Selezione del personale in un'azienda inglese

Spoiler alert: ė una procedura rapida
17/12/2017 | Autore: Claudio @ VL

Mercoledì pomeriggio ricevo la telefonata di un'agenzia di lavoro con sede a Londra. Mi dicono che un'azienda nella zona delle colline Chilterns, a una ventina di chilometri da dove abito io, sta cercando un programmatore PHP con esperienza di questa e quell'altra tecnologia; contratto permanente, stipendio soddisfacente, inizio urgente. Mi chiedono se sono disponibile per un colloquio per il giorno dopo. Accetto e mi faccio dare l'indirizzo.

Giovedì mattina: due ore prima del colloquio mi chiama l'agenzia e mi dice che una delle persone che devo incontrare è malata e quindi dobbiamo rimandare. Appena in tempo, contavo di partire tra mezz'ora, giusto per arrivare con un certo anticipo. Mi chiedono se va bene il giorno dopo alla stessa ora, le undici di mattina. Accetto.

Venerdì mattina, ore 11:00. Arrivo a destinazione, citofono, mi aprono. Iniziamo il colloquio ("interview" in inglese). La conversazione è scorrevole, il mio interlocutore è il fondatore e amministratore delegato dell'azienda. È paziente e curioso, non dà segni di impazienza neppure quando parlo degli anni trascorsi all'estero, dei miei inizi informatici col Vic 20 (lui era fedele ai prodotti Sinclair), e finiamo a parlare di Raspberry Pi (io ne ho tre, lui due). Entriamo solo fino a un certo punto nei dettagli tecnici del lavoro, sembra fidarsi della mia competenza. Mi dice che comunque vorrebbe che io parlassi anche con Jack, il loro programmatore che risiede in Belgio.

Arrivo a casa, dopo mezz'ora ricevo la telefonata del tizio dell'agenzia. Mi chiede com'è andato il colloquio, gli dico che mi è sembrato sia andato bene, ma che già in passato mi è capitato di aver frainteso completamente gli esiti di un colloquio, quindi non mi sbilancerei. Lui mi dice che ho "letto" bene la situazione, perché ha già parlato con il cliente, chiedono se nel pomeriggio sono disponibile per quella telefonata con Jack. Va bene.

Nel pomeriggio, senza preavviso particolare, arriva una telefonata; vedo il prefisso belga, capisco chi è. Parlo con Jack per una mezz'ora di argomenti tecnici: quale framework PHP stanno usando, quale controllo di versione, che tipo di server cose così. Jack è professionale e molto pacato, non lascia trasparire niente. Concludiamo la telefonata. Alle 18:30 mi chiama di nuovo l'agenzia, si scusano per la chiamata così "a tarda ora"; mi dicono che il loro cliente (il CEO con cui ho fatto il colloquio mattutino) è soddisfatto. Chiedono se sono pronto ad iniziare lunedì mattina, dico che veramente avrei in programma varie cose per quel giorno, quindi ci mettiamo d'accordo per martedì. Mi mandano via email il contatto e il Non-Disclosure Agreement, mi chiedono di portarli firmati martedì.

Ricapitoliamo: mercoledì mattina non avevo un lavoro e non avevo mai sentito parlare di questa azienda; mercoledì pomeriggio mi contattano; venerdì mattina faccio il colloquio; venerdì pomeriggio mi fanno un'offerta, inizio a lavorare il martedì (ma avrei persino potuto iniziare lunedì).

Meno di una settimana per il processo decisionale dell'azienda. Come le ditte italiane, eh?


Argomenti: lavorare all'estero, lavoro, vivere in Inghilterra, vivere all'estero
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