Vaccinarsi contro il coronavirus in Inghilterra

Un'esperienza personale con la NHS e il vaccino Oxford–AstraZeneca per COVID-19
19/03/2021 | Autore: Claudio @ VL | 2 commenti

L'Italia ha vaccinato quasi 7 milioni di persone con la prima dose del vaccino contro il coronavirus. In Inghilterra, la NHS (il servizio sanitario nazionale) sta vaccinando gente a tutta velocità da dicembre 2020, ora oltre 25 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose. Non tutti sono cittadini britannici, tanti dei vaccinati sono solo residenti. Vivo in Inghilterra, ho cinquantadue anni, e questa è la storia della mia vaccinazione contro il coronavirus.

Capitolo 1: Natale 2020 in Italia


  1. Vengo chiamato dalla ASL di Settimo Torinese a fare il tampone. Lunga coda, esperienza perfettibile: il tampone mi viene infilato A FONDO in una narice, il cervello potrebbe risentirne...
  2. Sento di vari conoscenti, qui a Torino, che hanno deciso di NON farsi vaccinare. Alcuni anche nel settore sanitario. Il classico atteggiamento italiano di chi dubita di tutto quel che viene proposto dalle autorità?
  3. Chiedo a mia madre settantanovenne che cosa farebbe, se e quando dovesse essere contattata per farsi vaccinare. "Andrei subito!", risponde.


Capitolo 2: alcune chat (su Skype, Whatsapp, Messenger) con amici e parenti. Poi arriva la NHS


Una chat su Skype con un amico italiano, mercoledì 17 marzo. I suoi genitori sono oltre i settant'anni, non lontani dagli ottanta:

Poi succede l'imprevedibile: arriva un SMS della sanità britannica che mi invita a fare il vaccino.



Da sinistra a destra: l'SMS che mi invitava a prenotare la vaccinazione; il sito della NHS, a meta' della procedura di prenotazione; la conferma della prenotazione alle 10 del 18/03/2021 all'Hythe Community Centre di Staines.

Quindi, mentre in Italia gli ultrasettantenni (17% della popolazione, secondo l'ISTAT) sono in attesa della prima vaccinazione, in Inghilterra siamo arrivati ai residenti di eta' pari o superiore ai cinquant'anni. Per dire: in Italia i residenti tra i 50 e i 69 anni sono il 28% della popolazione.

Qualche ora più tardi io e il mio amico ci risentiamo, sempre su Skype:


La notizia si sparge. In una chat su Whatsapp, una coppia di miei amici inglesi (lui del '67, lei del '68) mi dice che loro hanno già ricevuto la prima dose del vaccino. A me tocca domani, dico loro, e a mia moglie sabato prossimo. Lui non ha avuto nessuno dei temuti effetti collaterali, lei un po' di febbre per mezza giornata.

In serata, in una chat su Messenger con parenti italiani:

Vado a dormire. La mia vaccinazione e' dopodomani, 18 marzo.

Intermezzo: Brexit's silver lining


Beh, anche le cose peggiori, stupide e fondate su false premesse come Brexit hanno qualche riflesso positivo (silver lining), per fortuna: nel Regno Unito la campagna di vaccinazione e' iniziata in dicembre, senza nessuna coordinazione con l'Unione Europea. Le organizzazioni piccole sono più flessibili e rapide di quelle grandi, e' nella loro natura.

Capitolo 3: il Giorno del Vaccino


Arrivo alle 9:40 all'Hythe Community Centre a Staines-upon-Thames, il mio appuntamento e' alle dieci. Una volontaria in casacca fosforescente mi indica il parcheggio per i vaccinandi e l’ingresso. Parcheggio, entro, un'altra signora in casacca fosforescente mi chiede se ho avuto sintomi nell‘ultima settimana, mi controlla a distanza la temperatura e e mi informa che mi verrà somministrato il vaccino Astra-Zeneca; mi dà un foglio con spiegazioni in proposito e mi indica dove sedermi, in una sala con quattro file di sedie distanziate di tre metri, con cinque sedie per fila, a due metri di distanza l’una dall’altra. Sono il dodicesimo. Tutti indossiamo ovviamente la mascherina protettiva.

Non ci sono numeri da prendere, non c’è chiamata nominativa (uhm... avrei potuto arrivare un’ora prima e sarei passato prima, credo): la signora che controlla questa fase della coda manda avanti le persone in base all’ordine di arrivo, indicato dai posti in cui ci ha fatto sedere. Dieci minuti di attesa, mi chiamano, procedo alla fase successiva. Ora sono in un corridoio, seduto con altre cinque persone (a distanza). Mi chiamano ("Please come forward", non ho ancora dovuto dire il mio nome o dimostrare il mio diritto ad essere li'), mi siedo ad un tavolo con un’impiegata della NHS (niente casacca fosforescente) che prende i miei dati e mi fa domande sulla mia salute. No, non ho sintomi e neppure allergie, e non prendo anticoagulanti. Sentendo il nome italiano mi chiede qualcosa sull'Italia, e' professionale ma rilassata.

Chiedo conferma che il vaccino e' il temuto AstraZeneca, lei conferma e aggiunge che il nome completo e' "Oxford AstraZeneca", visto che e' stato sviluppato in collaborazione con l’università di Oxford; le confermo che non fa differenza, avevo comunque intenzione di intraprendere sport estremi tipo freediving e zorbing, quindi tanto vale iniziare con questo vaccino. Ridacchia. Arriva una dottoressa con il camice della NHS, mi rispiega le possibili controindicazioni ed elenca gli effetti collaterali del vaccino, senza usare alcun aggettivo, ne' possible, ne' likely, ne' probable: da' la sensazione che questi effetti collaterali si presentino regolarmente (nonostante l'evidenza in senso opposto, compresa la conferma dell'amico inglese con cui avevo chattato due giorni prima). Una lista lunga: la febbre pare garantita, come la stanchezza, i dolori ossei e muscolari. Praticamente una giornata come tutte le altre... a parte il possibile dolore al braccio e la remota possibilità della caduta dei capelli dispari. Mi sembra semplicemente un disclaimer a fini legali, una liberatoria fatta per dire "il paziente e' stato informato e non e' scappato a gambe levate".

Procedo al livello successivo di questa procedura ben pianificata e ben eseguita, questa fase e' durata cinque minuti.

Capitolo 4: ricevo il famoso vaccino Oxford–AstraZeneca


Passo in un’altra sala dove mi verrà somministrato il vaccino. Ci sono circa quindici persone sedute in cinque file di sedie, più una signora in casacca, tre vaccinatrici e una supervisora. Chiedo a questa signora in casacca, sui settant'anni come le due precedenti, se si possono fare foto nella sala, a corredo di un articolo sulla vaccinazione, visto che l’identità dei presenti e' celata dalle loro maschere, e non sono visibili dati sensibili di alcun tipo. Non si aspettava questa richiesta, esita, allora faccio retromarcia, le dico che non c’è problema, posso fare a meno della foto. Iniziamo a parlare della situazione della pandemia in Italia e in Inghilterra, e' preoccupata per l'Italia. Accenna al fatto che le tizie con la casacca fluorescente sono tutte volontarie, lei era una dipendente del servizio sanitario nazionale ed e' soddisfatta, quasi orgogliosa di come e' stata organizzata la campagna di vaccinazione. Finora non posso darle torto.

Neanche cinque minuti ed è il mio turno, tutte e tre le vaccinatrici (giovani, credo infermiere) si liberano nello stesso momento, chiedo dove andare, ridendo mi dicono "Scegli tu!", mi siedo al tavolino più vicino. L'infermiera (e' l'unica delle tre che indossi un camice) mi fa qualche domanda, parla con una voce calma e tranquillizzante, mi chiede se devo guidare e in quale braccio preferisco il vaccino. Sinistro, grazie. Tolgo una maglia e rimango in maglietta per scoprire la spalla, lei mi avvisa dell'incombente sensazione spiacevole, massaggia il punto prescelto per qualche secondo e poi via, l’iniezione si sente a malapena, il liquido viene iniettato in meno di un secondo. Non ho sentito niente, complimento l'infermiera, “una delle persone con la mano più leggera che io abbia mai incontrato”.

Mi viene consegnato un biglietto che dovrò presentare quando verro' chiamato per la seconda vaccinazione. Come da raccomandazioni, mi siedo e aspetto dieci minuti prima di mettermi alla guida. Non emergono dolori di alcun tipo, vado a casa. Sono passati circa trenta minuti da quando sono arrivato all'Hythe Community Centre.

Capitolo 5: epilogo (finora)


Arrivato a casa, mi rendo conto d'aver preso una decisione sbagliata, dal punto di vista scientifico, ma forse corretta per il mio benessere generale: ieri ho fatto una pedalata di una cinquantina di chilometri col classico contorno di accenni di crampi e dolori alla schiena, per cui sarà difficile distinguere quella stanchezza dagli eventuali effetti collaterali del vaccino.

Sono passate sedici ore dalla vaccinazione, al momento sento un lieve indolenzimento alla spalla sinistra, nient'altro.

Capitolo 6: ulteriori note


Aggiornamento dell'una, sabato notte. Non ho avuto la febbre, l'indolenzimento della spalla non e' limitato a quella sinistra, per cui forse non e' neppure legato al vaccino. Niente febbre ne' altri malesseri, ieri - il giorno dopo la mia vaccinazione - sono andato a fare una pedalata di 35 chilometri, strada, fango, salite e sterrato, velocità media 20 km/h, esattamente come ogni altra mia pedalata.

Credo conti molto la preparazione del paziente. Nel senso che la NHS prepara i vaccinandi spiegando tutti i possibili effetti collaterali e non obbligando nessuno a vaccinarsi, per cui se non te ne vai e' perché accetti i rischi (e senza bisogno di firmare niente, tra l'altro). Oltre settecentomila nuovi vaccinati, sabato: ogni giorno viene vaccinato l'1% della popolazione britannica, in questo periodo.



Argomenti: COVID19, vivere in Inghilterra, salute
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Commenti (2)Scrivi


04/04/2021 18:48:36, Fede-exb
Non sono stato particolarmente favorevole alla brexit, ma bisogna dire che nell'ambito vaccini il regno unito si sta comportando meglio dell'europa. Qui da noi vedo parecchia confusione e sembra che ogni regione / asl stia procedendo in ordine sparso senza una reale pianificazione. Speriamo che le cose migliorino presto. Io sono stato vaccinato a gennaio (non sono categoria a rischio, ma lavoro in ospedale) mentre i miei genitori che ne avrebbero più bisogno ancora niente. Effetti collaterali tanta (ma proprio tanta!) stanchezza dopo la seconda dose pfizer per 2-3 giorni, poi tutto ok. Spero tu tutto bene...

Buona Pasqua!
05/04/2021 01:30:22, Claudio @ VL
Parlavo di settecentomila vaccinati in un giorno, cifra poi ampiamente superata: hanno vaccinato circa 900.000 persone al giorno per piu' giorni consecutivi, qui nel Regno Unito. Stanno completando la vaccinazione dei residenti (tieni presente questa parola) sopra i cinquant'anni, ora si passa ai 40-49enni. Ho conoscenti sugli ottant'anni che hanno gia' ricevuto la seconda dose del vaccino, qui. Nel frattempo, in Piemonte (regione solitamente piuttosto efficiente) gli ottantenni hanno a malapena ricevuto la prima dose, e tra qualche confusione: ad alcuni e' stato detto che devono prenotare online, il che puo' essere un problema, visto il livello di alfabetizzazione informatica dei nostri anziani! Ad altri e' stato detto che devono fare una richiesta al medico di famiglia. Ad altri ancora, per fortuna, non e' stato chiesto di fare niente: i medici di famiglia (o medici di base, non so come si dica ora) li hanno messi in lista per la vaccinazione, come succede anche qui in UK.

Dicevo che qui stanno vaccinando i residenti, stranieri compresi (quindi anche noi italiani). Ho chiesto a conoscenti italiani, nessuno mi ha saputo dire se anche gli stranieri residenti in Italia (i temutissimi immigrati che vengono a rubarci il lavoro e a imporci i loro costumi retrogradi) vengano vaccinati insieme agli italiani. Non ho trovato informazioni in proposito neppure sui siti istituzionali...

Si parla molto degli effetti collaterali e del rischio di trombosi collegato all'uso del vaccino Oxford/AstraZeneca, non avevo ancora sentito dei problemi legati al Pfizer. Mi chiedo se - come nel caso dell'O/AZ - gli effetti collaterali siano piu' intensi e piu' spiacevoli per i piu' giovani.

Buon lunedi' dell'Angelo!

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