Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: viaggiare leggeri 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento viaggiare leggeri

Un trolley leggero e (quasi) universale:1,38kg x 48x31x19,5cm

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/01/2012 alle 07:31 | 0 commenti  | Permalink
Pesa 1,38kg, misura 48 x 31 x 19,5cm, e costa 40 sterline. E sollevandolo, sembra ancora piu' leggero. E' un trolley della Sub Zero, una ditta britannica.

Un trolley leggero, piccolo e non troppo costoso


Visto all'aeroporto di Heathrow. Se non fosse per quei 31,5 centimetri, rientrerebbe nelle dimensioni del trolley ideale, 50 centimetri per 35 centimetri per 20 centimetri. La parte frontale - quella con l'adesivo "World's lightest" mi pare poco solida, e non so se mi sentirei di trasportare laptop e attrezzatura fotografica in questo trolley, ma per un viaggiatore non fanatico di fotografia e informatica non dovrebbero esserci problemi.


Tags: bagaglio a mano, dimensioni bagagli, foto, trolley e valigie, viaggiare leggeri

Notizie in pillole - 26/11/2011

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/11/2011 alle 10:52 | 0 commenti  | Permalink
Dai nostri tweet della notte scorsa:

- Andate in Gran Bretagna la settimana prossima? Occhio allo sciopero della UK Border Agency il 30/11/2011, si prevedono voli cancellati e ritardi (fonte).

- Thomas Cook, uno dei maggiori tour operator britannici, e' a corto di contanti e chiede ulteriori prestiti (l'aveva gia' fatto mesi fa). Cosa fare se avete acquistato un loro pacchetto vacanze: fonte.

- Qantas e i rischi dei social network: cercate #qantasluxury su Twitter, poi leggete http://www.economist.com/blogs/gulliver/2011/11/qantas.

- Meno scelta per chi vuole viaggiare leggero con un computer, se Samsung abbandona il mercato dei netbook, come pare voler fare (fonte).

- Il Guardian suggerisce a bassa voce di eliminare il controllo passaporti negli aeroporti britannici per i voli in arrivo dall'estero: i controlli vengono comunque fatti all'aeroporto di partenza (fonte).

- Ruota panoramica da Guinness dei primati a Mosca, e senza raggi. Piu' grande del Singapore Flyer, la piu' grande ruota panoramica del mondo. Attirera' turisti? (fonte).

- TV inglese: Airline, Airport, Dog Squad, e un'altra mezza dozzina di programmi aiutano a capire come funzionano linee aeree, aeroporti (e controlli) e in generale tanti aspetti dei viaggi. Sarebbero utili anche da noi, programmi del genere.

- Notizia di qualche tempo fa ma comunque curiosa: povero McDonald's, come fa, sbaglia: rimuove l'immagine di un maiale da un gadget, per non offendere clienti musulmani, e cosi' finisce con fare infuriare i clienti cinesi: (fonte).

- Novita' in casa Nikon. Meglio comprare la Nikon 1 e viaggiare leggeri, oppure e' meglio avere con se' in viaggio la Nikon D800, anche se questo significa appesantire il proprio bagaglio? Il portafoglio sara' piu' leggero in ogni caso.

- E parlando di fotografia e fotografi: Sushicam viaggia (+) leggero, alleggerisce attrezzatura fotografica, ma viaggiare leggero e risparmiare spesso sono incompatibili (fonte).

- Per gli amanti di Star Trek (ce ne sono anche qui) e della navigazione, ecco l'evoluzione dell'USS Enterprise dal 1775 ad oggi: (fonte).

Tags: notizie in pillole, viaggiare leggeri

Viaggiare leggeri: rinunciare alla reflex per lo smartphone?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31/10/2011 alle 07:16 | 1 commenti  | Permalink



Ha ancora senso portare in viaggio una reflex, o e' sufficiente il cellulare, per scattare foto in vacanza? Da quando ricevetti in regalo la mia prima reflex nel 1979, l'idea di andare in viaggio senza macchina fotografica non mi e' mai passata per l'anticamera del cervello. Pero'...

Durante il recente viaggio a Cipro avevo con me, come sempre in viaggio, una reflex digitale (Nikon D300), alcuni obiettivi (18-105mm, 10-20mm, 55-200mm), un flash (SB-600), e alcuni accessori. Ogni volta che mi sono trovato davanti ad un monumento o ad un bel panorama, ho scattato foto sia con la reflex che col mio smartphone, un HTC Legend. Le foto scattate col telefono sono state eseguite col programma Vignette e poi ridimensionate per la pubblicazione con PicSay. In vari casi, tra lo scatto e la pubblicazione online sono passati pochi minuti. Ogni foto scattata con la reflex, invece, ha richiesto maggiore lavoro di preparazione prima e dopo lo scatto.

In pratica, per i post con foto pubblicati in questo diario durante il viaggio, lo smartphone e' piu' che sufficiente. E mi chiedo quanti viaggiatori potrebbero lasciare a casa quei due-tre chili di attrezzatura fotografica che si ostinano a portarsi dietro... soprattutto considerato che le foto delle vacanze verranno al massimo caricate su una pagina di Feisbuc, e che quindi una risoluzione elevata non e' necessaria.

Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, telefonia, viaggiare leggeri

Parallelepipedi bianchi ciprioti fotografati col cellulare

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/10/2011 alle 08:15 | 1 commenti  | Permalink
Parallelepipedi bianchi ciprioti fotografati col cellulare
Vale la pena di portarsi in vacanza due o tre chili di reflex con obiettivi e accessori (piu' magari un laptop o netbook per scaricarle ed elaborarle)? Basta una bridge o una compatta? Oppure anche questi tipi di macchine fotografiche hanno fatto il loro tempo, e il telefono cellulare - piu' precisamente lo smartphone le puo' rimpiazzare?

Foto scattata con un HTC Legend, con cui sto scrivendo tutti i post da Cipro, e col quale ho scattato tutte le foto etichettate come cartoline. La foto originale "pesava" 5MB e conteneva molti dettagli, l'ho ridotta a 70KB con Picsay per velocizzarne il caricamento sul sito. Ho scelto apposta la foto di un luogo insignificante - il retro dell'albergo in cui mi trovo, a Cipro - per dimostrare che non serve la piu' recente Canikon da 36 megapixel per fare foto decenti. Soprattutto se verranno viste sullo schermo di un computer. E soprattutto se al costo della reflex si aggiunge quello del fisioterapista che curera' la vostra schiena, o del portatore nepalese che si fara' carico del vostro zaino fotografico anche durante le escursioni lungo il Lambro.

Tags: cartoline, fotografia, telefonia, viaggiare leggeri

Riparazioni fai da te: scova il MacGyver che hai dentro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/09/2011 alle 06:09 | 0 commenti  | Permalink
Se viaggiate leggeri, riducendo all'osso il vostro bagaglio, prima o poi finirete col trovarvi privi di qualcosa che vi serve per continuare il viaggio. Garantito. Tant'e' che mia moglie dice che il mio modo di viaggiare leggeri "it's often TD, not TL". TL sta per travelling light, TD e' invece travelling dumb.

Per viaggiare leggeri e non fare la figura del deficiente e' percio' necessario un minimo di creativita' e spirito di adattamento: se manca un'attrezzo, lo si inventa sul momento. Se si rompe qualcosa, lo si ripara con quel che c'e' a disposizione. E se si sta morendo di fame o di sete ci si adatta.

Due settimane fa, durante un'escursione nel Lake District, mi si apri' la suola di uno scarpone. Con i miei due compagni di ascesa prendemmo in considerazione le varie possibilita' a mia disposizione:
1) Utilizzare un cerotto a nastro per tenere uniti scarpone e suola;
2) Chiedere colla o nastro adesivo ad altri escursionisti di passaggio;
3) Creare un collante utilizzando alcuni alimenti che avevamo con noi (che non avevano un bell'aspetto);
4) Far passare una corda intorno allo scarpone.

Provata la seconda soluzione, scartata la terza perche' il cibo era contato per due giorni di escursione, eravamo pronti ad applicare il nastro adesivo quando da uno degli zaini salto' fuori la corda che tiene chiusa la sacca della tenda da campeggio. Provata, utilizzata, tutto bene: la discesa con lo scarpone cosi' riparato non diede problemi, utilizzando la scontata precauzione di non esercitare troppa pressione con la punta del piede, dove si trovava la legatura d'emergenza. Ok, poi si ruppe completamente l'altro scarpone, ma questa e' un'altra storia.

Un altro aneddoto ci arriva da un lettore appena ritornato da un viaggio in Irlanda:
...cinque giorni fa, al ritorno da camminata attorno a Rosses Point, vicino a Sligo, giornata ventosa e piovosa, quasi sera, trovo la "porta" (secondo telo) della tenda sventagliante, cerniera rotta, già uno dei cursori del telo interno si era rotto pochi giorni prima senza alcuna sollecitazione. Chiaramente un difetto della tenda Quechua. Allora armato di ago e filo, con il vento che impazza, (fortunatamente aveva smesso per un attimo di piovere) faccio cinque cuciture fitte a distanza di circa 20 cm l'una dall'altra (come dei punti di saldatura) lasciando solo una "feritoia" di 50cm per infilarmi dentro la tenda e per uscirvi. L'estremita' inferiore della porta dopo aver aggiunto un cordino poteva essere assecondata al terreno tramite un picchetto.

Funzionamento della soluzione perfetto.

Un altro lettore, parlando di un epico viaggio in bici in Francia ci ricorda che il nastro adesivo e' sempre utile:
Foratura in salita, in una domenica d'agosto in una zona della Francia in cui non c'e' anima viva. La camera d'aria esce dal copertone che s'e' rotto. Cuciamo alla buona lo stesso e avvolgiamo il tutto con nastro adesivo telato (quello per fissare medicazioni) ad Olivetta San Michele. Riusciamo a scendere sino a Sospel (o era l'Escarene?)

A volte e' necessario trovare il MacGyver che e' in noi prima ancora di partire: lo stesso lettore del viaggio in Irlanda viaggia sempre con il solo bagaglio a mano, e per poter trasportare la sua tenda nel trolley (con Ryanair!) ha sostituito pali e picchetti della sua piccola tenda canadese con elementi plastici autocostruiti.

La nostra abilita' di bricoleur deriva dalle nostre letture: anni fa mi ritrovai col "collare" del manubrio della mia Moto Morini che si muoveva intorno al manubrio. Creai uno spessore utilizzando l'alluminio di una lattina di birra, seguendo il consiglio di Robert Pirsig, autore di "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta". Un libro utile anche per consigli pratici, quindi...

Ecco infine un paio di suggerimenti banali per quanto riguarda l'acqua:

- Lavare la frutta appena acquistata dentro al proprio sacchetto di plastica, facendoci entrare un po' d'acqua e agitando il tutto. L'azione va ripetuta un paio di volte.
- Durante la doccia in campeggio, risparmiate tempo (e acqua, casomai la doccia sia temporizzata o l'acqua dei lavabi sia a pagamento), e fate il bucato mentre fate la doccia.

Tags: emergenze, fai da te, viaggiare leggeri

E questo e' viaggiare leggeri?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/08/2011 alle 09:49 | 0 commenti  | Permalink
E questo e' viaggiare leggeri?
Due persone, una settimana nel Lake District, e questo e' il bagaglio
che caricheremo in auto. Piu' la tenda da campeggio, che e' gia' in auto.

Quasi quasi cambio nome al sito. ViaggiarePesanti.com .


Tags: bagagli in eccesso, cartoline, Lake District, viaggiare leggeri

Meglio non sovraccaricare la bici

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/08/2011 alle 23:50 | 0 commenti  | Permalink
Un ciclista sugli Appalachi
A volte ci si dimentica che la bici e' uno dei mezzi piu' leggeri a disposizione di chi viaggia. Questo turista sulle Great Smoky Mountains del Tennessee, per esempio, ha caricato sulla sua povera bicicletta tutto quel che aveva in casa.

Tags: bici, cicloturismo, foto Stati Uniti, Stati Uniti, viaggiare leggeri

Viaggiare leggeri: quanto pesa un trolley vuoto?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/07/2011 alle 02:05 | 0 commenti  | Permalink
Il giorno prima della partenza per un viaggio aereo. Sul letto sono disposti ordinatamente maglie, pantaloni, biancheria, calze, macchina fotografica e obiettivi, due brioche, due paia di scarpe (un paio da indossare, uno da portare nel bagaglio), un libro, i caricabatterie della macchina fotografica e del cellulare, un coltellino svizzero multiusi ("Ma che sei scemo? Ti arrestano se cerchi di portarlo a bordo!"), e un'altra dozzina di piccoli oggetti. Li trasferiamo tutti nel nostro bel trolley, che rispetta i limiti dimensionali della linea aerea con cui voleremo. Trolley pieno, e' arrivato il momento di pesarlo.

E porcaccia la miseriaccia balenga, pesa due chili piu' del limite consentito!

Non e' solo colpa degli oggetti che ci portiamo in viaggio: e' la tara, cioe' il peso a vuoto del nostro trolley, che ci porta oltre il limite di peso per il bagaglio a mano. Quanto pesano i trolley da cabina? Abbiamo preso in esame due articoli ciascuno per alcune note marche di valigie, tutti rientranti nelle dimensioni 55cm per 40cm per 20cm utilizzate da Ryanair, Lufthansa, Swiss International, WizzAir ed altre linee aeree aeree. Ecco i risultati in ordine alfabetico.

Delsey
53 CM SLIM 4-WHEEL CABIN TROLLEY CASE: Dimensioni 53 x 40 x 20 cm, peso 3,2 kg;
52 CM SLIM 4-WHEEL CABIN TROLLEY CASE: Dimensioni 52 x 40 x 20 cm, peso 2,8 kg;

Roncato
RONCATO UNO SL TROLLEY CABINA 2 RUOTE 20 CM: Dimensioni...

Tags: bagaglio a mano, Ryanair, trolley e valigie, viaggiare leggeri

Mr Bean e la preparazione dei bagagli

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/05/2011 alle 21:44 | 0 commenti  | Permalink
Per concludere questa domenica, ecco un allegro video che mostra un imitatore di Mr. Bean (il personaggio creato da Rowan Atkinson) impegnato nella preparazione dei bagagli. La prima valigia rispetta pienamente lo spirito del viaggiare leggeri!



Tags: bagagli in stiva, bagaglio a mano, umorismo, viaggiare leggeri, video

Viaggiare leggeri, traslocare pesanti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/02/2011 alle 08:30 | 2 commenti  | Permalink
Uno si chiede "Prima questo tizio di ViaggiareLeggeri scriveva quasi tutti i giorni, ora ha smesso. Avra' trovato qualcosa di meglio da fare?"

No. O meglio, si', ma solo temporaneamente. Dopo essere rientrato in Inghilterra nella casa che avevo lasciato cinque anni fa, mi sono ritrovato a dover disporre in giro per casa le cose che erano arrivate qui a Stanwell Moor in novembre (vedi viaggio precedente). Cinque pedane. Settantacinque colli, quasi tutti scatoloni. Da far entrare in una casa in cui gia' erano rientrati gli oggetti che cinque anni prima erano andati in solaio, per far spazio alle cose degli inquilini.

Tante, troppe scatole in arrivo


Beh, non e' stato un lavoro semplice. Due aspirapolveri. Tre serie di coltelli. Due-tre serie di pentole. Due computer portatili (e ora ne ho ritrovato uno che era anch'esso in solaio). Alcuni chili di souvenir e soprattutto alcune decine di chili di mappe e libri su destinazioni lontane e spesso non visitate (mai capitato di cercare in libreria una guida Lonely Planet sul Vietnam, trovarne decine, e poi scoprire che ne avete acquistata una per ... Vienna?).

Alla fine, comunque, siamo riusciti a far entrare quasi tutto in casa. Abbiamo preparato una mezza dozzina di borsoni per alcune organizzazioni di assistenza ai poveri, facendo cosi' fuori pentolame e abbigliamento. Abbiamo piazzato in solaio cose che non contiamo di usare. Abbiamo deciso di applicare una rigorosa politica riguardo ai capi d'abbigliamento: niente acquisti fino al 2015. Ci rimane solo un problemino:

C'e' nessuno che ha bisogno di settanta scatoloni vuoti, ottime condizioni, poco usati, gratuiti?

Mi sa che finiremo col darli via tramite Freecycle.

Aggiornamento 16 marzo 2011


Gli scatoloni li abbiamo appunto dati via tramite Freecycle alcune settimane fa, c'e' sempre domanda - e offerta - per questo tipo di articoli.

Tags: bagagli in eccesso, cartoline, Londra e dintorni, viaggiare leggeri

Dieci consigli per rendere meno stressanti i vostri voli

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/10/2010 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Money.cnn.com ha preparato una lista di otto suggerimenti per rendere meno estenuanti i viaggi aerei. Abbiamo preso come spunto quella lista e ne abbiamo preparata una piu' adatta al viaggiatore medio italiano. Ecco quindi una lista di nove suggerimenti per rendere meno stressanti i vostri viaggi aerei.

1) Non viaggiate di sabato mattina o domenica sera. Si tratta dei momenti in cui viaggiano piu' persone inesperte in fatto di viaggi, il che significa code piu' lente al check-in, al controllo documenti, al controllo bagagli e all'imbarco.

2) Tenetevi informati su ritardi e cancellazioni. Se la linea aerea con cui viaggiate offre questa possibilita', registratevi per ottenere aggiornamenti sul vostro volo via email (se potete leggere la posta sul cellulare) o SMS. L'utilita' di questa soluzione puo' sembrare limitata, visto l'anticipo col quale e' necessario essere in aeroporto di questi tempi; in realta', sapere in anticipo che il vostro volo e' in ritardo o e' stato cancellato vi permettera' di cercare soluzioni alternative. E quando la linea aerea vi dira' "Abbiamo avvisato i passeggeri", saprete che non stanno contando balle.

3) Evitate il cibo delle compagnie low cost. Pagare quattro euro e mezzo (novemila lire per chi e' nato nel secolo scorso) per un panino di gomma e' lievemente eccessivo. Risparmiatele, il panino fai-da-te e' consentito, nel bagaglio a mano (sempre che non venga scambiato per un'arma chimica durante i controlli in aeroporto: evitate i panini alla bagna cauda).

4) Volate col solo bagaglio a mano. Ragione numero uno, la velocita' nello sbarco: atterraggio-controllo documenti-fuori! senza dover attendere i vostri bagagli. Ragione numero due, eviterere il rischio di smarrimenti (e danneggiamenti) al vostro bagaglio in stiva. Ragione numero tre, i costi, visto che non tutte le linee aeree vi permettono di portare a bordo gratis il bagaglio in stiva.

5) State BEN dentro alle misure stabilite per il bagaglio a mano. Lo so, alcune linee aeree interpretano in modo peculiare le direttive. Se la maggior parte delle compagnie consentono il classico 56x45x25cm, una certa compagnia irlandese utilizza l'anomalo 55x 40x20cm. Se viaggiate spesso con quella compagnia aerea, acquistate un trolley che rispetti quelle misure. Vi risparmierete dubbi e arrabbiature....

Tags: linee aeree, liste, viaggiare leggeri

La semplice gioia del fotografare

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/09/2010 alle 00:05 | 0 commenti  | Permalink
Inquadra. Aspetta, cambia posizione, la luce non arriva con l'angolo giusto. Reinquadra. Chiudi il diaframma, non c'e' abbastanza profondita' di campo. Meglio fare un passo indietro, anche se ho un dieci millimetri non riesco a mettere tutta la stanza nel fotogramma. Ora quell'angolo e' troppo scuro, forse e' meglio usare il fill flash per schiarirlo.

No, grazie. E' da alcune settimane che sono rientrato in Italia, e in queste settimane la mia reflex e' rimasta quasi sempre a casa, e mi sono goduto invece i panorami e gli angoli del torinese scattando foto come si faceva negli anni settanta (come facevo negli anni settanta prima di avere una reflex): guarda, scatta, e speriamo che venga una bella foto. E alla mancanza d'impegno non corrisponde una mancanza di soddisfazioni: sto facendo foto col cellulare, tipo queste, e pur con le loro imperfezioni volute (la vignettatura e il b/n sono effetti inseriti automaticamente dal programma di ripresa, Vignette per Android) e non volute (mediocre resa dei dettagli con illuminazione scarsa ), queste immagini mi danno piu' piacere di tante altre foto che ho scattato, con risoluzioni maggiori, con piu' dettagli, con corpi macchina e obiettivi e zaini enormemente piu' pesanti. In un bar a Lanslebourg, Francia



Tags: cartoline, fotografia, lomografia, viaggiare leggeri

Viaggiare leggeri... non tutti ci riescono

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07/05/2010 alle 11:17 | 0 commenti  | Permalink
Chi viaggia leggero, chi no
Riflessione del venerdi': se stai viaggiando leggero, forse qualcun altro sta sobbarcandosi il tuo carico.

Tags: foto, umorismo, viaggiare leggeri

Teleobiettivi senza peso, il sogno di chi vuole viaggiare leggero

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/02/2010 alle 09:03 | 0 commenti  | Permalink

Il teleobiettivo senza peso compare a 2 minuti e 19 secondi dall'inizio del video.

Tags: aviazione, fotografia, viaggiare leggeri

Il PDA piu' leggero? Fatelo coi biglietti da visita

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/12/2009 alle 04:04 | 0 commenti  | Permalink
PDA e' la sigla di Personal Digital Assistant. In Italia lo chiamiamo spesso palmare perche' dovrebbe essere piccolo a sufficienza da stare nel palmo di una mano. Molto meglio che portarsi dietro un laptop, se devi avere la capacita' di collegarti ad Internet lontano dal tuo ufficio. Con gli smartphone, poi, il PDA e il cellulare sono diventati un solo oggetto, portando ad un ulteriore risparmio di peso.

Ma la carta e' ancora piu' leggera.

Dopo aver avuto un "vero" PDA, sono passato ad uno "smartphone". Ottimo, permette di inserire nuove foto ed articoli, anche lunghi, nel blog, senza dover usare un computer vero. E potendo collegarsi a reti locali wireless, aggiornare un sito (o navigare in rete) usando quel cellulare ha costi ridotti.

Ma la carta e' tuttora piu' leggera. E se e' riciclata e' meglio.

Il cellulare (Samsung SGH i600) fa tante cose, ma per alcune cose, la carta continua ad essere la mia scelta preferita. Nonostante il cellulare, mi ritrovo sempre e comunque ad avere un foglietto in tasca con l'elenco delle cose da fare durante la giornata. "Scrivere articolo su Ho Chi Minh in Francia", "selezionare foto di Taiwan per parenti", "acquistare scheda di memoria SDIMM 2Gb". Ho provato a scrivere una lista del genere usando varie applicazioni del cellulare, e non ha funzionato. Se la scrivo con un programma di scrittura, mi ritrovo a doverla cercare ed aprire per vedere cosa devo fare: troppe operazioni. Se uso invece l'agenda del cellulare, posso creare note che proattivamente mi ricordano che devo svolgere una certa operazione. Ma quei promemoria ... l'allarme acustico e' troppo proattivo, e le note che appaiono sullo schermo del cellulare lo sono troppo poco.

La carta e' leggera e non ha bisogno di un caricabatterie.

Negli ultimi nove anni ho lavorato in tre diverse uffici per la stessa azienda. Ogni volta mi sono stati forniti centinaia di biglietti da visita, biglietti che sono stati utilizzati solo in minima parte. Ora che sono a Singapore ho ancora un centinaio di biglietti da visita con i miei dati londinesi, e cinquecento o forse piu' biglietti da visita con i dati dell'ufficio di Atlanta. Che faccio, li ritocco tutti a mano? Dovrei tirare una riga su indirizzo, telefono, funzione, nome ditta, e riscriverli a mano... e ho un pacco di biglietti da visita con i dati aggiornati. Li butto? Non sia mai! Buttare carta - cartoncino, quasi - che ha un lato inutilizzato e che rispetta un formato standard sarebbe un crimine contro le risorse del pianeta.

La mia "to do list" e' sul retro dei biglietti da visita obsoleti.

Perche' li uso:

1) Ne ho tanti.
2) Sono piu' robusti della carta normale, e si rovinano poco anche manipolandoli.
3) In tasca si individuano subito.
4) Non richiedono batterie.
5) Per vedere la lista basta prendere il biglietto dalla tasca e portarlo davanti agli occhi.
6) Tirare una riga su una voce, ad operazione eseguita, da' piu' soddisfazione che cliccare una checkbox sul PDA.

Ho preso in considerazione bloc notes, ma ne ho tanti e non li porto mai con me. Ho pensato ad agende particolari, tipo Moleskine o Filofax. Quasi tutti i modelli sono troppo grossi e pesanti, e tutti sono troppo costosi, se confrontati con un pezzo di carta. E poi, vuoi mettere il piacere di fare qualcosa in modo personale, anziche' affidarsi ad un "brand", un'azienda con un nome famoso?

Tags: fai da te, informatica, scrivere, viaggiare leggeri

Usare un palmare come photo viewer

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/11/2009 alle 08:20 | 0 commenti  | Permalink
Oggi parlero' di un piccolo "esperimento" per combinare un bisogno ed una risorsa, in modo da avere un accessorio fotografico utile con un budget ridotto.

L'idea? Usare un computer palmare come "photo storage viewer".

Amate viaggiate, viaggiare leggeri, e fotografare. Scattate molte foto ogni giorno, durante i vostri viaggi. Avete una macchina fotografica che produce dei bei file grossi e polposi, magari dei Raw da 30Mb. Dieci foto, 300Mb. Cento foto, 3Gb. La scheda della macchina fotografica, probabilmente una Compact Flash (CF), si riempie in fretta. E poi ne usate un'altra. E magari un'altra ancora. Infine siete senza schede, e vi pentite di non aver portato con voi un computer portatile in cui copiare le immagini per poi svuotare le schede (questo e' quanto faccio di solito quando viaggio). Ecco, questo e' il momento in cui un "photo storage viewer" sarebbe utile. Si tratta, in sintesi, di un disco rigido, piu' un lettore di schede di memoria, piu' uno schermo in cui visualizzare le foto, il tutto contenuto in un dispositivo portatile alimentato da una o piu' batterie. Vari prodotti simili sono disponibili sul mercato, prodotti da Epson, Vosonic, Jobo, Wolverine, Aska e altre. Di solito costano alcune centinaia di euro, hanno una capienza variabile tra i 40Gb e il 250Gb, e un ingombro intorno ai 15 per 10 centimetri per tre centimetri.

Bell'idea! Posso avere un photo storage viewer gratis?

No. Volendo essere taccagni, alcuni modelli (uno della Vosonic, per esempio, visto al Funan Centre di Singapore) costano meno di 50 euro, ma sono privi di disco rigido (da acquistare a parte) e hanno uno schermo LCD utilizzabile solo per monitorare le operazioni del dispositivo, non per vedere le foto. Aggiungendo il prezzo di un disco rigido da 2,5", il costo complessivo arriva intorno ai cento euro. Questo e' il target del progetto che ho intrapreso: "creare" un photo storage viewer per meno di cento euro.

Il posto in cui iniziare e' il "ripostiglio di cose digitali" che ormai quasi tutti hanno. Se credete di non avere un simile ripostiglio, riflettete per un momento: quando avete comprato il vostro computer attuale, che fine ha fatto quel che avevate prima? E il cellulare che avete in tasca, dov'e' quello vecchio? Se siete alla seconda (o terza, o quarta) macchina fotografica digitale, dov'e' quella precedente? Se siete riusciti a vendere o regalare tutti i vostri "cosi digitali" vecchi, buon per voi. Nel mio caso, nonostante sia riuscito a sostituire palmare, cellulare e macchina fotografica con un solo dispositivo, nel mio ripostiglio digitale c'e' ancora il PDA (Personal Digital Assistant, o palmare) HP Ipaq 2795b. Ha un ottimo schermo, uno slot per schede Compact Flash e uno per schede SD. Usa Windows Mobile, si connette a reti wireless e a dispositivi Bluetooth. Purtroppo, non ha un disco rigido, la capienza del'Ipaq e' quindi limitata ai soli 256Mb di RAM; pero' quei due slot sono una tentazione.

La mia Nikon D300 usa schede Compact Flash. Ho preso in considerazione varie possibilita' (dischi rigidi esterni collegati via USB/PC Card, per esempio), ma la limitata connettivita' del mio Ipaq non consente tali soluzioni, che richiedono l'inserimento di un adattatore nello slot in cui invece dovrei inserire la scheda CF con le foto da copiare. Ho quindi deciso di provare ad usare l'Ipaq per copiare le foto da una Compact Flash ad una scheda SD. Al momento ho tre schede CF: una da 4Gb e due da 8Gb, tutte della Sandisk. Ho pensato di acquistare una scheda SD da 32Gb, in modo da avere capienza adeguata per un viaggio di vari giorni, ed eventualmente una seconda di pari capienza, cosi' da poter copiare il contenuto delle schede CF su due schede SD differenti per minimizzare il rischio di perdere le immagini (rischio non remoto: smarrimento schede, smarrimento bagagli, schede che si rovinano...); il costo di una scheda SD da 32Gb e' di circa 99S$ (circa 47 euro), per cui prima di acquistarla ho svolto delle prove con schede di dimensioni minori. Di solito, anche durante viaggi in luoghi spettacolari (ad Angkor, per esempio), non scatto piu' di 4Gb di foto al giorno; ho quindi provato a trasferire 3,9Gb di immagini da una scheda CF 4Gb ad una scheda SD 4Gb.

Un primo ostacolo: l'Ipaq non vede la scheda SD da 4Gb! Nessun problema con quelle da 2Gb, o con schede CF da 4 o da 8Gb, ma la SD da 4Gb e' come le leggi italiane contro il conflitto d'interessi: invisibile. Ho quindi cercato online ed ho trovato...

Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, informatica, viaggiare leggeri

Viaggio a Taiwan: l'attrezzatura fotografica

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/11/2009 alle 06:55 | 0 commenti  | Permalink
Singapore: partenza di sabato, all'ora di pranzo, per Taiwan. Volo di quattro ore. Ritorno a casa la domenica successiva, di mattina presto. Sette giorni e qualche ora a Taiwan, con visite a Taoyuan e forse Taipei, alle montagne del Shei-pa National Park, nelle Taroko Gorges, e probabilmente tante ore dietro ad un finestrino (in auto, treno, battello). Che attrezzatura fotografica portare?

Sono stato a Taiwan nel 2004 e 2005 portando solo una macchina fotografica compatta (digitale). Nel 2008 avevo con me una reflex digitale con zoom 18-55mm e 55-200mm. Nel giugno 2009, per la visita a Pingtung, Green Island e Taitung, portai il Sigma 50-500mm in sostituzione del 55-200mm, perche' speravo di vedere animali interessanti, oltre al Sigma 10-20mm. Questa volta, invece, avevo ...

Una Nikon D300. Funziona, fa quel che deve, la batteria dura un paio di giorni.

Una Nikon D40 di riserva. Lo so, non ha ne' risoluzione, ne' batteria, ne' capacita' risoluzione in comune con la D300. Ma monta gli stessi obiettivi e fa foto. Ed e' leggerissima e piccola. Non si sa mai. Non l'ho portata con me tutto il tempo, e' rimasta nel bagaglio in camera durante le visite a Hualien e a Shei-Pa; in caso di problemi alla D300 avrei perso solo poche ore di occasioni fotografiche (un professionista non potrebbe permetterselo, un dilettante per fortuna si').

Uno zoom Nikon 18-105mm. Credo di aver scattato l'80% delle foto con quest'obiettivo. Se fosse stato un 18-200mm l'avrei probabilmente usato per il 95% delle foto, forse il 100%.

Nikkor 55-200mm. Leggero, e' rimasto nello zaino quasi tutto il tempo, e l'ho utilizzato soprattutto nel parco di Shei-Pa e in un villaggio delle Taroko Gorge. In entrambi i casi e' stato utilizzato per foto a distanza ravvicinata (fiori nel parco, farfalle e insetti nel villaggio). Ho rimpianto il Sigma 50-500mm a Hualien, quando mi sono trovato a fotografare, nell'arco di poche ore, egrette, aerei da ricognizione dell'aviazione militare taiwanese in volo sopra la spiaggia, e infine una mandria di bovini vicino all'area industriale della citta'. Ma il peso del "Bigma avrebbe reso piu' spiacevole il viaggio. Meglio viaggiare leggeri.

Lo zoom Sigma 10-20mm. Poche foto in interni, pochi panorami metropolitani, questo supergrandangolo ha passato quasi tutto il tempo nello zaino.

Un computer portatile Fujitsu per scaricare le foto. Leggero, ma non l'ho portato con me durante le escursioni: e' rimasto a Taoyouan anche durante i due giorni trascorsi nel parco di Shei-Pa e i tre passati ad Hualien. Non ha dato problemi.

Tre schede CompactFlash della Sandisk, due da 8Gb e una da 4Gb. Senza il notebook non sarebbero state sufficienti, visto che ho scattato per 25Gb, soprattutto in "JPEG Fine". Negli ultimi giorni ho selezionato l'opzione "Size priority" sulla D300, in modo da risparmiare spazio quando possibile.

Uno zaino Lowepro Flipside 300. Tanto spazio a disposizione senza tanto ingombro. E con la peculiarita' di avere le cerniere verso la schiena, in modo da rendere piu' difficile la vita ai ladri....

Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, Nikon, Taiwan, viaggiare leggeri

Viaggio a Saigon: l'attrezzatura fotografica

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/10/2009 alle 10:45 | 0 commenti  | Permalink
Andare in Vietnam poco dopo un viaggio in Cambogia offre qualche svantaggio (i ricordi dei due viaggi tendono a sovrapporsi nella memoria, per esempio), ma offre un chiaro vantaggio: durante il secondo viaggio sono ancora fresche le esperienze fotografiche del primo. ("Peccato non avere un tele lungo, di fronte a quel tramonto!", o "La prossima volta, giuro, non portero' piu' dieci chili di attrezzatura!")

Rispetto al viaggio in Cambogia, la visita in Vietnam ha avuto obiettivi piu' limitati: se in Cambogia ho usato la citta' di Siem Reap come 'base' per visitare i templi di Angkor, il lago di Tonle' Sap e i dintorni, in Vietnam sono stato solo in una citta' (la capitale Ho Chi Minh City, che preferisco chiamare col suo vecchio nome, Saigon) e il viaggio e' stato limitato a due giorni piu' qualche ora (dal venerdi' sera alla domenica notte; lunedi' avevo una riunione di lavoro, il motivo della visita in Vietnam).

Ecco cos'avevo con me:

Un corpo macchina Nikon D300: nessun problema. Usata spesso dopo il tramonto, con l'Auto ISO impostato a 6400 ISO.

Zoom Nikkor 18-105mm VR. Il 70% delle foto sono state scattate con quest'obiettivo. Con un po' d'impegno - e qualche compromesso nei risultati - sarei riuscito a cavarmela anche senza altri obiettivi.

Zoom Sigma 10-20mm. Usato nelle foto all'interno della basilica di Notre Dame, nel gigantesco ufficio postale centrale di Saigon e in alcuni musei. Usato per il 25% delle foto.

Zoom Nikkor 55-200mm f/4-5.6G DX AF: usato per poche foto (il 5%), ma sono lieto di non averlo lasciato a casa: molto meglio che usare il 18-105mm alla massima estensione e poi "croppare" l'immagine.

Tre schede CompactFlash Sandisk Ultra II, di cui due da 8Gb e una da 4Gb. In quest'occasione non sono andato neanche vicino ad usare tutti i 20Gb che avevo a mia disposizione. Poche foto scattate in formato RAW e molte immagini catturate come "JPEG - Normal", oltre al fatto che Saigon offre, rispetto ad Angkor, meno motivi per scattare foto in quantita', hanno contribuito ad una produzione di circa 1.000 immagini, poco meno di 5Gb. Non ho usato le schede da 8Gb e non ho quindi avuto modo di verificare l'eventuale ripetizione dei problemi ...

Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, viaggiare leggeri, Vietnam

Bagagli in stiva: quanto guadagnano le compagnie aeree?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/05/2009 alle 05:34 | 0 commenti  | Permalink
La crisi post-11 settembre, la crescita del prezzo del petrolio e la crisi economica globale hanno portato al fallimento di molte linee aeree, e quelle rimaste hanno fatto ricorso a nuovi metodi per procurarsi ulteriori profitti: facendo pagare i bagagli in stiva, per esempio. Ecco quanto hanno incassato le linee aeree americane tramite i sovrapprezzi bagagli nel 2008 (cifre provenienti dal Bureau of Transportation Statistics degli Stati Uniti):

- American Airlines (AA): $ 277.991.000 dollari
- US Airways (US): 187.081.940 dollari
- Delta Air Lines (DL): 177.063.000 dollari
- United Air Lines (UA) : 132.994.000 dollari
- Northwest Airlines (NW): 121.599.000 dollari
- Continental Air Lines (CO): 99.315.000 dollari
- JetBlue Airways (B6): 35.307.650 dollari
- AirTran Airways (FL): 29.400.960 dollari
- Southwest Airlines (WN): 25.226.000 dollari
- Alaska Airlines (AS): 24.773.000 dollari
- Frontier Airlines (F9): 15.155.820 dollari
- Hawaiian Airlines (HA): 11.627.180 dollari
- Midwest Airline (YX): 3.977.840 dollari
- Virgin America (VA): 2.568.560 dollari
- Sun Country Airlines (SY): 1.304.900 dollari

Totale: 1.145.385.850 dollari all'anno, cioe' oltre tre milioni di dollari al giorno. Non ho a disposizione le statistiche delle linee aeree europee, ma immagino siano belle cifre anche quelle. Il consiglio per evitare di pagare sovrapprezzi e' quindi il solito: viaggiare leggeri. Rinunciare alla valigia per il trolley, rinunciare al trolley per lo zaino, rinunciare allo zaino per il marsupio, rinunciare al marsupio perche' dopotutto abbiamo le tasche dei pantaloni e della giacca.

Tags: bagagli in stiva, crisi economica, entrate ausiliarie, linee aeree, viaggiare leggeri

Nuovi nomadi, un fenomeno americano?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/04/2009 alle 06:45 | 0 commenti  | Permalink
Gli Stati Uniti sono stati creati da gente col desiderio di viaggiare, o come minimo la disponibilita' a prendere baracca e burattini ed andarsene verso nuovi lidi: non c'e' troppo di che stupirsi, quindi, che un milione di americani vivano da nomadi. Due sembrano essere i fattori che spingono un numero sempre maggiore di statunitensi a vendere (o magari solo affittare) le loro case e vivere "on the road". Uno e' l'invecchiamento dell'americano medio.
"Salve, sono John Smith, l'americano medio, e sto invecchiando. Perdo i capelli, dimentico le cose, e l'osteoporosi inizia a manifestarsi. Pero' almeno viaggio."

L'altro e' la crisi economica attuale. Prima si aspettava di raggiungere la pensione per iniziare a viaggiare con costanza.
"Salve, sono John Smith, l'americano medio, e viaggio con Costanza, una ventenne tutta curve. Mi sa che rischio un infarto."

La crisi economica globale ha fatto perdere il lavoro a tanti americani. Perdere il lavoro non e' una novita' ne' una tragedia, al di la' dell'Atlantico, ma la situazione e' diversa, ora: se tutte le ditte licenziano e nessuna assume, i nuovi lavori dovranno arrivare da direzioni differenti, oppure non ci saranno. Mettersi in viaggio per qualche mese, in attesa che la situazione economica migliori, diventa quindi un'opzione quasi ragionevole.
"Salve, sono John Smith, l'americano medio, e ho perso il lavoro. Ho venduto la mia casa e ho deciso di viaggiare. Ora sto andando in Patagonia in treno piu' pullman. Conto di tornare a Denver tra un anno, sperando che questa crisi economica passi, nel frattempo. Stando via per dodici mesi in Paesi col costo della vita inferiore a quello della mia citta' dovrei riuscire a cavarmela senza consumare tutti i miei risparmi."

"Ragionevole" e' un termine molto relativo. Cio' che e' ragionevole nella cultura americana puo' esserlo meno in quella italiana.
"Salve, sono Mario Rossi, l'italiano medio, e ho perso il lavoro. Ho venduto la mia casa e ho deciso di viaggiare. Stavo per prendere un treno per Lisbona per poi andare a Gibilterra e da li' in nord Africa, ma i miei parenti hanno chiamato un'ambulanza e mi hanno fatto internare, dicendo che 'solo un pazzo venderebbe una casa, di questi tempi'. Lo psicologo dell'ASL ha confermato. Ora non posso piu' viaggiare."

Mollare tutto e viaggiare? Ci sono quelli che non sanno stare fermi troppo a lungo nello stesso posto: loro non hanno bisogno di ragioni per viaggiare continuamente. Gli altri faranno bene a meditare, prima. A loro sono destinate le seguenti riflessioni.

- Portate con voi pazienza e senso dell'umorismo: vi serviranno nell'incontro con culture differenti.
- Non affezionatevi troppo alle vostre cose: se va bene le consumerete, se va male verranno perse o rovinate.
- Non aspettatevi di farvi capire a gesti in Russia, o di parlare spagnitaliano in Ecuador: imparate una lingua, magari due.
- Piu' facile fare i nomadi se avete un lavoro che puo' essere svolto ovunque, o se sapete inventarvi il lavoro adatto al luogo in cui vi trovate.
- Alternate destinazioni in cui farete solo i turisti (bellissime, isolate, pre-tecnologiche) con altre in cui lavorare.
- Badate alla vostra salute. Sonno, pasti, sforzi: alcune delle cose cui badare
- Se viaggiate con famiglia/amici/compagna(-o), ritagliatevi dei momenti solo vostri.
- Non correte in aereo da un posto all'altro. Viaggiate come viaggiano i locali e vedrete di piu' spendendo di meno.
- Non createvi aspettative: quello che altri hanno fatto, della propria vita "on the road", non e' quel che farete voi.
- Non createvi aspettative irrealizzabili: la vita da nomadi non e' necessariamente una vita in vacanza. Qualche soldo dovrete guadagnarlo, ogni tanto (e se riuscite a farne a meno, scriveteci e diteci come!).
- Mantenete un indirizzo fisico, anche se vendete la vostra casa: quello di un familiare, per esempio, o di chiunque sia disposto a sfogliare la vostra posta per segnalarvi qualcosa di urgente.

Non e' mai troppo tardi. Pur non essendo un vero "nomade", chi scrive ha vissuto per oltre trent'anni nella stessa casa, poi e' andato a vivere all'estero, e da quel momento ha vissuto in tre continenti.

Tags: globalizzazione, viaggiare leggeri, Wanderlust

Viaggiare leggeri, viaggiare lenti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/04/2009 alle 07:15 | 0 commenti  | Permalink
Tartaruga e piuma
Una tartaruga e una piuma. Volare leggeri, senza preoccupazioni, senza bagagli, e volare lenti, senza scadenze, senza porsi obiettivi.

Foto scattata nel lago di fronte ai Japanese Gardens a Singapore.

Tags: animali, foto, viaggiare leggeri

Tasche piu' leggere senza macchina fotografica e PDA: lo smartphone Samsung SGH-i600

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/04/2009 alle 07:14 | 3 commenti  | Permalink
... lo so, lo so: non sono stati inventati oggi, gli smartphone. E neppure ieri. Hanno gia' qualche anno. Ma solo da pochi giorni e' entrato nella mia "caverna digitale" un cellulare Samsung SGH-i600. Anche lui vecchio di qualche anno, ma sufficiente allo scopo: alleggerire le mie tasche.

Come si alleggeriscono le tasche? Spendendo un capitale per comprarlo, forse. Ma se lo comprate da un collega di quelli che io-ho-sempre-il-modello-piu'ganzo, come ho fatto io, potete cavarvela con una cifra ragionevole. Nel mio caso, questo Samsung l'ho pagato 120 SGD (dollari singaporiani), circa 60 euro.
PDA piu' compatta digitale piu' cellulare uguale smartphone?

In realta', usare uno smartphone alleggerisce le tasche in quanto consente di fare a meno di altri aggeggi elettronici. Nel mio caso, mi ritrovavo spesso ad avere in tasca un cellulare Nokia 2680 Slide, a volte una macchina fotografica Canon SD850 IS, e altre volte anche un computer palmare (un PDA) HP iPaq 2795. Cio' mi costringeva a viaggiare a tasche piene, o ad indossare pantaloni "cargo pants" con molte tasche, scelta non praticabile quando andate al lavoro (se come me siete tenuti a rispettare un "dress code" in ufficio). Ma anche potendo, non tutti amano portare molte cose in tasca. E non tutti amano impazzire (ed essere scambiati per dei maniaci) quando si rende necessario esplorare le proprie tasche una volta per cercare il cellulare, un'altra per la macchina fotografica compatta, un'altra per tirare fuori il palmare. Un solo dispositivo semplifica la vita.

Il mio smartphone ideale deve avere:
  • una buona tastiera, in modo da poter rimpiazzare il PDA consentendomi di digitare anche lunghi testi (bozze di racconti di viaggio, per esempio);
  • connessione wireless 802.11b e/o 802.11g, per potermi connettere ad Internet a costo zero tramite alberghi e hot spots;
  • sistema operativo Windows Mobile: non ho giustificazioni per questo...
  • macchina fotografica da almeno 1.3 megapixel (circa 1200 x 1000 pixel), risoluzione sufficiente alla pubblicazione in questo blog;

La scelta del Samsung SGH-i600 non e' stata terribilmente complicata. Entrato per caso in un negozio di cellulari a Suntec City (Singapore), ho notato subito il Samsung SGH-i780, il successore dell'i600/i607 (noto negli USA ed altrove come "Blackjack"), il quale spiccava in una marea di cloni dell'iPhone con la sua tastiera QWERTY hardware. In mano, l'i780 aveva le dimensioni giuste: piu' largo di un cellulare normale, ma non piu' alto, e molto sottile. Solo il prezzo di circa 500 SGD (250 euro) non mi era gradito per niente. In ufficio, parlando di questo cellulare con un collega, viene fuori che lui ha l'SGH-i600, non lo usa (e' passato ad un HTC), e sarebbe lieto se volessi accettare il suo in prestito, in modo da facilitare la mia scelta. Dopo due settimane e varie indagini online e in negozi di Singapore, abbiamo concordato il prezzo e ho quindi pensionato il PDA, la compatta Canon e il cellulare Nokia. Il peso che mi porto in tasca ora e' di 105 grammi, contro 97g (cellulare Nokia) + 164g (PDA) + 165 (macchina fotografica). Un risparmio di peso sensibile.

Samsung SGH-i600 anziche' SGH-i780: perche'?


Dopo aver provato l'i780 in negozio, prendere in mano l'i600 ha riservato una sorpresa: benche' molto simili, il modello vecchio (i600) era studiato ancora meglio di quello nuovo, dal punto di vista ergonomico. In mano, tutto e' a portata di dito e si usa bene con una mano sola, grazie anche alla rotella laterale stile Blackberry, assente sull'i780.

A cosa ho rinunciato?
- Macchina fotografica da 2 megapixel: ho confrontato su Cnet.com le foto fatte con l'i600 e quelle fatte con l'i780 e non ho notato differenze drammatiche;
- GPS;
- Touchscreen: non un problema in se', ma questa mancanza porta a incompatibilita' con alcuni software (vedi sotto);
- "Cool factor": l'i600 che ho comprato e' usato, usato sul serio, e non pare proprio un gadget. Cio' mi permette di usarlo senza preoccuparmi di usurarlo o di danneggiarlo.


Lo smartphone Samsung SGH-i600 come PDA

L'HP iPaq 2795 ha uno schermo piu' ampio ma e' privo di tastiera hardware, costringendo ad usare uno stilo su una tastiera a schermo. Non ha la rotellina laterale stile Blackberry (l'unica cosa che salverei dell'omonimo dispositivo), presente invece sul Samsung SGH-i600 e estremamente pratica per me.

Lo scaricamento e l'invio della posta elettronica sono rapidi tramite POP3, meno tramite IMAP, ma temo sia dovuto al mio fornitore e non al cellulare. La navigazione Internet, con Internet Explorer e' buona, e anche siti non ottimizzati per i cellulari, come questo (*) vengono caricati e visualizzati quasi senza problemi. Quel "quasi" si riferisce all'impossibilita' di usare il copia e incolla, al bizzarro comportamento di Explorer di fronte al codice <input type=file>, che...

Tags: computer, fotografia, scrivere, telefonia, viaggiare leggeri

2009, l'anno delle bici e delle barche

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/01/2009 alle 10:50 | 1 commenti  | Permalink


Il 2009 sara' l'anno dei viaggi in bici ed in barca. Almeno, cosi' spero. Il forum e' pieno di segnalazioni di problemi incontrati di bagagli smarriti, voli cancellati, prenotazioni, ma tutti continuiamo a prendere l'aereo come fosse il settantacinque barrato per andare a Piazzale Clodio ...

... per fortuna che la crisi economica non si e' ancora fatta sentire (a parte le decine di linee aeree fallite nel 2008) e che il problema dell'inquinamento portato dai voli non sembra toccarci; altrimenti bisognerebbe davvero iniziare a pensare a modi differenti di viaggiare. Modi di viaggiare che lascino meno tracce intorno a noi. Meno residui da combustione interna. Meno arrabbiature. Meno voragini nel nostro conto in banca. Grazie alla crisi economica, rischiamo di avere meno soldi e piu' tempo, ed ecco che camminare, pedalare, viaggiare via nave (e in treno) diventano soluzioni piu' accettabili che in passato.

Nella foto, bici e barche di pescatori sull'Isola Superiore, nel Lago Maggiore.

Tags: barca, bici, foto, viaggiare leggeri

10 buoni propositi per chi viaggia nel 2009

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29/12/2008 alle 07:11 | 0 commenti  | Permalink
La fine dell'anno e' vicina, quarantott'ore e saremo nel 2009. Ecco dieci buoni propositi che suggeriamo per i vostri (e nostri) viaggi del 2009:
  1. Nei voli continentali portare solo bagaglio a mano, niente in stiva;
  2. Camminare o pedalare quando possibile; usare mezzi pubblici come seconda scelta; usare veicoli individuali a motore (anche elettrico) solo quando le altre opzioni non sono disponibili;
  3. Prendere al volo qualsiasi "offerta speciale" che porti in posti non ancora visitati: meglio la prima visita a Giacarta o Bruges o Tallinn, piuttosto che la terza a New York, la decima a Londra o la seconda a Phuket;
  4. Evitare di acquistare qualsiasi servizio extra offerto dalle linee aeree: portare panino e acqua minerale da casa, e fregatevene se qualcuno vi guarda dall'alto in basso;
  5. Arrivare in aeroporto molto in anticipo, soprattutto in caso di voli con compagnie low cost;
  6. Usare treni, metropolitana e autobus di linea quando possibile, visto quelli non ci depositeranno a vari chilometri dai posti che vogliamo visitare;
  7. Conoscere e rispettare le regole che accettiamo quando usufruiamo di un servizio. Un minuto di ritardo, un chilo di bagaglio in sovrappeso, un eccesso di velocita' di un chilometro all'ora, una sigaretta dove non si puo' fumare, un bicchiere di birra quando ci apprestiamo a svolgere un'attivita' in cui l'alcool e' vietato: sono tutte violazioni, evitiamo di pensare che "me la faran passare liscia, ero appena oltre il limite".
  8. Imparare un'ulteriore lingua straniera, possibilmente il cinese mandarino, che potrebbe superare l'inglese nel ruolo di lingua franca; rinfrescare le altre lingue che conoscete, das würde eine gute Idee sein;
  9. Dopo aver speso tempo e denaro per arrivare in una destinazione che forse non visiterete piu', non rinunciate a visitare qualcosa solo perche' costa un po' piu' di quanto vi sembri ragionevole: quando vi capitera' un'altra occasione per visitare l'Antelope Canyon, per esempio?
  10. Scattare meno foto, ma dedicare piu' preparazione e attenzione a ciascuna immagine, in modo da non dover cancellare il 50% delle foto scattate;
  11. Seguire la filosofia del viaggiare leggeri, che sara' il principio cardinale di questo sito anche in futuro.
Avete dieci buoni propositi per i vostri viaggi del 2009? Scrivete!

Tags: liste, viaggiare leggeri, Wanderlust

Dieci pensierini per Gesu' Bambino

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/12/2008 alle 19:15 | 0 commenti  | Permalink
Caro Gesu' Bambino,
Non so se esisti o no, e se esisti mi chiedo come faccia tu, che ancora sei un bambino, a leggere una lingua straniera complicata come l'italiano. Ma mi dicono che tu sia piu' abile del ciccione vestito di rosso che vive al Polo Nord, nell'esaudire i desideri di noi bambini viaggiatori, per cui scrivo a te. Prova a darci un 2009 migliore del 2008, se puoi.


  1. Illumina i grandi manager delle linee aeree, cosi' che si rendano conto che deve esserci un limite alla parcellizzazione delle tariffe aeree. Vendere biglietti con l'aria condizionata/l'uso dei bagni/la luce sopra il sedile a parte NON e' una buona idea.

  2. Aiuta noi passeggeri ad arrivare al check-in senza alcun ritardo e ad avere zero chili di sovrapprezzo bagaglio, perche' sappiamo che le linee aeree non sempre tollereranno le violazioni del loro regolamento.

  3. Quando viaggiamo in Paesi piu' poveri del nostro, ricordaci che tirare sul prezzo per qualcosa che costa quasi niente forse non e' una buona cosa.

  4. Aiuta le linee aeree a diventare piu' affidabile e a non tirar pacchi tutti i giorni a noi poveri fessi che continuiamo a fidarci di loro.

  5. Dacci una mano ad imparare una lingua straniera, cosi' che la prossima volta, in Francia, non faremo facce strane quando qualcuno ci chiedera' se vogliamo un petit dejuner.

  6. Aiutami a non portare in vacanza cinque obiettivi per la mia reflex; ogni volta finisce che quattro di quegli obiettivi non li tiro mai fuori dalla borsa, eppure li metto sempre nel bagaglio e finiscono col rubare spazio ad altre cose.

  7. Rendimi piu' attento alla sostanza e meno alla forma, cosi' magari riusciro' a non portarmi dietro giacca e pantaloni eleganti, per il prossimo viaggio attraverso l'Europa, e la mia schiena mi ringraziera'.

  8. Se visitero' Helsinki e incontrero' ragazze finlandesi, oppure mi trovero' in Finlandia davanti a cibo che non conosco, aiutami a non dire stronzate battute stereotipate come quelle che il nostro Glorioso Presidente del Consiglio disse nel 2005, spu**anandoci per sempre coi finnici. Stessa cosa in altre Nazioni: toglimi le fette di prosciutto che spesso ho davanti agli occhi, e fammi vedere il calore umano degli inglesi, la simpatia dei francesi, l'umorismo dei tedeschi.

  9. Viaggiare costa sempre di piu' in termini di danni per l'ambiente: aiutami a scegliere mezzi di trasporto che azzerino l'impatto sull'ambiente (camminare, pedalare) o che perlomeno lo riducano rispetto all'aereo.

  10. Dammi piu' tempo e meno fretta, nei miei viaggi.



Tags: feste, liste, religione, viaggiare leggeri

Quando la risoluzione e' troppa

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/12/2008 alle 17:08 | 0 commenti  | Permalink
Un gigabite e mezzo di immagini. Non e' il risultato di una vacanza di due settimane in Grecia, o di un tour dell'Himalaya. Sono le foto che ho scattato in una giornata sulle isole di Kusu, St. John e Lazarus, a sud di Singapore. Una giornata piovosa e ventosa, in cui non ho potuto scattare foto con continuita'. E la mia macchina non produce grosse immagini: non piu' di due megabytes e mezzo ciascuna, visto che ha solo sei megapixels (e non scatto in formato RAW, di solito). Nel suo blog, Scott Kelby ha dichiarato che fara' a meno della nuova Nikon D3X da 24 Megapixels e continuera' ad usare le sue D300, D3 e D700 (poverino!), capaci di 12 megapixels, per evitare di raddoppiare gli sforzi a cui il suo hardware informatico e' sottoposto. Magari e' una scusa per evitare di buttare oltre ottomila dollari nella D3X, ma e' vero che, passando ad una macchina che produce files immagine di dimensioni molto piu' grandi di quelli che usate attualmente, finirete con l'aver bisogno di una CPU piu' potente e, soprattutto, di piu' RAM e piu' spazio sul disco rigido.

Sono troppi, 24 megapixels?

Tags: fotografia, Nikon, viaggiare leggeri

Linee aeree: il passeggero e' una cipolla da pelare

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/11/2008 alle 03:00 | 0 commenti  | Permalink
Secondo questo sito, la linea aerea canadese WestJet ha chiesto ad alcuni passeggeri di compilare un questionario che conteneva, tra l'altro, le seguenti domande (i miei commenti sono evidenziati in rosso):
Prenderesti in considerazione un sovrapprezzo di 10 dollari per uno dei servizi seguenti?

- Imbarco prioritario;
- Sbarco prioritario;
- Consegna rapida dei bagagli;
- Priorita' nella ri-prenotazione in caso di cancellazione di un volo; [Questa idea e la seguente suonano come "prima ti danneggiamo, poi ti chiediamo anche di pagare]
- Pasti/hotel gratuiti in caso di cancellazione/notevole ritardo del volo; [In Europa non dovrebbe esistere questo sovrapprezzo]
- Accesso Internet in volo; [Con ulteriore sovrapprezzo per accesso ai siti per adulti?]
- Spazio garantito nel vano bagagli sopra il proprio sedile; [Stanno cercando di eliminare la casualita'...]
- Presa elettrica presso il proprio sedile; [Con pagamento anche dei kilowatt utilizzati?]
- Pasto a bordo di qualita' superiore; [Ha senso solo se il pasto "standard" fa pena]
- Cuscino e coperta puliti da tenere dopo il volo; [Viene il dubbio che quelli che ci danno ora siano sporchi...]
- Confezione con tappi per orecchie, mascherina, salviette e accessori per rinfrescarsi in volo;
- Attesa non superiore ai 10 minuti per passare i controlli di sicurezza;
- Sedile lontano da genitori che volano con bambini piccoli. [Mettendo vicine tutte le famiglie con bambini, sai che concerto!]

Se ti venisse offerto uno sconto di 10 dollari per il non usare un certo servizio durante un volo tra le due a le quattro ore, quale/i sceglieresti?

- Sconto per passeggeri senza bagaglio in stiva; [D'accordissimo]
- Sconto per il NON guadagnare punti nei programmi frequent flier;
- Sconto per passeggeri con un solo PICCOLO bagaglio a mano;
- Sconto per essere fra gli ultimi a salire a bordo;
- Sconto per il check-in online anziche' in check-in "autonomo" in aeroporto (con chiosco);
- Sconto per il check-in online O tramite chiosco in aeroporto anziche' quello con personale;
- Sconto per l'essere tra gli ultimi a ricevere il bagaglio stivato;
- Sconto per sedili centrali;
- Sconto per il non fare modifiche al biglietto prima della partenza;
- Sconto per il non ricevere gratuitamente acqua, caffe', te' o altre bevande in volo;
- Sconto per sedile non reclinabile [I sedili non reclinabili saranno mescolati agli altri, o ci sara' un area specifica per i peones?];
- Sconto per sedile vicino a genitori che volano con bambini piccoli. [Come spingere un uomo verso la vasectomia]


L'elenco dei servizi a pagamento somiglia parecchio a quanto finora abbiamo dato per scontato ... mentre l'altro prefigura viaggi da incubo. Ecco il tipico viaggiatore sparagnino in azione:

- Viaggia col marsupio, senza altri bagagli;
- Effettua il check-in online;
- Se cambia idea riguardo al giorno del volo, "abbozza" e vola nella data gia' prenotata;
- E' all'aeroporto quando il volo gli viene cancellato, ed e' l'ultimo a poter ri-prenotare;
- Quando il volo che ha ri-prenotato risulta in ritardo, compra la cena: un pacchetto di patatine, una bottiglia di minerale;
- Viene additato a vista dal personale di bordo e di terra;
- Sale a bordo per ultimo;
- Si siede nel sedile centrale;
- Quel sedile non e' reclinabile;
- Nei sedili di fianco a lui sono seduti due bimbi urlanti;
- Uno dei due bambini, oltre a urlare, usa il cellulare (e urla anche li');
- L'altro bambino usa il suo laptop per visitare un sito che ha 18.000 odiose suonerie per cellulare, e le prova TUTTE;
- Niente mascherina o tappi per le orecchie, cosi' puo' godersi la presenza dei bimbi;
- Non gli vengono forniti coperta e cuscino;
- Fa la faccia tenera, ma il personale di bordo non gli porta neppure mezzo bicchiere d'acqua;
- Il pasto standard sa di polistirolo;
- Quando sbarca, per ultimo, uno steward lo saluta dicendo "Goodbye, freeloader!

Con tutti questi sovrapprezzi, forse il volare sta ridiventando un'attivita' elitaria, dopo un un decennio in cui e' stato alla portata di tutti.

Tags: linee aeree, liste, prezzi, viaggiare leggeri, viaggiare low cost

Linee aeree: bagagli da casa a destinazione?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/11/2008 alle 09:00 | 0 commenti  | Permalink
Le linee aeree stanno cercando in tutti i modi di pelare il piu' possibile i propri passeggeri, ma quest'idea di United Airlines potrebbe essere interessante, vista la quantita' di bagagli che le linee aeree smarriscono o consegnano in ritardo e/o manomessi.

United Airlines, in collaborazione con FedEx, offrira' ai propri clienti il trasporto di bagagli da casa a destinazione. Il servizio, inizialmente offerto solo nei 48 stati continentali degli USA, e' disponibile non solo per valigie, ma anche per sci, altra attrezzatura sportiva, e articoli ingombranti del tipo normalmente destinato alla stiva dei velivoli. Il prezzo del nuovo servizio e' di 149 dollari per voli fino a 1.000 miglia e 179 dollari per voli piu' lunghi. Prezzi altini.

Si tratta dell'ennesimo piano di una linea aerea per generare un nuovo "ancillary revenue stream", un flusso di entrate ausiliarie, ma e' un'idea non molto dissimile da quella che Marco ha suggerito nel forum di Viaggi.affari.to all'inizio del 2008:
Viaggio da tanti anni e da circa 5 anni, stanco di bagagli smarriti, operatori call centre maleducati, reclami, ecc ho deciso di attuare una soluzione. Risultato: da 5 anni non ho più smarrito nessun bagaglio.
Soluzione: 1 settimana prima della partenza, spedisco, tramite corriere (dhs, ups, ecc) il mio bagaglio, direttamente all'albergo o altro luogo dove mi dovrò recare. Contatto l'hotel in questione comunicando che probabilmente riceveranno il mio bagaglio prima del mio arrivo.
Risultato: viaggio con un manegevole bagaglio a mano. faccio il web-chekin. e volo divinamente senza la lotteria del nastro bagagli.
Arrivo in hotel e trovo il mio bagaglio, bello e impacchettato ad aspettarmi nella mia camera.
Costo dell'operazione tra i 30 e i 100 euro dipende la destinazione.
Sinceramente pagare 100 euro per spedire un bagaglio negli USA, quando il costo totale del viaggio si aggira sui 4000 euro credo sia davvero accettabile.
Chi scrive ha avuto il piacere di viaggiare completamente senza bagaglio (neppure quello a mano, solo portafoglio/cellulare/chiavi di casa) qualche tempo fa, e la sensazione di leggerezza e liberta', girando in un aeroporto senza doversi preoccupare di valigie, zaini e borse, e' qualcosa che consigliamo ai passeggeri di sperimentare almeno una volta.

Tags: bagagli smarriti, entrate ausiliarie, linee aeree, United Airlines, viaggiare leggeri

Il vero prezzo della fotografia digitale

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/10/2008 alle 06:42 | 2 commenti  | Permalink
Coppia in vacanza in una splendida isola greca. Mattinata trascorsa in un villagio di pescatori a scattare foto, assaggiare cibo e fare piccoli acquisti. Pomeriggio in spiaggia, lei prende il sole e nuota, lui nuota per cinque minuti, poi torna a riva a prendere la sua reflex digitale. Cammina nell'acqua fino ad uno scoglio, si arrampica per qualche metro - giusto per evitare ondate sulla sua costosa macchina fotografica - e inizia a fotografare le montagne dietro alla spiaggia, le barche dei pescatori al largo, i granchi, le lattine di bibite sul fondo. Lei saluta dalla spiaggia. Lui ricambia con una mano, con l'altra le scatta una decina di foto. Lei entra in acqua e nuota verso lo scoglio, lui fa fuori l'equivalente di due rullini per documentare quegli epici trenta metri di bracciate. Quando lei gli propone di nuotare insieme, lui risponde con il classico "Cinque minuti, dammi solo cinque minuti e ti raggiungo". Lei si allontana. Dopo un quarto d'ora, lui nota la cupola blu di una tipica chiesetta locale che sbuca da un promontorio non lontano. Scatta una decina di foto alla chiesa, poi entra in acqua e si dirige verso il promontorio. Lei alza la testa dal libro di Vargas Llosa che sta leggendo, lo vede camminare nell'acqua con la reflex sopra la testa, e si rimette a leggere. Dopo tre quarti d'ora lui ritorna con un sorriso stampato in faccia e la nuca arrossata dal sole.

Lui prende una bottiglia dalla loro borsa e riempie i loro bicchieri d'acqua ancora fresca. Beve. L'ora del tramonto si avvicina, e sull'isola c'e' un villaggio da cui si vede il sole tramontare in mare, vicino ad altre isole. Lui e lei rimettono le loro cose in due borsoni e si incamminano verso il parcheggio. Lo scooter affittato per la settimana li aspetta, c'e' tempo a sufficienza per raggiungere quel villaggio e trovare l'angolo migliore per fare qualche foto al tramonto.

Qualche ora piu' tardi, dopo alcune centinaia di foto nel villaggio, il rientro in albergo, la doccia e una cena, lui scarica le fotografie della giornata sul computer portatile. Che fortuna aver comprato una scheda da quattro giga, con una da due non avrei avuto spazio a sufficienza, dice. Guarda, le dice, queste te le ho scattate mentre ti allacciavi il casco questa mattina, salendo sullo scooter. Che bella la chiesetta, vero? Lei gli dice che lo aspettera' al bar vicino alla piscina.
Due ore dopo, lei e' al terzo daiquiri, e
...

Tags: antropologia spicciola, compagni di viaggio, foto, fotografia, viaggiare leggeri

Attraversare Taiwan a piedi?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/10/2008 alle 07:10 | 0 commenti  | Permalink
Leggendo in dettaglio su fourcornersofjapan.net le avventure di Ian Fraser e Chris Lynch, che stanno concludendo la traversata del Giappone a piedi, immaginavo che questi tizi avessero venti, venticinque anni. Invece no. Quarantatre' e trent'anni. I piedi hanno iniziato a prudermi: e' da un po' che non faccio lunghi viaggi a piedi, o anche solo in bici. Dallo scorso millennio.

Boschi e montagne intorno a Wu Ling Farm
Pensavo a Taiwan, che in certe cose e' un piccolo Giappone. L'influenza culturale giapponese li' e' sostanziale: dal sedicesimo secolo l'impero giapponese ha incrementato i contatti e l'influenza sulla piccola isola nota anche col nome portoghese di Formosa; nel 1895, poi, dall'influenza si passo' al controllo diretto dell'isola, quando Taiwan venne ceduta dalla Cina al Giappone a seguito della sconfitta nella prima guerra cino-giapponese. A differenza della politica giapponese in Cina e altrove (a Singapore, per esempio) l'occupazione giapponese prima e durante la seconda guerra mondiale vide un numero ridotto di violenza e brutalita', e fu segnata invece dal tentativo di assimilare ed assorbire la popolazione taiwanese all'interno della cultura giapponese (per contrasto, e' bene ricordare che l'impero Giapponese, nella prima meta' del ventesimo secolo, agi' contro i cinesi come contro una razza inferiore, vedi massacro di Nanchino per esempio).

Taiwan venne quindi trattata come un "piccolo Giappone", e i suoi cittadini educati come i cittadini giapponesi, soprattutto a partire dal 1919, quando la politica di assimilazione venne formalizzata dal primo ministro nipponico Hara Takashi. I taiwanesi vennero spinti verso l'uso di costumi giapponesi (lingua, religione, abbigliamento, struttura delle abitazioni, nomi individuali.

Beh... la storia di Taiwan magari sara' l'argomento specifico di un post in futuro. Per ora, basti sapere che molti taiwanesi combatterono nell'esercito giapponese, i sentimenti anti-nipponici non si svilupparono a Taiwan come successe invece in Cina e in Corea. Visitare Taiwan offre l'occasione di assistere ad un incontro tra la cultura cinese pre-Rivoluzione culturale e quella giapponese.

Vista la sua relativa vicinanza a Singapore, e le dimensioni minori - quindi piu' adatte alle mie condizioni atletiche attuali - se confrontate col Giappone, sto pensando... perche' non attraversare Taiwan a piedi? E’ parecchio piu’ piccola del Giappone, ma come il Giappone offre varieta’ di panorami e genti: ci sono ancora dodici tribu’ di aborigeni provenienti da Oceania, Indonesia, persino dal Madagascar. Montagne (3900 metri), fiumi, aree isolate e altre densamente popolate, spiagge da surf e isolati templi buddisti, il grattacielo piu' alto del mondo e campi di riso.

Sarebbe bello potersi prendere un "mese sabbatico" (magari due) per attraversare Taiwan da nord a sud, magari passando per il centro.

Sarebbe bello.

Tags: Asia, camminare, Taiwan, viaggiare leggeri

A piedi attraverso il Giappone

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/10/2008 alle 07:26 | 0 commenti  | Permalink
www.fourcornersofjapan.net e' il blog di Ian Fraser e Chris Lynch, due australiani che hanno deciso di attraversare il Giappone a piedi, uno da nord e l’altro da sud; loro dicono che uno va dal punto piu’ ad est a quello piu’ ad ovest e l’altro dal capo settentrionale a quello meridionale, ma vista la forma del Giappone i due percorsi risultano opposti ma simili, tanto che hanno venti punti in comune.

"Ma chi glie lo fa fare, di camminare? Non ci sono piu' auto, in Giappone? Non hanno niente di meglio da fare, nella vita, 'sti due australiani?".


Beh, forse vogliono avere qualcosa di piu', da ricordare, del solito "Quest'anno ci siamo fatti Barcellona Ibiza Madrid Bilbao e Tangeri in cinque giorni netti"...

Tags: Asia, camminare, viaggiare leggeri

Linee aeree e sovrapprezzi, presto passeggeri a dieta?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/10/2008 alle 07:40 | 0 commenti  | Permalink
Visti i costi del carburante, Elliott.org ha pubblicato una lista semiseria di oggetti di cui le linee aeree dovrebbero fare a meno per tagliare i costi d'esercizio. Aerei piu' leggeri, consumi di carburante inferiori.

La lista contiene la frase
charging by weight (...) is a logical next step
Sarebbe difficile da mettere in pratica, un tariffario di sovrapprezzi basato sul peso del passeggero, ma non impossibile.

Dopo aver pesato i bagagli imbarcati, anche i passeggeri potrebbero essere invitati a salire sulla stessa bilancia, e a pagare secondo un tariffario molto semplice, forse simile al seguente:

- Fino a 40 kg: niente sovrapprezzo. Quella dei trasporti non sarebbe la prima industria a proporre l'anoressia come standard da seguire;
- Da 40 a 80 kg: sovrapprezzo del 10% sul prezzo del biglietto. E' lecito pensare che questa sia la fascia di peso/prezzo in cui la maggior parte dei passeggeri si troverebbe, il che garantirebbe un aumento del 10% dei prezzi dei biglietti che, nonostante tutto, lascerebbe i clienti soddisfatti (d'aver evitato un sovrapprezzo maggiore...);
- Da 80 a 120 kg: sovrapprezzo del 50%. Milano-Londra andata e ritorno a 100 euro? Diventano 150. Il carburante costa, e ogni chilo in piu' aumenta i consumi dei velivoli;
- Oltre 120 kg: raddoppio del biglietto. Se il passeggero decide di volare nonostante sia in questa categoria, la linea aerea incassa due biglietti; se il passeggero non vola, si libera un posto per un passeggero piu' leggero.

Scenario triste ma tutt'altro che improbabile. I costi del carburante sono in calo, direte. Una discriminazione dei passeggeri in base al peso corporeo porterebbe cause e class actions contro le linee aeree in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, dove "big is beautiful" e i passeggeri non leggeri abbondano. Piccole nazioni come Nauru, Tonga, Samoa ed altre della Micronesia, in cui essere sovrappeso e' la norma, vedrebbero una riduzione dei viaggi aerei dei propri cittadini, con danni per l'economia locale.

Signori, quand'e' l'ultima volta che vostra moglie vi ha consentito di essere presenti mentre si pesava? Ci sarebbero azioni legali per violazioni della privacy, con una "pesatura pubblica" dei passeggeri, sarebbe quindi necessario piazzare le bilance per passeggeri in aree non riservate.

E credete davvero che cio' sara' sufficiente a impedire che le linee aeree vi facciano pagare per tutto cio' che portate a bordo, compresi voi stessi in carne ed ossa?

Tags: entrate ausiliarie, linee aeree, pesi e misure, prezzi, viaggiare leggeri

In viaggio da diciassette anni, ne restano solo altri tredici...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/08/2008 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
Mercoledi' mattina mi sono svegliato nel mio candido lettino e ho pensato "Da oggi sono in ferie!". Solo tre giorni lontano dall'ufficio, tre giorni che ho trascorso in un villaggio turistico a meno di un'ora di volo da dove vivo. Sabato sera ero gia' di nuovo a casa, e oggi, ad una settimana dall'inizio delle ferie, devo riguardare le fotografie scattate per ricordarmi che le mie vacanze estive sono davvero gia' passate. Pensare che nel 1989 presi la mia motina e me ne andai nel Lake District inglese, e quella mi sembrava avventura. Lo era, a confronto con il villaggio turistico Berjaya di Tioman, Malesia.

Beh, c'e' qualcuno che, tra un viaggio e l'altro, torna raramente a casa. Denis Katzer e sua moglie Tanja sono in viaggio dal 1991 ed hanno percorso, pare, oltre 250.000 km scattando foto, filmando e scrivendo, con un obiettivo semplice: compiere la piu' lunga spedizione mai documentata nella storia della razza umana. Una delle prime cose che vengono in mente, pensando a qualcuno che viaggia dal 1991, e' "Ma quanto gli costera', questo viaggio? Saranno stati ricchi, prima di partire!". La Leica R9 che compare in alto in varie pagine del loro sito www.denis-katzer.com non e' economicamente alla portata di tutti: l'avranno comprata per il viaggio o ricevuta in omaggio da Leica, che e' un loro fornitore tecnico? Poco importa: neppure io partirei per un viaggio pluriennale con una macchina digitale (scelta comunque non praticabile da Denis e Tanjia nel 1991) che dipende da batterie e schede di memoria per registrare il mio viaggio, e che soffre umidita', caldo e freddo.

Certamente non stanno tenendo nascosto il loro viaggio, che in parte si ripaghera' da solo: hanno sponsor e fornitori di materiali, e le fotografie, i filmati e gli scritti vengono probabilmente utilizzati in tutti i modi possibili, come e' giusto che sia.

Due citazioni dal sito di Tanja e Denis:
The sole aim of our journey is to create a means of counterbalance to a world which keeps trying to turn faster day by day; to contribute one's share of the puzzle towards finding a way back, remembering, reflecting about oneself.

(...) Our experiences also help to remind people that there are other, more important things that make life worth living, besides their work, their alleged obligations, their chase after money (...)


Probabilmente i due viaggiatori non hanno visto l'ultimo Batman. Non credo siano riusciti a comprare tutti i CD dei Coldplay, o a scaricare dalla rete le canzoni dei Radiohead. Quasi certamente non hanno decine di orologi e occhiali da sole nel loro bagaglio, da scegliere in base ai vestiti e all'occasione. Magari non hanno neppure seguito l'ultima serie del Grande Fratello, in nessuna delle nazioni che hanno visitato... non sono "liberi" in assoluto: devono indossare, almeno nelle foto che producono, i marchi degli sponsor del loro viaggio, e devono aggiornare frequentemente e regolarmente il proprio sito, e inviare agli sponsor la documentazione del viaggio. Ma liberta' di decidere cosa fare, ogni giorno, quella se la sono conquistata.

Tags: viaggiare leggeri, viaggio

Viaggiare leggeri: rimpiazzare il laptop con il PDA anche per le foto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/06/2008 alle 04:00 | 0 commenti  | Permalink
Il laptop (o notebook, o computer portatile) e' il compagno di viaggio indispensabile per tanti di noi. Serve per poter rispondere ad emergenze lavorative, per tenersi in contatto via email e instant messaging con parenti e amici, per organizzare le escursioni giorno per giorno. A me serve, soprattutto, per poter scaricare le fotografie scattate durante la giornata e, a volte, per scrivere nuovi articoli per Viaggi.affari.to quando viaggio. Per questo motivo ho un portatile leggero (Acer Travelmate 370), circa un chilo e mezzo. Ma a volte anche un chilo e mezzo sembra troppo, ragion per cui ho deciso di sostituire il laptop con un palmare (o PDA, Personal Digital Assistant).

L'HP iPaQ 2796 con tastiera esternaIl palmare, un HP iPaQ 2795, ce l'ho gia' da un paio di anni, ma non l'ho mai usato molto. L'ho portato in viaggio con me, e con la sua tastiera pieghevole e' possibile scrivere testi anche lunghi senza soffrire troppo; non avevo pero' ancora pensato ad usarlo per scaricare immagini dalla mia macchina fotografica. Dopo ad alcune letture sul concetto di digital workflow (qui, qui e qui), ho capito che avrei potuto evitare di portare con me l'intero laptop, durante i viaggi, visto che quel che mi serviva era solo un hard disk, auto-alimentato e con una lettore di schede SD (il supporto di memoria utilizzato dalla mia Nikon D40).

Dopo una visita al PC Show 2008 a Singapore, una moderata illuminazione mi ha pervaso: perche' spendere soldi per un hard disk portatile quando posso riutilizzare qualcosa che ho gia'? L'HP iPaQ 2795 ha solo 64 Mb di spazio (su RAM) a disposizione, ma dispone di uno slot per schede SD e di uno per schede CF (Compact Flash). Quello che mi serve e' una scheda CF sufficientemente capiente da accettare il contenuto di varie schede SD. Visto che per fotografia digitale uso due schede SD (una in macchina e una di riserva nello zaino), quello che mi serve ora e' una scheda CF da 8 o 16 Gb; schede di dimensioni maggiori sarebbero troppo costose. Altra cosa che serve per avere a disposizione il digital workflow (e chiamiamola procedura digitale!) che voglio, e' un programma che copi, con un solo click o quando viene avviato, il contenuto della scheda SD nella scheda CF. A quel punto, la procedura sara' la seguente:

1) Scattare foto fino a che la scheda SD della macchina fotografica e' piena;
2) Rimuovere scheda SD presente nel palmare;
3) Inserire scheda SD appena riempita nel computer palmare;
4) Inserire scheda SD rimossa dal palmare nella macchina fotografica e formattarla;
5) Sul palmare, avviare programma che copia files;
6) A copiatura completata, spegnere il palmare;
7) Ricominciare a scattare foto.

La procedura presentata ha alcune potenziali limitazioni:

a) Se il costo di una scheda CF e' eccessivo, puo' essere piu' conveniente l'acquisto di un hard disk portatile;
b) La velocita' della copiatura da scheda SD a scheda CF e' tutta da verificare e potrebbe essere scarsa;
c) Il PDA ha un'autonomia limitata (leggi: batteria);
d) L'iPaQ 2795 potrebbe non supportare schede CF con la capienza necessaria (8/12/16Gb).

Sono ora in cerca di una scheda CF adatta, poi mi mettero' all'opera per scrivere il programma di copiatura.

Tags: computer, fotografia, viaggiare leggeri

Viaggiare leggeri: meno mutande nel vostro zaino!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/06/2008 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
Non tutti amano viaggiare con due valigie, uno zaino e qualche altra borsa: alcuni di noi continuano a sentirsi a proprio agio, durante un viaggio, solo dopo aver ridotto al minimo le cose che si portano dietro. "Dietro" in senso letterale, visto che di solito viaggiamo con uno zaino. Con spazzolini da denti col manico cortissimo, con fotocopie (fatte sulle guide che abbiamo comprato) delle pagine che parlano dei posti che contiamo di visitare. Con una macchina fotografica compatta anziche' una reflex, e se reflex e', con l'obiettivo piu' leggero e polivalente. Con gli scarponi o i sandali che abbiamo ai piedi, e senza scarpe di ricambio.

L'igiene, di solito, consiglia di non lesinare sulla biancheria di ricambio. Se saro' in viaggio sette giorni, portero' con me sette paia di mutande o boxer, e magari una in piu'. Non avevo pensato di poter risparmiare peso anche in questo campo, e il modo e' semplice: usando biancheria che asciughi rapidamente e' possibile ridurre il numero di capi di biancheria intima nel vostro bagaglio. ExOfficio, Taiga, Tilley - e sicuramente altre aziende - producono biancheria intima a rapido asciugamento, tra due e quattro ore. La tecnologia utilizzata dalla maggior parte di questi capi d'abbigliamento e' il Polartec Power Dry; questa tecnologia non viene utilizzata solo nella biancheria intima, quindi il risparmio di peso puo' estendersi a calzini, magliette, e qualsiasi altro capo d'abbigliamento presente nel nostro bagaglio in piu' esemplari.

Lo scrivente e' di solito un fanatico del 100% cotone per quanto riguarda camicie, magliette e pantaloni, ma una rapida verifica in bagno ha dimostrato che i normali boxer che indosso in questo momento hanno una percentuale, seppur minima (5%), di materiale sintetico, l'Elastane, e sono ottimi.

Usando materiali a rapido asciugamento, due serie di boxer / calzini / maglietta sarebbero sufficienti, come biancheria intima, per un viaggio, indipendentemente dalla sua durata: lavando la sera maglietta, mutande e calzini usati durante la giornata, e indossando l'altra serie durante la notte, il risparmio di peso diventerebbe rilevante.

L'uso di biancheria che si asciughi rapidamente e' il modo migliore, credo, per avere biancheria pulita senza caricare troppo il proprio zaino: l'alternativa e' scendere a compromessi igienici e ... indossare la stessa biancheria per piu' giorni, magari dormendo senza indossarla!

Alcuni indirizzi online per l'acquisto di biancheria quick dry:

- Polartec
- Boxer ExOfficio
- Boxer ExOfficio sul sito REI
- Taiga
- Tilley
- Eastern Mountain Sports


Quest'articolo riflette il punto di vista e le necessita' dell'autore; capi d'abbigliamento quick dry per donne sono ovviamente disponibili nelle pagine web sopra citate.

Tags: abbigliamento, viaggiare leggeri, zaino

Viaggiare a piedi non e' abitudine nazionale...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/02/2008 alle 17:33 | 0 commenti  | Permalink
Un conoscente inglese sta per intraprendere un viaggio a piedi da Istanbul a Finisterre (Spagna). Ne ho parlato su www.viaggi.affari.to/notizie/666. Sei mesi, 4.000 km, sei milioni di passi (stimati). Il conoscente si chiama Ian, e il suo sito e' http://trek08.roughian.com.

Vi immaginate un nostro connazionale, un italiano, impegnato in un viaggio a piedi?

No. E' facile immaginare le preoccupazioni:

- Chi sta a casa a badare alla casa?
- Chi bada ai genitori anziani, ai figli, al cane?
- Se giro a piedi come un pezzente, cosa scrivo poi nel curriculum? Chi mi assumera', quando torno?
- E se mi becco qualche malattia strana?
- E se non bastano i soldi?
- Camminare stanca;
- M'hanno detto che a Finisterre i cellulari italiani hanno poco campo, tranne quelli cromati;
- Parleranno italiano, a Istanbul?
- C'e' f*ga, in Bulgaria?

Un italiano che giri da solo e' gia' un animale strano. Se poi viaggia in treno, in bici, a piedi o in autostop, e' ancora piu' anomalo. Noi siamo moderni e alla moda, abbiamo almeno due cellulari, il SUV o la station wagon col GPS cosi' non ci perdiamo sul tragitto casa - ufficio, gli occhiali da sole rigorosamente di marca, i jeans consumati al punto giusto, lo snowboard perche' gli sci fanno troppo anni '70, e se andiamo da qualche parte ci andiamo in un attimo, senza perdere tempo a camminare.

Camminare ... cosa significa?

A piedi da Istanbul ad Finisterre

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/02/2008 alle 19:42 | 0 commenti  | Permalink
TREK '08Istanbul-Finisterre
4500km Charity Walk
Viaggiare a piedi e' prassi diffusa tra i cittadini britannici. Sui giornali locali si legge, periodicamente, di qualcuno che va a piedi da John O'Groats (punta nord della Scozia) a Lands' End (punta della Cornovaglia). Di solito lo si fa per beneficienza, ma non e' detto. In tutti i casi c'e' un desiderio di viaggiare leggeri, senza doversi preoccupare di guasti all'auto o alla moto, di coincidenze all'aeroporto, di prenotazioni dell'albergo. E visti i tempi necessari al viaggiare a piedi, e' anche necessario avere tempo a disposizione e non aver paura di passarlo da soli.

Ci sentiamo quindi di raccomandarvi Trek08.roughian.com, il sito di "Rough Ian", dedicato alla sua camminata da Finisterre (Spagna) a Istanbul (Turchia), che si svolgera' nel 2008. 4.000 chilometri, sei milioni di passi, sei mesi: queste le cifre che descrivono la camminata.

Ian e' in cerca di sponsor. Se la vostra ditta, anche piccola, e' interessata, ci sono tanti modi per aiutarlo nell'impresa, e tanti modi per beneficiarne. Se non avete altri modi per aiutarlo, visitare il suo sito Trek08.roughian.com sara' sufficiente.

Conoscendo personalmente "Rough Ian", possiamo garantire che:

1) e' una persona onesta, se concordate qualcosa in cambio del vostro supporto, otterrete esattamente quanto promesso;
2) e' una persona meticolosa;
3) buon fotografo;
4) da buon cittadino inglese, potrebbe scrivervi un trattato su tutte le birre esistenti al mondo;
5) non si perde d'animo in caso di difficolta';
6) puo' produrre materiale (testo) dotato di tipico humour britannico (non un gran sforzo per lui ... come detto, e' inglese).

Tags: camminare, siti Internet, viaggiare leggeri, viaggio

Padoa-Schioppa ha ragione sui bamboccioni

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/10/2007 alle 16:10 | 0 commenti  | Permalink
Giorni fa, il sito di Beppe Grillo ha ospitato una risposta al ministro Padoa-Schioppa. La risposta, tentando di dimostrare l'impossibilita' di mettere in pratica cio' che il ministro auspica (lasciare la famiglia e vivere da soli), mostra solo quanto siamo lontani dall'idea di fare sacrifici per ottenere cio' che desideriamo.

L'autore della lettera sul blog di Grillo, pur con stipendio basso e buon senso dell'umorismo (caratteristiche che me lo rendono simpatico), pare persino piu' viziato e bamboccione di me ... per lasciare casa vuole acquistarne una immediatamente. Niente alternative? Io sono stato in affitto in due posti, prima di comprare casa.

In neretto le frasi da beppegrillo.it:

La dovrò arredare (la casa), ovviamente, mica posso dormire per terra....


Mi consenta... dormire per terra si puo'. Magari non per anni, ma un materasso sul pavimento e' una soluzione comune, chieda ad amici italiani (operai, laureati, programmatori) che si sono trasferiti all'estero. E se l'abbiamo fatto noi, con moquette amazzoniche a pochi centimetri dal naso, puoi farlo anche tu.


Per ora posso accontentarmi di una cucina, un tavolo con 4 sedie, un divano a due posti , un mobile tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini... il minimo indispensabile. Mi conosco, mi saprò adattare.



Divano a due posti? Letto matrimoniale? Tv? La prima casa in cui ho abitato, dopo aver lasciato la casa di famiglia, la condividevo con altri due colleghi (e con un ulteriore coinquilino, per un certo periodo). Uno di loro aveva una vecchia e scalcinata Opel pagata meno di 500 sterline, l'altro viaggiava da passeggero e con i mezzi pubblici. La tv era forse a colori, forse in bianco e nero, certo minuscola, con funzionamento a giorni alterni e antenna in fil di ferro fatta in casa.

Il divano che avevamo era cosi' pulito che qualsiasi mamma media italiana l'avrebbe distrutto col napalm, a patto di arrivare prima dell'ufficio d'igiene interessato a metterlo sotto sequestro. Di sedie, in cucina, ce n'erano tre.

Il giardino lo ripulii io con minima collaborazione da parte di uno dei coinquilini, l'erbaccia era alta a sufficienza da farci temere di trovare carcasse di cani. Il letto (singolo e mediocre) lo comprai nuovo, pagando 40 sterline piu' 40 per il materasso. L'auto ce l'avevo gia', e la tenni. Fino a che non mi misi con la ragazza che poi divento' mia moglie, non andai al cinema, e anche il pub - passatempo nazionale in Inghilterra - lo frequentavo una volta alla settimana. Niente ristoranti. La mountain bike la comprai di seconda mano, con garanzia scritta di incassare almeno il 50% del prezzo pagato al momento di restituirla (casomai avessi perso il lavoro e avessi lasciato l'Inghilterra).

Torniamo alla casa, visto che e' quello il tema. Non era a due passi dal lavoro, e questo ridusse il costo dell'affitto. Gli impianti luce, gas e acqua erano vecchi e qualche guasto l'abbiamo dovuto affrontare. La casa aveva due camere da letto e un mini-studio, talmente mini che dopo una settimana li' mi trasferii nell'inutilizzato mini-salotto (tre metri per cinque) che quindi divento' la mia "casa". La casa era freddina e buia, e riscaldarla - senza termosifoni - costava un capitale. Il bagno era uno solo e malandato. La cucina era malmessa. Eccetera eccetera eccetera...

Se persino io sono riuscito ad adattarmi ad uno standard di vita inferiore a quello che avevo a 'casa di mamma', credo che chiunque possa farcela. Tra l'altro, lo standard si abbassa ogni volta che si trasloca all'estero, nel mio caso: nel 2006 sono stato trasferito negli USA, e l'appartamento in cui mia moglie ed io viviamo ora e' piu' piccolo della nostra casa in Inghilterra e anche della casa in cui vivemmo insieme prima di comprarne una. E' piu' buio, con isolamento termico e acustico inesistente, in un'area in cui camminare o andare in bici significa rischiare la pelle a causa del traffico (e dei marciapiedi ridicoli). Ma e' quel che possiamo permetterci senza dover chiedere aiuto o fare debiti.

Bamboccioni veri o presunti, se volete davvero vivere per conto vostro, preparatevi a qualche sacrificio in piu'...

L'ufficio ultraportatile: dal portatile al palmare

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/03/2007 alle 07:01 | 0 commenti  | Permalink
Pur sognando una vacanza senza informatica, capita sempre piu' spesso di promettere al proprio capo, al momento di lasciare l'ufficio, che "Certo, controllero' la mia posta elettronica almeno ogni due giorni!"; poi ci si rende conto che, scattando venti fotografie digitali ad ogni paesaggio pittoresco dell'isola che si sta visitando, la scheda della fotocamera non durera' tutte le vacanze: ce ne vuole almeno una seconda, o magari un pc portatile su cui scaricare le foto fatte ogni giorno. E se seguite un sito Internet, vorrete anche avere la possibilita' di aggiornarne i contenuti (tramite browser) e magari di sistemare un improvviso bug nel codice di un vostro sito (con un editor HTML e un client FTP).


Queste sono le mie necessita'. E mi sono stancato di portare in vacanza il mio pur leggero Acer Travelmate 370. In passato ho viaggiato col Travelmate piu' uno Psion Series 5mx: una macchinetta piccola ma con una tastiera incredibile, con tasti di dimensioni simili a quelli di una tastiera normale. Il nonno dei PDA (Personal Digital Assistant) moderni, visto che risale agli anni 90.

Confronto tra iPaq 2795 e Psion Series5mx Un altro pregio dello Psion era l'alimentazione con batterie a stilo, che duravano tra i venti e i trenta giorni. La combinazione di una ottima tastiera, uno schermo largo (640 x 240 px), lunga autonomia e il non dover portare accessori (cavi, adattatori) rende lo Psion 5mx una macchina per scrivere portatile tuttora apprezzata, a sei anni dall'uscita di produzione. Peccato pero' che questa macchina un difetto ce l'abbia: l'affidabilita' dello schermo, o piu' precisamente del cavo (particolare) che connette lo schermo al corpo dello Psion. Esistono ditte in Inghilterra che effettuano riparazioni, ma ... nel caso del mio Psion, il guasto e' stata l'occasione per passare ad un HP iPaq 2795.

Ottimo, soprattutto per la connettivita', ma non all'altezza dello Psion per digitare testi piu' lunghi di qualche frase, visto che dispone solo di una tastiera virtuale (sullo schermo) da utilizzare con lo stilo. Ecco quindi che, sfruttando un'occasione speciale di un supermercato informatico (CompUSA di Sandy Springs, Atlanta, USA), ho acquistato una tastiera esterna HP con connessione Bluetooth per 30 dollari. La tastiera e' ottima, funziona con batterie mini-stilo, e l'unica cosa spiacevole e' il fatto che il palmare si disconnette dalla tastiera se non viene digitato niente per alcuni minuti; credo sia rimediabile.

iPaq 2795, tastiera Bluetooth HP e Psion Series5mxCon la tastiera, l'iPaq diventa piu' fruibile, e la modularita' del sistema permette di leggere email al volo sfruttando connessioni wireless aperte e gratuite (quando ci sono...), e di sedersi, usare la tastiera Bluetooth e scrivere qualcosa di piu' complesso e lungo se necessario.

L'ingombro dell'iPaq e' inferiore a quello dello Psion se misurato senza tastiera esterna, superiore con la tastiera.

Cosa resta da fare, per avere un ufficio portatile?

- Con una tastiera che permette di comporre testi lunghi, ora sono gli occhi a soffrire: uno schermo portatile (o un sistema di proiezione, o altre soluzioni) sarebbe utile;
- La connessione tra macchina digitale (Fujifilm Finepix F610) e palmare e' ancora da realizzare;
- La connessione tra il palmare e il mio web server di prova (su cui sviluppo i miei siti Internet, compreso ViaggiareLeggeri) pare difficile: si tratta di una chiavetta USB da 2Gb con installato XAMPP, che comprende Apache, PHP e MySQL (piu' Perl e altro software che non uso).

Alla prossima puntata...

Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, computer, informatica, viaggiare leggeri

Si puo' viaggiare a costo zero?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21/07/2006 alle 00:00 | 1 commenti  | Permalink
Viaggiare senza spendere niente mi sembra difficile, ma ecco qualche idea per viaggi a basso costo:

1) Ci sono tre criteri da considerare, nell'organizzare un viaggio: comodita', basso costo e bellezza dei luoghi, e non e' possibile soddisfare tutti e tre i criteri. Non puoi avere un viaggio economico (o gratuito) che ti porti in bei posti, e pure comodo. Se vuoi andare in bei posti e spendere poco, sara' scomodo. Se vuoi spendere poco e stare comodo, non saranno bei posti. Se i posti sono belli e vuoi stare comodo, non sara' economico. Quindi, se volete viaggiare spendendo davvero poco, preparati a tornare a casa stanchi ... o a visitare posti che non vengono normalmente considerati "belli".

2) Esiste un mezzo di trasporto che non consuma carburante. Si chiama bicicletta, e se sei in forma decente puoi andarci anche all'estero. Se invece non sei uno sportivo, la bici la usi per andare alla stazione, la carichi su un treno e passi le Alpi (per esempio in Costa Azzurra). Da li' pedali in pianura, magari lungo la costa. La bellezza della bici e' che non richiede carburante, e percio' e' il punto di partenza ideale per la pianificazione di una vacanza a bassissimo costo.

3) Tenda e sacco a pelo: i campeggi costano meno degli ostelli della gioventu', e ci sono posti (Corsica e Alta Savoia in Francia, per esempio) dove e' facile campeggiare al di fuori dei campeggi in angoli tranquilli, a costo zero. Anche in montagna si puo' campeggiare gratis, spesso.

Tags: bici, offerte speciali, prezzi, viaggiare leggeri

Tre cose da portare in viaggio o in vacanza

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/07/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Con l'arrivare del caldo arrivano le consuete domande estive... una, classica, e' "Se potessi portare solo tre cose con te, cosa sceglieresti?". Ecco le nostre risposte:

1) denaro (contante e carta di credito)
2) passaporto (se uscite fuori dalla CEE vi serve)
3) patente (se volete guidare vi serve)

In alternativa, per viaggi di portata piu' breve:
1) bici
2) zaino con tenda e sacco a pelo
3) portafoglio

Lo so che ho barato, il portafoglio e' gia' un insieme di documenti, denaro, carte bancomat, etc... e lo "zaino con tenda e sacco a pelo" finirebbe coll'avere anche la biancheria di ricambio. Ok, facciamo una lista piu' affettiva e meno pratica:

1) Un libro: se vado in spiaggia dev'essere lungo; consiglierei il "Pendolo di Focault" di Eco, che vince il confronto col "Codice Da Vinci" a mani basse. Oppure qualcosa di Michael Crichton, come il recente "State of fear" o di Philip Roth (ma per leggere "Pastorale Americana" vi serviranno vacanze lunghe...).

2) Una macchina fotografica. Sono passato alla digitale (sono alla seconda Fuji) nel 2001, e ho scattato ben poche foto, con una reflex convenzionale, da allora. E' troppo pratica per rinunciarvi. Ricordarsi di portare il caricabatteria e magari una scheda di memoria aggiuntiva (ne ho una da 512Mb e un paio d'altre meno capienti). Comunque, una macchina fotografica, anche convenzionale, per me e' indispensabile, in vacanza.

3) Qualche tavoletta di cioccolata. Non sara' commestibile, se cerchi di mangiarla in spiaggia, ma se ti trovi su un volo Ryanair e il cibo parte da dieci sterline, oppure se sei in una sperduta foresta rumena o thailandese, o in metropolitana a Hong Kong, quella cioccolata potrebbe essere piu' preziosa di una parure di diamanti.

E voi, cari visitatori di www.viaggi.affari.to, quali sono le tre cose senza la quali non andreste in vacanza? Visitate il nostro forum, e dite la vostra.

Tags: viaggiare leggeri

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