Unbundling, croce e delizia di chi viaggia in aereo

05/09/2012 | Autore: Redazione VL | 0 commenti

Il Corriere dedica oggi un articolo all'unbundling delle tariffe aeree. Noi, che di quest'argomento abbiamo parlato quattro anni fa in "Prezzi biglietti aerei: addio prezzo singolo, si va verso il menu'" e poi varie volte parlando di entrate ausiliarie, torniamo oggi sull'argomento.

Cos'e' l'unbundling?


L'unbundling e' la scorporazione delle voci incluse (in passato) nel biglietto aereo "tutto compreso". A tutti noi piacerebbe poter viaggiare in aereo con un biglietto economico, portando tutto il bagaglio che desideriamo, entrando in aereo per primi, sedendoci dove ci pare, mangiando e bevendo quanto vogliamo. E alcuni di noi accusano le linee aeree low cost, brutte e cattive, di aver creato questa situazione. Vogliamo riflettere sull'argomento unbundling?

Unbundling, invenzione demoniaca


Sgombriamo il campo da qualche pregiudizio: se e' vero che con le linee aeree "tradizionali" (non a basso costo) e' spesso possibile bere in quantita' industriale durante il volo (attivita' piacevole ma non particolarmente raccomandabile), e' errato pensare che solo le low cost pongano limiti di peso e dimensioni al bagaglio a mano: le stesse dimensioni "bizzarre" imposte da Ryanair (55 per 40 per 20 centimetri) vengono imposte anche da Lufthansa, che certo non e' una low cost, e da altre linee aeree.

Bagaglio in stiva. Con le linee low cost si paga, con quelle tradizionali no, dicono i passeggeri scontenti. Vero solo fino ad un certo punto: nei voli continentali o nazionali, negli USA, molte linee aeree fanno pagare il bagaglio in stiva (ecco un elenco non ufficiale). La tendenza a far pagare il bagaglio in stiva tocchera' anche le linee aeree "tradizionali".
Ah, non l'avevo ancora detto? La linea che divide una linea aerea low cost da una linea aerea tradizionale non e' scolpita nella roccia. Piu' tempo passa, piu' le linee aeree tradizionali implementeranno l'unbundling.

Il posto a sedere prenotato, gratis. Vero fino ad un certo punto, e utile fino ad un certo punto: Vi e' mai capitato di acquistare un biglietto con una linea aerea tradizionale, e trovare il vostro posto gia' occupato? Si chiama overbooking. E la liberta' di spostarsi (lontano da un passeggero che ha mangiato bagna caoda o peperonata con le cozze), garantita dal posto non numerato, per me e' cosa buona e giusta. E non e' che le linee aeree tradizionali "regalino" i posti a sedere con spazio supplementare (ne parlammo anni fa in Air France fa pagare lo spazio extra per le gambe).

Imbarco prioritario. Se non avete problemi di deambulazione, o famiglie numerose da cui non volete separarvi durante un volo di un'ora e mezza, l'imbarco prioritario non e' che vi serva molto. E spesso si tratta comunque di soldi sprecati, come spiegato qui.

L'unbundling e' utile solo alle compagnie aeree?


Di sicuro fa comodo alle compagnie aeree, scorporare le voci di un biglietto che prima venivano date a tutti i passeggeri. Ma e' sempre negativo, per chi viaggia? Non credo. Vado da Milano a Parigi (piu' precisamente, da Bergamo a Beauvois, e quello degli aeroporti secondari lontani dalle destinazioni e' un problema vero) a visitare amici conosciuti in vacanza. Sto via solo per il weekend, e viaggio solo con un trolley. Il volo dura meno di due ore, e non e' che mi venga voglia di mangiare ogni ora (e - sorpresa! - ho in tasca due tavolette di cioccolato). Se m'avessero dato gratis dello spazio per il bagaglio in stiva, non l'avrei utilizzato. Se m'avessero offerto gratis la possibilita' di scegliere un posto anziche' un altro, non avrebbe potuto interessarmi di meno. Posti a sedere con spazio extra? Non sono alto un metro e novanta, un posto vale l'altro. Quel che mi interessa e' avere un biglietto aereo che costi poco, e la struttura tariffaria delle low cost mi conviene. Non sempre, non su ogni rotta, ma spesso mi conviene.

Odio le tariffe scorporate, l'unbundling, il biglietto a menu'!


Non e' che ogni cosa debba piacere a tutti. Ma continuare ad acquistare un prodotto dopo essersene lamentati ripetutamente mi fa pensare a quei tizi che parlano a sproposito di "questioni di principio": quando si fanno scelte di principio, di solito le si paga di persona, e in contanti. Se non vi piace Ryanair, o Fiat, o Microsoft, non acquistate i suoi servizi e i suoi prodotti. Smettete di lamentarvi, e iniziate a cercare prodotti o servizi alternativi. Vi costeranno magari di piu', ma almeno non dovrete piu' servirvi di una ditta che aborrite.

La scelta e' vostra.


Argomenti: entrate ausiliarie, linee aeree, volare low cost
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