Weekend nel Kent: a Gravesend per tramonto e cena

Cena coreana, negozi est-europei, atmosfera cosi' cosi'
07/07/2021 | Autore: Claudio @ VL | 0 commenti

Cos'abbiamo fatto durante un recente weekend nel Kent? Sicuramente NON abbiamo pensato all’eventualità di una finale degli Europei di calcio tra Italia e Inghilterra. L'unica cosa a cui pensavamo e' "riusciremo a trovare un posto in cui mangiare"?

Dopo il pomeriggio a Rochester passiamo in albergo a Chatham, facciamo il check-in e ci riposiamo per un paio d'ore, durante le quali proviamo a contattare alcuni ristoranti nei dintorni, ma senza successo: alcuni non hanno tavoli disponibili, altri non rispondono neppure al telefono. Decidiamo quindi di andare all’avventura - senza aver prenotazione in nessun ristorante - verso Gravesend, città di circa 75.000 abitanti situata sull’estuario del Tamigi, a una quarantina di chilometri dal centro di Londra.

Arriviamo giusto in tempo per il tramonto dietro al Gravesend Town Pier.
Tramonto sul fiume



Il Gravesend Town Pier e' (sembra, pare) il più vecchio molo in ghisa del mondo tuttora in uso. Venne costruito nel 1834. Ci sono un bar e un ristorante, e il molo viene utilizzato per il traghetto Gravesend - Tilbury. Ovviamente siamo arrivati troppo tardi per visitare questo molo, ci rifaremo altrove nei prossimi giorni, spero.

Mentre percorriamo il lungomare in cerca del punto migliore per vedere il disco solare che scende poeticamente nel mare, incontriamo un appassionato di droni (un dronista? Dronato? Dronatore?), che sta per farne decollare uno di dimensioni ragguardevoli, quattro rotori, un metro e mezzo di "larghezza" (distanza tra un rotore e quello opposto), due fotocamere a bordo.

Gli chiedo se non sia vietato farlo volare in quest'area, visto che siamo a poche centinaia di metri dalla sede dell'autorità portuale di Gravesend, e ci sono navi ormeggiate tutto intorno a noi. Risponde sogghignando, con un numero di denti sorprendentemente (*) limitato, che lui i suoi droni li fa volare soltanto fino a 395 metri di quota e al massimo a 45 metri dalle navi: si tiene a 5 metri da ciascun limite, spiega. Lo salutiamo e continuiamo la nostra passeggiata.

(*): "sorprendentemente" per modo di dire, visto che quello dei denti poco curati e' un noto stereotipo sugli inglesi.


A sinistra il Gravesend Town Pier, a destra la nave più vicina al dronista (secondo me erano 20 metri, non 45)
La nave più vicina al dronista

Un'altra vista panoramica dell'estuario del Tamigi (clicca sull'immagine per vederla in tutta la sua larghezza).
L'estuario del Tamigi

Il disco solare che scende poeticamente nel mare tra traghetti, rimorchiatori e turbine eoliche. Di fianco a noi altre due famiglie, una di turisti (credo polacchi), l'altra di residenti inglesi.
Il tramonto

Continuiamo la nostra camminata, ma ci allontaniamo dal fiume: e' ora di trovare un ristorante. Scopriamo che sia la pizzeria italiana che il ristorante di pesce che ci erano stati consigliati in albergo - e che abbiamo provato a contattare telefonicamente - sono chiusi fino a data indefinita a causa del lockdown anti-COVID.

Il costo della vita in una città (non solo in Inghilterra) si può desumere dal tipo di supermercati che vi si trovano, e la Royal Society for Public Health indica che le città con la via principale piena di fast food, "negozi" di scommesse (bookmakers in inglese), prestasoldi a breve termine e saloni di bellezza presentano di solito un'aspettativa di vita (e qualità della stessa) inferiore rispetto a città dove questo tipo di attivita' commerciali sono meno diffuse. Beh, ce ne sono tanti, di questi negozi, a Gravesend, tanto che quando troviamo dei negozi di alimentari specializzati in prodotti dell'Europa orientale (e probabilmente di proprieta' di immigrati, di successo o meno) sembra quasi di trovarsi in parti migliori della citta'. Ci sono anche meno avvinazzati in giro, in quest'area.

Specialita' baltiche, ma anche asiaticheSpecialita' baltiche, ma anche asiatiche

Specialita' polacche e romeneSpecialita' polacche e romene

Scherzavo: ci sono avvinazzati - non tanti ma ci sono - in tutte le aree di Gravesend che abbiamo visto, C'e' anche un buon numero (tre) di negozi di (aero)modellismo, a poche decine di metri l'uno dall'altro. Pensavo che l'avvento degli smartphone avesse estinto questo hobby, mi fa piacere vedere che mi sbagliavo.
Un negozio di modellismo

Alla fine le possibilita' di scelta per cenare sono molto limitate: un paio di fast food, una gastronomia polacca malandata, un piccolo ristorante sudcoreano. Alla fine scegliamo quello, il Golmok Korean Restaurant: ci siamo mia moglie ed io, la titolare/cuoca coreana, il cameriere/cassiere senegalese, nessun altro, questo aiuta a mantenere le distanze raccomandate dal governo (due metri, che nei cartelli diventano spesso sei piedi, che in realta' sono solo 183 centimetri). Ordiniamo della carne una specie di fajita su tegame rovente, poi un tofu piccante e una birra analcolica (multa e sequestro dell'auto non fanno parte dei miei programmi per stasera), per una spesa di circa 30 sterline. Cena buona e saziante, ma non memorabile.

Carne alla coreana

Raggiungiamo l'auto e torniamo verso l'hotel a Chatham, per fortuna senza trovare traffico. Domani visiteremo l'isola di Sheppey.



Argomenti: Gran Bretagna, racconti, Mangiare e bere in Gran Bretagna
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