Alcune osservazioni su Madera

Pare d'essere in montagna, ma sei su un'isola nell'Atlantico
30/08/2013 | Autore: Claudio @ VL | 0 commenti

Si puo' conoscere un'isola, una citta', una Nazione dopo soli tre giorni? No, non basterebbero neppure tre mesi, ma noi ci proviamo lo stesso con Madera, isola portoghese al largo delle coste occidentali dell'Africa.

1) Niente barche o quasi. Nonostante sia un'isola, e nonostante i grandi esploratori portoghesi del passato, intorno a Madera (Madeira in portoghese) si vedono poche barche. Quasi nessuna, in realta', osservando il mare da Funchal, il capoluogo. Sara' che l'oceano spaventa il navigatore medio piu' di un mare qualsiasi?

2) Pochi, pochissimi italiani. Quasi nessuno. Forse ne ho visti un paio di mezza eta' ieri sera, lungo la Strada Monumental, impegnati a conversare su quel che avevano mangiato per cena. Ma non e' detto, forse erano portoghesi: ho colto solo alcune parole della loro conversazione, e quelle parole sono identiche in portoghese e in italiano.

3) In compenso, ci sono tante auto italiane. Tantissime Punto e tante Panda di tutte le generazioni, compresi alcuni esemplari dei primi anni Ottanta. Sara' per la presenza delle montagne (vedi piu' avanti), di cui la Panda e' regina dai tempi in cui montava il motore 903cc della Fiat 127. In compenso (compenso???) e' quasi assente la Fiat Cinquecento, che altrove - per esempio in Gran Bretagna - vende in grandi numeri.

4) L'Africa non si sente. Madera e' a cinquecento chilometri dall'Africa (e circa mille dall'Europa), e' un'isola di una nazione - il Portogallo - che in Africa ha avuto fino agli anni Settanta estese colonie, eppure la vicinanza con l'Africa si sente poco o niente, dal punto di vista culturale, etnico, gastronomico, climatico.

5) Bianco e anziano, ecco l'identikit del turista medio che visita Madera. Pochi giovani, di solito in coppia (niente allupate comitive stile Ibiza / Mikonos), pochi turisti di colore, con gli occhi a mandorla o provenienti dal sub-continente indiano. Invece tantissimi britannici, tanti russi, e un numero inaspettato di finlandesi (e pochi visitatori dal resto della Scandinavia, strano).

6) Il sesso della teleferica. Anglosassoni e cinesi (e probabilmente altri visitatori) sono turbati, e anche un po' irritati, per il fatto che gli oggetti, nelle lingue neolatine, possono essere di sesso maschile o femminile, e che il loro genere non sia facilmente prevedibile (la bottiglia - contenitore - e' femmina, ma il bicchiere - contenitore piu' piccolo - e' maschio?). Ma qui a Funchal, qualcosa turba anche i visitatori che parlano italiano o altre lingue derivate dal latino: la teleferica che porta dalla citta' vecchia di Funchal alla collina s'e' virilizzata ed e' diventata un teleferico. Troppi ormoni?

7) L'eleganza dei residenti (portoghesi e non) mette in risalto la trasandatezza, il casual spinto involontariamente all'estremo dei turisti. Se entri in un ristorante in pantaloncini, maglietta e sandali, troverai che dentro ci sono solo clienti in jeans eleganti, camicia e scarpe chiuse. Se ti metti jeans, polo e scarpe da ginnastica, entrerai di sicuro in un locale dove il resto degli avventori indossa la giacca. Pare una sfida...

8) Venite in montagna a Madera. L'isola e' piccola, 57 km per 22 km, con un'area di 740 kmq., e ci vivono circa 270.000 abitanti. Ma la zona centrale dell'isola - come a Taiwan, isola che proprio i portoghesi battezzarono "Formosa" - "bellissima"), e' interamente montuosa, spesso oltre i 1.500 metri, e con picchi oltre i 1.800 metri. Cosa che, partendo dal livello del mare, non e' poco.

9) Ti avvicini alle strisce pedonali e gli automobilisti si fermano. Lo so, e' da considerarsi cosa buona e giusta, anzi, normale. Succede anche a Pietra Ligure come a Taormina come a Bellaria. Oppure no?

10) Ape, gioiello italiano. L'Ape, il motociclo utilitario a tre ruote della Piaggio, ha vissuto un'esistenza lontana dai riflettori, a parte forse il periodo in cui Valentino Rossi, ancora privo della patente auto, ne utilizzo' uno altamente personalizzato (e a parte un film degli anni Settanta in cui Renato Pozzetto trasformava un'Ape in un veicolo da corsa per il trasporto di ... letame). A Madera ci sono tante Ape (Api?), che anziche' trasportare legname, angurie o oggetti vari, sono state adattate per fungere da tuk tuk, il moto-taxi tailandese. E spesso l'Ape, ora, si ritrova ad aspettare i suoi clienti parcheggiata di fronte a hotel di lusso.

11) Fa caldo, ma non cosi' caldo. Piu' a sud di Tunisi, Rabat e Cipro, a Madera ci si aspetterebbe di trovare un caldo torrido. Invece la temperatura, a fine agosto, oscilla tra i venti e i venticinque gradi lungo la costa, e scende a fino a dodici gradi sulle strade che attraversano le montagne al centro dell'isola (ieri, poco prima di pranzo). Brezza e nuvole contribuiscono ad abbassare la temperatura.

12) We have bidet! Lo dico per chi anche in viaggio non riesce ad adattarsi a consuetudini diverse dalle proprie: tranquilli, a Madera - e probabilmente nel resto del Portogallo - gli alberghi sono dotati di bidet.


Argomenti: Portogallo, appunti di viaggio
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