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Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento tradizioni

Londra, Chinatown: la danza del leone per il Capodanno cinese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 28/01/2012 alle 23:58 | 0 commenti  | Permalink
Chinatown, Londra


Chinatown, Londra. I festeggiamenti per il capodanno cinese sono ancora in pieno svolgimento.

La tradizione del "tsai-ci" vuole che, durante il Capodanno cinese, le associazioni culturali cinesi mandino gruppi di danzatori "vestiti da leoni" a visitare case e negozi della comunita' cinesi, eseguendo un rituale che dovrebbe portare fortuna e benessere a famiglie e aziende visitate. Ad un occhio occidentale - perlomeno al mio - ne' il costume dei danzatori ne' i loro movimenti ricordano un leone, ma cio' non rende meno interessante lo spettacolo. Il 'leone', animato da due danzatori, avanza, indietreggia, oscilla, esita prima di avvicinare la testa all'ingresso di un ristorante cinese, dove il titolare ha preparato della lattuga (il cui nome, tsai-ci, suona come 'fortuna') e una busta rossa contenente denaro. Il leone 'mangia' busta e verdura, trattiene la busta (ovvio!) e sputa fuori la verdura (simbolo della fortuna) verso il titolare del locale.


Tags: capodanno cinese, foto, Londra e dintorni, tradizioni

Idraulica britannica: se due rubinetti vi paiono pochi...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/09/2011 alle 07:12 | 0 commenti  | Permalink
... vi presento un lavandino con tre rubinetti.

In Gran Bretagna, molte case hanno ancora rubinetti separati per l'acqua calda e per quella fredda, col risultato che molti turisti abituati ai miscelatori finiscono con lo scottarsi e, alternativamente, gelarsi le mani. Questo rubinetto aggiunge un livello di difficolta': fotografato nella storica Ham House a Richmond, il rubinetto di sinistra e' per l'acqua calda, quello di destra per l'acqua fredda, quello in mezzo reca la dicitura "soft".

Un lavandino con tre rubinetti




Tags: foto Gran Bretagna, ingegneria, tradizioni, vivere in Inghilterra

Venerdi' Santo, giorno festivo in Gran Bretagna

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/04/2011 alle 11:01 | 0 commenti  | Permalink
Un breve messaggio per ricordare a chi viene in Gran Bretagna in questo periodo che oggi, Venerdi' Santo ("Good Friday") e' un giorno festivo in Inghilterra, un Bank holiday. Ho sempre trovato curioso che Paesi cattolici come Italia, Spagna e Filippine non abbiano una giornata festiva in quest'occasione, e che in Gran Bretagna si stia invece a casa. Sia come sia, molte aziende sono chiuse, oggi, qui in Inghilterra, i trasporti pubblici osservano l'orario dei giorni festivi, i villaggi e i sentieri sono pieni di gente che va a spasso.

Segnalo anche che il 29 aprile 2011 ci sara' un ulteriore giorno festivo in occasione del matrimonio tra il William, Principe di Galles e Catherine Middleton. Che vi interessino o meno le vicende della famiglia reale britannica, e' pur sempre un giorno festivo in piu' ... e una giornata in cui troverete meno gente che lavora, in giro.



Tags: feste, Gran Bretagna, religione, tradizioni

Coltivare il sole anziche' le patate: che ne pensano i turisti?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/03/2011 alle 17:50 | 0 commenti  | Permalink
Pannelli solari nelle Marche

Panorama visto vicino a Morro d'Alba (AN), nelle Marche. Se fossi un contadino, e se il mio terreno rendesse di piu' se utilizzato per la produzione di energia, rispetto alle coltivazione di patate o pomodori, non avrei dubbi: andrei immediatamente alla ricerca dell'offerta piu' vantaggiosa per coprire di pannelli fotovoltaici i miei campi. Non si tratta di un ragionamento esclusivamente mio: l'Italia offre molti giorni di sole all'anno, il che rende un investimento in sistemi fotovoltaici piu' remunerativo rispetto a... l'area in cui vivo in Inghilterra, per esempio.

Ma come direbbe l'Onorevole Di Pietro, che c'azzecca un sito di viaggi coi campi convertiti alla produzione di energia? C'e' un legame tra i viaggi e i campi coperti di pannelli solari visti nelle Marche?
C'e'. Le Marche, cosi' come tante altre regioni italiane, ricevono tanti turisti stranieri, che portano denaro e alimentano l'industria turistica locale. Quei turisti, a volte, si innamorano di un luogo tanto da stabilircisi, spesso rimodernando cascine o ridando vita a isolati centri urbani da cui i giovani si tengono lontani. I turisti vengono in Italia per l'arte, il sole, il mare, le tradizioni (e, come detto giorni fa, forse anche perche' le donne italiane sono disponibili, messaggio che il nostro Presidente del Consiglio trasmette instancabilmente col suo operato).

Gradiranno, i turisti, vedere le campagne italiane coperte di pannelli solari? Continueranno a tornare in Italia oppure il cambiamento del panorama agreste li spingera' verso mete differenti?

Difficile prevederlo, ma proviamo a girare la domanda: se siete stati in Provenza, l'immagine dei prati coperti di lavanda vi sara' rimasta impressa nella memoria. Se tornaste oggi in Provenza e trovaste che quei campi che in passato erano coperti di lavanda ora ospitano ettari di pannelli solari, continuereste a tornare in Provenza, in futuro?

Tags: energie alternative, foto, Marche, tradizioni, visioni e previsioni

Le vie della bagna cauda sono infinite

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/03/2011 alle 08:00 | 4 commenti  | Permalink
Sono nato a Settimo Torinese nel Sessantotto, in un giorno di marzo. Sono nato sul tavolo della cucina, come si usava una volta, poco prima dell'ora di pranzo, e sono grato ai miei genitori per avermi spostato prima di apparecchiare. Dopo quel giorno, ho affrontato - come te che leggi - la mia quotidiana lotta per la sopravvivenza, tra insegnanti che conoscono la loro materia ma non sanno insegnare, partite di calcio su prati piu' duri e aridi della tundra siberiana, burocrazia da colpo apoplettico, auto che non si fermano col semaforo rosso, mercato del lavoro lento quanto la deriva dei continenti. In piu', in quei diecimila e piu' giorni trascorsi in Piemonte, ho evitato come la peste bubbonica una delle specialita' locali piu' gradite ai nativi e meno note al di fuori della regione: la bagna càuda. Si tratta di una combinazione di aglio, acciughe, olio e latte, con aggiunta di cavoli, capace di produrre un olezzo mefitico che per decenni e' stato noto, nel nucleo di dissenzienti interno alla mia famiglia (ciao sorella!) come "l'ammazzadentisti"; bastava infatti pensare di mangiare bagna càuda prima di una visita odontoiatrica, per causare disturbi all'apparato respiratorio del medico.

Quando nel 2001 mi trasferii in Inghilterra, credevo che uno degli effetti collaterali di quel trasferimento fosse la completa e definitiva scomparsa dell'ammazzadentisti dalla mia vita.

Credevo. Buttata fuori dalla porta principale tramite emigrazione, la bagna càuda rientro' nella mia vita da un'inaspettata finestra.

Cosa ci puo' essere di piu' estraneo, rispetto ad un tipico piatto regionale italiano conosciuto a malapena fuori dal Piemonte, che una persona nata dall'altra parte del pianeta? Durante gli anni inglesi conobbi una ragazza taiwanese, e ... la prima volta in cui mi accompagno' in visita in Italia, d'inverno, mia madre le fece provare la bagna càuda. Io ed altri dissidenti evitammo quel nauseabondo pasto, la mia memoria dice che mangiammo pizza, ma potrebbe essere stato qualsiasi altro piatto. La mia futura moglie gradi' la bagna càuda, anzi se ne innamoro', e promise che l'avrebbe preparata, in futuro.

Cucinero' la bagna càuda, mi disse.

Non so voi, ma mi sarei preoccupato meno se avesse detto "Ci sono Hannibal Lecter, Freddy Krueger e Jack Bauer alla porta, sono incazzati neri e chiedono di te". Non ci volle molto tempo per vedere quella minaccia trasformata in realta'. Parlo della bagna càuda, non dei tre tizi sull'uscio.

Una domenica mattina di gennaio, scendendo dal buio piano di sopra nella nostra casetta in affitto ad Englefield Green, credetti d'essere vittima di un'allucinazione olfattiva: un intenso odore di aglio, acciughe e cavoli saliva dalla cucina. Mia moglie stava davvero preparando la bagna càuda. E come per miracolo, non feci quello che chiunque avrebbe fatto, se avesse avuto la mia stessa feroce avversione per questo piatto che avevo cosi' a lungo evitato: usare un estintore per interrompere la bollitura, spruzzare in cucina tutto il deodorante e profumo disponibile, aprire le finestre e partire immediatamente per una settimana di vacanza lontano dalla casa contaminata.

Invece successe l'imprevedibile. La bagna càuda preparata da mia moglie era una bagna càuda light, meno odorosa di quella cui ero sfuggito per tanti anni. Trovarmela davanti in un posto cosi' differente da quella che per tanti anni era stata "casa", in Italia, non causo' la classica lacrimuccia da immigrato nostalgico cui manca il paesello, ma fu certamente cosa gradita. E ancora adesso, quando ci va, prepariamo una bella bagna càuda anche per i nostri amici stranieri che vengono a trovarci.

Tags: mangiare, nostalgia, Piemonte, tradizioni, vivere in Inghilterra

Una soffitta inglese un po' strana?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25/02/2011 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Una soffitta normale?

Lo chiedo a voi, in quanto non sono molto pratico di soffitte e solai. Questa e' una tipica soffitta inglese, da quanto ho potuto vedere, e quel che e' inconsueto, se non l'avete ancora notato, e' la posizione delle due grosse travi orizzontali, che pare non siano piazzate cosi' nel soffitto medio italiano.

La soffitta in questione e' qui, sopra il quartier generale di ViaggiareLeggeri.

Tags: edifici, foto, Gran Bretagna, tradizioni

Fleet, Hampshire: la bici del macellaio

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/02/2011 alle 10:53 | 0 commenti  | Permalink
Fleet, Hampshire: la bici del macellaio



Tags: bici, cartoline, Gran Bretagna, tradizioni

Il dio della prosperita' Cai Shen Ye visita Londra

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/02/2011 alle 09:00 | 0 commenti  | Permalink
Il dio della prosperita'
Il tizio nella foto, visto a Londra in occasione del Capodanno cinese, e' mascherato da Cai Shen ye, il dio della prosperita'. Costume divertente: l'ho provato anch'io in circostanze molto differenti: per le foto del mio matrimonio, a Taiwan.

Tags: capodanno cinese, foto Gran Bretagna, Londra e dintorni, tradizioni

Un coniglio confuso

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/02/2011 alle 21:00 | 0 commenti  | Permalink
Coniglio a Chinatown
Siamo appena entrati nell'Anno del Coniglio, per il calendario cinese, e questo coniglio pare piuttosto confuso. Forse si sta chiedendo se fara' la tipica fine degli animali totemici: in pentola.

Tags: animali, foto, Londra e dintorni, tradizioni

Cosa ci sara' nel rimorchio?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/07/2010 alle 03:20 | 0 commenti  | Permalink
Foto scattata fuori da un motel a Taihape, paesino di duemila abitanti al centro dell'isola settentrionale della Nuova Zelanda.Fanatici di rugby o ...?

Sara' un viaggiatore fanatico di rugby, un rappresentante di prodotti Adi***, o altro?

Tags: foto, Nuova Zelanda, rugby, sport, tradizioni

La Parata di Leonardo da Vinci

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/03/2010 alle 06:30 | 0 commenti  | Permalink
Pochi giorni fa ho scritto della Parata di San Patrizio a Singapore. Una bella festa, e ce ne vorrebbero di piu'. Non mi dispiacerebbe se ce ne fosse una incentrata sull'Italia, magari sarebbe un'occasione per proporre all'estero un'immagine meno stereotipata del Belpaese.

Mi chiedo quanti italiani parteciperebbero ad una parata italiana a Singapore (siamo circa un migliaio, su quest'isola), e quanto successo potrebbe avere, inteso come partecipazione e apprezzamento da parte dei singaporiani e degli stranieri di altre nazionalita', una parata simile. Forse dovremmo organizzare una Columbus Day Parade, o altro, ma ... niente santi, per favore: gli irlandesi, qui, festeggiano San Patrizio in modo non religioso, senza croci o altri simboli confessionali, e la parata non passa vicino a nessuna chiesa; il "Saint Patrick" che guidava la parata era il chitarrista della band, e se e' religioso non l'ha dato a vedere. Niente parate di San Questo o San Quello, per favore.

Ecco l'idea! La Parata di Leonardo da Vinci.

Di seguito alcune ragioni per scegliere Leonardo da Vinci e alcuni spunti per la festa/parata/celebrazione.

  1. Leonardo da Vinci era italiano (della nazionalita' di C.Colombo ancora si discute);

  2. Leonardo viene associato sempre a cose positive (Colombo viene spesso visto come l'iniziatore dello sterminio dei Nativi Americani e dell'importazione in massa di schiavi dall'Africa;

  3. E' molto popolare negli ultimi tempi, grazie anche ai (pessimi ma molto venduti) libri di un autore statunitense;

  4. Per ogni nuova invenzione qualcuno salta fuori dicendo "Ecco, Leonardo ci aveva gia' pensato"...;

  5. E' un simbolo italiano facilmente abbracciabile anche dal resto degli europei, e questo incrementerebbe le partecipazioni alla festa;

  6. Una festa dedicata a Leonardo non avrebbe legami con la religione e potrebbe essere festeggiata ovunque e con la partecipazione di persone di qualsiasi confessione religiosa;

  7. Leonardo era gay, una festa/parata dedicata a lui sarebbe inclusiva anche nei confronti della comunita' LGBT; non che sia necessario, in una Singapore dove essere gay e' vietato, ma essere tolleranti non fa male, e quando LKY non ci sara' piu', probabilmente anche Singapore diventera' piu' tollerante;

  8. Festeggiare Leonardo permetterebbe di proporre un'immagine dell'Italia lievemente differente dalla solita pizza/pasta/opera/impero romano/artisti rinascimentali. Meno spazio a queste parti note della tradizione italiana, e piu' spazio invece a Leonardo (ovvio), Galileo, Marconi, Volta, Fermi, a scienziati anche contemporanei (Rubbia, Levi Montalcini, Hack), a prodotti tecnologici noti (auto e moto nate nella "terra dei motori" lungo la via Emilia), meno noti (una parata di Ciao e Bravo della Piaggio, una corsa di Morini 3 1/2), o anche senza motore: con tutte le bici che una marca finto-italiana come l'Aleoca riesce a vendere, volete che non ci sia un mercato per bici autenticamente italiane?

  9. Continuando col cibo: la cucina italiana e' famosa nel mondo, ma c'e' ancora un margine di miglioramento enorme, e la Parata di Leonardo da Vinci potrebbe essere il momento adatto per rendere piu' visibili quei prodotti enogastronomici che ancora non sono popolari quanto potrebbero. I vini dolci sono apprezzati nel sud dell'Asia, e in Italia ne abbiamo tanti; la bresaola potrebbe fare furore, qui a Singapore;

  10. Film: avete presente quei registi o attori stranieri che, intervistati per qualche tv italiana, finiscono sempre col parlare del cinema italiano come l'ultimo film prodotto in Italia fosse La Dolce Vita? A me basterebbe far scoprire loro Damiano Damiani e Francesco Rosi, ma in realta' una proiezione di film di Toto' e Franco Franchi & Ciccio Ingrassia sarebbe sufficiente: sono "prodotti" comici gia' quasi pronti per un pubblico straniero, data la loro comicita' fisica prima che verbale;

  11. Musica: gli artisti italiani che vendono meglio all'estero sono quelli che incidono versioni spagnole dei loro successi. Laura Pausini e Nek sono sorprendendemente noti nei Paesi latino-americani, e anche nei supermercati USA i CD della Pausini si trovano, ma sotto "Latin-American". A parte loro, quando si parla di "musica italiana", a molti stranieri viene in mente solo la lirica o canzoni che italiane non sono, tipo "That's Amore". Magari non i Massimo Volume (o magari si'), ma ci sara' pure qualche band o solista o cantautore italiano che sa cantare anche in inglese o, meglio ancora, il cui appeal non si fondi sulla comprensione di ogni singola parola delle sue canzoni? Tanto tempo fa c'erano i Tazenda, che avrebbero potuto avere successo ovunque, anche pr...

    Tags: feste, idee per il settore turistico, italianità, Singapore, tradizioni

St. Patrick Day Parade 2010, Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/03/2010 alle 16:28 | 0 commenti  | Permalink
Due simpatici irlandesi a Singapore
Come avevo scritto, mi ha un po' sorpreso l'esistenza di una parata per il giorno di San Patrizio a Singapore. Non che non ci siano poche tracce d'Irlanda, a Singapore, anzi: i tanti pub irlandesi e le opere dell'architetto George Drumgoole Coleman sono ovunque.

Cielo coperto con forti probabilita' di pioggia, un divano comodo, qualche ora di sonno arretrato da recuperare: le scuse per non uscire ci sono, come sempre, eppure andiamo. Prendiamo un taxi, perche' la mia idea di andare da Tanjong Rhu all'Asian Civilisations Museum (il punto di partenza della parata) in pullman e' stata cassata immediatamente dalla mia dolce meta', e a ragione: col taxi abbiamo speso circa sei dollari, con l'autobus ci sarebbe voluta una cifra simile, e non saremmo arrivati cosi' vicini alla destinazione e cosi' in fretta. Arriviamo lungo il Singapore River, dove si preparano i ... paranti? Manifestanti? Quelli della parata di San Patrizio, insomma. Il pubblico ha seguito l'invito presente ovunque: indossiamo tutti qualcosa di verde. Vedo tanti bambini occidentali con le insegne di scuole elementari di Singapore, ci sono alcune bande musicali, c'e' un tizio vestito da San Patrizio e zero forze dell'ordine, non ce n'e' bisogno.

La parata inizia, partiamo da Raffles' Landing Site, il sito della fondazione della Singapore moderna (1819), costeggiamo il fiume e lo attraversiamo poi sul Cavenagh Bridge. Ha iniziato a piovere, e appena superiamo il ponte, lasciamo che il corteo prosegua su Battery Road, mentre noi ci affrettiamo verso l'ampio atrio coperto delle banche poco prima di Boat Quay. In un attimo arriva li' anche la parata ufficiale, e iniziano le esibizioni. Tap dancing, bande musicali, un numeroso gruppo di stormtroopers di Guerre Stellari (501st Legion, Singapore Garrison. Fanatici!) assediati da bambini che vogliono farsi fotografare con loro.

La pioggia continua. le esibizioni pure. La parata e' iniziata alle tre e mezza e dovrebbe portare ad un "street party" in Circular Road, a due passi da qui, alle cinque. Ma anche se sono solo le quattro e qualche minuto, dopo il quinto o sesto gruppo di tap-dancers ci allontaniamo e entriamo in uno dei pub di Boat Quay. Una pinta di Guinness, dodici singdollar. Mangiamo anche qualche ala di pollo, e uscendo capitiamo per caso nello street party post-parata: bicchieri pieni di Guinness ovunque, una marea di gente vestita di verde, un palco dove alcuni musicisti si esibiscono in canzoni tradizionali irlandesi e in qualche cover di brani famosi (solo "With or without you" degli U2). Ci sono nuove esibizioni dei tap-dancers, alcuni sono giovanissimi, cinque anni, a occhio e croce. Quando poi i musicisti continuano - il chitarrista era il St. Patrick che aveva condotto la parata - i bambini diventano padroni del palco, giocano e si lanciano piccoli palloni da rugby a pochi metri dalla band. Alcuni bambini iniziano a lanciare palloni al bandanato bassista della band, che li rilancia indietro con pose plastiche piu' da quarterback della NFL che da rugbista, costringendo il cantante, tra una canzone e l'altra, a raccomandare di non tirare piu' palloni ai musicisti, perche' "it's a bloody pain in the arse.

Tanti, tantissimi occidentali, intorno a questa parata e alla festa. E tanti veri irlandesi in giro: non so quanti ce ne siano a Singapore, ma sembrano essere tutti qui, oggi. Certo, alcuni potrebbero essere dei Plastic Paddies... chi lo sa.

Restiamo fino alle otto e mezza, godendoci la musica e l'allegria della giornata.

Tags: feste, foto, Irlanda, Singapore, tradizioni

San Patrizio a Singapore?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/03/2010 alle 05:50 | 0 commenti  | Permalink
Mi piace visitare posti ed eventi che sembrano fuori luogo. L'Oktoberfest a Saigon. Il Capodanno cinese a Londra. Helen, un villaggio semi-bavarese in Georgia. E ora ho 'scoperto' che oggi si svolgera' a Singapore la parata del St.Patrick Day, il giorno di San Patrizio. In anticipo di tre giorni (il giorno corretto e' il 17 marzo), ma questa e' Singapore, e di creare problemi alla produttivita' nazionale a meta' settimana non se ne parla proprio.

La parata di San Patrizio si svolgera' tra le 15,30 e le 17 di oggi, domenica 14 marzo, con partenza all'Asian Civilisations Museum, lungo il Singapore River, e sara' seguita da una festa in Circular Road, all'aperto, a poche centinaia di metri dalla partenza. Mi chiedo se si seguira' la via piu' diretta, magari fermandosi in tutti i pub lungo il percorso... Vedremo.

Tags: birra, feste, Irlanda, Singapore, tradizioni

Festa di Thaipusam a Little India

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/01/2010 alle 14:44 | 0 commenti  | Permalink
Fede
Little India, Singapore.

Tags: foto, India, Singapore, tradizioni

Weekend a sorpresa per San Valentino

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/02/2009 alle 15:48 | 0 commenti  | Permalink
No, non mi piace la festa di San Valentino. E' come se ci fosse un'incorporea maestra che ci dice "Bambini, oggi dovete essere romantici e regalare fiori, profumi e stronzate oggetti di pregio alla persona che amate". Eppure, a volte anche questa festa porta sorprese interessanti. Per esempio, ci si puo' regalare a vicenda un viaggio (non DUE viaggi SEPARATI, anche se pure questa puo' essere un'idea); intendo invece un viaggio a sopresa organizzato da uno dei due, a cui l'altro/a prende parte quasi ad occhi bendati. Anni fa arrivai all'aeroporto di Gatwick senza sapere se la nostra destinazione per San Valentino sarebbe stata Amsterdam, l'isola di Man, le isole del Canale britannico o Bruges; solo quando il volo venne cancellato scoprii che la nostra destinazione era Jersey. Oggi sono nella stessa condizione: partenza domattina presto, destinazione sconosciuta. Sara' Sumatra? La Malesia? Il Vietnam? Il parco-zoo notturno di Singapore? Lo sapro' domattina. E raccomando l'idea: organizzare un viaggio per la persona cui volete bene e' un piacere per entrambi.

E passando a qualcosa di completamente diverso, prima di San Valentino viene il 13 febbraio. Quindi oggi e' venerdi' tredici. Vogliamo dire qualcosa di quel che passera' per la testa dei viaggiatori superstiziosi, oggi? Vogliamo parlare di quelli che scendendo dall'aereo si inginocchieranno e baceranno l'asfalto? O di chi, forando una gomma, pensera' "Ecco, lo sapevo che non dovevo viaggiare, oggi!".

Tags: compagni di viaggio, destinazioni, feste, tradizioni

Singapore, Dragon Boat Race

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/11/2008 alle 15:28 | 0 commenti  | Permalink
Dragon Boat Race, barche lungo Clarke Quay, a Singapore
Quanto fiato avranno i singaporiani e i tanti stranieri che prendono parte alle varie competizioni per Dragon Boats che si svolgono a Singapore? Oggi ho perso il 3% del mio peso corporeo semplicemente pedalando verso il centro citta' di Singapore, dove si svolgeva una gara.


Tags: dragon boat, foto, Singapore, sport, tradizioni

Di passaggio a Bluff, Utah: rocce gemelle Navajo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/11/2008 alle 05:47 | 0 commenti  | Permalink
Navajo Twin Rocks a Bluff, in Utah
Bluff e' un villaggio di trecento persone nello Utah, lungo la strada 191. Questo villaggio ha una quantita' di cose interessanti da vedere, tra cui la "rocce dei gemelli Navajo" (o "rocce gemelle Navajo"? Navajo Twin Rocks), presso il Twin Rocks Trading Post.

Sono passato da Bluff tre volte: la prima avevo tempo e mi sono fermato a scattare alcune foto. La seconda la luce era ancora piu' interessante (si avvicinava il tramonto) ma non c'era tempo a disposizione, visto che stavo cercando di raggiungere il National Bridges Monument prima del tramonto. La terza volta guidavo un'auto senza freni, a causa di una tubazione squarciata, e l'unica cosa che avevo in mente era la ricerca di un meccanico, desiderio difficile da soddisfare in un villaggio di trecento anime, a maggior ragione considerando che era il venerdi' dopo il Giorno del Ringraziamento. Una raccomandazione, visto che il quarto giovedi' di novembre si avvicina anche quest'anno: non date per scontato di trovare negozi e locali aperti, nel Thanksgiving weekend: lo scorso anno, di giovedi' non era consentito visitare Monument Valley in auto, e il venerdi' non c'era un meccanico aperto. L'anno prima, il giovedi' eravamo a Helen, Georgia, cittadina piena di vita e di ristoranti, e ce n'era solo uno aperto. Helen e' una citta' pacchianamente finto-bavarese (di questo parleremo magari un'altra volta), che ci aspettavamo di trovare piena di gente durante un weekend festivo; invece, per il weekend del Ringraziamento vale negli USA quello da noi si dice riguardo al Natale: "Natale con i tuoi...", e infatti in giro c'eravamo noi e poche anime perse.

Tags: foto Stati Uniti, monumenti naturali, Stati Uniti, tradizioni

Biting the bullet: faro' riparare la D40

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/09/2008 alle 18:22 | 0 commenti  | Permalink
Durante la pausa pranzo sono andato alla Nikon di Singapore, alle Fuji Xerox Towers in Anson Road. Avevo con me la mia Nikon D40 che ha smesso di funzionare il 24 agosto 2008, dopo poco piu' di sedicimila scatti. Avevo gia' ottenuto un preventivo, e avevo deciso di aspettare, sperando di riuscire a portare o a spedire la macchina negli USA per farla riparare da un centro assistenza Nikon entro i termini della garanzia Nikon (1 anno, valida solo negli USA, dove ho acquistato la D40 nel 2007). Purtroppo, l'occasione per andare negli USA non c'e', ho quindi deciso di far riparare la macchina qui, da Nikon Singapore, nonostante il preventivo equivalga a 185 euro contro un prezzo d'acquisto di 350 euro; e' un prezzo alto, ma comprare un corpo macchina Nikon, anche non nuovo, anche su eBay, mi sarebbe costato di piu', ecco quindi la decisione di far riparare la macchina fotografica, ed ecco il motivo del titolo di questo messaggio: "bite the bullet" ('mordere il proiettile') e' una frase idiomatica della lingua inglese, derivata dalla vecchia pratica di far mordere ai soldati feriti una pallottola, durante le operazioni chirurgiche, quando l'anestesia non era disponibile. La frase e' di uso comune e viene usata di solito nel senso di farsi coraggio e agire, anche se gia' si sa che la propria azione avra' un costo elevato.

Tags: fotografia, lingue, tradizioni

Cibo esotico a Denver: Rocky Mountain Oysters

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/09/2008 alle 11:40 | 0 commenti  | Permalink
Continuiamo a parlare di Stati Uniti e di cibo, visto che siamo vicini all'ora di pasto. Niente foto, stavolta.

Se visitate Denver, Colorado, e decidete di non fare come tanti nostri connazionali ("Ci sara' un ristorantino italiano, qui a Denver, che ho tanta voglia di bucatini all'amatriciana e abbacchio con asparagi?"), potreste capitare in un ristorante non italiano. Nel menu' potreste quindi trovare qualcosa di stimolante e curioso: le Rocky Mountain oysters le "ostriche delle Montagne Rocciose". In altri ristoranti vengono anche chiamate Prairie oysters, "ostriche della prateria". Ah, il West, che umorismo... le Montagne Rocciose, Denver e la prateria sono ad alcune migliaia di chilometri dall'oceano piu' vicino. Saranno prodotte sulle Montagne Rocciose o nella prateria, allora, queste ostriche?

Si' e no. Le famose "ostriche delle Montagne Rocciose", infatti, non sono ostriche. Sono testicoli di bisonte, oppure di toro nel caso delle "ostriche della prateria". E sono locali, certo: bufali e tori ci sono, nel Colorado e nell'ovest degli Stati Uniti, al contrario dei prelibati molluschi da cui i piatti citati hanno preso solo il nome.

Un ristorante di Denver noto per le sue ottime Rocky Mountain Oysters e' The Fort.

Buon appetito!

Tags: animali, mangiare, Stati Uniti, tradizioni

American Airlines: una mancia per restituire i bagagli smarriti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/08/2008 alle 18:46 | 0 commenti  | Permalink
Una storia incredibile dagli USA. Elliott.org riporta la notizia di un passeggero della american Airlines di cui era stato smarrito il bagaglio. Uno dei tanti: secondo il Dipartimento dei Trasporti, American Airlines ha smarrito oltre quarantunmila bagagli nel solo mese di giugno 2008.

Il nostro passeggero ha compilato il modulo agagli smarriti all'aeroporto di Dallas. Baggage Express, la ditta che cura le consegne dei bagagli smarriti e ritrovati per conto di American Airlines, ha contattato il passeggero per segnalargli che il suo bagagio stava per essergi riconsegnato. Subito dopo, l'autista della Baggage Express ha chiamato il passeggero per chiedendo "Ci sara' una mancia per me alla consegna del bagaglio, giusto?".

Una mancia. Per riconsegnare ad un passeggero un bagaglio che la linea aerea ha smarrito. In-cre-di-bi-le. Piu' che di mancia, si puo' quasi parlare di un riscatto per la liberazione di mutande, canottiere, spazzolino e souvenirs di peluche.

Tags: bagagli smarriti, linee aeree, Stati Uniti, tradizioni

Esistono ancora luoghi caratteristici?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/08/2008 alle 11:12 | 0 commenti  | Permalink
Cabina telefonica britannica ad AvignoneLa foto che vedete mostra una tipica cabina telefonica britannica vicina ad una chiesa. L'ingenuo osservatore potra' pensare che la foto sia stata scattata a Haylesbury, o a Chelton-On-Tyne, o a Broughtonham. Invece c'e' ben poco di britannico, nella citta' in questione: l'immagine e' stata ripresa ad Avignone, in Francia. Le stesse cabine telefoniche britanniche sono usate anche altrove a fini decorativi, ne ho viste varie a Taipei (Taiwan), e anche in un paio di piccole citta' negli USA.

Un invito a riflettere su cio' che e' considerato tipico e cio' che non lo e': un viaggiatore straniero che non abbia mai visto una cabina telefonica britannica potrebbe facilmente pensare che questa cabina avignonese faccia parte delle tradizioni francesi. Impossibile? Beh, proviamo a pensare a turisti non cosi' familiari con storia e tradizioni europee, per esempio viaggiatori cinesi, coreani, giapponesi (oltre un miliardo e mezzo di persone), e alla confusione che facciamo noi occidentali tra le tradizioni dell'uno o dell'altro dei Paesi citati...

Diapositiva scattata durante un viaggio in moto da Torino ad Avignone nel 1997, scannerizzata malamente un paio d'anni piu' tardi.

Tags: destinazioni, Francia, Gran Bretagna, tradizioni

Le cinque destinazioni migliori per gli amanti delle tende indiane

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10/09/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Se amate la storia e le leggende dei Nativi Americani / pellerossa / indiani d'America, eccovi cinque vacanze in cinque "campi indiani" in giro per il mondo, tutti dotati di "tepee", la tipica tenda indiana:

Villaggio dei Piedi Neri (Blackfeet Indian Tipi Village), vicino a Browning, Montana, USA

I Piedi Neri erano noti per la loro abilita' nella caccia al bufalo. La riserva dei Piedi Neri nel Montana ospita migliaia di membri della tribu' (o nazione), e dispone di un piccolo villaggio aperto ai visitatori, con le Montagne Rocciose e le Grandi Pianure. Tra le attivita' a disposizione, equitazione, esplorazione della riserva, pesca, e la classica serata davanti al fuoco, in compagnia degli altri ospiti della riserva.

Tenda per quattro persone a partire da 76 dollari
Telefono: 001 406 338 2787
Sito: www.blackfeetculturecamp.com


Shelters Unlimited Tipi Camp, Ceinws, Machynlleth, Powys, Galles

Shelters Unlimited produce tende indiane e beduine da piu' di dieci anni, ed ha recentemente creato un accampamento con tepee in un'area di 18 acri nella campagna gallese, a ridosso della Dulas Valley. I cinque tepee che compongono l'accampamento sono "ammobiliati" con futons, tappeti messicani di colori vivaci, cuscini, pelli di pecora (a richiesta e' possibile ottenere i soli tappeti, per vivere in modo piu' scomodo e semplice). I tepee sono stati fabbricati sul luogo con abeti locali per i pali. Nell'accampamento sono a disposizione anche stoviglie e camini, e' percio' possibile utilizzare le tende anche durante la stagione fredda (ma un bel sacco a pelo da montagna non sara' una cattiva idea). La capienza delle tende varia da due a sedici persone.

Tende base: 20 sterline per persona
Tende "ammobiliate": 50 sterline per persona
Telefono: 0044 01654 761720
Sito: www.tipis.co.uk


Tipis Indiens, vicino a Gèdre, Gavarnie, Hautes-Pyrénées, Francia

L'accampamento si trova a 1300 metri di quota, nel cuore dei Pirenei, circondato da picchi; dispone di quattro tepee dotati di letti, lanterne e decorazioni tradizionali degli Indiani d'America. Nei dintorni del campo si trovano le grotte di Trabés e di Lourdes, l'altopiano di Sagué e l'anfiteatro naturale di Gavarnie, una spettacolare vallata con cascate. Per gli amanti delle comodita' e' disponibile anche un cottage.

Apertura da maggio a settembre
Tende (da quattro a sei persone) a partire da 85 Euro
Telefono: 0033 6 15 41 33 29
Sito: www.tipis-indiens.com


Tipi Camp Nature Retreat, Pilot Peninsula, Kootenay Lake, British Columbia, Canada

Campo dotato di quattro tradizionali tepee, vicino alla riva del lago Kootenay. Vagamente hippy, se volete, con ritiri spirituali e sessioni di meditazione e yoga. Cucina all'aperto, e' ammesso solo cibo vegetariano.
Escursioni in barca sul lago, con visita a spiagge isolate, e esplorazioni dei boschi circostanti offrono un diversivo.

Tende fino a sei/otto persone.
Prezzi a partire da 60 Euro per persona, pensione completa
Telefono: 001 250 227 9555
Sito: www.tipicamp.bc.ca


Deepdale Farm, Burnham Deepdale, Norfolk, Inghilterra

La fattoria Deepdale mette a disposizione letti in tepee, in un granaio reso abitabile, in stalle, e in un campeggio convenzionale. A dispozione un bar, un negozio di abbigliamento e postazioni d'accesso a Internet. I tepee hanno fino a sei posti letto (con materassi coperti di finta pelliccia), una stufa per il riscaldamento, barbecue, lanterna. Sono possibili esplorazioni fino a Blakeney Point, dove risiedono foche, windsurf ed esplorazioni della North Norfolk Heritage Coast.

Apertura da marzo a ottobre
Prezzi per tende per due persone a partire da 60 sterline, 90 per tre persone.
Una tanica di combustibile compresa nel prezzo
Telefono: 0044 01485 210256
Sito: www.deepdalefarm.co.uk (anche in Italiano)

Tags: destinazioni, tradizioni

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