Impara a suonare l'arpa oggi, dimenticatene domani

Lo fai perchè lo devi fare, ovvero: lavorare sodo e sprecare il proprio tempo in Italia
19/03/2015 | Autore: Claudio @ VL

Un bambino inizia le medie. Ama la musica, viene piazzato in una "classe di musica", e deve scegliere lo strumento musicale che imparera' a suonare nei prossimi tre anni. Sceglie l'arpa, perchè gli piace e su richiesta della scuola (forse non avevano arpisti).

Due anni dopo, il bambino ama suonare l'arpa, nonostante la scuola non lo stimoli molto nel migliorarsi.

A questo punto, i genitori informano il figlio che alla fine delle medie non gli sara' piu' possibile suonare l'arpa perche' non ci sono classi adatte nella scuola superiore in cui andra', e che comunque in Italia ci saranno quattro-cinque buoni arpisti, non c'e' lavoro in quel settore, quindi imparare a suonare questo strumento e' uno spreco di tempo. Il bambino, ormai diventato un ragazzino, e' a dir poco deluso. A questo punto sa che per tre anni della sua vita, una-due ore al giorno saranno investite nell'imparare qualcosa che poi rimarra' inutilizzato. Buttato nel cassonetto differenziato del tempo sprecato.

In questo modo, al bambino viene insegnato il principio "lo faccio perche' lo devo fare", che poi trova ulteriore conferma all'universita': al momento di iniziare a preparare la tesi di laurea, a molti studenti viene ripetuto un suggerimento tipicamente italiano: "scegli qualcosa che ti interessi, perche' questa e' l'ultima volta che farai professionalmente qualcosa che ti piace, per i prossimi trenta-trentacinque anni". Alla faccia! Non c'e' di che stupirsi se tanti italiani, giovani e meno giovani, decidono di lasciare il Bel Paese per andare a vivere all'estero, per esempio in Inghilterra, dove spesso capita di sentirsi dire, durante un colloquio di lavoro "If you don't have fun doing what you do, what's the point?"

Se non ti diverti a fare quel che fai, che senso ha farlo?

Vi ricordate il bambino che suonava l'arpa? Nella sua mente, ancora fresca e relativamente incontaminata dal cinismo degli adulti, la frase "in Italia ci saranno quattro-cinque buoni arpisti" ha portato ad un ragionamento opposto a quello fatto dai genitori: se ci sono solo quattro-cinque grandi arpisti in Italia, forse non c'e' cosi' tanta concorrenza per diventare un grande arpista!

Quanto scommettete che quel bambino, se continuera' a pensare con la sua testa, finira' tra i migliori arpisti italiani, o - continuando a pensare in modo originale - andra' a vivere dove gli e' possibile fare quel che gli piace?


Argomenti: lavorare all'estero, vivere in Inghilterra, abrasioni superficiali, italianità
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Commenti


19/03/2015 18:52:23, Jonathan65
Splendido articolo, che non ho esitato un secondo a condividere su FB. probabilmente ciò che condiziona noi Italiani nell'educare i figli in questa maniera fallimentare è quell'eterno "giorno della Marmotta" che continuiamo a vivere a ripetizione per cui non cambia mai nulla non rendendoci conto che è proprio questa educazione fallimentare, che illude i bambini/ragazzi trasmettendogli il concetto utilitaristico che solo ciò che può dare un profitto giustifica lo studiare o lavorare ad alimentare l'immobilità.
Avendo una figlia di 13 anni che sta facendo la seconda media mi sono reso conto in questi 7 anni di scuola di quanto anche il metodo di insegnare sia poco capace di insegnare facendo divertire ed appassionare i bambini/ragazzi allo studio ed alla cultura se non in quei casi dove a questa lacuna sopperisce la passione degli insegnanti che grazie alla loro passione riescono nonostante le enormi difficoltà in cui versa la scuola italiana ad insegnare ed educare questi bambini/ragazzi per cercare di farli diventare dei cittadini migliori.
Migliori dei loro stessi genitori i quali sono talmente disillusi, arrabbiati e condizionati dall'eterno "giorno della marmotta" che spesso distruggono quel poco di buono che la scuola è riuscita a trasmettere, dando cosi il via ad un altro ciclo del non cambiamento.
I fortunati che hanno genitori e insegnanti che gli permettono di rimanere liberi di Pensiero e non conformarsi o rimangono con la speranza di riuscire a vedere un cambiamento o se ne vanno ad esplorare il mondo per trovare un posto dove vivere e fare ciò che davvero le piace.
01/04/2015 12:02:27, pedrovaz1968
Superare la concorrenza, anche "solo" di quattro-cinque arpisti migliori di te, va contro il principio italiano che competere fa male e va evitato, salvo che si stia parlando di calcio, nel qual caso l'arbitro e' uno stronzo perche' non ci ha dato il rigore e noi dell'Acqua Sparsa Patavina abbiamo giocato meglio del Real Madrid e ovviamente meritavamo di vincere.

No, se c'e' concorrenza e' meglio buttarsi su qualcosa di sicuro. Ragionieri o geometri alle superiori, poi Economia e Commercio, sperando che si liberi un posto in Comune, per poi aspettare la pensione.
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