Monumento al Ciao - Vimodrone

Il primo assaggio del mondo al di la' del tuo paese, per tanti quattordicenni
10/12/2020 | Autore: Claudio @ VL | 0 commenti

Quando hai quattordici anni e ha voglia di avventura, non e' che puoi fare lunghi viaggi. Qualche anno fa, poi, non c'erano neppure le linee aeree low cost, per cui l'idea di prendere l'aereo per andare a fare un weekend a Londra o a Parigi (coi tuoi genitori, con un fratello o una sorella più grande) non sarebbe neppure stata presa in considerazione: solo il biglietto aereo sarebbe costato uno stipendio mensile (che non avevi).

L'avventura che potevi permetterti, al massimo, era l'esplorazione della tua città, poi magari della tua provincia, e magari persino della tua regione. In bici, ma più spesso in motorino: nella forma più semplice, un motore con un pistone grosso come una tazzina da caffè, freni a tamburo, sospensioni con un'escursione di pochi centimetri (definite "a biscottino"), due litri di miscela per fare cento chilometri, niente marce (a volte un variatore continuo del rapporto di trasmissione), due pedali per aiutarsi nelle salite più difficili, un fanale asfittico che si affievolisce quando rallenti. Era il Ciao, soprattutto, ma anche i suoi fratelli maggiori in casa Piaggio, il Bravo e il Si', erano molto popolari.

A Vimodrone hanno preso due Ciao e ne hanno fatto un monumento. Se avessero chiesto a me, la targhetta con la dedica, fissata al supporto che li regge per aria, porterebbe una parafrasi della famosa frase di Blade Runner.

"Sono un Ciao.
Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Salite dove quasi non riuscivo a salire.
Discese dove potevo a malapena frenare.
Sterrati che credevo d'essere su una pista da cross.
Gli ultimi chilometri verso casa consumando solo più vapori di miscela.
Meccanici che volevano sostituirmi il motore perché s'è staccata la retina del filtro dell'aria.
Forature. Tante. Ovunque.
Ignobili reticelle bianche sulla fanaleria.

E sono sopravvissuto a tutto."

Visto in un parco lombardo



Argomenti: Wanderlust, moto, Milano
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