuno di combinare i due temi non lo so, ma Singapore e' probabilmente uno dei posti piu' adatti del pianeta, per una fiera cosi', visto l'amore locale per il cibo e per i gadget elettronici. A parte Taiwan dove, finito il pranzo, la domenica, si sale in auto per andare verso un buon ristorante fuori citta' dove fare merenda, e mentre si va verso quel ristorante, ci si ferma in almeno un paio di chioschi lungo la strada per mangiare qualcosa.

La foto mostra degli involtini di riso in foglie di bambu', chiamato "sticky rice".

Tags: foto, mangiare, Singapore

Singapore Art Museum: arte e cena, tutto gratis

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07/11/2008 alle 17:45 | 0 commenti  | Permalink
I giardini del Singapore Art Museum
Venerdi' sera, fine della settimana lavorativa. Sono a Singapore ed esco molto raramente, ma di fronte a certe tentazioni e' impossibile resistere: l'ingresso al Singapore Art Museum (SAM) e' gratuito, il venerdi' dalle 18 alle 21. "Gratuito": una parola che, per i viaggiatori dal braccino corto ha un suono eccitante quanto "Sono Angelina Jolie e ti voglio qui, ora!". Prendo l'autobus 36, scendo troppo presto, prendo il 124, scendo troppo tardi, i 32 gradi (38 percepiti, considerando l'umidita') si fanno sentire e suppongo abbiano bloccato il 99% dei miei gia' non numerosi neuroni), risalgo sul 124, scendo in Orchard Road, la strada principale dello shopping a Singapore. Cammina cammina, arrivo al Singapore Art Museum verso le sette e venti di sera, un'ora e mezzo dopo aver lasciato l'ufficio. Sei isolati dall'ufficio in cui lavoro, ma avevo deciso di arrivarci senza sudare ...

Entro al SAM, tanta gente in abiti eleganti da vernissage, altri con abbigliamento estroso (al confronto, il Prince di "Purple Rain" vestiva sobriamente) che sembrano gridare "trasudo arte da tutti i pori!", e anche un tipo che sembra capitato li' per caso, vestito come me. Ah, e' uno specchio, quello ... Visito la mostra sull'arte coreana, "Transcendence: Modernity and Beyond in Korean Art"; visito le varie gallerie del museo; mi accodo ad un gruppo di visitatori che sta ascoltando Ong Kim Seng, un pittore nativo di Singapore, cui il museo dedica la mostra "Heartlands: Home and Nation in the Art of Ong Kim Seng". I suoi acquarelli mostrano una Singapore che non esiste piu', a volte sovrapposta a quella attuale, e Mr. Ong offre un resoconto vivido delle sue esperienze ("Queste prime tele sono piccole perche' quelle grandi costavano troppo, negli anni settanta", "Mia madre usava i miei dipinti per bloccare le infiltrazioni d'acqua dal soffitto ..."). Artista e artigiano, dov'e' la soglia tra l'uno e l'altro, rifletto. Un ruggito mi distoglie dai miei pensieri: il mio stomaco reclama. Ritorno al pianterreno, e noto alcuni tavoli imbanditi, nei giardini del museo; gente mangia, camerieri girano con bicchieri sui vassoi. Sara' un buffet per ospiti selezionati? Mi seleziono da solo e, forchetta e piattino alla mano, mi servo una portata di simil-ravioli che in realta' sono alimenti venuti da un altro pianeta, piccanti quanto l'idea platonica della peperoncinita'! Eppure Tiziano Terzani aveva scritto che i cinesi non mangiano piccante ... si sara' sbagliato. Sazio, passo al tavolo del vino e mi viene servito un rosso decente. Scatto foto alle fontane in giardino, con stomaco e senso artistico soddisfatti.

Quindi, se amate l'arte, gradite spendere poco e siete a Singapore, segnatevi sull'agenda: venerdi' dalle sei alle nove di sera, arte e cena gratis al Singapore Art Museum.

Tags: foto, mangiare, musei, Singapore

British Airways: pasti base gratis, pasti commestibili a pagamento

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/09/2008 alle 18:05 | 0 commenti  | Permalink
Il Telegraph conferma un sospetto che avevamo avuto tempo fa: le linee aeree "tradizionali" seguiranno l'esempio delle linee low cost e faranno pagare servizi che finora erano parte del biglietto aereo; leggendo i nostri articoli sulle linee aeree potrete verificare la degratuiticizzazione in corso: cio' che prima era gratuito, ora diventa una bella fonte di entrate supplementari (ancillary revenues) per le linee aeree.

Parliamo di pasti in volo. L'articolo del Telegraph riporta la frase
BA is also investigating charging passengers extra for the option of an "upgraded" in-flight meal
Non ci sarebbe motivo di scegliere un pasto "upgraded" se quello base non fosse insufficiente per qualita e/o quantita'; e offrire un'opzione che pochi hanno motivo di scegliere sarebbe antieconomico. Aspettiamoci quindi che i pasti serviti attualmente da British Airways vengano ri-definiti come "upgraded", mentre i pasti base disponibili gratuitamente saranno probabilmente ridotti a una galletta e mezzo bicchiere d'acqua, in modo che una buona percentuale dei passeggeri scelgano il pasto a pagamento.

Tags: British Airways, entrate ausiliarie, linee aeree, mangiare

Cibo esotico a Denver: Rocky Mountain Oysters

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/09/2008 alle 11:40 | 0 commenti  | Permalink
Continuiamo a parlare di Stati Uniti e di cibo, visto che siamo vicini all'ora di pasto. Niente foto, stavolta.

Se visitate Denver, Colorado, e decidete di non fare come tanti nostri connazionali ("Ci sara' un ristorantino italiano, qui a Denver, che ho tanta voglia di bucatini all'amatriciana e abbacchio con asparagi?"), potreste capitare in un ristorante non italiano. Nel menu' potreste quindi trovare qualcosa di stimolante e curioso: le Rocky Mountain oysters le "ostriche delle Montagne Rocciose". In altri ristoranti vengono anche chiamate Prairie oysters, "ostriche della prateria". Ah, il West, che umorismo... le Montagne Rocciose, Denver e la prateria sono ad alcune migliaia di chilometri dall'oceano piu' vicino. Saranno prodotte sulle Montagne Rocciose o nella prateria, allora, queste ostriche?

Si' e no. Le famose "ostriche delle Montagne Rocciose", infatti, non sono ostriche. Sono testicoli di bisonte, oppure di toro nel caso delle "ostriche della prateria". E sono locali, certo: bufali e tori ci sono, nel Colorado e nell'ovest degli Stati Uniti, al contrario dei prelibati molluschi da cui i piatti citati hanno preso solo il nome.

Un ristorante di Denver noto per le sue ottime Rocky Mountain Oysters e' The Fort.

Buon appetito!

Tags: animali, mangiare, Stati Uniti, tradizioni

Prepara la tavola, arriva il babbo con la cena!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/09/2008 alle 06:00 | 0 commenti  | Permalink
Pick-up in autostrada con cervo nel cassone - Georgia, USA
"Ecco il babbo che arriva a casa e ... che cos'ha nel cassone del pick-up? Un bel cervo da scuoiare, affettare e cucinare per cena."
"Mamma, mamma, i palchi li piazziamo poi in salotto? Sul muro sopra la tivu'?"
"No, questo non ha i palchi, e' piccolo."
"Vuoi dire che papa' ha ammazzato il bambino di un cervo?"
"O quello o McDonald's, scegli tu!"
"Posso affettarlo io, il cervo?"


Foto scattata nel sud della Georgia, negli USA, nel 2006.

Tags: animali, foto, mangiare, Stati Uniti

Garibaldi e' ovunque, anche a Charleston

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/09/2008 alle 08:22 | 0 commenti  | Permalink
Il Garibaldi Cafe di Charleston
Charleston, South Carolina, Stati Uniti d'America (*). Camminiamo in centro citta' nella famosa Market Street, e cosa troviamo? Un locale chiamato Garibaldi. Il Garibaldi Cafe', per essere precisi.

Forse dovremmo pubblicare tutte le foto dei vari pub e ristoranti "Garibaldi" visti in giro, a cominciare da quello di Staines, Surrey, Inghilterra...






*: Puo' sembrare da pistini, aggiungere "d'America" quando si parla di "Stati Uniti". Tutti sanno che ci sono solo gli Stati Uniti d'America, giusto? Sbagliato. Anche il Messico, nel suo nome ufficiale, contiene la dicitura "Stati Uniti", e anche il Brasile (fino al 1968), il Venezuela (fino al 1953) e l'Indonesia (fino al 1950) si chiamavano "Stati Uniti di", seguito da Brasile/Venezuela/Indonesia. Fonte: Wikipedia

Fotografia scattata nel 2006.

Tags: foto, mangiare, personaggi, Stati Uniti

Retromarcia United Airlines: niente pasti in volo a pagamento, per ora

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/09/2008 alle 05:00 | 0 commenti  | Permalink
La linea aerea statunitense United Airlines sta pianificando l'ennesima mossa per aumentare i propri profitti: pasti in volo a pagamento. I primi test, pero', non sono andati bene, secondo questo sito, questo e quest'altro. Possiamo immaginarci la scena: nel momento in cui e' stato chiesto ai passeggeri di pagare per la cena ordinata, sara' scoppiata una rivolta a bordo. Decine di feroci assicuratori, aggressivi amministratori di database e furiosi padri di famiglia si saranno diretti verso la cabina del pilota per dirottare l'aereo verso il piu' vicino McDonald's, che probabilmente aveva prezzi piu' ragionevoli.

Come detto, il tentativo di United Airlines e' stato bocciato. Il Chief Customer Officer (CCO, l'ennesimo acronimo anglosassone di cui non sentivamo il bisogno) della linea aerea, Graham Atkinson, ha dichiarato
The response from you and many of our corporate customers, even before we launched the test, told us what we would have undoubtedly learned had we proceeded - you value our hot meal service in economy class for international flights

Al signor Atkinson vorremmo ricordare che noi passeggeri non solo "attribuiamo valore" alle nostre cene calde: le vogliamo proprio, e se ce le tolgono potremmo anche decidere di volare un po' meno.

Tags: linee aeree, mangiare, United Airlines

Combattere Satana davanti a una gelateria

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/09/2008 alle 13:01 | 0 commenti  | Permalink
Foto scattata a Savannah, Georgia, USA. Il signore col cartello era educato e niente affatto fastidioso, nella sua crociata. Il gelato acquistato nella gelateria era ottimo, ma il caldo georgiano di luglio e le sataniche fiamme evocate dal cartello hanno portato ad un rapido scioglimento.
Un uomo, la sua lotta, a Savannah

Se qualcuno ha il coraggio di dire che gli americani sono dei bambinoni, e che questa foto ne e' l'ennesima prova, suggerisco di accendere la tv e dare un'occhiata a cio' che ci beviamo noi italiani ... a quello cui noi italiani crediamo e a quello che giudichiamo importante... veline, letterine, tronisti, politici incapaci di discutere, giornalisti che per "indagine" intendono "copia e incolla", altri "giornalisti" che portano a nuovi livelli l'arte di leccare il deretano dei potenti, genitori che incitano i figli ad aggredire la polizia ...



Fotografia scattata nel 2006.

Tags: foto Stati Uniti, mangiare, religione, Stati Uniti

Solo bistecche? No, mangerei qualsiasi cosa!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25/08/2008 alle 17:50 | 0 commenti  | Permalink
Senza soldi per mangiare su una panchina a Singapore
Foto scattata a Singapore, North Boat Quay, in direzione Riverwalk. Non so se il tizio che stava dormendo sulla panchina fosse un poveraccio o un proprietario di Mercedes che s'era fatto una passeggiata lungo il fiume. Capita anche questo, a Singapore.

Tags: foto, mangiare, Singapore

Gli statunitensi, che domanda!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/01/2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Nel titolo del mio post di ieri chiedevo "Chi apprezza e onora il cibo di piu', statunitensi o inglesi?".
La risposta e', evidentemente, gli abitanti degli USA. No, non tutti e trecento milioni. Ma quelli che conosco io, quelli che vedo io in giro, quelli che fanno parte del tessuto sociale in cui vivo, qui ad Atlanta, dedicano piu' tempo, attenzione e passione al cibo rispetto alle persone che conoscevo, vedevo o incontravo per caso in Inghilterra. Se li' il cibo era una perdita di tempo da consumarsi il piu' in fretta possibile, qui e' una passione (a volte eccessiva), un pericolo (per le ragazze cultrici della linea), un premio e un momento di pausa e di conversazione.

Chi apprezza e onora il cibo di piu', statunitensi o inglesi?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/01/2008 alle 07:50 | 0 commenti  | Permalink
La conversazione seguente si svolge negli Stati Uniti, ad Atlanta:

Mark: What the heck are you doing, Ron? Eating at your desk? You have been close to Dan for too long!
Dan: Hey, eating at the desk is merely a sign of efficiency!
Mark: No, it messes your desk, your stomach and does not give you the break you need and deserve.

Delle tre persone coinvolte (Mark, Dan e Ron), due sono statunitensi e uno inglese. Quale sara' l'inglese?

La risposta domani, su questo sito.

Natale a Jersey, Isole del Canale

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/11/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Per una volta (vabbe', per la seconda volta) lasciamo parlare le immagini: ecco un filmato che presenta le celebrazioni del Natale a Jersey, Channel Islands. Come nel filmato precedente, viene dato rilievo al legame culinario della piccola isola con la Francia, come a voler rimarcare che a Jersey si mangia un po' meglio che in Gran Bretagna.



Tags: feste, Isole del Canale, Jersey, mangiare, video

Specialita' gastronomiche di Jersey, Channel Islands

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/11/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Quello qui sotto e' un filmato di presentazione su Jersey, prodotto da Nick Easen e Mark Hakansson. Il filmato e' inglese, ma pesce e crostacei mostrati nel video non hanno bisogno di traduzione...




Tags: Isole del Canale, Jersey, mangiare, pesci, video

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