L'assassinio del playboy italiano a Praga

Niente paura: è morto solo lo stereotipo del latin lover
20/02/2019 | Autore: Claudio @ VL

Qualche sera fa eravamo nel centro di Praga e siamo entrati in un piccolo ristorante con un'aria un po' da taverna, tavoli molto vicini, prezzi abbordabili e - come poi abbiamo scoperto - buon cibo (la mia Strogonoff era perfetta). Volevamo solo cenare, ma abbiamo assistito involontariamente ad un omicidio.

La vittima: la tradizione del latin lover italiano e sud-europeo in generale.
L'assassino: un aspirante playboy, italiano e non proprio giovanissimo, forse sui quarant'anni.
Testimoni: la ragazza sino-americana con cui l'aspirante latin lover stava cenando. La coppia spagnola seduta di fianco a noi (che, non parlando molto l'inglese, potrebbe aver fortunosamente evitato di ascoltare o comprendere la conversazione). La titolare del ristorante, che speravamo intervenisse con un'offerta di asilo politico alla ragazza.

La cronaca: ci sediamo al tavolo d'angolo, e di fianco a noi sentiamo un flusso ininterrotto di parole in un inglese di dubbia grammatica, con limitata terminologia e chiarissima cadenza italiana. Non e' una conversazione, e' un monologo: un tizio parla, e la tizia seduta di fronte a lui ascolta (o fa finta di ascoltare: potrebbe aver avuto degli auricolari molto piccoli nelle orecchie, per salvarsi dalla noia di un appuntamento cosi', interessante quanto una serata passata a contare i granelli di sabbia in una clessidra).

Il tizio, probabilmente prendendo spunto dal museo Apple poco lontano, sta spiegando alla sua "date" il modo in cui lui ha imparato a risolvere i problemi informatici, senza formazione accademica ed esercitandosi sui computer di famiglia. Subito dopo menziona il Gameboy, il che rende evidente che, nonostante l'aspetto non da giovincello, non appartiene alla generazione che inizio' con VIC20/C64/Spectrum/TI99.

Nei minuti successivi il tizio spiega in modo convoluto e ripetitivo che i giovani d'oggi non sanno risolvere i problemi, manca loro la flessibilità mentale portata dall'esperienza, e insiste sul fatto che senza touchscreen un giovane non saprebbe come muoversi, con un dispositivo digitale, mentre lui, il SuperInformatico, se la cava benissimo.

La ragazza seduta di fronte a lui finora ha pronunciato quattro parole ("yeah", "right", "I see") e una frase di dieci secondi, prima d'essere interrotta dal nostro. È d'aspetto orientale ma con un inglese da statunitense, senza accento straniero. Sembra tra i venti e i venticinque anni, il che mi fa pensare che il nostro italico seduttore abbia problemi di vista o di ragionamento: riesci ad avere un appuntamento con una ragazza, e passi la serata a ripeterle che i giovani sanno meno dei vecchi? E senza lasciarla parlare, per di più? Scommetterei che, se lei dovesse menzionare gli Stati Uniti, SuperLatinLover gliene spiegherebbe tutti i difetti.

Il nostro connazionale riesce acrobaticamente a non parlare di nient'altro che di sé, ed è un pozzo nero di negatività: è a Praga da un mese ma non sa dire una parola di ceco perché è troppo difficile (io sono qui da due giorni e perlomeno ho imparato a dire buongiorno, buonasera, grazie e prego), qui il clima è troppo freddo (dopo il primo giorno a Praga mia moglie ed io abbiamo pensato seriamente a lasciare in albergo i giaccone per uscire solo col maglione in pile!), la cucina praghese non gli piace (la padrona del ristorante, in piedi dietro il bancone a tre metri da lui sente e fa una faccia sorniona che pare dica "Vedremo se ti piacerà il conto"), la gente è fredda. Mi aspetto che da un momento all'altro scoppi a piangere dicendo che gli mancano le lasagne della mamma, e che ha nostalgia di casa... potrebbe essere una tattica per ottenere ciò che vuole, visto come sta andando l'appuntamento.

Il tentativo di seduzione è visibilmente patetico, e vorrei tanto che la robusta ristoratrice lo interrompesse per KO tecnico. Invece non succede niente, il monologo continua. A un certo punto SuperLatinLover (SuperLatrinLover) nota che la sua potenziale ragazza è praticamente comatosa, e le dice "Oh, vedo che sei stanca, non ridi più"; noi non abbiamo sentito nessuna risata femminile, da quando siamo entrati: "se la conta e se la ride", il nostro.

Mia moglie ed io stiamo contemplando l'idea di alzarci e dire alla ragazza OCCHIO, QUESTO TIZIO VUOLE SOLO PORTARTI A LETTO, ma credo che l'abbia capito da sola. Forse le va bene così, magari si sente sola. O forse conta di sfangare una conclusione orizzontale della serata con un semplice "ho davvero sonno, torno al mio albergo, see you around", che significa "se il destino vuole davvero che ci incontriamo ancora e non ho la fortuna di essere uccisa prima da un solitario meteorite, allora ci rivedremo".

Spero solo una cosa. Che il tizio abbia mentito sulla propria nazionalità. Spero abbia detto a questa ragazza d'essere francese, o spagnolo, o greco. Giusto per non rovinare ulteriormente la reputazione italiana all'estero.



Argomenti: italianità, affari di cuore, ritratti di viaggiatori, Repubblica Ceca
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Commenti


02/03/2019 20:59:39, andreaG
nel weekend trascorso a Praga non ho assistito a...siparietti simili

E' certo però che nella capitale ceca non ci sono le "adescatrici" che infestano Vaci Utca a Budapest
03/03/2019 20:39:59, Claudio @ VL
Non saprei. Girando sempre con mia moglie non c'e' stata nessuna ragazza che abbia provato ad avvicinarsi a me.
04/03/2019 08:55:44, andreaG
in Vaci Utca le adescatrici/truffatrici erano chiaramente individuabili

in pianura padana la nuova moda è quella dell'abbraccio al vecchietto per sfilargli l'orologio o la catenina d'oro

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