L'aeroporto di Caselle / Torino ha dei problemi

Gran disorganizzazione nella gestione delle code, soprattutto
04/01/2023 | Autore: Claudio_VL | 0 commenti

Oggi, dovendo volare verso Londra/Gatwick, sono andato in aeroporto a Caselle, e ho fatto collezione di momenti irritanti. Dovevamo consegnare dei bagagli da mettere in stiva, e l'apertura del check-in era prevista per le 10,30, e...

1) Il check-in e' iniziato ben piu' tardi di quanto indicato;

2) Il concetto stesso di "aprire il check-in" o "iniziare il check-in" fa acqua da tutte le parti. Negli ultimi due mesi sono passato dagli aeroporti di Heathrow, Gatwick, Bangkok e Taipei/Taoyuan, e in ognuno di questi aeroporti il check-in e' sempre aperto: arrivi in aeroporto, vedi lo sportello della linea aerea con la quale hai prenotato il tuo volo, fai il check-in. Non c'e' un orario d'inizio.

3) Le code agli sportelli del check-in: in tutti gli aeroporti citati sopra si fa una singola coda "a serpentina", con barriere a nastro che indicano il percorso. In questo modo a) non ci sono persone che "scavalcano" la coda, visto che il percorso consente a non piu' di due passeggeri di camminare affiancati; b) si utilizza al meglio lo spazio a disposizione di fronte allo sportello; c) si impediscono "interferenze" tra le code di sportelli vicini (come e' successo oggi con gli sportelli 5 e 6). Con una singola coda che manda passeggeri verso due o piu' sportelli, un'eventuale problema con un passeggero (come successo oggi), con la stampante delle etichette (come successo un anno fa) o con il terminale del check-in (come successo due anni fa) non immobilizza la fila di passeggeri.

4) Come accennato, oggi al check-in ci sono state persone - italiane, quindi senza complicazioni linguistiche - che con un solo bagaglio hanno impiegato - con lunghe conversazioni con gli addetti al check-in - 20 minuti per completare le le proprie attivita'. Quale livello di complicazione puo' richiedere cosi' tanto tempo? Teniamo presente che British Airways non multa di solito - e non ha multato oggi - i passeggeri con bagagli di dimensioni eccessive, per cui quella non e' la causa della lentezza delle operazioni.

5) Non e' stato rispettato il diritto alla priorità. Non è questione di censo o di status sociale: i biglietti con priorita' possono essere acquistati da chiunque, anche un disoccupato o da uno studente. Negli aeroporti normali (tipo quelli menzionati prima), esistono code separate per i passeggeri con priorita', oppure vengono invitati a fare il check-in per primi. A Caselle tutti insieme, con conseguenti discussioni nelle code.

6) ... e poi ci siamo noi italiani: a tanti nostri connazionali le code lineari, quelle con una persona dietro ad un'altra, stanno antipatiche. Quando le code agli sportelli 5 e 6 avevano gia' raggiunto i 15 metri, una simpatica coppia di amiche con vistosi ed eleganti cappelli hanno deciso che stare in fondo non era una buona idea, e hanno cercato di portarsi in testa alla fila. Sono state rimandate indietro, e si sono pure irritate, ma quante altre persone - abbigliate magari in maniera meno vistosa, o forse capaci di muoversi con passi felpati - sono riuscite a scavalcare qualcuno in coda? Un percorso transennato (vedi punto 3) eviterebbe questo problema.

7) Una volta superato il check-in - un'ora, nonostante il biglietto priority - siamo arriva tial controllo dei bagagli e dei passeggeri. Le scarpe che indossavo oggi, e che uso da almeno sette anni nei miei viaggi invernali, hanno fatto scattare l'allarme, per cui ho dovuto rimuoverle e metterle sul nastro trasportatore. In molti aeroporti, in queste circostanze vengono forniti ai passeggeri delle calzature usa-e-getta. Non a Caselle. Ma mi preoccupa di piu' che i falsi positivi vengano accettati senza problemi, come se "bippare" tutti i passeggeri fosse un indicatore di grande attenzione alla sicurezza. Non lo e': quasi tutti i passeggeri che ho visto hanno dovuto togliersi le scarpe come ho fatto io. Strumenti calibrati male, forse?

8) Superati questi ostacoli, l'ora dell'imbarco per il nostro volo delle 12,30 si era avvicinata parecchio (e dire che siamo arrivati in aeroporto alle 9,15). Attendiamo l'ascensore che porta al piano di sopra, per andare nella Lounge Piemonte; l'ascensore è talmente lento che, arrivato a 50 cm dal livello del pianterreno dell'area partenze, impiega ancora un paio di minuti per concludere la sua corsa. Rinunciamo, facciamo le scale.

È spiacevole dover ammettere che il primo momento positivo della giornata si è verificato solo dopo l'imbarco sul velivolo, quando ho chiesto al personale British Airways una seconda porzione di tiramisù, e me ne hanno portate due.

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Argomenti: aeroporti, Torino
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