A Firenze, le cuffie si chiamano "whisper". Non "headphones".

Perche' tanto l'inglese lo sappiamo tutti, no? NO?
30/10/2015 | Autore: ViaggiareLeggeri

Estate 2015, vicino ad un fast food davanti alla stazione di Firenze. Un centinaio di persone, turisti quasi tutti stranieri, guide turistiche italiane, per una serie di tour in pullman: Chiantishire, Siena, Pisa. Le guide cercano di raggruppare le comitive che dovranno accompagnare, e iniziano a dare istruzioni e a fornirci le cuffie per ascoltare la descrizione dei luoghi che visiteremo.

"Turisti quasi tutti straneri, guide turistiche italiane". E io?


Io ero la ragione del "quasi tutti stranieri": non credo ci fossero altri turisti italiani, queste gite erano state prenotate tramite siti Internet stranieri. Quindi tutti i turisti si aspettavano (e avevano pagato per) descrizioni e istruzioni in inglese, spagnolo, francese, etc. Non in italiano. E neppure con parole inventate, se possibile.

Ecco come usare i vostri whisper


La guida, una ragazza, spiega al suo gruppo di turisti:
To switch on your whisper, you need to click here, and turn the little wheel to change the volume of the whisper.

Come, scusa, prego? Che c'entrano i sussurri?

I turisti intorno a noi si guardano a vicenda, confusi. "What the heck is she on about?".
Mia moglie guarda me. Io le dico "Beh, magari parla bene il francese, la guida". Mi guarda torva. "Anyway, she's quite a pretty girl, this guide!", le dico. Mi strizza l'avambraccio finche' la mia faccia somiglia a quella dell'Urlo di Munch.

Che dolore. Quasi come quando la guida ha chiamato "sussurro" le cuffie. Spiego l'equivoco alle due coppie dell'Oregon che sono in piedi vicino a noi. "What a start!", dice uno dei mariti.

Cuffie. Auricolari. Cuffiette. Headphones.


In italiano le chiamiamo cuffie, cuffiette, auricolari, a seconda di forma, posizionamento e dimensioni.

In inglese te la cavi con una parola sola, per tradurre cuffie/cuffiette/auricolari, e quella parola non e' "whisper". La parola e' headphones. Non e' difficile da scoprire, non serve neppure un dizionario. Basta che quando vedi delle cuffie/cuffiette/auricolari in un negozio, fai lo sforzo di girare la scatola, guardi se c'e' la descrizione del prodotto in inglese, e USI L'INGLESE CHE CONOSCI PER CERCARE DI CAPIRE QUALE PAROLA TRADUCE "CUFFIE". Non e' difficile, e a meno che tu faccia la guida turistica solo per passare il tempo, perche' tanto sei ricco/a di famiglia, e' un tuo dovere: verso i tuoi clienti e verso te stesso/a, perche' altrimenti prima o poi troverai il cliente che ti sp*ttana di fronte a tutti gli altri turisti. E allora rischierai il posto.

Io, che non ho passato tutto il giorno con la guida del "whisper", ho segnalato l'errore ad una sua collega, che gia' se n'era accorta.

E alla fine, George Michael piange


Estate 1984. Alla radio, Luca Carboni con "Ci stiamo sbagliando". Poi viene trasmessa "Careless Whisper", di George Michael. Mentre io ascolto la canzone, lui - George Michael - e' a casa sua sul divano, in lacrime, perche' sa che trent'anni dopo, ascoltando la sua canzone, una guida turistica fiorentina dira' "Ma dai, 'Cuffiette imprudenti'? Ma davvero ascoltavate roba cosi' negli anni Ottanta?.

Sipario.



Argomenti: castronerie, lingue
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