Recensioni di nicchia: il bicchiere da caffè pieghevole


03/11/2019 | Autore: Claudio @ VL

Ieri, dopo aver fatto la spesa al Waitrose di Egham, sono andato a prendermi il mio caffelatte gratis (prenderei anche un cappuccino, ma quello di Waitrose di solito provoca intensa attività intestinale nel giro di 15 minuti), e una signora si e' messa in coda dietro di me. Le ho sorriso, come si fa quando incontri lo sguardo di qualcuno, e lei mi ha chiesto informazioni sul bicchiere da caffè pieghevole che stavo usando. Visto che glie l'ho recensito, tanto vale condividere anche qui le mie impressioni su quell'oggetto.

Era da agosto 2018 che non lo bevevo più da quando la direzione di Waitrose ha deciso di non offrire più i bicchieri (*) usa-e-getta. Una scelta encomiabile per la difesa dell'ambiente, ma che mi ha complicato la vita: uscire dall'ufficio per la pausa pranzo con un bicchiere (o un thermos) in tasca per poi riempirlo da Waitrose, e per poi ritrovarmelo, ingombrante, in tasca dopo aver completato la mia passeggiata-con-pranzo-e-caffelatte non mi va, soprattutto se la giornata e' fredda e voglio tenere le mani nelle tasche della giacca/giaccone/impermeabile, al calduccio. Quel bicchiere usa-e-getta (che a quanto pare non era riciclabile) era una colpevole comodità, per me.

Qualche settimana fa mi sono accorto che da Waitrose, oltre a vari tipi di bicchieri termici troppo ingombranti per le mie tasche, era in vendita anche un bicchiere per caffè pieghevole. Pareva troppo piccolo per contenere una porzione di caffè, e una conversazione con una prima commessa del supermercato non mi aveva dato garanzie in proposito. Ho poi chiesto alla persona dietro al banco dell'assistenza clienti, e mi e' stato confermato che il bicchiere e' perfetto per una dose di caffè, cappuccino o caffelatte. L'ho acquistato per dieci sterline e da quel giorno l'ho usato spesso. E' in silicone, il tappo e' a tenuta (non ho ancora provato a capovolgere il contenitore), per bere va sollevata una linguetta in silicone. E' dotato di una fascetta il plastica rigida per proteggere le mani dal calore della bevanda, ma il contenitore non e' a tenuta termica, per cui credo che camminando all'aperto nei mesi più freddi dell'anno, la bevanda diventerà tiepida nel giro di dieci/quindici minuti.

Una volta piegato, questo bicchiere e' alto cinque centimetri esatti, con un diametro (invariato, doh!) di nove centimetri, e non da' troppo fastidio in tasca. L'operazione di ripiegamento del contenitore e' facile, basta fare attenzione alla fascetta anti-scottature, che va infilata sotto il bicchiere in posizione capovolta.

Poco tempo fa ho letto che gli influencer più importanti, di questi tempi, sono quelli di nicchia: queli che vi sanno indicare i migliori gabinetti pubblici di Tokyo in ordine di distanza dalla piu' vicina stazione della metropolitana, o quegli altri che misurano il colore della sabbia delle spiagge in base alla scala Pantone. Senza essere un influencer (**), anch'io ho scritto cose - recensioni, in particolare - molto di nicchia, tipo quella su una bicicletta elettrica che non vedremo mai in Italia. Questa volta spero di aver scritto qualcosa che può interessare a più di una dozzina di persone!










*: in questo articolo si parla di "bicchieri" per il caffè, ma se in inglese c'è una sola parola per quest'oggetto, cup, in italiano ne abbiamo varie: non ho utilizzato "tazza" o "tazzina" perché mi paiono inadatte a descrivere un oggetto in silicone con una forma cosi'.
**: c'è chi dice il contrario, tipo la RAI.



Argomenti: recensioni, bere, vivere in Inghilterra, ecologia
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Commenti


03/11/2019 17:49:27, andreaG
non mi fiderei a mettere il caffè bollente in un bicchiere di plastica (rischio di "cessione" di particelle dal contenitore al liquido);

con il silicone, invece, realizzano anche stampi da forno per torte ecc..., quindi non dovrebbero esserci...controindicazioni

03/11/2019 20:52:53, Claudio @ VL
Ciao Andrea,
Grazie per la rassicurazione. Se ben ricordo il silicone aveva applicazioni industriali anche in stampi per il settore automotive, quindi come resistenza al calore dovrebbe esserci un bel margine di sicurezza. Tra l'altro il latte di Waitrose non mi pare particolarmente bollente, in questo periodo, per cui il mio rischio maggiore sarà quello di congelarmi le dita (con l'arrivo della stagione fredda) reggendo questo "bicchiere" nelle le mie passeggiate durante la pausa pranzo.
06/12/2019 16:47:21, Claudio @ VL
Se avete ordinato questo bicchiere ripiegabile (prodotto dalla ditta Stojo) per regalarlo a qualcuno per Natale, vi conviene pensarci un momento e magari cancellare l'ordine: dopo un mese di uso incostante (diciamo una quindicina di cioccolate e caffellatte), il coso ha iniziato a perdere da ieri. Proverò a vedere se si tratta di serrarne il coperchio con più forza, sperando che basti quello. Perché se questi bicchieri durano un mese, buttarne via dodici in un anno è un po' meglio che buttarne via uno al giorno cinque giorni alla settimana, ma non è comunque il massimo, se avete a cuore l'ambiente.
07/12/2019 07:12:52, andreaG
A questo punto, costa meno una tazza Richard Ginori di antiquariato, 150 anni ed è ancora perfetta (basta non farla cadere in terra)
08/12/2019 02:46:42, Claudio @ VL
Però la tazza d'antiquariato sarà senza coperchio, immagino, e il problema che ho appena rilevato riguarda la tenuta stagna dell'accoppiamento bicchiere-coperchio.

Domani, giorno di spese natalizie a Windsor, conto di mettere di nuovo alla prova questo contenitore.

Buona domenica
09/12/2019 16:44:00, Claudio @ VL
Sono lieto di poter annunciare che la notizia dell'imminente rottamazione del bicchiere ripiegabile era prematura: oggi, dopo essermi lamentato con l'assistenza clienti di Waitrose per la tracimazione del caffellatte nel punto in cui si avvita il coperchio del bicchiere, ne ho preso un altro, di caffellatte, pero' ho serrato bene il coperchio. Nessuna perdita durante la solita passeggiata di mezz'ora durante la pausa pranzo.

@andreaG
Il tuo commento sulla tazzina Richard Ginori, che è contenitore più adatto al caffè rispetto ad un bicchiere di silicone, mi ha ricordato una scena di M.A.S.H., film di Robert Altman del 1970: un nuovo chirurgo (Trapper John) arriva in un ospedale da campo a pochi chilometri dal fronte della guerra di Corea, i chirurghi del campo gli offrono un Martini, lui risponde che un Martini senza oliva non è un Martini, e tira fuori da sotto il giaccone un barattolo di olive, lasciandoli a bocca aperta.

Quando riuscirò ad offrirti un caffè di persona non mi stupirò se ti vedrò tirare fuori da una tasca una tazzina di porcellana del XIX secolo...


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