Tromsø, panorami e prime impressioni

Se la chiamate Tromso non si offende
26/11/2021 | Autore: Claudio @ VL | 2 commenti

Se seguite ViaggiareLeggeri.com su un profilo social (il primo, il secondo o il terzo), saprete già che in questi giorni sono in viaggio, o in vacanza, come preferite.

La destinazione, come prevedibile durante i mesi freddi, è un posto ancora più freddo: Tromsø, in Norvegia, all’interno del circolo polare artico, quindi ancora più a nord della bellissima Islanda. Ho dettato una lunghissima pappardella piena di informazioni più o meno utili al mio assistente digitale, e la pubblicherò tra qualche giorno, per chi fa fatica a prendere sonno. Per il momento mi limito ad alcune foto scattate nelle prime 24 ore in questa città norvegese, piena di turisti italiani, tra l’altro.

Questa è una delle prime foto che ho scattato dalla finestra della mia minuscola camera d’albergo. Mostra un angolo del porto, una delle montagne che circondano Tromsø, e uno dei ponti che la collegano alla terraferma. Tromsø si trova infatti su un’isola chiamata Tromsøya.



Sulla via principale di Tromsø, ieri sera, stavano girando uno spot pubblicitario. Il grosso camion rosso pubblicizza una nota bevanda americana commercializzata in bottiglie sinuose e dalla ricetta segreta (credo). Il camion faceva un gran casino e attirava l'attenzione dei passanti, ma il freddo si sentiva lo stesso...


Venerdì mattina, oggi, le previsioni del tempo indicavano una giornata di sole piuttosto breve: alba alle 10,38 e tramonto alle 12,18. Diciotto minuti dopo mezzogiorno, meno di due ore di sole, quindi e' inutile alzarsi presto per non perdere un solo momento del sole...

Guardo fuori dalla finestra della nostra micro-camera d'albergo. Si vede da lontano uno degli edifici più peculiari di Tromsø, pare un triangolo. La montagna bianca che emerge sulla destra e' Tromsdalstinden, montagna sacra ai Sami, che in passato conoscevamo come Lapponi


Lo stesso peculiare edificio triangolare lo si vede qui, in basso a destra, al termine del ponte di Tromsø (Tromsøbrua) visto nella prima foto. Se vi state chiedendo “ma quanto freddo faceva”, la risposta è semplice: in questi giorni ci sono 11° sottozero costanti durante il giorno, e la temperatura percepita è di -17° o -18°. Freddo freddo, direi. Perlomeno non nevica, per ora.


Eccolo, l’edificio che abbiamo già visto dalla camera d’albergo e nella foto dall’alto (che è stata scattata alla stazione di arrivo della teleferica): Ishavskatedralen, nota come “la cattedrale dell’Artico”, un edificio del 1965 che cercheremo di visitare domani, visto che oggi era chiuso ai turisti a causa di un funerale (*).

(*): una nota per segnalare che l'auto funebre era una Tesla station-wagon, che non avevo mai visto prima. Come ho scritto in passato, in Norvegia capita di trovarsi circondati da Tesla e da altre vetture a propulsione elettrica. Ma soprattutto Tesla, che a volte costituiscono l'80% delle vetture visibili.


La teleferica, dicevo. Porta su una delle montagne che circondano Tromsø , alta circa 1200 m, gli offre una bella vista sui dintorni, nonostante l'orizzonte sbilenco di questa foto. L'isola al centro e ovviamente Tromsøya.


Il progressivo tramonto... non è che il sole sparisca di botta dietro l’orizzonte, peraltro invisibile a causa delle montagne. Come abbiamo imparato alle medie, durante l’inverno la notte e il giorno si mescolano, nei paesi dell’estremo Nord. Più che notte-alba-giorno-tramonto-notte, m’è sembrato di vivere un lunghissimo crepuscolo dalle nove di mattina alle tre del pomeriggio. A Tromsø, che anche il sito dell'ufficio turistico chiama Tromso, per venire incontro a chi non ha la ø (aptang) nella tastiera, il sole non si vede dal 21 novembre al 21 gennaio, giorno di gran festa.




Poco dopo, le stesse montagne fotografate dall’autobus che ci ha riportati nel centro città passando sul ponte. Due note sul ponte: la ringhiera che vedete a metà della foto non è rimovibile, e il ponte e' anche pedonale, per cui può essere una buona idea andare a piedi fino alla Cattedrale dell’Artico, anziché aspettare l’autobus che vi ci porterebbe (il 24, per esempio), soprattutto se non ci sono forti venti. La temperatura in questo periodo è sempre la solita, -11° che sembrano diciotto gradi sotto zero, quindi copritevi benino in ogni caso.


Una delle due biblioteche che abbiamo visto in questo primo giorno (questa e' in centro, l'altra e' vicina alla Cattedrale dell'Artico). Nonostante il buio, sono solo due e mezza del pomeriggio. L’edificio è interessante, ma non avevo bisogno di prelevare o consultare libri, per cui non sono entrato.


Uno dei moltissimi edifici in legno nel centro della città. Gli autobus sono frequenti ed è uno dei pochi momenti in cui la popolazione (residenti e turisti) indossa la mascherina, che altrimenti è solo consigliata (neppure raccomandata, in questo momento) in Norvegia.


Lo so che vi fidate, ma voglio comunque pubblicare una schermata delle previsioni del tempo per questi giorni.

Nuvoloso, il che complica la vita a chi vuole fotografare il tramonto (e non parliamo dell'aurora boreale), poco rischio di pioggia, per fortuna, e temperatura che consiglia una scelta oculata dell’abbigliamento da indossare. Se vi azzardate a uscire dall’albergo con scarpe da ginnastica, scegliete perlomeno con molta cura le calze che indosserete.



Argomenti: Norvegia, appunti di viaggio, Scandinavia


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Commenti (2)Scrivi


27/11/2021 11:22:24, Jonathan65
Bellissimo viaggio, come al solito in posti che magari non ci si aspetta nel periodo invernale, ma sicuramente magici. ecco un bel argomento da sviluppare, secondo me, sarebbe un tutorial: "whats wear for dummies tourist, if you travel in Norway during winter season" insomma una serie di nozioni per chi come me non essendo mai stato in un paese del "Grande Nord" deve sapere se vuole visitare in inverno queste località!
27/11/2021 14:13:54, Claudio @ VL
Ciao Jonathan,
Grazie! Di solito le note sull’abbigliamento le inserisco in “articoli“ più lunghi, con rischio che passino inosservate. Qui nel circolo polare artico, però, vestirsi nel modo sbagliato può fare la differenza tra avere 10 dita dei piedi e averne solo più 8, per cui magari ha senso scriverne a parte.

Sempre che non mi ritrovi incapace di digitare dopo aver scelto i guanti sbagliati per l’’escursione notturna di oggi!

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