Da Bodø alle isole Lofoten

La Norvegia vista dall'alto; Svolvær e l'isola dell'agnello; pallet e battelli in legno; montagne ovunque; un caffè piuttosto italiano; mangiare balene; un soppalco caldo. #youhadtobethere

05/11/2023 | Di Claudio_VL | Commenti: 0

Oggi si va alle isole Lofoten, finalmente! Colazione in hotel a Bodø, lasciamo nel deposito bagagli dell'hotel una borsa con chili di salsa di caviale acquistata ieri. Andiamo in aeroporto in taxi, molto più rapido e con costi equivalenti rispetto all'autobus, visto che siamo in quattro. Come quasi sempre da queste parti il taxi è una Tesla, e alla mia non più verde età è il primo incontro con questa vettura (e tutti fatichiamo ad aprire le portiere). Sorpresa: è un'auto normale.

Da Bodø alle isole Lofoten



All'aeroporto di Bodø consegniamo i bagagli alla linea aerea Wideroe: i nostri trolley dovranno andare in stiva, visto che viaggeremo su un aereo piuttosto piccolo.

Il volo va da Bodø a Svolvær. La mappa indica solo il tragitto via terra e tramite traghetto, ma permette perlomeno di vedere origine e destinazione del volo.


In volo, i panorami sono splendidi.

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Volo di 20 minuti, aereo con dieci file da due posti ciascuno, mezzo vuoto.

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Qualche turista americana, il resto norvegesi, alcuni in divisa militare: andranno a casa in licenza o andranno alle Lofoten per motivi di servizio? Non indago.

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Atterriamo nel minuscolo aeroporto di Svolvær.

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L'unico, breve nastro trasportatore per i bagagli in aeroporto.

Chiamiamo un taxi, spendiamo 247 corone (20 euro) per raggiungere la città (Svolvær) e lo Anker Brygge, il nostro hotel, che si trova su una minuscola isola collegata al centro città da un ponte. Svolvær ha 4.720 abitanti e si trova a nord del Circolo Polare Artico. Non stiamo gelando dal freddo, pero'.

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Il ponte che porta all'isola su cui si trova il nostro albergo (e anche lo Scandic; stranamente non c’è nessun Radisson Blu a Svolvær).

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L'edificio dell'hotel Anker Brygge in cui si trovano la reception e la sala per la colazione. Il ristorante si trova al capo opposto dell'isola (ci vogliono circa 90 secondi per arrivarci, senza fretta).

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A sinistra, le casette per gli ospiti dell'Anker Brygge. A destra, l'edificio tradizionale che ospita la sauna. Siamo al centro dell'isoletta chiamata Lamholmen (isola dell'agnello). Una delle poche parole che conosco in norvegese è quella per "isola", ed è "øy", quindi deduco che "holmen" significhi "isolotto": Lamholmen misura circa 250 x 80 metri.

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La nostra casetta per le prossime due notti "artiche"!

L'Anker Brygge non è il solito albergo: abbiamo a disposizione una casetta in legno tutta per noi, con un letto a castello per mia cognata e suo figlio, al pianterreno, e un letto matrimoniale in un soppalco molto alto, per me e mia moglie.

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L'altezza del soppalco renderà poi difficile, durante la notte, scendere silenziosamente (la scala è vicino al letto a castello) per andare in bagno.


Fuori dalla finestra il panorama non è per niente male.

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Una vista dell'isola Lamholmen con la bella struttura dell'hotel Scandic (in cui non sono mai stato e che non mi paga per dire queste cose). A sinistra si intravede la reception dell'Anker Brygge. Dietro, le montagne.





Creatività nordica all'opera: una panchina/poltrona costruita coi pallet, tipico caso di upcycling.
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L'appetito si fa sentire: andiamo in centro città, giriamo per decidere dove mangiare. Capita anche a voi di girare a lungo alla ricerca di un ristorante / caffè / bar / trattoria perché 1) non avete chiaro in mente se volete mangiare dolce o salato, e quanto volete mangiare, e 2) non volete imporre al resto della comitiva la vostra decisione? Aggiungete la barriera linguistica (due di noi parlano poco l'inglese), e la scelta del locale diventa ancora più complicata. Attraversiamo il piccolo centro Sentrumsgården e vediamo il Brent Kaffebrenneri: ci convince, anche per via dei divanetti e delle poltrone, che paiono caldi ed accoglienti. Mentre siamo in coda per ordinare, noto che la ragazza dietro al banco, sorridente ed entusiasta, ha la cadenza italiana, e infatti scopro poi che è la proprietaria ed è lombarda.

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Il mio pranzo: ricotta, barbabietola, marmellata di pere e zucca, granola e miele, con buona parte degli ingredienti "fatti in casa".

Ristorati e sereni (nel centro commerciale c’è un bagno, per fortuna), continuiamo la passeggiata a Svolvær.

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Lungo il porto tante reti da pesca. Dietro, le vetrine delle ditte che organizzano escursioni in barca per vedere fiordi e aquile di mare (cosa che faremo tra due giorni, prima di tornare sulla terraferma).

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Nella baia tanti kayak. Non so se sia per il fatto che siamo in vacanza, ma anche vedere tante case tutte uguali, cosa che normalmente non apprezzerei, qui diventa molto pittoresco; magari sarà per via delle montagne sullo sfondo.

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Un altro turista. Ce ne sono pochi in questa zona, tra il porto e l'area dei negozi per residenti (supermercati, ferramenta, etc.)

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Un altro bell'albergo. La facciata in legno curvo mi fa pensare a qualche hotel visto nelle Valli di Lanzo, molto lontano da qui

Andiamo a cena nel ristorante dell'Anker Brygge. Facendo violenza ai miei principi, ordino un carpaccio di balena (vedi foto) come antipasto. È eccellente.

Carpaccio di balena. Nove Nazioni praticano ancora la caccia alla balena: Canada, Islanda, Giappone, Norvegia, Russia, Corea del Sud, Stati Uniti, isole Faroe e Groenlandia (questi ultimi due sono territori dipendenti dalla corona danese).

Dopo cena, caccia all'aurora boreale, ma... di quello parleremo domani. Al ritorno dalla "caccia" all'aurora boreale, scopriamo che la nostra casetta all'Anker Brygge è sempre piuttosto calda, con l'eccezione del soppalco in cui si trova il letto in cui dormo: quell'area è MOLTO calda, tanto che finisco col dormire senza coperta e senza maglietta.

Quasi dimenticavo il riassunto delle puntate precedenti


Non mi capita spesso di fare viaggi itineranti come questo, ne riassumo le tappe: la settimana scorsa, venerdì sera, siamo andati da Londra a Bergen, sabato abbiamo preso il treno per Oslo (con gita, in zona-fiordi, a Flåm); domenica siamo stati ad Oslo, abbiamo rimediato alla cancellazione del nostro treno notturno, e lunedì siamo andati da Oslo a Trondheim in treno e pullman; martedì abbiamo percorso gli ultimi 700km in treno per andare da Trondheim a Bodø; il giorno dopo abbiamo visitato i dintorni di Bodø e abbiamo visto un bel tramonto e poi l'aurora boreale. Tutti i racconti e le foto di questo viaggio sono disponibili presso Viaggio in Norvegia in treno.



Argomenti: Norvegia, racconti, Viaggio in Norvegia in treno

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