A Coo, settantacinque anni dopo l'eccidio

Una faccia, una razza, dicevano gli occupanti, che eravamo noi.
23/07/2018 | Autore: Claudio @ VL | 0 commenti

Sono a Kos da giovedì notte, e gli incubi del ventennio fascista continuano a perseguitarmi. La piazza principale di Kos pare quella di Fertilia o di altre "città nuove" del fascismo, con la Casa del Fascio, il dopolavoro, il cinema Orfeas.

Siamo stati a Coo/Kos per tanto tempo. Prima come romani, poi come genovesi, poi come italiani (nel 1912), poi come italiani e fascisti, fino all'ottobre 1943, quando le conseguenze "impreviste" (*) dell'armistizio di Cassibile portarono al massacro di un centinaio di ufficiali dell'Esercito Italiano da parte della Wehrmacht.

(*): l'armistizio di Cassibile fu una farsa di quelle che Pirandello o Shakespeare non avrebbero neppure sognato: immaginatevi tre-quattro "rappresentanti ufficiali", con ordini differenti, che vanno a trattare un armistizio, che è una resa più o meno quasi, con gli anglo-americani, cercando PURE di imporre delle condizioni.


Domani saremo in giro a Kos/Coo, che non è proprio enorme (Kefalos, la città più lontana da Kos città, è a 43 chilometri). Le spiagge saranno una tentazione fortissima, ma ... cimiteri e lapidi saranno altrettanto interessanti. Peccato che quel periodo storico sia stato ignorato, strumentalizzato, re-ignorato più volte, e che non sia così facile trovare i luoghi legati alla "battaglia di Coo" o all' "eccidio di Coo". E non per colpa dei 38 gradi che ci sono in questi giorni.




Nelle foto, due viste dell'agorà, la piazza del mercato municipale, eretta nel 1934-35 su progetto di Rodolfo Petracco.



Argomenti: Grecia, destinazioni, storia
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