Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: documenti
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
documenti
Lo scorso anno ViaggiareLeggeri ha parlato dei problemi che si possono incontrare viaggiando con una
carta d'identita' rinnovata con timbro. La situazione non e' nel frattempo migliorata, come mostrano le
proteste dei viaggiatori nel forum. Cosa fare? Ci sono soluzioni?
Ecco la soluzione, secondo sito Viaggiare Sicuri, creato dal Ministero degli Esteri in collaborazione con l'ACI (evidenziazioni mie):
A seguito dei ripetuti disagi, verificatisi ai danni di numerosi connazionali per il mancato riconoscimento delle carte di identità valide per l’espatrio prorogate (cartacee rinnovate con il timbro o carte elettroniche rinnovate con il certificato) da parte di alcuni Paesi, il Ministero dell'Interno ha emanato la Circolare n. 23 del 28.7.2010, con la quale ha comunicato che i possessori di carte d’identità rinnovate o da rinnovare possono richiedere al proprio Comune di sostituirle con nuove carte d'identità, la cui validità decennale decorrerà dalla data del nuovo documento.
E’ buona regola, in ogni caso, prima di recarsi all’estero, informarsi presso le Rappresentanze diplomatico-consolari presenti in Italia o il proprio agente di viaggio sui documenti richiesti per l’ingresso.
Ad ogni buon fine, si consiglia ai viaggiatori diretti verso le varie destinazioni estere di munirsi comunque di passaporto (la cui validità residua sia quella richiesta dal Paese di destinazione). Il passaporto resta infatti il principale documento per viaggi all’estero e non sono molti i Paesi che accettano carte d’identità.
C'e' anche un avviso per i ...
Tags: ambasciate e consolati italiani, carta identita, documenti, suggerimenti e raccomandazioni
Volete volare con Ryanair senza acquistare un biglietto e magari senza neppure avere un documento d'identita'? Provate a prendere un volo Ryanair a Rodi.
Come riporta il
Corriere, giovedi' 4 agosto due passeggeri extracomunitari sono riusciti, a Rodi, a salire a bordo di un volo Ryanair diretto verso Roma Ciampino. I due passeggeri erano senza documenti e senza biglietto, eppure ce l'hanno fatta. Solo poco prima del decollo, quando un'assistente di volo ha rilevato due passeggeri di troppo durante un controllo, il sogno dei due extracomunitari e' stato infranto. Ma non immediatamente, pare. Secondo il Corriere, infatti,
(...) siccome sui voli low cost ognuno si siede dove gli pare, non è stato semplice individuare i clandestini, i quali se ne stavano tranquilli e avevano già allacciato le cinture. Ci sono volute due ore e mezza per controllare e ricontrollare, smascherare i due intrusi, chiamare la polizia, protestare per le scarse misure di sicurezza dell’aeroporto.
Due ore per controllare? Se la storia dei due clandestini pareva fin qui bizzarra e preoccupante, a questo punto diventa incredibile. Viene da chiedersi:
1) Cos'hanno presentato, i due passeggeri senza documenti, ai controlli di sicurezza in aeroporto?
2) Cos'hanno mostrato, i due passeggeri senza biglietto, al momento di passare il controllo finale prima dell'imbarco?
3) Com'e' possibile che gli assistenti di volo non abbiano pensato di controllare semplicemente i biglietti dei passeggeri a bordo, una volta verificata la presenza di due intrusi?
Mi incuriosisce particolarmente il problema esposto nella terza domanda. Ryanair utilizza il Boeing 737-800 per tutte le rotte. Il velivolo puo' trasportare al massimo 189 passeggeri. Diciamo che fossero presenti a bordo quattro assistenti di volo. Ipotizziamo che i passeggeri fossero stati avvisati, tramite altoparlante, di prepararsi a presentare i propri biglietti per un controllo. Credo sarebbe bastato, ad un assistente di volo,
un minuto per spostarsi vicino ad un passeggero, controllarne il biglietto e prepararsi a controllare il passeggero successivo. Quattro assistenti di volo, ciascuno con i biglietti di quarantacinque passeggeri da controllare.
Tre quarti d'ora avrebbero dovuto essere sufficienti ...
Tags: biglietti, documenti, Ryanair, sicurezza
Anni fa, andando negli Stati Uniti in aereo, mi venne presentato un modulo da compilare, e nel modulo compariva una domanda che mi parve ingenua. Diceva, piu' o meno, "
conti di dedicarti ad attivita' terroristiche o di compiere crimini negli Stati Uniti?".
Oh, Agent Starling, you think you can dissect me with this blunt little tool?
Questi americani, sempre cosi' ingenui, pensai: quanti criminali e terroristi confesseranno d'avere cattive intenzioni, di fronte ad un questionario con domande cosi'
penetranti? Ah, noi europei si', che siamo svegli, realistici, scafati. Domande cosi' ridicole le faranno solo negli U.S.A., giusto?
Non proprio.
Poco fa stavo compilando un modulo (non mio) per l'immigrazione in Gran Bretagna. Ecco alcune domande:
In tempo di guerra o in pace sei mai stato coinvolto, o sei mai stato sospettato d'essere coinvolto, in crimini di guerra, crimini contro l'umanita' o genocidio?
Ho consigliato di rispondere "
No, ma quando giocavo a pallone, "Genocidio" era il mio soprannome.".
Il questionario continua con le sue acute domande:
Sei mai stato coinvolto in, hai mai fornito supporto a, oppure hai mai incoraggiato, attivita' terroristiche in qualsiasi Nazione? Sei mai stato membro di, oppure hai mai fornito supporto a, un'organizzazione attiva nel terrorismo?
Ho consigliato di rispondere "
Una volta ero nei boy scout, ma mi buttarono fuori quasi subito".
Hai mai espresso, in qualsiasi modo, posizioni che giustifichino o glorifichino la violenza terroristica o che possano incoraggiare altri a compiere atti terroristici o altri gravi atti criminali?
Certo. E lo ammettero' al momento di compilare questo modulo...
Hai mai svolto altre attivita' che possano indicare che potresti non essere considerato una persona di buon carattere?
Ho varie obiezioni all'ultima domanda. Primo, che uno venga considerato di "buon carattere" o meno e' soggettivo. Secondo, dubito che qualcuno ammettera' mai di non avere un buon carattere, foss'anche Charles Manson. Terzo, molti imprenditori di successo, artisti e sportivi
non hanno un buon carattere. Davvero l'Home Office britannico desidera bloccarli con questo questionario?
Tags: documenti, Gran Bretagna, sicurezza, umorismo
Nel forum, un passeggero ha espresso un dubbio:
avra' problemi con Ryanair, per la sua carta d'identita' danneggiata?
Se avete avuto problemi nell'imbarcarvi con Ryanair a causa di un documento d'identita' danneggiato, potete
lasciare un commento qui sotto oppure
rispondere a Salvo, il passeggero con la carta d'identita' danneggiata.
Questo e' quanto e' successo a me.
Giorni fa
sono andato in Inghilterra con Ryanair. Torino-Stansted-Torino. A Stansted, al momento di consegnare il mio bagaglio al check-in, l'addetto Ryanair dietro al banco - cortese, informativo e simpatico - ha provato ad "aprire" (separare, sfogliare) la copertina del mio passaporto. Nel senso che la copertina, che sul lato interno ha la mia foto, aveva un angolo rovinato e si stava aprendo. Cos'ha detto il ragazzo della Ryanair?
- Se la copertina si fosse aperta fino alla foto, non avrebbero potuto accettare il mio passaporto come documento valido;
-
non usare colla, assolutamente, per rimettere insieme la copertina: la riparazione verrebbe interpretata come un tentativo di contraffazione, e sarebbero guai.
In conclusione, non mi sono state fatte difficolta' per l'imbarco, ma e' ovvio che, in caso di ulteriore deterioramento del passaporto, ci saranno problemi.
Tags: check in, documenti, passaporto, Ryanair
Il numero 242 della rivista
Altroconsumo segnala un rischio insospettato per chi viaggia all'estero con carta d'identita'.
Come saprete, la carta d'identita' valida per l'espatrio viene ora rinnovata tramite un timbro che viene apposto sul retro della carta stessa; il timbro estende la validita' della carta per altri cinque anni, ed e' valido come una nuova carta d'identita'.
Beh, in teoria.
L'articolo di Altroconsumo, a pagina 49 della rivista, segnala problemi per l'ingresso in vari Paesi, con carte d'identita' rinnovate tramite timbro. Vengono elencati Paesi europei non aderenti al Trattato di Shengen come Romania, Ungheria, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Repubblica Ceca, Croazia, Svizzera, Bosnia, Turchia, e Paesi non europei come Egitto, Guadalupa, Martinica, Mauritius, Tunisia.
Altroconsumo e' una delle associazioni di consumatori piu' affidabile ed indipendente d'Italia, e non mi pagano per dirlo :sono
io a pagare loro (sono abbonato alla loro rivista), visto che apprezzo la loro serieta'. Pero' non mi e' chiaro un passaggio. Scrive Altroconsumo (ho sottolineato i brani rilevanti):
(...) Quel timbro di proroga non piace a molti Stati. L'Egitto ha persino notificato formalmente la sua decisione di non accettare l'estensione di validita' con timbro.
Sono andato sul sito ViaggiareSicuri, del Ministero degli Esteri italiano, e ho consultato la
pagina sull'Egitto. Dice:
DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER L'ACCESSO AL PAESE
(...) - solo per turismo, carta d'identità cartacea valida per l’espatrio con validità residua di sei mesi, accompagnata da due foto formato tessera (in mancanza delle quali non viene rilasciato il visto d’ingresso). Si raccomanda pertanto di munirsi delle foto prima della partenza dall'Italia; la carta di identità cartacea con validità rinnovata mediante apposizione di timbro sul retro del documento è accettata;
Quindi, secondo Altroconsumo...
Tags: carta identita, documenti
Leggo sul
sito della CNN:
Stai preparando un viaggio negli Stati Uniti? Martedi' (7 settembre 2010) e' l'ultimo giorno in cui i cittadini di alcuna Nazioni potranno evitare una nuova tassa sui viaggi.
A partire da mercoledi' (8 settembre 2010), ai viaggiatori di 36 nazioni verra' richiesto di pagare 14 dollari per registrarsi nell'Electronic System for Travel Authorization, o ESTA, obbligatorio per i viaggiatori che utilizzano il "Programma Viaggio senza Visto" (Visa Waiver Program).
Probabilmente lo sapete gia': l'Italia e' tra le 36 nazioni che aderiscono al "Visa Waiver Program". Continuiamo la lettura:
Quattro dei quattordici dollari copriranno i costi amministrativi del sistema ESTA, gli altri dieci serviranno a promuovere gli Stati Uniti come destinazione turistica.
(...) I 14 dollari copriranno (la registrazione per) viaggi negli USA per due anni.
(...) Cecilia Malmström, Commissario Europeo per gli Affari Interni, ha definito la nuova tassa "incongruente con l'impegno statunitense degli Stati Uniti verso la facilitazione della mobilita' transatlantica", dicendo che sara' "un onere addizionale per i cittadini europei che viaggiano negli USA".
Secondo un portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), questa tassa non e' un'esclusiva degli USA e "piu' di 56 nazioni hanno tasse di ingresso/uscita, comprese nel biglietto o sotto forma di altre tasse". Sara', ma a me una tassa del genere fa tornare in mente una vecchia idea degli amministratori di Venezia, tassare i visitatori (italiani e stranieri) che entravano nella bellissima citta' lagunare, cui fece seguito un'efficace proposta di altri amministratori locali italiani: tassare i veneziani che uscivano da Venezia...
Battute a parte, 14 dollari in piu', sul totale di un viaggio intercontinentale, incidono poco. Ma e' l'atteggiamento, il tassare chi gia' viene a portarti soldi visitando il tuo Paese, che fara' storcere il naso a molti.
La cosa positiva e' che il sito dell'ESTA -
https://esta.cbp.dhs.gove' disponibile in italiano...
Tags: documenti, pagamenti, Stati Uniti, TSA
Questura di Torino, ufficio immigrazione, alcune centinaia di persone in coda. Bambini d'aspetto asiatico che parlano in perfetto italiano con bambini d'aspetto maghrebino, e che poi si rivolgono ai loro genitori in un'altra lingua. Due bimbi - di genitori nati in Corea, credo - si rincorrono tra la gente in attesa, poi si fermano davanti alla macchinetta del caffe' e dicono "acqua, acqua!", un ragazzo africano alto e sottile si alza e sta per acquistare una bottiglia d'acqua ai bimbi, la loro mamma arriva di corsa, ringrazia e li riporta a sedere.
Tante facce interessanti, sarebbe bello produrre una galleria di ritratti per documentare l'immigrazione in Italia. Non che sia un'idea nuova, ma mi piacerebbe farlo.
Tags: documenti, Italia, migranti
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2006)
Siamo andati di nuovo in visita all'edificio federale nel centro di Atlanta, a ritirare il nostro Social Security Number. Prima sorpresa: una volta convinta mia moglie a leggere le istruzioni di GoogleMaps passo passo e per intero, siamo andati in centro lisci lisci, senza problemi. Seconda sorpresa: per lo stesso percorso, abbiamo impiegato meno tempo di quello che avevamo impiegato le scorse due volte, con una collega locale alla guida (e non e' che sono passato col rosso o cose simili). Arrivati in centro, l'enorme custode del solito parcheggio da dieci dollari l'ora ci dice che non c'e' posto, per cui ne abbiamo trovato uno da 3.75 USD per tutto il giorno e me ne sono rallegrato, alla faccia del parcheggiatore. Arrivato in cima al parcheggio multipiano, in un edificio fatiscente covo di homeless e magari anche di spacciatori, si gode un bel panorama della citta'. Circa 35 gradi Fahrenheit, fa freschino. Il palazzo e' fatiscente, c'e' una sola rampa ad una corsia (e curva) sia per salire che per scendere, ma ci va bene e non incontriamo nessuno. Ci va bene anche che non incontriamo nessuno sulle scale pedonali, ci sono vestiti buttati in tutti gli angoli, sigarette e ... mancano le siringhe, ma avete capito lo spirito del posto. L'edificio vicino al parcheggio ricorda il palazzo in cui sparano a Serpico, nell'omonimo film.

Pagare il parcheggio non e' facile, si tratta di piegare le banconote fino a renderle larghe due centimetri, e poi infilarle una per una in una fessura col numero del posto auto utilizzato. Sistema automatico? Macche', le banconote restano li' e si vedono da fuori, con un paio di pinzette avrei potuto diventare ricco. La macchina non rilascia nessuna ricevuta / etichetta, per cui un ipotetico controllore si troverebbe a doverne aprire il frontale, segnarsi i vani numerati in cui ha trovato le banconote o monete, e poi andare a controllare se ci sono macchine parcheggiate in vani per cui non e' stato fatto il pagamento. Dopo che mia moglie m'ha visto insultare la "macchina" ("armadio con fessure numerate" sarebbe un nome piu' adatto), decidiamo che io continuero' a combatterci, lei andra' a ritirare i nostri SSN (
Social Security Number)col suo e col mio passaporto. Cinque minuti dopo che se n'e' andata, dopo che ho capito il funzionamento del sofisticato dispositivo e ho completato il pagamento, la raggiungo. Quasi.
Senza passaporto, patente e carta d'identita' non bastano per entrare nell'edificio, devo essere accompagnato da un pistolero di servizio, mi dicono. Mi fanno comunque passare per il metal detector. Passato, nessuno mi degna d'attenzione. Segnalo ad un agente che io, veramente, starei aspettando di essere 'escorted' al 28o piano. Mi fanno ritornare nell'area che precede il metal detector. Dopo che altre quattro persone vengono depositate in tale area (quello d'aspetto piu' normale somigliava a Mike Tyson da incazzato), arriva un'agente (donna) che ci fa ripassare dal metal detector e ci accompagna con tutta calma verso il 28o piano, e la vocina interna mi dice "Vedrai che tua moglie scendera' mentre tu salirai, e sarete daccapo". Invece no, e' ancora in coda, solito posto (tre volte in due settimane...). Quando mi riconsegna il passaporto, ottengo di essere liberato dalla presenza della mia 'guardia del corpo personale' ... ok, condivisa con altri quattro, ma il 20% era mio, ed era tanto, nel sud degli USA si mangia cibo ipercalorico, e in abbondanza. Aspettiamo un bel po' (quasi un ora ... un impiegato comunale standard avrebbe fatto fuori il doppio delle persone, e anche di piu' se dotato di mitraglietta), arriva poi il nostro turno, e salta fuori che esistono altre tre persone col nome e cognome di mia moglie, nel database dei SSN, e il sistema scoppia, quando ci sono duplicati. La mia mandibola e' ora sotto le scarpe: quando mai si usano nome e cognome come identificativi unici di un record in un database? Chi gli ha sviluppato il sistema informatico, Ciccio per il database e Franco per l'interfaccia utente? Conclusione: dobbiamo tornare domani, devono sostituire i criceti bruciati con altri nuovi, senno' il server non riparte.
Sembra quell'episodio delle dodici fatiche di Asterix e Obelix ambientato nel palazzo romano: gli imperi crollano per la burocrazia, che ti toglie tempo e voglia di agire, e non per colpa delle religioni o delle invasioni barbariche...
Torniamo all'auto, parcheggiata al terzo piano dell'edificio che ha visto tempi migliori. A Serpico non hanno sparato (e se gli hanno sparato, nessuno ha chiamato l'ambulanza), Kojak non sta in cima alle scale d'emergenza col chupa chupa a guardare Starsky e Hutch che inseguono un sospetto, mentre Callahan non lo aspetta al varco proclamando "Non so se ho sparato cinque o sei colpi, in tutto questo casino ho perso il conto anch'io." Ce ne ...
Tags: Atlanta, documenti, edifici, foto, vivere negli USA
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2006)
Le ferie: io ho ottenuto di averne venti giorni all'anno, passando da un'ufficio inglese ad uno americano della ditta per cui lavoro, ma i neoassunti della filiale americana hanno solo cinque giorni di ferie all'anno, e cinque erano stati offerti inizialmente anche a me. Che si abbiano cinque o venti giorni, le ferie sono fruibili solo dopo averle maturate: io sono qui da 22 giorni, percio' sono autorizzato a prendere 1,3 giorni di ferie, al momento.
E forse dovrei prenderle per visitare il Social Security Office (again), visto che non m'hanno ancora mandato il 'pezzo di carta' ufficiale con il Social Security Number (simile al codice fiscale italiano), e per visitare l'impiegato della Bank of America a cui devo ancora dare il mio SSN, ma che non risponde mai al telefono (no comment sul customer support, hanno una serie di vicoli ciechi, nelle opzioni telefoniche).
Due giorni fa ho chiamato il SS Office, e prima di parlare con qualcuno mi sono trovato a passare per il solito labirinto di "Dial #1 if you want to inform us of a mishap, dial #2 if you are not happy with Google's behaviour in China, dial #3 if you want to request support for an invasion of Bolivia" (ok, queste opzioni non c'erano, ma la varieta' era tale che queste non sarebbero state fuori posto). Ad un certo punto, mi e' stato chiesto da una voce memorizzata di descrivere il mio problema: 'My Social Security Number has not been delivered', e la voce ha risposto con un 'We believe you might want to talk about (segue qualcosa di incongruente col problema, tipo 'tax returns for year 2003'), is that right?'; ho risposto 'No', e la voce ha risposto che le dispiaceva, e m'ha chiesto di descrivere nuovamente il problema. Ho progressivamente semplificato la descrizione, ed ogni volta l'interpretazione del problema era errata, ed al mio 'No' seguiva una risposta piu' umiliata e spiacente, del tipo 'We are extremely sorry for our inability to fully comprehend the details of your problem. Please rest assured that we consider your problem as our problem, and that we will do whatever it takes to give you a satisfactory reply.'. Alla fine, dopo che la voce ha interpretato in modo corretto il problema, sono stato messo in collegamento con un'impiegata che non aveva la minima idea del mio problema, e che pertanto ha ripetuto le domande del messaggio automatico. Alla fine, capito che il mio problema era che non avevo ancora ricevuto la mia tessera ufficiale col Social Security Number, m'ha detto che era presto per reclamare, e che otto giorni di attesa sono normali: si deve protestare a partire dal quattordicesimo giorno.
Stamattina ho notato che la macchina del caffe' (americana, per fare il caffe' all'americana) fa il rumore che mi sarei aspettato dallo scarico della vasca da bagno. Questo forse spiega sia la lentezza nello svuotamento della vasca che il caffe' poco saporito. Houston, we have a problem... parafrasando Elio e Le Storie Tese, "Ho la vasca da bagno che fa contatto con la caffettiera".
Ieri ho compilato alcuni moduli per l'assunzione.
Come, non sono ancora assunto? Mah, in effetti un contratto scritto e firmato non ce l'ho, anche se la sede USA mi sta pagando dal primo gennaio 2006. Questi moduli sono cosi' complicati e diabolici che, dopo aver finito di compilarli, mi sentivo cosi' in forma che avrei affrontato un 740. Non che sia un'impresa, la dichiarazione dei redditi in Italia, ma dopo cinque anni in Inghilterra, con burocrazia ridotta al minimo, ho perso l'abitudine.
Tags: Atlanta, documenti, Stati Uniti, vivere negli USA
Pare terminato il braccio di ferro tra
Ryanair e
ENAC sul tema dei
documenti da presentare all'imbarco. Ricordiamo le posizioni: Ryanair voleva accettare solo carte d'identita' e passaporti, l'ENAC spingeva perche' la compagna low cost irlandese accettasse anche documenti equipollenti (patenti di guida, licenze di caccia e pesca). Ryanair paventava l'interruzione dei servizi dall'Italia nel caso non avesse ottenuto cio' che voleva.
E ora che la discussione e' finita, e' come nella politica italiana dopo un voto:
entrambe le parti dichiarano di aver vinto, come potete leggere nel
comunicato stampa dell'ENAC e in
quello della Ryanair. Quel che conta di piu', soprattutto per chi sta cercando di
prenotare un volo, e' che Ryanair "ripristinerà tutti i suoi voli domestici italiani - senza interruzione - dal prossimo 23 gennaio", come si legge nel suo comunicato stampa.
Quali documenti potremo usare, dopo questo accordo ENAC-Ryanair?
Ryanair dice "(...) tutti i passeggeri che intendono viaggiare sui voli domestici italiani forniranno o il
passaporto o la
carta di identità nazionale valida in Europa".
ENAC: "Ryanair (...) accetta come documenti di riconoscimento, oltre ai passaporti ed alle carte d'identità, anche tutti i
documenti d'identità modello AT/BT (c.d. tessere ministeriali) rilasciati dalla Pubblica Amministrazione di cui al DPR 851 del 28 luglio 1967".
Il
Corriere, commentando la situazione a firma "l. za.", scrive:
la compagnia (Ryanair - ndr) ha poi precisato per bocca del direttore comunicazione, Stephen McNamara: «Ryanair accetterà le carte AT/BT, che vengono rilasciate dal governo a ministri, parlamentari, eccetera, quale carta di identità nazionale approvata che rientra nelle procedure di sicurezza sull'identita».
(...)Le tessere ministeriali AT/BT sono «l'unica nuova forma di carta di identità che verrà accettata a seguito del nostro incontro con Enac - precisa McNamara- : per assicurare la sicurezza dei passeggeri, degli assistenti di volo e del nostro aeromobile, licenze di pesca, patenti di guida e carte di identità professionali non sono una forma accettata di identificazione sui voli Ryanair. Questa procedura è stata concordata con Enac e non sarà modificata».
In base a quanto scrive il Corriere par di capire che il comunicato stampa dell'ENAC sarebbe piu' aggiornato di quello della Ryanair, e che i documenti d'identita' modello AT/BT verranno accettati da Ryanair. Per il momento, la
pagina sui documenti, delle "Domande sui viaggi" del sito Ryanair, dice qualcosa di differente (il neretto e' mio):
Ryanair inoltre NON accetta come documenti di viaggio patenti di guida, certificati di residenza, stati di famiglia, libretti di navigazione della marina mercantile, tessere ministeriali, tesserini militari, tessere AT/BT italiane e così via.
Vedremo se il comunicato stampa Ryanair e, soprattutto, la loro FAQ verra' modificata.
Ricordiamo inoltre che, come dice
www.ryanair.com/it/questions/quali-documenti-di-viaggio-e-necessario-esibire-per-volare-con-ryanair, "La patente di guida NON è accettata come documento di viaggio valido sui voli Ryanair".
Tags: documenti, ENAC, leggi e regole, Ryanair
Dal sito dell'ENAC:
Informativa per i Passeggeri Ryanair
Roma, 24 dicembre 2009 - L'Enac informa che le proprie disposizioni che ribadiscono l'equipollenza dei documenti di riconoscimento diversi da passaporto e carta di identità per i voli domestici (art. 35 DPR 28 dicembre 2000 n. 445), confermate dalla sentenza del TAR Lazio sez. 3T del 17 dicembre 2009, sono state emanate secondo inderogabili norme di diritto pubblico ad esclusiva tutela dell'utenza, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute da passeggeri Ryanair, ai quali la compagnia irlandese rifiutava il riconoscimento di tale equipollenza dei documenti di identità.
In proposito appaiono del tutto pretestuosi ed infondati i riferimenti ad aspetti relativi alla sicurezza, tenuto conto che in molti casi quelle stesse segnalazioni all'Enac riferivano che la compagnia Ryanair superava tali presunti "problemi di sicurezza" dietro pagamento di una penale a carico dei passeggeri in possesso di altri documenti di riconoscimento, lasciandoli in caso contrario a terra.
In merito alla decisione di Ryanair di cancellare propri voli da scali italiani a partire dal 23 gennaio prossimo, l'Enac sottolinea che tale scelta attiene esclusivamente alla politica commerciale del vettore, secondo le regole del libero mercato.
L'Enac ribadisce che comunque Ryanair è tenuta a rispettare le norme comunitarie previste dal Regolamento (CE) n. 261/2004 in tema di tutele dei diritti dei passeggeri.
Quindi l'ENAC dice che Ryanair vuole operare in Italia senza rispettare normative nazionali italiane: prenotazione con un documento d'identita' e imbarco con un altro documento d'identita' dovrebbero essere consentiti e non lo sono. E ora,
minacciando di interrompere i voli da scali italiani, Ryanair avrebbe fatto una semplice scelta commerciale.
Quindi Ryanair non sta tentando di forzare la mano ad ENAC e autorita' aeroportuali italiane. Per fortuna, ci sarebbe da preoccuparsi, se le nostre autorita' cedessero ai desideri delle aziende private, eh? Sarebbe una cosa mai vista, gia' gia' gia'.
;o)
Tags: aeroporti, documenti, ENAC, Italia, Ryanair
Segnaliamo che, come indicato sul Dal
sito Ryanair (link
Domande sui viaggi --> Documenti di viaggio), la patente non vale piu' come documento identificativo:
Dal 1° ottobre 2009 la patente di guida NON sarà più accettata come documento di viaggio valido sui voli Ryanair
Dal primo giorno in cui ho avuto la carta d'identita', nel 1983, quel documento non ha mai lasciato il mio portafoglio, e non mi sono mai pentito della decisione. Consiglio di fare altrettanto: non e' che pesi molto, una carta d'identita'.
La carta d'identita' e' utile anche per far conversazione, magari nei momenti di noia. Ecco per esempio una conversazione in pullman tra compagni di scuola di un istituto tecnico che aveva soli studenti maschi (conversazione avvenuta,
per coincidenza, nel 1983):
Tizio: Mi fai vedere la tua carta d'identita'?
Caio: Certo, eccola.
Sempronio (leggendo il documento): Dice "Altezza un metro e ottantaquattro, capelli biondi, occhi azzurri"... potremmo lasciare la tua carta d'identita' in vista, nel cortile del liceo femminile qui vicino, per vedere se qualche ragazza si fa viva per restituirtela.
Caio: Bella idea!
Tizio: Certo, dovremmo prima rimuovere la foto ...
Caio: 'stardo.
Tags: dialoghi, documenti, patente, Ryanair
Delta Airlines ha portato la tariffa per il trasporto degli animali come bagagli a mano (da sistemare sotto il sedile) da 75 dollari a
150 dollari; per molti voli interni negli Stati Uniti, ora, il biglietto del gatto costera' piu' di quello del suo
accompagnatore umano (non "padrone": quando mai s'e' visto un gatto avere un padrone?). Percio', se avete un gatto e viaggiate con Delta Airlines, meglio trattarlo come fosse una persona, e comprargli un biglietto normale, costa meno. Certo, non sara' facile dimostrarne l'identita', ma almeno ci sono buone possibilita' che
1) non si ubriachi a bordo;
2) non venga scambiato per un terrorista;
3) non si metta a parlare dei suoi problemi di lavoro e sentimentali quando volete dormire.
Battute a parte, far viaggiare il gatto con un biglietto "normale" potrebbe costare meno, fermo restando che non esiste al momento un passaporto internazionale per animali domestici, per quanto ne so (molto poco...).
Tags: animali, Delta, documenti, linee aeree
Il check-in online della Ryanair e' fonte di mal di testa per tanti viaggiatori, e
non solo europei, pare; nel forum di Viaggi.affari.to ci sono
varie discussioni in proposito. Alcuni dei passeggeri che non possono effettuare il check-in online con Ryanair hanno pero' diritto ad un rimborso, come specificato chiaramente sul
sito della linea aerea irlandese:
(...) Di seguito sono riportati i passeggeri che non sono abilitati per il check-in online:
* Passeggeri con bagaglio presentato al check-in
* Minori di età compresa tra 14 e 18 anni non accompagnati
* Passeggeri che viaggiano con bambini
* Passeggeri che viaggiano con attrezzature per la mobilità (inclusi passeggini per bambini)
* Passeggeri con mobilità ridotta, passeggeri non vedenti/ipovedenti compresi quelli che viaggiano con un accompagnatore vedente (*)
* Passeggeri non vedenti/ipovedenti che viaggiano con un cane guida (*)
* Passeggeri che richiedono assistenza speciale all'aeroporto (*)
* Passeggeri che viaggiano con passaporto in scadenza (meno di 30 giorni dalla data di partenza).
* Passeggeri che viaggiano con prenotazioni di gruppo (più di 9 passeggeri)
* Passeggeri che viaggiano con la stessa prenotazione di un passeggero non abilitato per il check-in online
Laddove un passeggero non sia in grado di avvalersi del check-in online per uno dei motivi sopra riportati contrassegnati dall'asterisco (*), le tariffe corrisposte per il check-in in aeroporto verranno rimborsate alla richiesta dei servizi speciali. Laddove un passeggero non sia in grado di avvalersi del check-in online solo perché non dispone di un passaporto valido né di una carta d'identità emessa dalle autorità di un paese UE/SEE, le spese per il check-in in aeroporto verranno rimborsate su richiesta.
La
versione in inglese delle FAQ Ryanair contiene le stesse spiegazioni (meglio controllare, non si sa mai...).
Probabilmente in tanti sapevano del diritto al rimborso per i passeggeri con limitazioni alla vista o che richiedono assistenza speciale. Forse non tutti sapevano, invece, che non avere un passaporto emesso da un Paese membro dell'Unione Europea da' diritto al rimborso delle spese del check-in. La richiesta di rimborso delle spese del check-in in aeroporto, per i cittadini con passaporto non dell'UE, va inoltrata a
Ryanair Refunds Dept
Ryanair Head Office
Dublin Airport
Co Dublin
Fax +353 1 8121230
La richiesta rimborso dev'essere in inglese, ovviamente (altrimenti dovrete aspettare che se ne occupi qualcuno che parla italiano), accompagnata da numero di conferma volo, dettagli del volo, data, rotta, nome del passeggero ... tutte le informazioni relative al vostro volo, insomma.
Tags: check in, documenti, passaporto, reclami e rimborsi, Ryanair
Una notizia che ha dell'incredibile: fino a venerdi' scorso, per viaggiare in aereo all'interno degli USA, non era obbligatorio presentare un documento d'identita'. Dura da credere, visto che in Italia la carta d'identita' siamo abituati a portarcela dietro anche per una passeggiata a piedi, ma negli USA era cosi': ai passeggeri era consentito rifiutare di presentare i propri documenti, purche' consentissero al cosiddetto
secondary screening, cioe' una perquisizione (niente di intrusivo...) e un controllo fisico del bagaglio a mano.
Come detto, questo era consentito dalle regole, finora. Da sabato 21 giugno 2008, non sara' piu' possibile, e i passeggeri privi di documenti d'identita' dovranno essere pronti a spiegare il motivo di tale mancanza, e disponibili a confermare la propria identita' in altri modi.
Le proteste contro il cambiamento di politica della Transportation Security Administration (TSA) viene visto da molti come una limitazione inaccettabile della liberta' individuale di muoversi all'interno degli Stati Uniti. E questa, in una Nazione in cui ci si aspetta che il Governo non ficchi il naso nell'armeria il cittadino medio ha in cantina, e' considerata una
seria intrusione nella privacy del cittadino.
Tags: documenti, privacy, Stati Uniti, TSA
E' in fase di introduzione da parte della TSA (Transportation Security Administration) una nuova procedura per sveltire il controllo dei passeggeri negli aeroporti statunitensi. Al momento, ci si mette in coda e si passa poi al controllo del bagaglio a mano, previa rimozione di scarpe e giacche ed estrazione dal bagaglio a mano del proprio computer portatile.
La nuova procedura della TSA e' basata sulla divisione dei passeggeri in base alla loro conoscenza delle procedure di controllo e in base percio' alla loro capacita' presunta di non causare ritardi durante tali controlli. La nuova procedura usa una codifica ispirata (ma non identica) a quella delle piste sciistiche:
- cerchio verde (principianti): persone che non sanno cosa fare per prepararsi al controllo, oppure famiglie con bambini, per passeggeri ai quali e' necessaria assistenza;
- quadrato blu (esperienza media): passeggeri che sanno piu' o meno come funziona la procedura di controllo, e che hanno piu' di un bagaglio a mano (il limite e' di un bagaglio a mano o simile piu' un contenitore di oggetti personali, per esempio una borsa con oggetti acquistati al duty free);
- rombo nero (esperti): passeggeri che conoscono perfettamente la procedura TSA, viaggiano leggeri e sanno esattamente cosa stanno trasportando.
La "pista nera" (rombo nero) e' evidentemente riservata ai passeggeri che, gia' prima del controllo, hanno messo nel bagaglio l'orologio da polso, il cellulare, la cintura (se ha parti metalliche), e sono pronti a rimuovere le scarpe e ad estrarre il computer portatile dal proprio bagaglio a mano in pochi secondi, e lo fanno prima che arrivi il loro turno in coda!
Il sistema e' gia' stato introdotto al Logan International Airport di Boston e, pur essendo un'idea valida per velocizzare i controlli, si affida pericolosamente alla capacita' di ciascun passeggero di valutare in modo preciso la propria competenza in fatto di controlli aeroportuali. C'e' da scommettere che molti tenderanno a sopravvalutare le proprie conoscenze, e si metteranno in coda presso il rombo nero senza preoccuparsi dei due cellulari nelle tasche del loro impermeabile indossato sopra una giacca con tasche piene di monetine... e magari indossando (le signore soprattutto) stivali aderentissimi e difficili da sfilare.
La situazione rischia quindi di diventare quella delle autostrade italiane: corsia di sorpasso (rombo nero) con coda, corsia intermedia con traffico normale, e corsia normale (per principianti) semivuota.
Tags: aeroporti, bagagli smarriti, documenti, Stati Uniti, TSA
Michael Chertoff, Segretario del DHS (
United States Department of Homeland Security), annuncera' il 3 giugno 2008 una serie di misure che renderanno piu' complesso l'ingresso negli Stati Uniti dei cittadini stranieri provenienti dalle 27 Nazioni che prendono parte al "Visa Waiver Program (
VWP), tra cui l'Italia.
Il visto continua a non essere necessario per entrare negli USA e di per soggiornarvi fino a 90 giorni, ma le nuove regole renderanno obbligatoria per ciascun viaggiatore la registrazione online presso un sito del governo USA, da eseguirsi almeno 72 ore prima della visita negli USA. Questo cambiamento dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2009.

Le informazioni che i passeggeri dovranno inserire nel sito sono quelle che vanno attualmente scritte a mano nel
modulo I-94, che il personale di bordo distribuisce ai passeggeri durante i voli diretti verso gli USA.
La sostituzione del modulo I-94 cartaceo con un modulo da compilarsi online e' un progresso, m'e' capitato varie volte di vedere connazionali in coda al controllo passaporti, all'ingresso negli USA, stupirsi per la richiesta di questo documento e dichiarare di non averlo ricevuto (e puo' succedere). D'altro canto, le 72 ore tra la compilazione del modulo e l'ingresso negli USA sembrano fatte apposta per scoraggiare chi viaggia verso gli Stati Uniti per lavoro: ci sono riunioni di lavoro negli USA, con colleghi in arrivo dall'Europa, che vengono organizzate con preavvisi inferiori alle 48 ore; si trovera' una via d'uscita per questi visitatori?
Tags: aeroporti, documenti, Stati Uniti, terrorismo
Immaginate di ritornare in Italia dopo un lungo viaggio di lavoro. Durante il viaggio siete stati in tre o quattro Stati differenti, magari arrivando e decollando lo stesso giorno. Siete stati cosi' fortunati da non aver avuto complicazioni nel passare il controllo dei documenti sia arrivando che lasciando le nazioni che avete visitato. Poi arrivate in Italia, e ... al controllo passaporti vi chiedono se avete un visto per lavorare in Italia. E siete un cittadino italiano!
Impossibile? Lo spero.
Quanto descritto sopra e' solo uno scenario ipotetico, per quanto riguarda l'Italia. Si tratta invece di qualcosa successo al rientro negli USA ad un cittadino statunitense, come descritto sul sito
Flying With Fish. Steven Eric Frischling ("Fish") stava rientrando all'aeroporto JFK di New York, in arrivo da Pechino con un volo Air China; offre passaporto e carta d'atterraggio all'impiegato dell' US Customs and Border Protection (CBP) che controlla i documenti d'ingresso, e dopo alcune domande di rito ("Ha viaggiato per lavoro?", "Che lavoro svolge?"), le domande hanno iniziato a prendere una strana piega.
Al cittadino statunitense, nato e vissuto negli USA, e' stato prima chiesto se avesse un lavoro negli Stati Uniti ("Si'" e' stata la risposta), poi se quello al JFK fosse uno scalo temporaneo, per prendere un altro volo, e la risposta e' stata che no, non si trattava di uno scalo ma della destinazione finale del viaggio.
La domanda successiva e' stata "Lei ha un visto che le consenta di lavorare negli USA?", e a questo punto lo stupito "Fish" ha spiegato che, come cittadino statunitense, nato a New York, intestatario di un passaporto USA, nessuno permesso o visto gli era necessario per lavorare negli USA. La stessa domanda veniva poi ripetuta diverse volte, e la risposta era sempre la stessa, fino all'arrivo di un supervisore che, visto il passaporto USA del passeggero, e visto che l'impiegata del Border Patrol persisteva nel ritenere necessario un visto d'ingresso negli USA anche per questo cittadino statunitens, non ha potuto fare altro che porgere un "Bentornato a casa" a Steven Eric Frischling, e chiudere temporaneamente la postazione in cui era avvenuta la conversazione sopra riportata, probabilmente per una ...
Tags: documenti, polizia, Stati Uniti
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Nei mesi passati, molti viaggiatori che hanno fatto richiesta per il passaporto non hanno ricevuto in tempo per il loro viaggo. Sono profondamente dispiaciuta. Accetto tutte le responsabilita' della situazione."
Come detto, questo non succede in Italia, dove i passaporti vengono rilasciati nel giro di pochi giorni, e dove i dipendenti pubblici e i loro superiori si prendono sempre le responsabilita' dei propri errori.
No, la frase sopra e' stata detta da Maura Harty, Assistente del Segretario di Stato, e responsabile per il rilascio dei passaporti dei cittadini americani, per scusarsi del ritardo nel rilascio di molti passaporti, dovuto alla crescita della domanda di passaporti, in seguito a nuove leggi USA che rendono necessario tale documento in casi ove prima non era richiesto.
E voi, avete mai perso un viaggio per colpa di un passaporto non rilasciato, o di un visto ottenuto in ritardo da un Consolato straniero?
Tags: ambasciate e consolati italiani, documenti, passaporto, pubbliche istituzioni, Stati Uniti
I concerti di P-Diddy e Snoop Doggy Dog che avrebbero dovuto tenersi in Gran Bretagna sono stati annullati, dopo che i due musicisti non hanno ottenuto il visto d'ingresso nel Regno Unito.
E i fan che hanno acquistato i biglietti con largo anticipo sono quelli che pagheranno piu' di tutti, visto che i concerti sono stati annullati, non posposti.
Tags: biglietti, documenti, Gran Bretagna, musica
Sono appena stato in centro Atlanta, nello stesso edificio federale che visitai la settimana scorsa per ottenere il mio Social Security Number. Intanto, una parola per l'impiegata allo sportello: la settimana scorsa scrissi che non sembrava molto sveglia e che era difficile comunicare con lei, stavolta ho notato la maglietta 'Deaf Cruises' che indossava: ho provato a parlare con movimenti piu' ampi della bocca, e a guardarla sempre negli occhi, e non ci sono stati equivoci. Ci sono stati anche diversi sorrisi apparentemente sinceri, e nessuna traccia di formali "God bless you" o "Have a nice day".
Dicevo di Atlanta: merita sicuramente una visita il suo acquario, che si vanta d'essere il piu' grande del mondo. Una collega che l'ha visitato la settimana scorsa dice d'aver apprezzato soprattutto le balene beluga. E m'ha suggerito di non visitare Savannah il giorno di San Patrizio (17 marzo), perche' gli studenti si ubriacano e mettono a ferro e fuoco la citta'. Le ho detto "Ma noi veramente contavamo di visitarla in pieno giorno", lei ha risposto che non fa differenza, ci sono sempre casini (e a volte morti) quel giorno. Wow.
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