Shopping in Inghilterra al tempo del coronavirus - Marzo 2020


20/03/2020 | Autore: Claudio @ VL | 4 commenti

Domenica 15/03
Andiamo al negozietto locale di Stanwell Moor per vedere se hanno il bene più pregiato di questo periodo, la carta igienica. Ce l'hanno, ne compriamo quattro rotoli, due sterline e mezza. Giusto come scorta d'emergenza, casomai non dovessimo trovarne altrove.

Andiamo al caffè del villaggio, il "caffè portoghese", come lo chiamiamo, visto che e' gestito da una famiglia anglo-portoghese. Hanno esaurito le uova, ma non e' colpa del coronavirus: credevamo ricevessero la nuova fornitura nel weekend, invece e' il mercoledì.

Andiamo a Egham, che offre due supermercati vicini, Waitrose e Tesco. Da Waitrose c'e' coda

Idea per un film: Mission Impossible VII: Coronavirus Shopping.
Un film d’azione in cui Tom Cruise (aiutato da Jason Statham, Jet Li, Dave Bautista, Dwayne Johnson e Danny Trejo) cerca di acquistare un pollo arrosto e due fettine di bresaola in un supermercato di Busto Arsizio.



Lunedì 16/03
Il supermercato Tesco più vicino a casa mia, quello di Ashford (Surrey), di solito e' aperto ventiquattr'ore su ventiquattro, durante la settimana. Hanno appena annunciato che chiuderanno ogni giorno alle diciassette per ripristinare le scorte di magazzino.

Sono in coda in officina per la revisione annuale della mia auto, un altro cliente parla alla segretaria. Dice che la carta igienica non si trova facilmente, ma che ce n’e’ da B&Q, un grande magazzino di articoli per il fai-da-te. E’ una di quelle informazioni utili per acquisire prestigio nel proprio circolo sociale: “Io So Dove Trovare Carta Igienica”.



Nella foto: gli scaffali del Tesco di Gerrards Cross, area pane e derivati.

Martedì 17/03
Waitrose non consegnerà per due settimane. Anzi, tre. Insomma, riusciamo a piazzare un ordine per il 13 aprile e siamo già soddisfatti. La pasta non si trova in nessun supermercato “fisico”, come a negare lo stereotipo degli inglesi che mangiano fish & chips sette giorni su sette. Stessa storia per latte a lunga conservazione e carta igienica (e uova, e altre cose).

Oggi, da Tesco (supermercato) ho notato che i preparati per piatti messicani non sono esauriti, quindi ho portato a casa qualche confezione di fajitas, che ho mangiato una mezza dozzina di volte da quando sono nato. E caffè decaffeinato per mia moglie, e cioccolata per me. L'ho già detto che non si trova carta igienica da nessuna parte?

Lo strano, tragicomico destino del maschio alfa, diiventato un razziatore di carta igienica, suggerisce il titolo per un futuro film: I Predatori Della Scottex Esaurita. Tom Cruise, Robert Pattinson e Kodi Smit-Mcphee si districano tra orde di nazisti e zombi per raggiungere la leggendaria Arca dell'Abbondanza, che contiene una fornitura illimitata di carta igienica doppio velo. Gustoso il cameo di Donald Trump nei panni del Grande Sacerdote IoSapevoTuttoEHoManiGrandi.


Da Marks & Spencer (il supermercato più costoso) i clienti sono soprattutto sopra i 50 anni, piuttosto educati. Da Waitrose (appena appena sotto, come fascia di mercato / prezzi / clientela), i clienti ti sfiorano più da vicino, mentre fanno la spesa, e in questo periodo da Fine Del Mondo attaccano discorso volentieri. Da Tesco (più economico) capita di scontrarsi, procedendo a tutta velocità nei corridoi tra gli scaffali. Da Aldi, Lidl, Morrisons & Asda non voglio neppure provare ad andare, non ho scudo e armatura.

Mercoledì 18/03
Vado al lavoro con uno zaino da escursionismo, trovo qualcosa al Tesco: savoiardi (che consumo una volta ogni dieci anni), spotted dick (che non ho mai provato a causa del nome), cioccolata (amen), altra cioccolata (non abbiamo nessun dessert nel nostro nano-frigo alto un metro e cinquanta), e - miracolosamente - due confezioni di gnocchi De Cecco.

Giovedì 19/03
Due giorni fa ho scritto la data sul rotolo di carta igienica che abbiamo appena iniziato. La nostra scorta e’ intorno alla quindicina di rotoli, ma non abbiamo mai misurato la durata di un rotolo, e sono giorni che non ne vedo nei supermercati. Spoiler alert: non ne troverò neppure oggi.

Prima di andare in ufficio faccio un giro sia da Tesco che da Waitrose.Non ci sono uova, niente latte UHT, niente carta igienica, zero pasta. Il sugo invece non e’ esaurito, forse fanno tutti la pasta in bianco, oppure non ci hanno pensato. Potrebbe essere l’occasione buona per vedere gli inglesi cucinare pasta che non annega nel sugo… Alla fine compro solo due confezioni di caffè Lavazza decaffeinato da Waitrose, 250 grammi e 4,15 sterline ciascuna.

All’ora di pranzo esco, vado nei soliti due supermercati più Marks & Spencer. Non trovo niente, non acquisto niente. Il bancomat (ATM in inglese) della filiale Natwest e’ fuori servizio, volevo mettere in tasca dei contanti, anche se pago sempre tutto con carta di credito. Acquisto delle capsule di turmeric (Curcuma longa) in un negozio, sconto del 50%, sarà per via del coronavirus?

Preoccupazioni del giovedì pomeriggio: nel Regno Unito lo shopping online e’ estremamente diffuso, ma anche chi normalmente va nei negozi finisce col preferire gli acquisti online, in situazioni come questa. E le prestazioni - a volta persino la raggiungibilità - dei siti ne soffre. In questo momento non si riesce a visitare il sito Waitrose, e persino il sito della BBC a volte pare rallentare, soprattutto durante la conferenza-stampa quotidiana in cui il Primo Ministro fa il punto della situazione.

Che poi… mai vista una situazione come questa. L’unica cosa di lontanamente simile, per chi e’ sui cinquant’anni, potrebbe essere il remoto ricordo della crisi petrolifera dei primi anni Settanta in cui la domenica non potevi uscire perché l’auto dei tuoi genitori aveva la targa dispari.


I colleghi matematici dicono che le cose peggioreranno ma non così tanto quanto pensano i più pessimisti: la crescita del numero delle vittime e’ elevata ma non esponenziale.

Abbiamo ordinato una cena cinese in un take-away locale, dovrebbe bastarci perlomeno per due cene. Oggi sono finalmente apparse un po' di mascherine a Gerrards Cross, finora mi capitava al massimo di incontrare gente con i guanti da giardiniere, al supermercato. Non che siano così utili, ma in tempi di crisi ci si aggrappa a tutto.

Venerdì 20/03
Oggi sono andato solo al Tesco di Gerrards Cross, obiettivo vino, visto che sono rimaste solo un paio di bottiglie di vino "da battaglia", prima di dover ricorrere al Barolo e al Freisa. Ne prelevo sei, un dipendente del supermercato mi indica un cartello che dice che al massimo si possono acquistare tre bottiglie. Mi accontento (due Chianti a £5,25 ciascuno, un Montepulciano d'Abruzzo a £4,75), e mentre mi dirigo all'uscita vedo che sono riapparse le bottiglie di latte UHT, che mi servono visto che non ho spazio nel mio nano-frigo. Ne acquisto due. Alle casse non ci sono più le code di ieri, forse tutti hanno ormai la casa piena di latte che non berranno mai e di pasta di cui si stuferanno dopo tre giorni. E di carta igienica che offriranno come regalo di nozze ai figli, che ancora devono finire le elementari.

Sabato 21/03
Vado al caffè del villaggio (quello portoghese, vedi domenica precedente) per un caffellatte e un sandwich. Su ordine del governo, i ristoranti sono chiusi e possono solo offrire pasti da portar via (take-away). I tavoli di questo locale sono accatastati contro la parete più lontana dal bancone. Io - che sono arrivato qui di corsa, dopo la mia sessione semestrale di jogging (durata: otto minuti) - mi muovo come un ninja per evitare di stare a meno di due metri dagli altri cinque clienti che aspettano le loro ordinazioni: il muratore si dirige verso il frigo delle bibite, la vecchietta va verso la porta, io mi sposto di trenta gradi e arretro di mezzo metro. Mi pare d'essere una palla da biliardo (o da carambola: non ricordo la differenza).

Domenica 22/03
Siamo a corto di carne fresca, andiamo a Egham per fare spesa da Waitrose, apertura alle 11. Arriviamo alle dieci e mezza, parcheggiamo nel sotterraneo, mia moglie si mette in coda col carrello mentre io vado a cercare un cestino per buttare una cartaccia. Torno all'ingresso di Waitrose, la coda e' svanita, sono entrati tutti, ma non mi lasciano entrare: la prima ora d'apertura e' solo per anziani e categorie protetta, e mia moglie e' entrata per sbaglio (se avesse saputo delle restrizioni si sarebbe tirata indietro). Mezz'ora più tardi mi chiama, ha fatto la spesa, non le hanno fatto difficoltà, neppure s'era accorta di essere entrata troppo presto. I vantaggi dell'essere piccola. Comunque non ha potuto acquistare più di due articoli per categoria: due bottiglie di vino, due bistecche, due barattoli di sugo, etc.

Mercoledì 25/03
Vorrei poter fare come quelli che fanno la spesa una volta alla settimana, o persino ogni dieci giorni, ma il mio nano-frigo e' ancora più piccolo di quel che ho detto in precedenza (l'ho misurato, e' alto 135 centimetri). Ci vuole tanto tempo per riempirlo bene, stipando carne, cheesecakes e insaccati sfruttando ogni centimetro cubo. E bastano pochi giorni per svuotarlo, quindi bisogna fare spesso la spesa. La prossima consegna a domicilio e' tra circa venti giorni, quindi sfrutto la bella giornata di sole per fare esercizio e shopping con una sola uscita: prendo la bici e vado al Waitrose di Egham, a circa sette chilometri da casa. Al supermercato c'è un addetto alla sicurezza che fa entrare solo quando qualcuno esce. Dentro poca gente, quasi tutti cercano di mantenere le distanze: non proprio due metri, diciamo un metro e venti (problemi di conversione dal sistema metrico a quello britannico, forse). I dipendenti del supermercato, invece, non badano alla distanza, non indossano guanti ne' mascherina, e non hanno un pannello in plexy davanti alle casse, come succede invece in alcuni supermercati italiani. Trovo la pasta (stanno rifornendo gli scaffali), niente latte UHT, e la carta igienica non mi serve. Finisco col fare troppa spesa, caricare la bici e' un'impresa. Ma arrivare a casa dopo aver fatto spesa & esercizio fisico e' una gradita soddisfazione, era da tanti mesi che non salivo in sella. E in più ho scoperto che fare spesa intorno alle quattro del pomeriggio e' il modo migliore per evitare coda e per trovare qualcosa.



Argomenti: salute, vivere in Inghilterra, acquisti
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Commenti (4)


20/03/2020 14:20:46, andreaG
devo ringraziare i miei nonni, che hanno sofferto la fame durante WWII

da sempre tengo la dispensa fornita di prodotti a lunga conservazione (pasta, pomodoro in scatola, latte UHT, olio, aceto, ceffè ecc...)


dovrò centellinare le...leccornie, tipo pomodori semisecchi di Sicilia, ventresca di tonno rosso di Adelfio, olive taggiasche, acciughe del mar Cantabrico, ma, dopo anni di...seccature per la "rotazione" delle scorte, adesso sono ok per almeno 3 mesi
(eccetto frutta e verdura fresca, però qualche confezione di spinaci e piselli surgelati in freezer c'è...)

Rigoroso segreto sull'indirizzo di casa -:) caveat il rischio-rapina dello scatolame
20/03/2020 17:59:19, Claudio @ VL
Andrea,
Beato te che hai spazio, ma te lo meriti: l'elenco di quel che hai messo nella cambusa di casa tua fa venire l'acquolina in bocca.

Il mio frigo è alto circa un metro e mezzo, a casa non ho spazio per un refrigeratore separato, e gli spazi in cui stipare il cibo sono limitati, a meno di ricorrere al solaio, gelido d'inverno e torrido d'estate. E visto che manca anche una cantina, a casa non ho mai più di una dozzina di bottiglie di vino. Le case inglesi sono piccole e costose, perlomeno nel Sud-Est
21/03/2020 21:14:27, andreaG
il costo (al mq) nelle città di provincia della pianura padana è una (piccola) frazione rispetto a Londra,

peraltro in...cambusa non ho bottiglie di vino perchè sono astemio, lo spazio è occupato da prodotti a lunga conservazione che non richiedono temperatura refrigerata (per continuare con l'acquolina in bocca, capperi sottosale salmone, sgombro e filetti di tonno di vario tipo, buonissimo quello "allitterato")

Mi consolo parlando di cibo perchè, per un anno almeno, niente viaggi britannici

ad emergenza finita, mi accontenterò -accontenterei- di tornare sul lago di Garda e mete raggiungibili by car (con l'incognita della Polizei sul confine austriacante)



04/04/2020 22:39:26, andreaG
Da oggi, in Veneto e Lombardia, obbligo di indossare mascherina e guanti mono-uso per chi entra al supermercato

Mascherina utile se, all'interno del locale, capita di non rispettare la distanza minima di un metro tra una persona e l'altra

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