Alcuni consigli relativi al bagaglio a mano per fotografi, raccolti durante una ricerca sui migliori trolley per fotografi.
1) Piu' piccolo e' il bagaglio a mano che porterai a bordo, minore sara' lo stress mentale che soffrirai.
2) Molte linee aeree non chiedono ai loro passeggeri di verificare il bagaglio nelle sagome di controllo; alcuni fotografi professionisti di lungo corso non hanno mai dovuto subire il 'controllo in sagoma', nonostante abbiano viaggiato in aereo per decenni; d'altro canto, ad altri e' capitato. La conclusione che se ne puo' trarre e' che la tecnica migliore per portare il proprio bagaglio a mano a bordo e' che il bagaglio stesso dovrebbe "sembrare" delle dimensioni giuste, e "sembrare" leggero. La maggior parte del personale dei check-in si affida ad un rapido controllo visuale del bagaglio durante il check-in.
3) Se sei uno degli ultimi passeggeri a salire a bordo, sbrigati a mettere il tuo zaino/trolley nel primo vano libero sopra i sedili. Non ci sono regole che impongono di piazzare il bagaglio a mano direttamente sopra il proprio sedile. Non c'e' niente di peggio che raggiungere il proprio sedile e scoprire che sopra di esso non c'e' piu' spazio per il bagaglio a a mano, e trovarsi a dover cercare spazio in giro (o peggio, trovarsi a dover piazzare il proprio bagaglio in stiva. Capita anche questo).
Si possono scattare fotografie in aereo durante decollo e atterraggio usando una macchina fotografica meccanica? E' quel che avevo chiesto a varie linee aeree lo scorso 5 dicembre. Usare apparecchiature elettroniche durante decollo e atterraggio non e' consentito, e la mia era la ricerca di una soluzione alternativa per gli appassionati di fotografia (e di aviazione) per fotografare le due fasi piu' importanti di un volo. easyJet e British Airways hanno risposto rapidamente (il contenuto delle risposte e' nell'articolo originale del 13/12/2011), e pochi giorni fa, il 10 gennaio, e' finalmente arrivata la risposta di Lufthansa (non credo ci sia speranza d'ottenere una risposta da Alitalia...). Eccola:
-------- Original Message --------
Subject: Lufthansa(Feedback-ID #21456012)
Date: Tue, 10 Jan 2012 17:29:27 +0100 (CET)
From: Lufthansa <customer.feedback.eu@lufthansa.com>
Spettabile Radazione di Viaggiare Leggeri,
Vi ringraziamo per il Vostro commento lasciato sul nostro sito internet in data 8 Dicembre 2011.
Voglia innanzitutto accettare le nostre scuse più sincere per il ritardo con cui Vi rispondiamo, dovuto all’elevato numero di richieste ricevute da parte dei nostri clienti.
In seguito ad una indagine delle norme di sicurezza in vigore nelle procedure di decollo ed atterraggio dei nostri voli, siamo spiacenti di doverVi informare che non è purtroppo possibile utilizzare alcun tipo di dispositivo elettronico o meccanico nelle fasi di decollo e atterraggio.
Queste norme sono volte alla tutela dei nostri passeggeri e per Lufthansa la sicurezza ha priorità assoluta.
Nella speranza di avere la Vostro comprensione a riguardo, cogliamo l’occasione per porgerVi cordiali saluti
_____________________________________
[nomi degli autori del messaggio]
Customer Feedback Europe
*Lufthansa German Airlines*
Customer Feedback Europe
PO Box 1289
Liverpool L69 3AX
UK
E-mail: customer.feedback.eu@lufthansa.com
Email gentile, come prevedibile; meno prevedibile il fatto che una richiesta inviata il 5/12/2011 sia stata registrata nel dababase Lufthansa solo tre giorni dopo. E la risposta alla domanda che avevo posto e' sorprendente: durante le fasi di decollo e atterraggio sui voli Lufthansa, non solo e' vietato l'uso dei dispositivi elettronici, ma anche di quelli meccanici. Non credo si possa parlare di un rischio di interferenze con la strumentazione di bordo, in questo caso. Quale sara' la ragione del divieto? Sara' per evitare che i passeggeri dedichino la propria attenzione ad altro, anziche' concentrarsi sui rischi di decollo e atterraggio?
Forse e' meglio che si distraggano, questi poveri passeggeri...
E' da anni che sono passato alla fotografia digitale. Dopo oltre vent'anni di reflex a pellicola, nel 2001 passai ad una compatta digitale Fuji, continuando ogni tanto a far foto con una Nikon FE2. Apprezzai da subito l'immediatezza delle foto digitali, la possibilita' di rivedere immediatamente quanto scattato. La macchina digitale forniva una seconda possibilita': scattare, rivedere, correggere e scattare di nuovo. Migliorarsi, imparare piu' in fretta dai propri errori, ecco cosa apprezzavo. Qualcosa mancava ancora: il mirino ottico della mia macchina digitale era piccolo e mi mancava quello delle reflex; niente piu' cieli intensi come quelli che ottenevo con polarizzatore piu' pellicola Kodachrome o Velvia; niente grandangolo, niente teleobiettivo, niente macro. Nel 2007, prima di andare verso il west, acquistai la mia prima reflex digitale. Durante quel viaggio, nel bagagliaio dell'auto c'era la solita fedele FE2 con un grandangolo 20mm e un paio di rullini da 36: non la toccai. E non credo d'aver scattato piu' di un paio di rullini, dal 2007 a oggi: il passaggio alla reflex digitale e' stato indolore e naturale.
Ma ci sono ancora tanti appassionati che usano macchine fotografiche "analogiche" e pellicola. Per esempio, Eddy:
mamma mia quanto sono antico.... io mi porto ancora la mia fantastica reflex pentax SF7 con tanto di pellicola, anzi di pellicole da cambiare e usare secondo le diverse situazioni. Senza scordare i b/n e vari filtri, praticamente 10 kg solo di borsa fotografica...
(...) vuoi mettere la soddisfazione di svilupparsi da soli un bel rullino B/N chiuso in bagno con tanto di luce rossa accesa...
TUTTO VERO! Aggiungerei che delle 500 foto digitali tra 10 anni o probabilmente meno non se ne conserverà neanche una.... soldi buttati per non avere nulla!
Il rullino da 36 ha conservato il ricordo invece: lo metti in un cassetto e le foto le rivede anche tra 100 anni senza problemi di pc, schede ecc!!
Io dopo qualche anno di digitale sono felicissimamente tornato a fotografare con la pellicola.
A favore della fotografia analogica c'e' la soddisfazione di creare un'immagine avendo il controllo dell'intero processo, sviluppo compreso, per alcuni. C'e' la non-obsolescenza del supporto (provate a leggere i files presenti su una scheda XD lasciata in un cassetto per cinque anni). C'e' il progresso tecnologico degli scanner, che permette di digitalizzare un negativo con qualita' finale migliore anno dopo anno. C'e' la crescente disponibilita' di macchine fotografiche analogiche eccezionali a prezzi abbordabili, sul mercato dell'usato (e - sorpresa! - sono spesso macchine perfettamente funzionanti).
Ci sono persino tante macchine fotografiche, a volte persino reflex, che vengono regalate: date via per niente. Come quellle in questa foto, per esempio.
Io ho un rullino da 36 fotogrammi da completare, nella mia vecchia e fedele FE2. E tu, farai foto digitali quest'anno, oppure userai la vecchia e amata pellicola?
A tutti piace scattare foto ricordo. Per un'appassionato di fotografia, o di aeronautica, decollo e atterraggio sono probabilmente i momenti piu' interessanti da fotografare: un decollo dall'aeroporto di Napoli o un atterraggio al Changi Airport di Singapore sono momenti degni d'essere fotografati. Ma decollo e atterraggio sono i due momenti del volo in cui e' vietato utilizzare dispositivi elettronici, quindi non possiamo fare fotografie ne' col nostro cellulare/smartphone, ne' con la compattina digitale, ne' con la reflex Canikon che costa come un'auto. Come dice il sito di una linea aerea presa a caso:
Materiale elettrico
Oggetti elettronici di piccole dimensioni come radio, laptops, cellulari, lettore DVD o MP3 sono ammessi nel bagaglio da stiva o a mano. Gli oggetti caricati nel bagaglio a mano si possono utilizzare durante il volo, salvo durante la fase di decollo e di atterraggio.
La ragione del divieto e' il rischio di interferenze con l'avionica degli aeromobili, e anche se si trattasse di un rischio minimo, preferisco non correrlo, grazie. Al fotografo o fotoamatore desideroso di documentare decollo e atterraggio resta quindi una possibilita': utilizzare una macchina fotografica meccanica, priva di elettronica.
Giuro, esistono.
Come ci ha ricordato Eddy nel forum, ci sono ancora appassionati che viaggiano con macchine fotografiche non digitali. Ma anche quelle rischiano di essere vietate durante decollo e atterraggio: la Pentax SF7 di Eddy, per esempio, non e' digitale ma e' comunque completamente elettronica.
No, per aggirare legalmente il divieto d'utilizzare dispositivi elettronici e' necessario rivolgersi a fotocamere completamente meccaniche. Senza autofocus, senza motorino per l'avanzamento della pellicola, senza esposimetro elettronico, senza batterie.
Cercando in solaio ho trovato una macchina fotografiche che potrebbe essere utilizzata in questa circostanza: una Zorki C, copia russa della Leica II, con otturatore meccanico, nessun esposimetro, nessuna batteria. Comprata quindici anni fa per sessantamila lire in un mercatino da un venditore polacco, non e' la massima espressione della tecnologia russa del XX secolo, ma funziona.
Sara' accettabile?
Il 5 dicembre ho contattato quattro linee aeree (EasyJet, Alitalia, Lufthansa, British Airways) con il seguente messaggio:
Buongiorno,
Viaggio da molti anni in aereo, spesso con la vostra azienda, e conosco il regolamento delle linee aeree, compreso il divieto di utilizzare dispositivi elettronici durante decollo e atterraggio. Sono pero' interessato a scattare fotografie durante queste due fasi del volo, e vorrei sapere se cio' e' consentito utilizzando una macchina fotografica completamente meccanica, priva di batterie e di componenti elettronici di qualsiasi tipo. Tale fotocamera, prodotta negli anni Sessanta e incapace di interferire con qualsiasi circuito, non credo rientri tra i dispositivi il cui uso e' vietato.
Potete confermare, per favore?
Grazie e cordiali saluti
Nel giro di pochi minuti mi sono arrivate risposte automatiche da easyJet e British Airways. Lufthansa ha mandato un messaggio automatico tre giorni dopo, l'8 dicembre, per segnalarmi la registrazione della richiesta nel database aziendate delle richieste d'assistenza. Alitalia non ha ancora risposto. British e easyJet hanno poi risposto alla domanda che avevo posto, e una lode va ad easyJet, che ha risposto il 05/12/2011 alle 13:02, meno di tre ore dopo aver ricevuto il mio messaggio. Sia la risposta di easyJet che quella di British Airways sono improntate al buon senso, che pero' porta a conclusioni differenti. Ecco un estratto del messaggio che mi e' stato inviato da easyJet:
(..) Le confermo innanzitutto che l'uso di dispositivi elettronici é vietato durante le fasi di decollo ed atterraggio, cosí come viene illustrato anche durante le fasi di preparazione alla partenza.
La prego quindi di segnalare semplicemente ai membri della crew di bordo che utilizzerá un dispositivo assolutamente privo di parti elettriche e di batteria. In tal modo non Le verranno posti problemi all'utilizzo, in quanto non in grado di interferire con le apparecchiature di bordo.
Avvertire evita infatti successivi fraintendimenti.
Il messaggio di British Airways:
Se la fotocamera e' completamente meccanica, puo' chiedere ad un membro del personale di bordo se le e' conse...
Ansel Adams era un fotografo statunitense, probabilmente il piu' famoso fotografo di paesaggi. Le sue immagini in bianco e nero dei parchi nazionali statunitensi sono capolavori che hanno ispirato legioni di fotografi dilettanti e professionisti, compreso il sottoscritto. E' sufficiente virare una foto in bianco e nero, aumentarne il contrasto e fare un paio di aggiustamenti per creare un capolavoro alla Ansel Adams? Probabilmente no, ma personalmente mi ha sorpreso la trasformazione di queste foto scattate nei dintorni della Monument Valley: le foto originali mostravano un cielo blu intenso, rocce e sabbia rosso vivido; in bianco e nero, l'assenza dei colori rende protagoniste le forme spettacolari delle rocce.
Ha ancora senso portare in viaggio una reflex, o e' sufficiente il cellulare, per scattare foto in vacanza? Da quando ricevetti in regalo la mia prima reflex nel 1979, l'idea di andare in viaggio senza macchina fotografica non mi e' mai passata per l'anticamera del cervello. Pero'...
Durante il recente viaggio a Cipro avevo con me, come sempre in viaggio, una reflex digitale (Nikon D300), alcuni obiettivi (18-105mm, 10-20mm, 55-200mm), un flash (SB-600), e alcuni accessori. Ogni volta che mi sono trovato davanti ad un monumento o ad un bel panorama, ho scattato foto sia con la reflex che col mio smartphone, un HTC Legend. Le foto scattate col telefono sono state eseguite col programma Vignette e poi ridimensionate per la pubblicazione con PicSay. In vari casi, tra lo scatto e la pubblicazione online sono passati pochi minuti. Ogni foto scattata con la reflex, invece, ha richiesto maggiore lavoro di preparazione prima e dopo lo scatto.
In pratica, per i post con foto pubblicati in questo diario durante il viaggio, lo smartphone e' piu' che sufficiente. E mi chiedo quanti viaggiatori potrebbero lasciare a casa quei due-tre chili di attrezzatura fotografica che si ostinano a portarsi dietro... soprattutto considerato che le foto delle vacanze verranno al massimo caricate su una pagina di Feisbuc, e che quindi una risoluzione elevata non e' necessaria.
Vale la pena di portarsi in vacanza due o tre chili di reflex con obiettivi e accessori (piu' magari un laptop o netbook per scaricarle ed elaborarle)? Basta una bridge o una compatta? Oppure anche questi tipi di macchine fotografiche hanno fatto il loro tempo, e il telefono cellulare - piu' precisamente lo smartphone le puo' rimpiazzare?
Foto scattata con un HTC Legend, con cui sto scrivendo tutti i post da Cipro, e col quale ho scattato tutte le foto etichettate come cartoline. La foto originale "pesava" 5MB e conteneva molti dettagli, l'ho ridotta a 70KB con Picsay per velocizzarne il caricamento sul sito. Ho scelto apposta la foto di un luogo insignificante - il retro dell'albergo in cui mi trovo, a Cipro - per dimostrare che non serve la piu' recente Canikon da 36 megapixel per fare foto decenti. Soprattutto se verranno viste sullo schermo di un computer. E soprattutto se al costo della reflex si aggiunge quello del fisioterapista che curera' la vostra schiena, o del portatore nepalese che si fara' carico del vostro zaino fotografico anche durante le escursioni lungo il Lambro.
"... e queste sono le chiavi della Focus. Sara' a tua disposizione fino a quando l'assegno dell'assicurazione non ti verra' consegnato, da quel momento avrai sette giorni per restituirla."
Sto ritirando una vettura di cortesia alla Enterprise di Heathrow, dopo che la mia auto e' stata tamponata ad un semaforo a Feltham, qui vicino. Il danno all'auto e' minimo, non si chiude il bagagliaio, ma i costi della riparazione potrebbero essere superiori alle settecento sterline che l'auto mi e' costata.
"Bene, bene, molto meglio della Volvo del dodicesimo secolo che guidavo prima. Dall'accento mi pare che tu sia irlandese, giusto?"
Gli occhi di Pete, il giovane impiegato che mi sta dando le chiavi, si illuminano.
"Si', vengo dall'Ulster!"
"Sono stato in Ulster, e anche nell'Eire. Da quale citta' vieni?"
"Armagh. E' a sud di Lough Neagh, il grande lago al centro dell'Irlanda del Nord."
"Lo so, ho visitato Armagh tanti anni fa. Ricordo una visita in due negozi di dischi che erano pressapoco l'uno di fronte all'altro..."
"Si', li ricordo bene! Ho lavorato in uno di quei negozi, prima di trasferirmi in Inghilterra. Ti e' piaciuta, Armagh?"
"Mi e' piaciuta, e mi ha lasciato un aneddoto memorabile. Ma qui state lavorando, non e' il caso..."
Cena con amici di amici a Londra, questa sera. Ottima idea, se uno ama combattere per il diritto di camminare: i marciapiedi intorno a Westminster sono pieni di gente venuta a vedere non tanto il matrimonio reale tra William Principe (ereditario) di Galles e Kate Middleton, quanto i fotografi e le troupe televisive che si preparano per la giornata di venerdi'. Vorrei poter fare come i londinesi piu' snob che se ne andranno lontano da Londra in questi giorni per evitare la folla,
... accertatevi d'aver tolto il tappo dell'obiettivo. Facile ricordarsene con una reflex, ma se uno ha una costosa macchina a telemetro, digitale o analogica che sia, l'errore e' piu' difficile da rilevare, come si nota in questo filmato:
Una notizia di quelle che avremmo preferito non leggere: le reflex digitali sono ora di fatto vietate in Kuwait. bit.ly/hj5rSR scrive che a Kuwait il Ministero dell'Informazione, il Ministero degli Affari Sociali e il Ministero delle Finanze hanno vietato l'uso in pubblico delle reflex digitali nel territorio di Kuwait.
Quindi, se avete una reflex digitale e state per andare in Kuwait, rimettetela nel cassetto, e prendete invece una compatta (digitale o con pellicola). E se siete particolarmente interessati a stimolare discussioni coi poliziotti kuwaitiani, provate a usare in Kuwait una reflex vecchio stile, con pellicola, che per il momento non sembra essere vietata.
Inquadra. Aspetta, cambia posizione, la luce non arriva con l'angolo giusto. Reinquadra. Chiudi il diaframma, non c'e' abbastanza profondita' di campo. Meglio fare un passo indietro, anche se ho un dieci millimetri non riesco a mettere tutta la stanza nel fotogramma. Ora quell'angolo e' troppo scuro, forse e' meglio usare il fill flash per schiarirlo.
No, grazie. E' da alcune settimane che sono rientrato in Italia, e in queste settimane la mia reflex e' rimasta quasi sempre a casa, e mi sono goduto invece i panorami e gli angoli del torinese scattando foto come si faceva negli anni settanta (come facevo negli anni settanta prima di avere una reflex): guarda, scatta, e speriamo che venga una bella foto. E alla mancanza d'impegno non corrisponde una mancanza di soddisfazioni: sto facendo foto col cellulare, tipo queste, e pur con le loro imperfezioni volute (la vignettatura e il b/n sono effetti inseriti automaticamente dal programma di ripresa, Vignette per Android) e non volute (mediocre resa dei dettagli con illuminazione scarsa ), queste immagini mi danno piu' piacere di tante altre foto che ho scattato, con risoluzioni maggiori, con piu' dettagli, con corpi macchina e obiettivi e zaini enormemente piu' pesanti.
Mi piace fare foto, soprattutto di sport, e mi piace viaggiare. Se qualcuno dovesse pagarmi per fare foto sportive in localita' remote, credo farei almeno un paio di salti di gioia, prima di salire a bordo (di un aereo, nave, autobus ... qualsiasi veicolo). Ecco quindi un'occasione interessante, se uno avesse l'opportunita' di coglierla. Annuncio letto su un sito di annunci economici gratuiti:
Cerco Fotografo per foto a Surfisti
a Ponta Negra e Pipa - Natal (Brasile)
E' indispensabbile attrezzatura in digitale, teleobbiettivo, cavalletto
e Pc portatile.
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(... seguono dettagli per contatti)
Non so se il lavoro pubblicizzato esista davvero. Non so se sia pagato bene, e se la sistemazione sia un un bell'hotel o in una baracca con scarafaggi grandi come pantegane. Non so se si tratti sul serio di fotografare surfisti, e non mi faccio illusioni: dubito si tratti di surfiste con fisico da modelle e di atleti capaci di cavalcare le onde per decine e decine di metri. Piu' probabilmente si trattera' di persone come me che scrivo e come te che leggi, con un accenno di salvagente intorno alla vita oppure con un petto cosi' poco muscoloso da sembrare bidimensionale. Con costumi da bagno troppo ridotti e pancia strabordante, oppure con gambette mingherline e pelata incipiente (no, non sentitevi offesi: sto parlando di me, in tutte le descrizioni elencate).
Ma non importa: se qualcuno se ne va fino in Brasile e piazza il surf tra le cose che desidera praticare, ha diritto ad avere qualcuno (pagato dall'albergo o dal tour operator o da un'agenzia fotografica locale) che gli scatti foto e che glie le venda, e che magari cerchi di fare di ogni foto qualcosa di bello e memorabile. E non mi sarebbe dispiaciuto essere quello che scatta quelle foto, ma in questo momento, nonostante sia temporaneamente disoccupato e in ferie nel sud-Est asiatico, non posso andarmene in Brasile a fotografare surfisti e surfiste. Peccato. Se ci sono altri appassionati della fotografia sportiva ... prego, accomodatevi.
Disclaimer: l'autore di questo post e' legato al sito in cui e' stata pubblicata l'inserzione sopra citata. E si sta mordendo le mani in quanto non puo' rispondere all'annuncio.
Fine gennaio 2010: procedendo alla taggatura delle mie foto ("mie" nel senso che le ho scattate io), mi rendo di averne tante. Non tante quanto un professionista, ma comunque tante. Oltre 70.000 foto, che occupano circa 220Gb sul mio disco rigido esterno. Ma non e' tanto la quantita' totale, bensi' il tasso di crescita, a preoccupare: considerando solo gli ultimi anni, nel 2007 ho prodotto 12Gb di immagini, nel 2008 32Gb, nel 2009 133Gb! Nel solo gennaio 2010 ho salvato 16Gb di immagini, il che porta a una previsione di poco inferiore ai 200Gb per l'intero 2010. Tanti. E ho solo poche decine di Gb residui, sul disco. Oltre alla carenza di spazio ho altri due problemi: 1) non ho nessun backup per le foto scattate dal 2008 ad oggi, e 2) il mio vecchio laptop, in salotto, non ha accesso alle foto se non accendo anche quello nuovo, a cui e' collegato il disco esterno con le foto.
Serve un NAS (Network Attached Storage). Un dispositivo con uno o piu' dischi rigidi, collegato alla rete locale e non ad un particolare computer, che renda disponibili i files contenuti nei suoi dischi rigidi a tutti gli utenti della rete locale e, potenzialmente, anche ad utenti al di fuori della rete stessa. Esistono varie interpretazioni riguardo a quel che un NAS deve o non deve essere, quanto segue non vuol essere la Bibbia del NAS: e' solo il mio punto di vista in base alle mie esigenze e a quanto ho imparato in fatto di NAS neglle ultime settimane.
Un NAS non e' altro che un computer con alcune parti sovrasviluppate e altre atrofizzate secondo progetto. Tanto spazio su disco rispetto ad un computer normale, ma zero interesse per grafica e audio. Poca rumorosita', basso consumo elettrico e ridotta produzione di calore, visto che la bestiolina dovrebbe, in teoria, essere in grado di lavorare 24/7. Quindi anche CPU poco performante, e non serve esagerare con la RAM. Un momento, ho detto bestiolina? Gia', per come la vedo io, questo dispositivo dev'essere anche poco ingombrante. E poco costoso. E non sarebbe male se mi aiutasse col backup.
Usare un vecchio computer come NAS e' la soluzione preferita da molti, peccato che l'unico vecchio computer a mia disposizione sia il laptop Acer Travelmate 370 che comprai nel 2004, non adatto a questo lavoro e soprattutto tornato a nuova vita con l'installazione di Ubuntu 9.10, due mesi fa. Restano quindi due soluzioni, comprare un NAS o costruirlo.
Aggiornero' la pagina nei prossimi giorni, in modo da descrivere cronologicamente il processo che mi portera' - spero - alla soluzione che cerco.
2010, inizio febbraio: giro in Rete e trovo varie pagine relative a NAS autocostruiti e a prodotti pronti per l'uso. Tra le prime, quelle di Aaron Eiche, Paul Stamatiou, Zhong Tom Wang, e la guida di Smallnetbuilder.net sono state quelle piu' interessanti.
Il NAS di Aaron mi ha dato l'idea di usare una scheda madre Mini-ITX con processore Atom. Lui ha usato una motherboard Intel D945GCLF2, ora fuori produzione; io cerchero' qualcosa di simile. Lui ha usado un disco Seagate Barracuda da 1,5Tb e 7200 giri al secondo; io sto pensando allo stesso disco in versione da 1Tb.
Le specifiche temporanee, trica e branca(*)
- Motherboard Intel D945GCLF2 con CPU Atom integrata;
- 1Gb di RAM;
- 2 dischi Seagate Barracuda
- Budget: 500 singdollas (25 euro).
2010.02.09, sera: sono stato a Sim Lim Square per vedere i NAS in vendita li' e identificare i negozi in cui acquistare parti sfuse, se dovessi decidere di fare il bricoleur. Ecco alcuni prezzi visti da Fuwell, al quarto piano:
Prima di visitare Fuwell ho visitato alcune altri negozi di SLS. Al terzo piano ho trovato Netwin, che ha parecchi case in vetrina. Il tizio in negozio, Michael, mi ha dato parecchi suggerimenti, alcuni validi, altri che mi hanno lasciato il sospetto che volesse "piazzarmi" dei fondi di magazzino.
2010.02.09, notte: Vado a dormire pensando che forse e' meglio acquistare un NAS pronto per l'uso, senza wireless, con almeno tre slot per dischi rigidi. Perche' tre? Perche' il disco WD esterno da 320Gb potrei rimuoverlo dal suo contenitore e piazzarlo nel NAS, liberando quindi una presa elettrica; potrei poi acquistare immediatame...
PSP e' l'unico programma a pagamento inserito nella prova.
Obiettivi
Vedere quali programmi riescono a leggere i tag (parole-chiave) e la valutazione (le "stellette") assegnate ad un'immagine da un altro programma.
I motivi della prova
Sto selezionando foto per un sito, e non sempre e' facile rintracciare una foto in un archivio di varie decine di migliaia di immagini. Se ogni mia foto fosse legata ad alcune parole-chiave, sarebbe piu' facile rintracciarla. Prima, pero', devo procedere a questo lavoro di etichettatuta, ed applicare le parole-chiave, o categorie, o etichette (o tags). Ho quindi la necessita' di selezionare il programma piu' adatto ad etichettare le mie foto, e di sapere quali programmi di elaborazione fotografica sono compatibili con tali etichette.
Stessa cosa per la valutazione delle immagini. Se valutiamo ogni foto con un numero di stelle da una a cinque in base alla qualita' tecnica e artistica dell'immagine, sara' piu' facile, in seguito, ritrovare le fotografie migliori: molti programmi di elaborazione fotografica e di gestione immagini permettono di svolgere ricerche per parole-chiave nei files e di mostrare solo i files che hanno un certo numero di "stellette"
Le due operazioni sono note come tagging (l' "etichettatura" delle immagini) e rating (la valutazione delle immagini).
Procedura
Ho creato una cartella su un disco rigido esterno collegato al computer utilizzato per la prova. In quella cartella ho creato una cartella che ho chiamato "Originali" in cui ho inserito tre files senza tags ne' valutazione: 1.nef (un file RAW generato da una Nikon D300), 2.tif e 3.jpg. Ho poi copiato ed incollato la cartella "Originali" - ed i files in essa contenuti - creando una cartella per ciascun programma, e rinominando tali cartelle con il nome del programma da utilizzare per modificarne i files.
Ho quindi usato ciascun programma per modificare i tre files nella cartella appropriata, aggiungendo tre tags a ciascun file, e assegnando ai files una valutazione (una stella a 1.nef, 2 stelle a 2.tif, 3 stelle a 3.jpg). Ogni cartella cosi' elaborata veniva poi rinominata con un trattino prima del nome.
Ad elaborazione completata, ho utilizzato ciascuno dei programmi selezionati per cercare di vedere valutazione e tags delle fotografie. Ho eseguito due prove.
Elaborazione, alcune note
1) GwenView non vede i file RAW (.NEF) della Nikon;
2) Con RawTherapee, ricordare di usare “Process queue” al termine dell'etichettatura!
3) Gqview non vede i file RAW (.NEF) della Nikon;
4) GqView, inoltre, non assegna ne' vede stelle;
5) PSP non e' in grado di applicare tags (e stelle ?) ai file RAW;
6) GwenView non mostra stelle e tags nel pannello laterale. E' necessario cliccare su Meta Information -> More, il che rende l'etichettatura macchinosa;
Vediamo ora come se la sono cavata i programmi messi alla prova.
GqView (su Linux Ubuntu)
Il peggiore dei programmi provati, per quanto riguarda tagging e rating. Non solo non vede tags e stellette applicate dagli altri programi: non vede neppure le proprie!
Giudizio: da disinstallare.
GwenView (su Linux Ubuntu)
Una delusione. GwenView e' un programma con un'interfaccia carina, ma poco pratico per tagging e rating: ha un pannello laterale per vedere tags e stelle, eppure quel pannello non ha mostrato alcuna informazione per i files usati in questo test. Per vedere tags e stellette e' necessario cliccare su Meta Information -> More, il che rende l'operazione macchinosa.
Seguendo la procedura appena descritta, GwenView ha quindi "visto" tags e stellette per i files .NEF, .TIF e .JPG etichettati con Gestione Risorse, Live Photo Gallery, PSP e ... GwenView. Ha visto tags e stellette per il solo file .JPG editato con DigiKam.
Giudizio: inadatto a taggare/valutare grandi quantita' di immagini.
Corel Paint Shop Pro (su Windows)
Paint Shop Pro e' l'unico programma a pagamento che ho inserito in questa prova per una ragione molto semplice: e' l'unico che potevo permettermi. E' un programma di elaborazione fotografica che uso da anni (dalla versione 5 o 6, con qualche interruzione), e la versione X2 (o 12) e' soddisfacente in tanti campi. Nonostante la sua funzione "Organizer" non e' pero' il software migliore per rating e tagging: per iniziare, PSP X2 non e' in grado di applicare tags o stellette ai files .NEF.
- Nikon ViewNX: vede solo i tag applicati al file .TIF, non agli altri due files;
- DigiKam: vede solo i tag applicati ai fi...
Poca voglia di scrivere, ieri. Capita. E oggi non e' che ce ne sia molta di piu': dovrei pubblicare foto della Val d'Aosta recentemente visitata, elaborare quello che ho scritto sui posti da visitare in Georgia, scrivere della visita al giardino ornitologico di Jurong, e non ho ancora finito di raccontare com'e' finito il viaggio a Taiwan del maggio 2009 (per non parlare di quello dell'ottobre 2009). Ecco quindi alcuni pensierini sparsi del lunedi' mattina.
Per cominciare, un aggiornamento sul sito: ho aggiunto una pagina che elenca tutti gli articoli pubblicati nel blog nei cinque anni trascorsi da quando e' online. La pagina e' visibile cliccando nel menu' in alto su Blog, poi su Tutti gli articoli.
Per chi e' in viaggio negli USA ha un televisore e apprezza gli sport statunitensi: i playoff della NFL ci hanno regalato un atleta quarantenne di successo, Brett Favre. Non perdetevi quelli che potrebbero essere i suoi ultimi incontri: l'incontro dei Minnesota Vikings con i New Orleans Saints, sabato prossimo, e - in caso di vittoria - il Superbowl. Che un quarantenne non solo sopravviva, ma addirittura prosperi, in uno sport dove domina il contatto fisico, e dove difensori da centodieci chili ti si scagliano addosso a velocita' da centometrista, e' ancora piu' rilevante: a golf e a scacchi non si gioca con l'elmetto.
Aviazione e cinema: Passengers e' un film del 2008 che ho visto ieri in tv. Parla di un disastro aereo e di recupero post-traumatico, di vita e di morte. Ha alcuni momenti toccanti, e gli interpreti (Anne Hathaway e Patrick Wilson e, in un ruolo minaccioso ma enigmatico, David Morse) sono convincenti e rendono difficile distrarsi o cambiare canale, anche se avete una curva dell'attenzione che crolla dopo cinque minuti.
Fuori dalla finestra vedo il cantiere del nuovo casino' di Marina Bay, Singapore. Enorme, dovrebbe essere completato entro la fine di aprile 2010, anche se, guardandolo, e' difficile credere che possa essere pronto in meno di un paio d'anni. E non basta: sull'isola di Sentosa e' in costruzione un altro casino'. Singapore vuole diventare la mecca asiatica del giocatori d'azzardo, oltre ad essere un centro finanziario e medico.
Sabato ho visto al cinema il film taiwanese Not Without You, interessante per chi ama Taiwan e per chi voglia vedere immagini cinematografiche diverse dalle solite New York/Londra//Los Angeles. Un padre, Li Wu Hsiung, vive con la figlia di sette anni in una baracca galleggiante nel porto di Kaohsiung, e campa con pericolosi lavori da poco (ma pericolosi: s'immerge nelle acque del porto per fare manutenzione subacquea). Quando cerca di iscrivere la figlia a scuola, sotto la pressione degli assistenti sociali, Li scopre di non esserne il tutore legale, e inizia la odissea contro la burocrazia. Il regista evita i sentimentalismi, i personaggi non manifestano quasi mai in modo plateale le loro emozioni. "Not Without You" (Bu neng mei you ni), anche noto col titolo spagnolo "No puedo vivir sin ti", e' il candidato taiwanese all'Oscar 2010 come miglior film in lingua straniera.
Alcune note informatiche:
- Firefox era il browser piu' adatto per testare pagine web: se c'era un tag HTML fuori posto, la pagina collassava; Internet Explorer, invece, digeriva di tutto e mostrava anche pagine malformate. Ora la situazione si e' invertita, e Firefox e' diventato piu' tollerante verso gli errori di programmazione, mentre Explorer e' ora piu' sensibile agli errori. MSIE e' ora "il" browser da usare per verificare la solidita' di una pagina.
- Sto preparando una lista di programmi per gestire foto in Linux. Alcuni di quelli che ho provato sono molto sofisticati (RawTherapee, DigiKam), altri fanno una sola cosa e la fanno bene (Rapid Photo Downloader), alcuni hanno interfacce complicate o poco istintive (RawTherapee, The Gimp), altri ancora vanno in crash facilmente (ne parleremo). Ma anche in Windows non e' che le cose vadano meglio, per chi ha pochi soldi da spendere (quindi niente Aperture/Lightroom/Photoshop) e non vuole ricorrere al software taroccato. Paint Shop Pro X2 va frequentemente in crash - su un computer nuovo e con buon hardware - usando la funzione Organizer. Microsoft Live Photo Gallery va in crash, anche se piu' raramente. Forse ho troppe foto.
- Parlando di troppe foto (I), un NAS (Network-Attached Storage) sarebbe la s...
Secondo alcuni siti (questo, questo e questo), l'obiettivo Nikkor 70-200mm f/2.8 VRII della Nikon ha problemi di finitura: una filettatura interna perde il rivestimento, e frammenti di vernice se ne vanno a spasso dentro l'obiettivo, tra una lente e l'altra. Pare trattarsi di un problema diffuso, e il servizio assistenza della filiale Nikon in Cina sta gia' affrontando il problema. Se leggete il cinese visitate questa pagina.
Se avete un Nikkor 70-200mm f/2.8 VRII, impostate la lunghezza focale a 200mm e guardate nell'obiettivo attraverso la lente anteriore, aiutandovi con una torcia se necessario. Se ci sono frammenti, di corsa alla Nital!
Aggiornamento 21 gennaio 2010
Il problema sembra essere estetico e non funzionale.
Uno compra un notebook nuovo per sostituire quello vecchio che sta iniziando a fumare. Scarica una distribuzione di Linux pensata apposta per la fotografia, PCLinuxOS Digital Photography Edition. La installa, e quella non riconosce la scheda wireless. Peggio, non riconosce neppure la scheda di rete vecchio stile, quella per collegarsi alla rete tramite un cavo RJ45. E nonostante abbia installato il sistema operativo scegliendo l'inglese come lingua da installare, molti messaggi d'errore sono in olandese. Anche alcuni pulsanti contengono testo in olandese, ma li vedo a malapena: sono parzialmente fuori dallo schermo.
Schermo ... ah, gia': il notebook ha uno schermo capace di raggiungere la risoluzione di 1366 x 768 pixel, ma PCLinuxOS DPE non ne vuole sapere di andare oltre 800 x 600.
La lista di cose che non vanno inizia a diventare sostanziosa, decido di fare un giro sul sito dove ho scaricato la distribuzione ... ma non c'e' piu'. Non la distribuzione: il sito, non c'e' piu'. Al suo posto, www.dfpe.pclinuxos.nl mostra una pagina bianca con un messaggio d'errore dal server, in olandese:
Niet toegevoegd
Als u deze pagina ziet, is de aangevraagde website nog niet toegevoegd aan de proxy server. Neem contact op met de beheerder...
Lo traduco con Google, pare che il problema sia causato da un proxy non configurato. Contatto quelli di www.pclinuxos.nl, visto che PCLinuxOS DPFE e' una sottoversione di PCLinuxOS, ma non sanno cosa sia successo e non sono molto interessati: non e' un loro progetto, e 'probabilmente quelli di DPFE saranno andati altrove, prova a scrive nel loro forum'. QUALE FORUM, se il sito e' irraggiungibile?
Nello scorso millennio installai Red Hat e Mandrake, e pare che dodici anni non abbiano portato progressi: quelle due installazioni furono semplici, quella di PCLinuxOS Digital Photography Edition molto meno. Meglio provare con Ubuntu...
Oggi parlero' di un piccolo "esperimento" per combinare un bisogno ed una risorsa, in modo da avere un accessorio fotografico utile con un budget ridotto.
L'idea? Usare un computer palmare come "photo storage viewer".
Amate viaggiate, viaggiare leggeri, e fotografare. Scattate molte foto ogni giorno, durante i vostri viaggi. Avete una macchina fotografica che produce dei bei file grossi e polposi, magari dei Raw da 30Mb. Dieci foto, 300Mb. Cento foto, 3Gb. La scheda della macchina fotografica, probabilmente una Compact Flash (CF), si riempie in fretta. E poi ne usate un'altra. E magari un'altra ancora. Infine siete senza schede, e vi pentite di non aver portato con voi un computer portatile in cui copiare le immagini per poi svuotare le schede (questo e' quanto faccio di solito quando viaggio). Ecco, questo e' il momento in cui un "photo storage viewer" sarebbe utile. Si tratta, in sintesi, di un disco rigido, piu' un lettore di schede di memoria, piu' uno schermo in cui visualizzare le foto, il tutto contenuto in un dispositivo portatile alimentato da una o piu' batterie. Vari prodotti simili sono disponibili sul mercato, prodotti da Epson, Vosonic, Jobo, Wolverine, Aska e altre. Di solito costano alcune centinaia di euro, hanno una capienza variabile tra i 40Gb e il 250Gb, e un ingombro intorno ai 15 per 10 centimetri per tre centimetri.
Bell'idea! Posso avere un photo storage viewer gratis?
No. Volendo essere taccagni, alcuni modelli (uno della Vosonic, per esempio, visto al Funan Centre di Singapore) costano meno di 50 euro, ma sono privi di disco rigido (da acquistare a parte) e hanno uno schermo LCD utilizzabile solo per monitorare le operazioni del dispositivo, non per vedere le foto. Aggiungendo il prezzo di un disco rigido da 2,5", il costo complessivo arriva intorno ai cento euro. Questo e' il target del progetto che ho intrapreso: "creare" un photo storage viewer per meno di cento euro.
Il posto in cui iniziare e' il "ripostiglio di cose digitali" che ormai quasi tutti hanno. Se credete di non avere un simile ripostiglio, riflettete per un momento: quando avete comprato il vostro computer attuale, che fine ha fatto quel che avevate prima? E il cellulare che avete in tasca, dov'e' quello vecchio? Se siete alla seconda (o terza, o quarta) macchina fotografica digitale, dov'e' quella precedente? Se siete riusciti a vendere o regalare tutti i vostri "cosi digitali" vecchi, buon per voi. Nel mio caso, nonostante sia riuscito a sostituire palmare, cellulare e macchina fotografica con un solo dispositivo, nel mio ripostiglio digitale c'e' ancora il PDA (Personal Digital Assistant, o palmare) HP Ipaq 2795b. Ha un ottimo schermo, uno slot per schede Compact Flash e uno per schede SD. Usa Windows Mobile, si connette a reti wireless e a dispositivi Bluetooth. Purtroppo, non ha un disco rigido, la capienza del'Ipaq e' quindi limitata ai soli 256Mb di RAM; pero' quei due slot sono una tentazione.
La mia Nikon D300 usa schede Compact Flash. Ho preso in considerazione varie possibilita' (dischi rigidi esterni collegati via USB/PC Card, per esempio), ma la limitata connettivita' del mio Ipaq non consente tali soluzioni, che richiedono l'inserimento di un adattatore nello slot in cui invece dovrei inserire la scheda CF con le foto da copiare. Ho quindi deciso di provare ad usare l'Ipaq per copiare le foto da una Compact Flash ad una scheda SD. Al momento ho tre schede CF: una da 4Gb e due da 8Gb, tutte della Sandisk. Ho pensato di acquistare una scheda SD da 32Gb, in modo da avere capienza adeguata per un viaggio di vari giorni, ed eventualmente una seconda di pari capienza, cosi' da poter copiare il contenuto delle schede CF su due schede SD differenti per minimizzare il rischio di perdere le immagini (rischio non remoto: smarrimento schede, smarrimento bagagli, schede che si rovinano...); il costo di una scheda SD da 32Gb e' di circa 99S$ (circa 47 euro), per cui prima di acquistarla ho svolto delle prove con schede di dimensioni minori. Di solito, anche durante viaggi in luoghi spettacolari (ad Angkor, per esempio), non scatto piu' di 4Gb di foto al giorno; ho quindi provato a trasferire 3,9Gb di immagini da una scheda CF 4Gb ad una scheda SD 4Gb.
Un primo ostacolo: l'Ipaq non vede la scheda SD da 4Gb! Nessun problema con quelle da 2Gb, o con schede CF da 4 o da 8Gb, ma la SD da 4Gb e' come le leggi italiane contro il conflitto d'interessi: invisibile. Ho quindi cercato online ed ho trovato...
Singapore: partenza di sabato, all'ora di pranzo, per Taiwan. Volo di quattro ore. Ritorno a casa la domenica successiva, di mattina presto. Sette giorni e qualche ora a Taiwan, con visite a Taoyuan e forse Taipei, alle montagne del Shei-pa National Park, nelle Taroko Gorges, e probabilmente tante ore dietro ad un finestrino (in auto, treno, battello). Che attrezzatura fotografica portare?
Sono stato a Taiwan nel 2004 e 2005 portando solo una macchina fotografica compatta (digitale). Nel 2008 avevo con me una reflex digitale con zoom 18-55mm e 55-200mm. Nel giugno 2009, per la visita a Pingtung, Green Island e Taitung, portai il Sigma 50-500mm in sostituzione del 55-200mm, perche' speravo di vedere animali interessanti, oltre al Sigma 10-20mm. Questa volta, invece, avevo ...
Una Nikon D300. Funziona, fa quel che deve, la batteria dura un paio di giorni.
Una Nikon D40 di riserva. Lo so, non ha ne' risoluzione, ne' batteria, ne' capacita' risoluzione in comune con la D300. Ma monta gli stessi obiettivi e fa foto. Ed e' leggerissima e piccola. Non si sa mai. Non l'ho portata con me tutto il tempo, e' rimasta nel bagaglio in camera durante le visite a Hualien e a Shei-Pa; in caso di problemi alla D300 avrei perso solo poche ore di occasioni fotografiche (un professionista non potrebbe permetterselo, un dilettante per fortuna si').
Uno zoom Nikon 18-105mm. Credo di aver scattato l'80% delle foto con quest'obiettivo. Se fosse stato un 18-200mm l'avrei probabilmente usato per il 95% delle foto, forse il 100%.
Nikkor 55-200mm. Leggero, e' rimasto nello zaino quasi tutto il tempo, e l'ho utilizzato soprattutto nel parco di Shei-Pa e in un villaggio delle Taroko Gorge. In entrambi i casi e' stato utilizzato per foto a distanza ravvicinata (fiori nel parco, farfalle e insetti nel villaggio). Ho rimpianto il Sigma 50-500mm a Hualien, quando mi sono trovato a fotografare, nell'arco di poche ore, egrette, aerei da ricognizione dell'aviazione militare taiwanese in volo sopra la spiaggia, e infine una mandria di bovini vicino all'area industriale della citta'. Ma il peso del "Bigma avrebbe reso piu' spiacevole il viaggio. Meglio viaggiare leggeri.
Lo zoom Sigma 10-20mm. Poche foto in interni, pochi panorami metropolitani, questo supergrandangolo ha passato quasi tutto il tempo nello zaino.
Un computer portatile Fujitsu per scaricare le foto. Leggero, ma non l'ho portato con me durante le escursioni: e' rimasto a Taoyouan anche durante i due giorni trascorsi nel parco di Shei-Pa e i tre passati ad Hualien. Non ha dato problemi.
Tre schede CompactFlash della Sandisk, due da 8Gb e una da 4Gb. Senza il notebook non sarebbero state sufficienti, visto che ho scattato per 25Gb, soprattutto in "JPEG Fine". Negli ultimi giorni ho selezionato l'opzione "Size priority" sulla D300, in modo da risparmiare spazio quando possibile.
Uno zaino Lowepro Flipside 300. Tanto spazio a disposizione senza tanto ingombro. E con la peculiarita' di avere le cerniere verso la schiena, in modo da rendere piu' difficile la vita ai ladri....
"Sara' meglio scegliere un diaframma aperto, in modo che le onde in primo piano risaltino su di uno sfondo indistinto, oppure scegliere un diaframma molto chiuso e avere tutto a fuoco? Se scelgo il diaframma chiuso mi ritrovo con un tempo lento, e finisce che faccio una foto mossa, a meno di non usare una sensibilita' alta che rovinera' poi i dettagli dell'immagine. Ah, che dilemma!"
Nota al fotografo visto in spiaggia a Hualien (Taiwan): l'acqua e' bagnata e non fa bene alle macchine fotografiche, neppure a quelle compatte, a meno che siano impermeabili. E andare in giro con i vestiti fradici d'acqua salata non sempre e' piacevole. Meglio fare qualche passo e allontanarsi dal bagnasciuga, no?
Una cosa che non avevo preso in considerazione, prima di trasferirmi a Singapore, e' l'effetto dell'umidita' su apparecchiature elettroniche, ottiche, parti meccaniche e persino sui vestiti. Il post di ieri mostra i raccoglitori di umidita' che uso negli armadi di casa, ma non e' la muffa sui vestiti (o i funghi che crescevano di fianco allo specchio, in bagno) a preoccuparmi: non spendo molto per l'abbigliamento. Per quanto riguarda la fotografia, invece...
Tre corpi macchina e nove obiettivi (alcuni scarsi, altri meno); un paio di compatte digitali Fuji e Canon; una Zorkij. Non un corredo professionale, ne' costruito con cura meticolosa (avete presente quegli amici fotoamatori che "Oddio come faccio non ho nessun obiettivo che copra i 15mm che ci sono tra il 18-55mm e il 70-210mm!!!"). Nondimeno, ho gli obiettivi e i corpi macchina che volevo. E l'umidita' di Singapore (umidita' relativa), solitamente oltre il 90% e spesso 100%, non fa bene all'attrezzatura fotografica.
Finiro' col dover acquistare un "dry cabinet", un armadietto dotato di aria condizionata ed igrometro, in cui conservare macchine e obiettivi.
Non ne avevo mai sentito parlare in passato, ma Torino, Londra e Atlanta non sono vicine all'Equatore, per cui l'umidita' non era un problema cosi' sentito.
Nella foto (scattata col cellulare), un "dry cabinet" tra i piu' economici visti qui a Singapore. I prezzi partono da 110S$ (circa 50 euro) per un armadietto da 30 litri, e uno da 60 litri - che sembra sufficiente per le mie cose - costa tra i 180S$ e i 230S$.
Andare in Vietnam poco dopo un viaggio in Cambogia offre qualche svantaggio (i ricordi dei due viaggi tendono a sovrapporsi nella memoria, per esempio), ma offre un chiaro vantaggio: durante il secondo viaggio sono ancora fresche le esperienze fotografiche del primo. ("Peccato non avere un tele lungo, di fronte a quel tramonto!", o "La prossima volta, giuro, non portero' piu' dieci chili di attrezzatura!")
Rispetto al viaggio in Cambogia, la visita in Vietnam ha avuto obiettivi piu' limitati: se in Cambogia ho usato la citta' di Siem Reap come 'base' per visitare i templi di Angkor, il lago di Tonle' Sap e i dintorni, in Vietnam sono stato solo in una citta' (la capitale Ho Chi Minh City, che preferisco chiamare col suo vecchio nome, Saigon) e il viaggio e' stato limitato a due giorni piu' qualche ora (dal venerdi' sera alla domenica notte; lunedi' avevo una riunione di lavoro, il motivo della visita in Vietnam).
Ecco cos'avevo con me:
Un corpo macchina Nikon D300: nessun problema. Usata spesso dopo il tramonto, con l'Auto ISO impostato a 6400 ISO.
Zoom Nikkor 18-105mm VR. Il 70% delle foto sono state scattate con quest'obiettivo. Con un po' d'impegno - e qualche compromesso nei risultati - sarei riuscito a cavarmela anche senza altri obiettivi.
Zoom Sigma 10-20mm. Usato nelle foto all'interno della basilica di Notre Dame, nel gigantesco ufficio postale centrale di Saigon e in alcuni musei. Usato per il 25% delle foto.
Zoom Nikkor 55-200mm f/4-5.6G DX AF: usato per poche foto (il 5%), ma sono lieto di non averlo lasciato a casa: molto meglio che usare il 18-105mm alla massima estensione e poi "croppare" l'immagine.
Tre schede CompactFlash Sandisk Ultra II, di cui due da 8Gb e una da 4Gb. In quest'occasione non sono andato neanche vicino ad usare tutti i 20Gb che avevo a mia disposizione. Poche foto scattate in formato RAW e molte immagini catturate come "JPEG - Normal", oltre al fatto che Saigon offre, rispetto ad Angkor, meno motivi per scattare foto in quantita', hanno contribuito ad una produzione di circa 1.000 immagini, poco meno di 5Gb. Non ho usato le schede da 8Gb e non ho quindi avuto modo di verificare l'eventuale ripetizione dei problemi ...
Foto scattata a Ho Chi Minh City (Saigon), in Vietnam, tra le strade Le Lai e Pham Ngu Lao. Ci sono gradinate e reti e altri elementi che fanno pensare ad un centro sportivo, ma con il cielo nuvoloso e l'atmosfera spettrale che c'era domenica mattina a Saigon intorno a quest'edificio... se m'avessero detto che era l'ex ambasciata statunitense, evacuata dagli USA nel 1975, forse ci sarei cascato. In realta', l'ambasciata USA era parecchio differente. E visto che stiamo parlando dell'ambasciata USA, segnalo quest'articolo del NYT in cui il fotografo Hubert Van Es, autore della famosa immagine nota come "l'evacuazione dell'ambasciata USA di Saigon", spiego' come la foto non avesse niente a che vedere con l'ambasciata. Bella la frase di Van Es a proposito della foto:
Well, like so many things about the Vietnam War, it's not exactly what it seems.
Durante il recente viaggio in Cambogia, come sempre, ho portato troppe cose, per quanto riguarda l'attrezzatura fotografica. E come sempre, qualcosa che sarebbe servito non era nello zaino. Per fortuna, niente si e' guastato durante il viaggio, anche se un problema con le schede di memoria Sandisk da 8Gb mi ha fatto temere d'aver perso delle foto. Ecco cos'avevo con me:
Un corpo macchina Nikon D300: comprato usato due giorni prima della partenza per rimpiazzare la D40 (vedi sotto), ha prodotto ottime immagini. Certo, sarebbe stato utile fare un po' di pratica, in particolare mi sarebbe servito sapere che il bracketing va attivato e poi disattivato. Altro piccolo inconveniente, le due schede CompactFlash da 8Gb che avevo con me hanno dato un errore arrivate a 23 foto (JPEG) dalla fine dello spazio a disposizione; temevo d'aver perso tutte le foto scattate, per fortuna non e' successo. L'errore sembra causato da una differenza tra lo spazio residuo a disposizione sulle schede e lo spazio "visto" sulle schede dalla D300, e potrebbe essere risolto formattando le schede CF in Windows anziche' tramite la macchina fotografica. Apprezzatissima la capacita' della D300 di produrre foto decenti anche a 6.400 ISO. 6.400 ISO! Dieci anni fa usavo raramente 1.000 ISO per evitare immagini sgranate, e ora ho a disposizione 6.400 ISO. In parte e' progresso, in parte si tratta di ridefinire cosa si intende per "foto decenti": il passaggio al digitale ha portato ad un abbassamento delle aspettative in fatto di qualita' dell'immagine finale, mi pare.
Un corpo macchina Nikon D40 di riserva: il suo mezzo chilo si nota a malapena, nello zaino. La D40 e' passata da titolare a riserva (causando quindi l'acquisto della D300) a causa della rottura del display. Il suo utilizzo durante il viaggio e' stato limitato al tragitto hotel-aeroporto il giorno del ritorno, quando tutte le schede CompactFlash della D300 erano sature. Probabilmente faro' riparare il display (preventivo: 200 S$, circa 100 euro).
Un obiettivo Nikkor 18-105mm. Acquistato contemporaneamente alla D300, usato. Luminoso a sufficienza, leggero a sufficienza, e con un'estensione sufficiente a coprire la maggior parte delle opportunita' fotografiche, ad esclusione delle foto all'interno dei templi, per le quali e' stato necessario usare uno zoom grandangolare (vedi sotto). L'obiettivo e' dotato di VR (Vibration Reduction), che - insieme alla buona resa della D300 ad alte sensibilita' - permette di fare foto con pochissima luce.
Uno zoom Sigma 10-20mm. Buon obiettivo, ideale per fotografare negli interni piu' angusti. Nient'altro da dire, se non che sarebbe bello avere un 10-105mm, in modo da non dover neppure passare dal 10-20mm al 18-105mm. Certo, a questo punto tanto varrebbe sperare che qualcuno metta in commercio un 10-500mm che sia luminoso, leggero, con elevata qualita' ottica e pure economico.
Un obiettivo Nikkor 55-200mm f/4-5.6G DX AF: un nome lungo per un obiettivo leggero, compatto ed economico (si trova usato a 100 euro). Ho pensato a lungo se fosse il caso di lasciarlo a casa, visto che il 18-105 arriva ad una focale "tele" sufficiente per me, abituato al 18-55mm della D40 e al 10-20mm che uso di frequente. Visto peso e ingombro, consiglio di avere sempre quest'obiettivo in un angolino dello zaino (sempre che non abbiate a disposizione un altrettanto compatto 70-300mm). Sarebbe stato meglio aver avuto a disposizione la versione VR (Vibration Reduction), come ho verificato facendo foto in bracketing al tramonto di Ta Prom a 200mm. Difficile sovrapporre tre immagini dello stesso tramonto per provare a fare dell'HDR.
Un vecchio Nikkor 50mm 1,4 con messa a fuoco manuale: ho pensato potesse essermi utile per fare foto di notte a Siem Reap, ma i tre stop di vantaggio sul 18-105mm (usato a 50mm) sono stati vanificati dalla difficolta' di mettere a fuoco con poca luce, e dalla scarsa resa alla massima apertura. Quest'obiettivo ha passato tutto il tempo nello zaino, tranne un quarto d'ora della prima sera. Un 50 1,8 AF sarebbe stato piu' pratico.
Tre schede CompactFlash Sandisk Ultra II, di cui due da 8Gb e una da 4Gb. Venti Gb per tre giorni e mezzo, basteranno, no? No. Il primo giorno (venerdi', mezza giornata passata sul lago Tonle' Sap) e il secondo (sabato: Angkor Wat, Ta Prohm, Bayon e altri templi) ho scattato in RAW + JPEG Basic; il terzo giorno (domenica, vari templi e un lungo percorso sul tuk tuk sono passato a JPEG Fine, riservando l'uso del formato RAW ad alcune foto isolate che si sono poi rivelate non essere dei capolavori. Il quarto giorno (lunedi': ritorno ad Angkor Wat, Bayon e visita a nuovi templi) ...
Nel suo blog fotografico, Joe McNally ha pubblicato giorni fa un bell'articolo sugli aspiranti fotografi. E fra i commenti al termine dell'articolo, uno in particolare ha attirato la mia attenzione. Si tratta di una frase un lettore del blog attribuisce a Rick Sammons, un altro fotografo:
Rick Sammons always makes, "When you aim the camera, it’s pointing both ways."
Quando punti la macchina fotografica, la punti in due direzioni: verso il soggetto che stai fotografando e verso te stesso. La foto che stai scattando parla di te tanto quanto parla dell'essere vivente, dell'oggetto o del luogo che stai fotografando. Sembra l'applicazione alla fotografia di quel vecchio detto cinese, "Qualsiasi cosa tu dica di un'altra persona, stai parlando di te stesso". Probabilmente nessun cinese avra' mai detto niente del genere: quando abbiamo bisogno di attribuire una perla di saggezza a qualcuno, di solito l'attribuiamo a popoli e persone lontane, e la meta' dei detti "cinesi" che conosco risultano sconosciuti ai miei conoscenti cinesi. Ma sto divagando...
Considerato che l'obiettivo montato sulla mia macchina fotografica e' di solito uno zoom 10-20mm con polarizzatore, mi chiedo cosa possano dire di me le mie foto, non solo fotograficamente parlando. Che desidero 'afferrare' l'area piu' ampia possibile, includere tutto, e vedere tutto con i colori piu' intensi possibili. Che accetto le deformazioni di prospettiva come un fatto naturale. Che quando c'e' da osservare con cura un dettaglio mi ritrovo spesso in posizione non ottimale. Che nel tentativo di includere tutto mi ritrovo spesso ad avere ampie zone d'ombra ed altre bruciate dalla troppa luce. Che i cieli che fotografo a volte vanno oltre il blu intenso e finiscono col tendere verso il nero. O mare nero mare nero ... o cielo nero.
E tu, fotografo che leggi, cosa dicono di te le tue foto?
Negli ultimi cinque giorni non ho scritto in questo blog, cosa rara per me. Tante piccole cose sono successe nelle ultime settimane, e anziche' spingermi a scrivere hanno finito coll'occupare tutto il mio tempo. Provo quindi a ricapitolare qui gli eventi piu' recenti:
- Ho ricevuto una gradita visita dall'Italia;
- Ho visitato attrazioni turistiche singaporiane che non avevo finora provato: il Singapore Flyer e, sull'isola di Sentosa, la Tiger Sky Tower, la galleria Images Of Singapore, un'escursione col Segway, oltre al gia' noto Sentosa Luge, una specie di slittino col quale ci si lancia in discesa dalla collina centrale di Sentosa;
- Ho cenato in posti che di solito evito come la peste e che invece si sono rivelati non troppo costosi: Chijmes, Clarke Quay, il Long Beach Restaurant lungo la ECP;
- Ho viaggiato per la prima volta con la linea low cost Air Asia; voli puntuali e assistenti di volo carine, come testimoniato dalle gomitate di mia moglie sulle mie costole;
- Ho visitato le splendide isole Perhentian in Malesia; peccato non aver scattato foto ai piccolo squali che nuotavano vicino a me;
- Sono stato colpito da una lieve influenza durante il viaggio, col rischio di rimanere bloccato in aeroporto;
- Un mio trolley e' stato danneggiato durante il viaggio. Lo dico per solidarieta' con gli altri viaggiatori che si sono ritrovati con bagagli danneggiati o smarriti;
- La mia macchina digitale (Nikon D40) ha avuto un serio guasto, per la seconda volta in meno di due anni;
- Ho sostituito la D40 con una D300;
- Sto per partire per un breve viaggio in Cambogia per vedere Angkor Wat, il sito religioso piu' vasto del mondo;
- Ho una remota possibilita' di riuscire a visitare Bangkok nell'ultimo weekend di settembre. Peccato sia il weekend del GP di F1 notturno di Singapore;
- Ho interrotto la pubblicazione di foto del viaggio a Taiwan compiuto alcuni mesi fa. Il "blocco creativo" e' giunto al momento di parlare della visita a Green Island, iniziata con un viaggio in traghetto che ... preferirei rimuovere dalla mia memoria. Mare mosso, errata scelta del posto a sedere (troppo vicino alla prua del battello) e mancanza di precauzioni per il mal di mare hanno trasformato la traversata in un incubo.
Il viaggio ad Angkor e' in cima ai miei pensieri, in questo momento. Partiro' venerdi' mattina e rientrero' a Singapore martedi' della prossima settimana.
Il 28 luglio avevamo scritto di un richiamo della Nikon D5000 per problemi d'accensione. Avevamo raccomandato di visitare http://advisory.nikonrepair.eu/language_select.aspx e di verificare se numero di matricola della vostra D5000 era tra quelli soggetti al richiamo Nikon. Se avete fatto la verifica e la matricola della vostra D5000 non era tra quelle soggette a richiamo, c'e' una sorpresa: Nikon avvisa che il numero di D5000 con problemi d'accensione e' maggiore di quanto inizialmente indicato. Ecco cosa dice l'avviso ai clienti della Nikon:
Important:
As of August 12, 2009 additional product serial numbers have been added to the list of “Affected Product Serial Numbers”. If you have previously checked your camera’s serial number prior to August 12, 2009 we recommend that you try again with the updated list.
Grazie Nikon, bello scherzo! Prima o poi ci dirai che TUTTE le D5000 sono soggette a richiamo, immagino...
Come anticipato ieri, sono stati presentati oggi alcuni nuovi corpi macchina Nikon: D300S e D3000. Non e' stata presentata la Nikon D700X, data per possibile ma non certa ieri.
Ecco i dati dei due nuovi corpi macchina:
Nikon D300S: una D300 lievemente modificata e con video HD. Stesso sensore da 12,3Mp della D300, stesso sensore AF a 51 punti, avanzamento fino a 7 fotogrammi per secondo, due vani per utilizzare schede CF e SD, aggiunta di una modalita' silenziosa (gia' presente nella D5000). La D300S verra' venduta (all'estero, in Italia non so) con AFS DX NIKKOR 16-85mm f/3.5-4.5 VR oppure AF-S DX NIKKOR 18-200mm f/3.5-5.6G ED VR II.
Nikon D3000: sostituisce la D60 e potrebbe anche riuscire a sopprimere la Nikon D40, la Macchina Che Non Voleva Scomparire Dal Catalogo. Sensore da 10,2 Mp, sistema autofocus con 11 punti, display da 3 pollici, velocita' massima di avanzamento 3 fotogrammi al secondo, peso poco sotto il mezzo chilo senza batteria. Niente video, niente Live View, e niente display basculante. Avevo ipotizzato si trattasse di una versione MOLTO semplificata della D5000, ma in realta' pare avere poco in comune con la sorella maggiore; persino il sensore, con i suoi 10,2Mp, sembra preso dalla D60 piuttosto che dalla D5000, che ne usa uno da 12,3Mp. Tutte queste scelte al risparmio porteranno, si spera, ad un prezzo molto basso. Altrimenti... tenetevi la macchina fotografica che avete.
Viste le caratteristiche dei due corpi macchina, e' improbabile che la nuova Nikon D3000 faccia concorrenza alla D5000, il cui prezzo rimarra' quindi invariato. La D300S, invece, dovrebbe far scendere sostanziosamente il prezzo delle D300 ancora disponibili in negozi e online; il ribasso della D300 potrebbe beneficiare anche chi sta per acquistare una Nikon D90, il cui prezzo potrebbe scendere di qualche euro per evitare di subire la concorrenza della vecchia D300 a prezzi scontati. Ma sono solo ipotesi, queste, adatte a giornate in cui fa troppo caldo, o piove troppo, per poter andare in giro a fotografare (*).
(*): trattandosi di un sito di viaggi, non posso consigliarvi di fare fotografie in casa...
Il 30 luglio sono previsti annunci e conferenze stampa per alcuni nuovi corpi macchina Nikon. Non e' ancora stato reso noto quali saranno i nuovi prodotti, ma e' molto probabile che ci siano alcuni, se non tutti, i seguenti modelli:
- D300s (o D400): si affianca, o piu' probabilmente sostituisce, la Nikon D300. Rispetto alla D300 offrira' ripree video;
- D3000: versione semplificata della recentissima Nikon D5000, probabilmente senza video o senza Live View.
- D700x: corpo della Nikon D700, sensore da 24 megapixels. Ci sarebbe da sbavare, se uno potesse permettersela.
La Nikon D3000 potrebbe rivelarsi il sostituto ideale dell'ormai anziana D40 (l'eta' delle macchine digitali e' come quella dei cani: un anno vale per sette), che nonostante i soli 6Mp e il suo autofocus a soli tre punti, e' stata per peso, autonomia ed ergonomia la mia fedele compagna di viaggio dal 2007 ad oggi. A meno che non condivida i problemi di affidabilita' della D5000.
L'introduzione dei nuovi modelli ipotizzati piu' sopra avrebbe un effetto collaterale importante, per chi ha gia' deciso di comprare un corpo macchina Nikon: una D300s farebbe scendere il prezzo delle D300 ancora disponibili nei negozi e online, e questo porterebbe probabilmente ad un ribasso del prezzo della Nikon D90, che altrimenti si troverebbe a costare poco meno della D300. La D700x, quando arrivera', potrebbe far scendere un poco il prezzo della D700, portandola alla portata di quei comuni mortali che hanno il braccino meno corto del mio: comprerei la D700 solo se costasse la meta' di quel che costa ora.
Detto quanto sopra, non dimenticate il peso che un buon soggetto (magari una destinazione esotica) e una migliore educazione artistica potrebbe avere sulla qualita' delle foto che producete. Un corso serale di pittura potrebbe aiutarvi a creare belle foto piu' di quanto farebbe una nuova macchina fotografica.
Airone fotografato al parco di Sungei Buloh, nella parte settentrionale di Singapore. Il parco offre dei "casotti" in legno nei quali sedersi, al riparo dal sole e semi-invisibili agli animali, in attesa che qualche soggetto fotografico si faccia vivo. La vostra semi-invisibilita' andra' rapidamente a quel paese, se nel casotto entera' una delle figure piu' classiche della fotografia naturalistica: l'esperto locale. In un posto come Singapore, l'esperto locale non e' necessariamente singaporiano, puo' essere uno straniero - spesso britannico - che ha trascorso qualche decina d'anni a Singapore e che ancora ci vive, o ci torna ogni tanto. L'esperto conosce tutti gli uccelli del continente (niente doppi sensi, please), conosce tutti i richiami, ha scattato foto eccezionali tra dieci e vent'anni fa, e ha sempre un rumoroso codazzo di appassionati (se suoi o dell'ornitologia non si sa) che pendono dalle sue labbra in attesa di una perla di saggezza; per qualche inspiegabile motivo, la comitiva dell'esperto locale produce rumore sufficiente per far allontanare precisamente gli animali che state per fotografare voi, che siete in vigile attesa nella stessa posizione da mezz'ora. Quando finalmente l'esperto locale e la sua comitiva se ne vanno altrove, non ci sono animali in un raggio di centinaia di metri.
Grazie, esperto locale, per la tua collaborazione!
Ieri era mercoledi', e come scritto in questo post, di mercoledi' avvengono regolarmente le esercitazioni della RSAF in preparazione per la festa nazionale del nove agosto (la NDP), ed e' quindi il giorno migliore per gli appassionati di aeronautica di passaggio a Singapore, o residenti nella citta'-stato asiatica, per scattare qualche foto agli F16, AH64 e CH47 dell'aviazione di Singapore.
Com'e' andata questo mercoledi'?
[Se non vi interessano aerei, elicotteri e fotografia, vi consiglio di chiudere questa pagina]
L'appuntamento del mattino con le esercitazioni della RSAF e' stato una sola, come si dice a Roma. Le esercitazioni non si sono svolte, e la mia macchina fotografica, inutilizzata vicino alla finestra del mio ufficio, sembrava volermi ricordare che formulare una regola generale ("Il mercoledi' si svolgono le esercitazioni della RSAF") dopo due sole osservazioni ("nelle precedenti due settimane le esercitazioni RSAF per la NDP sono iniziate, e si sono svolte di mercoledi'") e' prematuro e rischioso.
Ti senti un po' fesso, ora, eh? Oggi mi hai portata in giro insieme al Bigma nello zaino, rovinandoti probabilmente un paio di vertebre, e ora quei buzzurri volanti non passano neppure! La prossima volta lasciami a casa, magari con l'aria condizionata accesa, cosi' almeno l'umidita' non rovina i miei delicati circuiti 'made in Thailand'
Uscendo dall'ufficio tra le cinque e le sei ho continuato speranzoso a guardare verso l'alto senza fortuna: di certo non era il maltempo ad impedire i voli, il cielo era sereno e la giornata molto calda. Arrivo a casa, poso il pesante zaino con la Nikon parlante, e mi siedo davanti alla tv per i Simpson. Sembra esserci uno specchio in mezzo al salotto: da una parte Homer Simpson, dall'altra io, entrambi con canottiera, barba di qualche giorno, inebetiti davanti alla tv. Con la coda dell'occhio noto un movimento fuori dalla finestra: e' un Apache! Niente nativi americani, si tratta invece di un elicottero AH 64 Apache, seguito immediatamente da un altro. La sessione pomeridiana c'e' ed e' iniziata! Prendo lo zaino e mi precipito fuori, in riva al Kallang Basin, per vedere se da li' si scorge l'area di Marina Bay sopra cui avvengono molte manovre. Si vede poco: scatto un paio di foto (una trentina, in realta'; il fattore di conversione tra foto con pellicola che avrei scattato se avessi dovuto pagare la pellicola, e foto digitali scattate e' di circa 1:15).
Mi sposto verso sud lungo Rhu Cross, la visuale non e' perfetta ma riesco comunque a cogliere ripetuti passaggi dei due Apache, di un solitario CH47 Chinook, e infine di un Chinook con appesa bandiera singaporiana scortato da quattro Apache, cosa che non avevo notato osservando le esercitazioni da Suntec City. Il Chinook solitario compie ripetuti giri sopra Tanjong Rhu e Tanjong Rhu View, spostandosi progressivamente verso l'area del Kallang Basin di fronte a Tanjong Rhu View. Inizio a dirigermi verso il cavalcavia della ECP, ma decido che non ne vale la pena: anche se mi troverei in una posizione sopraelevata e vantaggiosa per scattare foto, non so per quanto tempo il Chinook restera' in hovering dove si trova ora. L'elicottero, poi, pare voglia dirmi "seguimi, seguimi", mentre si avvicina al Kallang Basin, come se fosse un gigantesco e rumoroso pifferaio magico. Sono l'unico topo dei dintorni, vedo: non ci sono appassionati di aeronautica, qui e in questo momento, ne' fotografi: ci sono solo le solite balie e mamme che giocano con i bambini nel parco vicino al fiume.
Arrivo alla Tanjong Rhu View e il Chinook se ne va. Come volevasi dimostrare. Ma il mio metallico pifferaio magico mi ha portato nel posto giusto: arrivano due Apache, e iniziano a girare sopra il Basin, ripartono per il percorso gia' descritto nel post precedente, e ad ogni giro si 'fermano' qui. Scatto centinaia di foto, gia' sapendo che molte saranno mosse: sono quasi le sette di sera, il sole e' ormai invisibile dietro i palazzi, e la luce a disposizione non e' molta, per cui sono costretto ad utilizzare tempi piu' lunghi di quelli che soggetti ed obiettivo (il gia' citato Sigma 50-500 "Bigma") richiedebbero.
Scompaiono gli elicotteri, arrivano gli F16, che effettuano tre passaggi. La figura effettuata (arrivo in formazione e "apertura" passando sopra il ponte della ECP) sono quelle dei
Se siete appassionati di aeronautica e siete a Singapore, magari anche solo per qualche ora in attesa del vostro prossimo volo, oggi potreste vedere qualcosa d'interessante: il mercoledi' sembra essere il giorno scelto dalla Republic of Singapore Air Force (RSAF) per gli esercizi di preparazione ai festeggiamenti del National Day (9 agosto). Tali festeggiamenti comprendono un'esibizione dei Black Knights, la pattuglia acrobatica singaporiana su Lockheed Martin F16, piu' una serie di manovre da parte di un Boeing CH47 Chinook che trasporta, appesa, un'enorme bandiera singaporiana, scortato da due (o piu') AH64 Apache.
In cosa consistono queste esercitazioni?
Le esercitazioni si svolgono, come detto, di mercoledi'. Con l'avvicinarsi del nove agosto si svolgeranno probabilmente piu' volte alla settimana, come avvenne lo scorso anno. L'inizio e' tra le dieci e le undici di mattina, col una serie di passaggi da parte degli F16: due settimane fa c'era un solo velivolo, lo scorso mercoledi' erano tre, oggi potrebbe esserci l'intera presenza dei Black Knights, sei velivoli. I Black Knights eseguono ripetuti passaggi in direzione sud-nord sorvolando Marina Bay in direzione di Suntec City, arrivando in formazione stretta e separandosi poi in prossimita' di Marina Bay. Con l'avvicinarsi della National Day Parade, le manovre diventano piu' varie ed e' probabile una seconda sessione di esercitazioni, al pomeriggio, verso le cinque.
Dopo il passaggio mattutino degli F16 dei Black Knights e' il turno degli elicotteri: a differenza della pattuglia acrobatica, il Chinhook e i due Apache che lo seguono passano molto bassi sopra la citta'. Arrivando da sud, sorvolano il ponte della East Coast Parkway che collega l'area di Suntec City (che non e' una citta' ma un complesso di cinque alti palazzi disposti intorno alla fontana piu' grande del mondo) con la zona orientale dell'isola di Singapore; sembrano poi seguire il percorso della Nicoll Highway verso sud-ovest, passando a sud dello Swisshotel (il posto migliore per vedere dall'alto tutto quanto descritto, probabilmente), si dirigono quindi su Marina Bay dove svolgono altre evoluzioni che non posso descrivere in quanto non le vedo, schermato come sono dal Pan Pacific Hotel; infine ripartono per ripetere l'intera sequenza. Ad un certo punto il CH47 Chinook lascia i due Apache (ripeto, a volte gli Apache sono di piu', ma la formazione-tipo sembra essere composta da due AH64), che continuano le loro manovre con piu' liberta': durante il giro descritto sopra, al momento in cui sorvolano il War Memorial Park cabrano all'improvviso per portarsi poi sopra Marina Bay. Li', una settantina di metri al di sopra delle gradinate del costruendo stadio galleggiante, i due elicotteri d'attacco svolgono una manovra che, pur secondaria nel contesto dell'intero esercizio, portera' sicuramente qualche brivido lungo la schiena: gli Apache rimangono in hovering, col muso lievemente abbassato, puntato direttamente verso l'ufficio in cui lavoro nella tower four di Suntec City. Garantito, anche chi lavora negli altri edifici di quest'area avra' l'impressione che gli AH64 stiano puntando il loro cannone da 30mm e i loro razzi FFAR nella sua direzione, in una scena che ricorda il film Tuono Blu.
Come, dove e quando osservare queste esercitazioni?
Come detto, le esercitazioni si svolgono il mercoledi' (e nel mese di luglio probabilmente anche in altri giorni della settimana) da meta' mattina fino all'una del pomeriggio, piu' o meno. L'area di Marina Bay, soprattutto quella ad est dei teatri dell'Esplanade, e' probabilmente ottima per vedere l'arrivo degli F16 e, soprattutto, i passaggi e l'hovering degli elicotteri. Anche il ponte dell'Esplanade Drive dovrebbe offrire una buona visuale per tutte le manovre; i locali all'ultimo piano dello Swisshotel sono pero' ancora piu' adatti, in questo senso, ma attenzione: ciabatte e pantaloncini non sono ammessi, in quei locali!
Il giardino sopraelevato tra le torri uno e cinque di Suntec City e' un'altro posto da cui vedrete buona parte delle manovre, ma attenzione: vedrete dal basso il passaggio degli elicotteri su Nicoll Highway (passeranno sopra quel giardino), ma la visione di quel che avviene sopra Mar...
Dopo qualche giorno d'uso dello zoom Sigma 50-500mm, acquistato pochi giorni fa, ecco le mie prime impressioni riguardo all'obiettivo:
- Ho letto una dozzina di recensioni del Sigma 50-500, in italiano, inglese e tedesco. Le recensioni sono utili fino ad un certo punto, a meno che a scriverle sia qualcuno che ha la stessa esperienza (grande o piccola) di chi legge, e lo stesso “percorso fotografico”. Se compro il Bigma dopo aver usato solo obiettivi corti e leggeri come i 18-55 e i 55-200 che fanno parte del “kit” iniziale di molte macchine, l’impressione su peso, dimensioni e luminosita’ del Bigma sara’ probabilmente negativa. Se uno ha sempre potuto permettersi obiettivi luminosi come il Nikkor 80-200/2,8, storcera’ il naso di fronte all’apertura massima 4-6,3 del Sigma 50-500. Se invece acquista il Bigma dopo aver usato obiettivi poco luminosi, o dopo aver fatto esperienza con altri obiettivi non piccoli ne’ leggeri, peso/dimensioni/luminosita’ del Bigma non saranno un problema.
- La prima impressione prendendo in mano il nuovo obiettivo e’ che non fosse molto pesante. Dopo mezz’ora che lo tenevo all’altezza degli occhi ho cambiato idea. Dovro’ frequentare piu’ spesso la palestra del condominio…
- La seconda impressione e’ stata “come ho fatto a fare a meno dell’autofocus sul 500mm che ho usato negli ultimi quindici anni”? Mettere a fuoco un 500mm, tanto piu’ se con diaframma fisso (8) e profondita’ di campo ridottissima, e’ sempre stata un’impresa per me. L’autofocus del Bigma e’ rapido e preciso.
- Peccato per la distanza minima di messa a fuoco quando il Sigma 50-500 e’ impostato su 500mm: 3 metri sono tanti, il Tamron 500/8 scende sino a 1,70 metri.
- Poco luminoso, scrivono alcuni recensori… Mi facciano il piacere! Dopo tanti anni con un 500mm/8, avere un 500mm/6,3 e’ una gran comodita’.
- Velocita’ minima: vale la regola del reciproco, quindi 1/50esimo di secondo con focale 50mm, 1/200 con 200mm, 1/500 con focale 500mm. Sia col Tamron 500/8 che col Bigma (a 500mm) sono riuscito a scattare immagini nitide scendendo sotto 1/500; mi stupisce un po’ l’aver scattato immagini nitide col Bigma a 500mm con esposizioni da 1/2 di secondo!
- Zoom contro focale fissa: in questo caso lo zoom 50-500mm sembra offrire una qualita’ superiore al 500mm. Seguiranno confronti tra le foto prodotte dai due obiettivi.
- Peso: il 50-500mm pesa 1,9 chili, il 500mm pesa circa 600 grammi: meno di un terzo. Le focali coperte dallo zoom semplificano la vita del fotografo: un’escursione naturalistica col solo 500mm e’ poco pratica, ci vuole come minimo un 55-200mm o 80-200mm per quei fortunati momenti in cui un cervo o un facocero si avvicina a pochi metri. Col solo 500mm si otterrebbero dei primi piani di un occhio o di un orecchio; col Sigma 50-500mm si puo’ arrivare a riprendere l’animale a figura intera, senza bisogno di cambiare obiettivo per passare dalle focali “corte” (50-200mm) a quelle piu’ lunghe (fino a 500mm).
- Apertura massima: a 55mm l’apertura massima, 4, e’ migliore di quella offerta dal Nikkor 18-55 (a 55mm) e identica al Nikkor 55-200 (a 55mm).
- Ingombro in borsa/zaino: lo zaino Tamrac Adventure 7 che uso di solito era perfetto per il mio corredo fotografico pre-Bigma. C’e’ voluto un riposizionamento dei pannelli divisori per far entrare l’obiettivo nel vano inferiore dello zaino, ma in questo modo quel vano non offre spazio per altri obiettivi, solo per un’eventuale corpo macchina senza obiettivo. Inoltre, l'obiettivo sforza lievemente le pareti esterne dello zaino, cosa rischiosa in caso di urti. Ci sara' da spendere anche per uno zaino nuovo...
- Trasporto in borsa/zaino: obiettivi lunghi e pesanti come il Bigma non dovrebbero essere inseriti in uno zaino o in una borsa fotografica montati sul corpo macchina. Se la borsa urta contro un oggetto esterno, o viene sottoposta a torsioni o compressioni (nel bagagliaio di un’auto, nel vano bagagli di un aereo, o anche solo in un autobus), il peso e la leva esercitata dal lungo obiettivo andranno a stressare l’attacco dell’obiettivo, sul corpo macchina. Fish ha scritto un ottimo articolo su questo argomento.
- Prezzo: ho comprato moto che costavano meno del Sigma 50-500mm, e le ho usate per visitare Inghilterra, Scozia e Irlanda (e un po’ d’Italia). Dovendo scegliere, e’ meglio avere un’obiettivo costoso e usarlo vicino a casa, o non comprarlo e viaggiare di piu’, facendo foto con qualcosa di piu’ economico? La seconda che hai detto…
Per l'ennesima volta da quando sono a Singapore, sono stato alla ricerca di nuova attrezzatura fotografica, nei giorni scorsi; sara' perche' in un'area esotica lontano dall'Italia, e ogni giorno ho la speranza ed il desiderio di fotografare qualcosa di nuovo, di inusuale, di bizzarro. A Singapore, dove regna l'ordine, la pulizia e forse anche il conformismo, e' la natura ad offrire soggetti interessanti da fotografare: varani d'acqua, saltafossi, granchi coloratissimi con chele sproporzionate; e questo prima ancora di entrare in campo ornitologico, che apre una marea di opportunita' fotografiche. Ecco quindi il desiderio di sostituire il mio teleobiettivo Tamron 500mm con un tele-zoom.
Hai gia' un 500mm e ne vuoi comprare un altro? E chi sei, il fratello scemo di Moratti?
No, non sono milionario e no, non colleziono obiettivi da 500mm. Il Tamron 500mm e' un obiettivo catadiottrico, che usa degli specchi per "comprimere" l'obiettivo pur mantenendo una elevata lunghezza focale, e' quindi piu' corto (una decina di centimetro) e piu' leggero (pesa poco piu' di mezzo chilo) di altri obiettivi con la stessa lunghezza focale. E' anche relativamente economico: io lo comprai a meta' degli anni Novanta per circa 400.000 lire. Ma non e' un obiettivo perfetto: la struttura dell'obiettivo non consente la presenza del diaframma, per cui si lavora sempre a f/8; nessuna possibilita' di chiudere il diaframma (non c'e', come detto) per aumentare la ridottissima profondita' di campo; non dispone dell'autofocus; esposizione manuale (con la mia Nikon D40); pur essendo leggero, rende necessario trasportare altri obiettivi con se', e cambiare ottica durante un safari fotografico (foss'anche in un parco dietro casa) porta ad occasioni perse e al rischio di contaminare l'interno del corpo-macchina con polvere e corpi estranei. Infine, i fanatici contatori di pixel vi diranno che il "bokeh" (il modo in cui vengono resi gli oggetti fuori fuoco) di quest'obiettivo e' sgradevole: a me non da fastidio, ad altri evidentemente si'.
L'ennesima uscita fotografica, con una quantita' di foto scartate per messa a fuoco meno che perfetta, per difficolta' di scelta (55-200mm o 500mm? Come diceva il fotografo Edward Weston, se hai piu' di un obiettivo, hai la garanzia d'avere sempre l'obiettivo sbagliato montato sulla macchina), per poca luce, mi ha convinto ad allungare il mio braccino corto per raggiungere il portafoglio; e visto che a fine mese andro' su un'isola taiwanese per fotografare animali, il sostituto del Tamron 500mm andava comprato in fretta, non con i soliti sei mesi di confronti, liste, dubbi e domande a persone che a volte ne sanno meno di me. Un amico mi aveva detto d'essere soddisfatto del suo Sigma 50-500mm, il cosiddetto "Bigma" (da big + Sigma), per cui quello e' stato il primo obiettivo preso in considerazione; si sono poi aggiunti il Sigma 150-500mm, il Tamron 200-500mm e il Sigma 120-400mm. Ho letto e riletto alcune recensioni online, tra cui quelle di The Digital Picture, Vivid Light, Lone Star Digital e Juza; ho esaminato le foto pubblicate, mi sono fatto un'idea della qualita' e delle prestazioni dell'obiettivo, e ho quindi scartato il Tamron 200-500 (visto dal vivo a Pasir Ris: il fotografo che lo usava ha perso molti scatti in quanto lo teneva sempre sul cavalletto), il Sigma 120-400mm (non voglio rinunciare a 100mm da una parte e 70mm dall'altra) ed il Sigma 150-500mm; scelta difficile, quest'ultima, in quanto il 150-500 e' il sostituto del 50-500 nella gamma Sigma, almeno per quanto riguarda la disponibilita' nei negozi di Singapore (ne parleremo poi).
Il 150-500mm non offre un risparmio rilevante se confrontato col "Bigma", pesa (lievemente) di piu', e' piu' lungo, offre 100mm di escursione focale in meno rispetto al Bigma, e soprattutto produce immagini che non sembrano all'altezza del 50-500. Resta dunque in campo solo il Bigma.
Ho quindi iniziato a cercare il Bigma online. Su Ebay ne ho trovati vari, nuovi o quasi, venduti intorno a 900-1.000 dollari americani, a cui vanno aggiunti i soldi della spedizione; non male, ma nel mio caso c'e' anche da aggiungere il 7% di GST (l'IVA singaporiana) al momento in cui l'obiettivo entrera' a Singapore, portando il totale a circa 1600-1700 dollari di Singapore. L'acquisto da Adorama, B&H o altri negozi online comporta costi simili: l'obiettivo e' venduto, nuovo, a 1.025USD. Ho pensato di acquistare il Bigma da Adorama, e farlo consegnare ad un collega statunitense che stava per venire a Singapore per lavoro, in modo da a...
... lo so, lo so: non sono stati inventati oggi, gli smartphone. E neppure ieri. Hanno gia' qualche anno. Ma solo da pochi giorni e' entrato nella mia "caverna digitale" un cellulare Samsung SGH-i600. Anche lui vecchio di qualche anno, ma sufficiente allo scopo: alleggerire le mie tasche.
Come si alleggeriscono le tasche? Spendendo un capitale per comprarlo, forse. Ma se lo comprate da un collega di quelli che io-ho-sempre-il-modello-piu'ganzo, come ho fatto io, potete cavarvela con una cifra ragionevole. Nel mio caso, questo Samsung l'ho pagato 120 SGD (dollari singaporiani), circa 60 euro.
In realta', usare uno smartphone alleggerisce le tasche in quanto consente di fare a meno di altri aggeggi elettronici. Nel mio caso, mi ritrovavo spesso ad avere in tasca un cellulare Nokia 2680 Slide, a volte una macchina fotografica Canon SD850 IS, e altre volte anche un computer palmare (un PDA) HP iPaq 2795. Cio' mi costringeva a viaggiare a tasche piene, o ad indossare pantaloni "cargo pants" con molte tasche, scelta non praticabile quando andate al lavoro (se come me siete tenuti a rispettare un "dress code" in ufficio). Ma anche potendo, non tutti amano portare molte cose in tasca. E non tutti amano impazzire (ed essere scambiati per dei maniaci) quando si rende necessario esplorare le proprie tasche una volta per cercare il cellulare, un'altra per la macchina fotografica compatta, un'altra per tirare fuori il palmare. Un solo dispositivo semplifica la vita.
Il mio smartphone ideale deve avere:
una buona tastiera, in modo da poter rimpiazzare il PDA consentendomi di digitare anche lunghi testi (bozze di racconti di viaggio, per esempio);
connessione wireless 802.11b e/o 802.11g, per potermi connettere ad Internet a costo zero tramite alberghi e hot spots;
sistema operativo Windows Mobile: non ho giustificazioni per questo...
macchina fotografica da almeno 1.3 megapixel (circa 1200 x 1000 pixel), risoluzione sufficiente alla pubblicazione in questo blog;
La scelta del Samsung SGH-i600 non e' stata terribilmente complicata. Entrato per caso in un negozio di cellulari a Suntec City (Singapore), ho notato subito il Samsung SGH-i780, il successore dell'i600/i607 (noto negli USA ed altrove come "Blackjack"), il quale spiccava in una marea di cloni dell'iPhone con la sua tastiera QWERTY hardware. In mano, l'i780 aveva le dimensioni giuste: piu' largo di un cellulare normale, ma non piu' alto, e molto sottile. Solo il prezzo di circa 500 SGD (250 euro) non mi era gradito per niente. In ufficio, parlando di questo cellulare con un collega, viene fuori che lui ha l'SGH-i600, non lo usa (e' passato ad un HTC), e sarebbe lieto se volessi accettare il suo in prestito, in modo da facilitare la mia scelta. Dopo due settimane e varie indagini online e in negozi di Singapore, abbiamo concordato il prezzo e ho quindi pensionato il PDA, la compatta Canon e il cellulare Nokia. Il peso che mi porto in tasca ora e' di 105 grammi, contro 97g (cellulare Nokia) + 164g (PDA) + 165 (macchina fotografica). Un risparmio di peso sensibile.
Samsung SGH-i600 anziche' SGH-i780: perche'?
Dopo aver provato l'i780 in negozio, prendere in mano l'i600 ha riservato una sorpresa: benche' molto simili, il modello vecchio (i600) era studiato ancora meglio di quello nuovo, dal punto di vista ergonomico. In mano, tutto e' a portata di dito e si usa bene con una mano sola, grazie anche alla rotella laterale stile Blackberry, assente sull'i780.
A cosa ho rinunciato?
- Macchina fotografica da 2 megapixel: ho confrontato su Cnet.com le foto fatte con l'i600 e quelle fatte con l'i780 e non ho notato differenze drammatiche;
- GPS;
- Touchscreen: non un problema in se', ma questa mancanza porta a incompatibilita' con alcuni software (vedi sotto);
- "Cool factor": l'i600 che ho comprato e' usato, usato sul serio, e non pare proprio un gadget. Cio' mi permette di usarlo senza preoccuparmi di usurarlo o di danneggiarlo.
Lo smartphone Samsung SGH-i600 come PDA
L'HP iPaq 2795 ha uno schermo piu' ampio ma e' privo di tastiera hardware, costringendo ad usare uno stilo su una tastiera a schermo. Non ha la rotellina laterale stile Blackberry (l'unica cosa che salverei dell'omonimo dispositivo), presente invece sul Samsung SGH-i600 e estremamente pratica per me.
Lo scaricamento e l'invio della posta elettronica sono rapidi tramite POP3, meno tramite IMAP, ma temo sia dovuto al mio fornitore e non al cellulare. La navigazione Internet, con Internet Explorer e' buona, e anche siti non ottimizzati per i cellulari, come questo (*) vengono caricati e visualizzati quasi senza problemi. Quel "quasi" si riferisce all'impossibilita' di usare il copia e incolla, al bizzarro comportamento di Explorer di fronte al codice <input type=file>, che...
Ovunque si vada, le case hanno belle facciate, o quantomeno facciate che tentano di essere belle. Dietro, a Singapore, e' un caos di condizionatori. E dopo quasi un anno su quest'isola, credo che i condizionatori siano un'invenzione indispensabile.
Foto scattata vicino a South Bridge Road, a poche decine di metri da Elgin Bridge, con una Nikon D300 noleggiata pochi minuti prima.
Nei giorni scorsi abbiamo parlato del ciclo vitale del fotoamatore e condiviso l'esperienza della selezione di una macchina fotografica. Oggi, come promesso, parleremo di una delle possibilita' a disposizione di chi desideri provare una macchina fotografica prima di acquistarla. Parleremo del noleggio di attrezzatura fotografica.
Non e' una novita' che si possano noleggiare macchine fotografiche, obiettivi, flash e altri accessori. I fotografi professionisti - e probabilmente molti fotoamatori - lo fanno da tempo. Non pretendo d'aver scoperto l'acqua calda: semplicemente, non avevo ancora noleggiato personalmente una macchina fotografica.
Poche settimane dopo il mio arrivo a Singapore, undici mesi fa, uscii per una escursione fotografica e mi trovai a condividere percorso e fermate - quindi a fotografare gli stessi soggetti - con un ragazzo malese; sulla sua macchina aveva lo zoom grandangolo che stavo pensando di acquistare, il Sigma 10-20mm. "L'ho affittato per provarlo", disse, quando gli chiesi quanto l'avesse pagato, e mi offri' l'obiettivo per provarlo sulla mia macchina. Lo comprai poche settimane dopo, al termine di lunghe ricerche a Sim Lim Square, Orchard Road e Funan Centre (se ne parla qui e qui).
Ora, avendo provato le Nikon D90 e D300 alla sede Nikon di Singapore, in Anson Road (non sono necessarie prenotazioni: andate e provate la macchina che desiderate), ho pensato di noleggiarle per provarle in modo piu' approfondito. Dieci minuti con una macchina fotografica sono utili per una prima impressione, ma un weekend insieme e' un'altra cosa (sto parlando di macchine fotografiche o di ragazze?). Dopo la visita alla Nikon Singapore sono passato da Peninsula Plaza e Funan Centre, per vedere i prezzi della macchine in questione in alcuni negozi. Eccoli:
Cathay Photo, al pianterreno di Peninsula Plaza:
- D300, solo corpo: 2100 dollari di Singapore (1040 euro);
- D90 con obiettivo 18-105mm: 1720 SGD (850 euro);
Alan Photo, Funan Centre:
- D300, solo corpo: 2030 SGD (1005 euro);
- D90 con obiettivo 18-105mm: 1690 SGD (835 euro);
- D90, solo corpo: 1390 SGD (690 euro);
John 3:16, Funan Centre:
- D300 con obiettivo 18-105mm: 2400 SGD (1190 euro);
- D300, solo corpo: 2050 SGD (1015 euro);
- D90 con obiettivo 18-105mm: 1650 SGD (815 euro);
Questi prezzi rendono obsoleti quelli indicati su questa pagina mesi fa, al tempo di una ricerca per un visitatore del sito.
Oltre a questi tre negozi, ho notato un negozio di fianco a Cathay Photo, in Peninsula Plaza, che aveva molti corpi ed obiettivi usati di tutte le marche e che vendeva una D300 a 1780 SGD (circa 880 euro); la macchina era in buone condizioni ma, essendo scaduta la garanzia, era coperta da un solo mese di garanzia del negoziante. Troppo poco.
Durante la visita a John 3:16 ho chiesto se ci fosse, dentro il Funan Centre, qualche negozio dove poter noleggiare i corpi macchina che stavo considerando. A quel punto mi sono reso conto che, a differenza degli altri negozi di articoli fotografici menzionati qui e nel resto di ViaggiareLeggeri.com, questo - John 3:16 - e' l'unico negozio in cui non sembravano esserci clienti stranieri: tutti i presenti, escluso me, avevano
aspetto cinese o malese, le due etnie principali di Singapore. E appena fatta la domanda sul noleggio sono iniziate varie conversazioni in inglese, cinese e malay sul dove noleggiare, su quanti corpi macchina aveva a disposizione una ditta e quanti un'altra, sulla scomodita' degli orari di una o di un'altra. Alla fine, tutti concordi che il posto migliore per trovare informazioni in proposito era il sito ClubSnap.com, il piu' popolare sito di fotografia di Singapore, cui sono gia' iscritto. Una visita al sito, un paio di ricerche in Internet, e mi iscrivo alla newsletter del Camera Rental Centre (www.cameraRental.biz). E' venerdi' sera, e a mezzanotte del venerdi' questo negozio invia la sua newsletter con le offerte speciali (meta' prezzo) del weekend. Puntuale, a mezzanotte arriva la newsletter e nell'elenco ci sono la D300, la D90 e la D700. Voglio noleggiare la D300, con la D90 come seconda scelta e la D700 come soluzione di ripiego (nel senso che la noleggerei ed userei per il weekend ben sapendo che non la acquisterei).
Sabato seguo la procedura indicata nella newsletter: vado al Camera Rental Centre, al numero 32A di South Bridge Road, vicino al fiume e a Boat Quay. Salgo al primo piano ed entro nel negozio, piccolo ma pulito, moderno ed ordinato. C'e' un altro cliente prima di me, in un momento finisce e se ne va. Chiedo se hanno ancora un corpo D3...
Abbiamo parlato di recente del tragico destino del fotoamatore, condannato da una pulsione incontrollabile a cambiare macchina fotografica come un serpente cambia pelle: ogni anno o, se possibile, piu' spesso.
Durante la preparazione dell'articolo "Fotoamatori e acquisti", mi e' sembrato opportuno sperimentare personalmente cio' di cui stavo scrivendo. Sto quindi simulando la fase 6 ("ricerca di una nuova macchina fotografica"). Si tratta della ricerca di un corpo macchina piu' avanzato per sostituire la mia Nikon D40. Alla faccia del nome di questo sito, sto quindi studiando il passaggio da una delle reflex digitali piu' leggere ed economiche sul mercato, quindi ideale per un viaggio, ad una parecchio piu' pesante e costosa. Per dire: la D40 e' cosi' piccola e leggera che, pedalando a Singapore, la porto a tracolla senza borsa, appoggiata sulla schiena o penzolante davanti al petto.
Chiedo scusa ai possessori di sistemi Canon, Olympus, Pentax, Fuji, Sigma, Sony, ma il percorso che segue e' relativo ad un amatore con alcuni corpi macchina Nikon ed obiettivi vecchi e nuovi Nikon, per cui altre marche verranno menzionate poco.
La mia scelta e' per il momento ridotta a tre modelli Nikon da 12 megapixel:
Nikon D700: digitale full-frame, produce immagini di qualita' simile (uguale, secondo alcuni) alla professionale D3, ma a prezzo molto piu' basso;
Nikon D300: piu' piccola della D700 e con formato DX anziche' full frame, ha corpo in magnesio e alluminio, come la D700;
Nikon D90: corpo in plastica, quindi piu' leggera e piccola di D300 e D700, ma capace di produrre immagini di qualita' simile a quelle della D300
La scelta, in realta', si e' immediatamente ridotta a due modelli, D300 e D90. La D700, pur essendo piu' piccola della D3 con cui condivide il sensore, e' enorme. Niente a che vedere con le reflex non digitali Nikon (a parte la serie F, enorme anch'essa dopo la F3). Il prezzo, poi, e' il colpo di grazia: sara' anche piu' basso di quello della D3, ma son pur sempre 3.000 dollari USA. Dal punto di vista tecnologico, acquistare una macchina con sensore full frame ha per me piu' senso rispetto ad una con sensore DX. Con una D300/D90/D200/D80/D60/D40x/D40, la tentazione di acquistare obiettivi DX (piu' leggeri ed economici di quelli full frame, ma incompatibili con i corpi macchina full frame) e' irresistibile, al prezzo di ritrovarsi per casa obiettivi che non saranno poi utilizzabili quando si passera' ad un corpo macchina full frame. E la mia sfera di cristallo mi dice che quel momento arrivera' presto, probabilmente nei prossimi due anni: col calo di prezzo dei sensori di grandi dimensioni, Nikon e Canon introdurranno nuovi modelli full frame e toglieranno dal catalogo tutti o quasi i modelli DX (mini-profezia: la D40 e' sopravvissuta alla sua erede D40x, secondo me restera' in listino piu' a lungo anche della successiva D60).
D90, D300, D700, D3. Stavo persino pensando alla vecchia D200, che si trova online (usata) per circa 550 USD.
E' interessante confrontare queste macchine fotografiche sulla carta, ma tenerle in mano e provarle sarebbe piu' utile per valutarle. Ho quindi fatto una visita alla sede centrale Nikon a Singapore, in Anson Road, per provare "in carne ed ossa" queste macchine. Ho trovato un tecnico/venditore, Marcus, che oltre alla D300, D90 e D700 a disposizione dei visitatori, ha prelevato dal retro anche una D200 e una D3 per farmele provare.
La D200 e' ancora in listino a soli 100 SGD (50 euro) meno della D300, e vederla vicina alla sorella piu' recente non le giova; la D3 e' obiettivamente al di la' di quel che posso volere (e pagare), per cui l'ho presa in mano, ne ho esplorato i comandi, ho guardato attraverso il mirino e nello schermo sul dorso, e dopo un minuto l'ho posata. Col suo peso non avrei potuto comunque tenerla in mano piu' a lungo.
Per la D300, D700 e D90, Marcus mi ha invitato a portare una scheda SD e una CF, in modo da poter scattare qualche foto per poi studiarle con calma. Sono quindi tornato in Anson Road il giorno dopo ed ho scattato varie foto con la mia D40 e con le D90, D300 e D700 a disposizione, usando uno zoom Nikkor 18-105 VR. A casa ho poi confrontato le immagini su uno schermo da 22 pollici, e la prima cosa che e' saltata all'occhio, prima ancora della differenza tra i 6Mp della D40 e i 12Mp delle altre, e' stata l'esposizione - perfetta - della D700 e della D300; la D40 ha sovraesposto di un paio di stop, e la D90 ha sballato il bilanciamento del bianco. Le foto scattate con la D700, inoltre, avevano una qualita' in piu': sembravano prese da una brossura, talmente erano perfette: persino le inquadrature che ho scelto e la sfocatura dello sfondo erano sicuramente merito della macchina e non mio!
Ho iniziato a sentire due voci, nella stanza in cui stavo esa...
Il fotoamatore e' una bestia strana: ama scattare foto ed ama cambiare attrezzatura di frequente, non appena c'e' una nuova fotocamera che promette foto con un megapixel in piu' o sensibilita' un po' piu' alte. Quelli che resistono alla tentazione di cambiare corpo macchina ogni anno si ritrovano a volte con un tarlo che li rode, il dubbio che una macchina piu' recente avrebbe potuto salvare una foto risultata poi mediocre, o rendere bellissima una foto gia' bella. "Ah, se avessi avuto la Canikon D1d10, quella foto l'avrei scattata a ISO 25.000, e non avrei avuto quel lieve mosso, fotografando in notturna la scapoli-ammogliati aziendale!"; oppure "Se avessi avuto un grandangolo piu' corto di quello che mi sono portato ad Angkor Wat, avrei potuto fotografare molto meglio quei templi!". Dubbi che tengono svegli di notte.
L'immutabile ciclo vitale del fotoamatore si puo' riassumere nelle seguenti fasi:
scoperta della macchina fotografica che lo rendera' abile e famoso quanto Ansel Adams (o perlomeno quanto Corona);
acquisto della suddetta nonostante i commenti contrari dei familiari ("costa troppo!") e degli amici fotoamatori ("Ah, non acquisti il modello di punta della Canikon? Ti accontenti di QUELLA?");
esaltazione per la quotidiana scoperta di nuove strabilianti caratteristiche nel corpo macchina acquistato;
abitudine: dopo i primi ventimila scatti e la rilettura settimanale della lunga documentazione della macchina, il fotoamatore sarebbe capace di usarla ad occhi chiusi, e a volte lo fa;
noia: la scintilla si e' spenta, e prendere in mano la macchina fotografica non gli da' piu' l'emozione dei primi tempi; il desiderio di novita' si palesa;
ricerca di una nuova macchina fotografica: il fotoamatore inizia a passare piu' tempo in Rete che a scattare foto, e cerca "qualcosa" (una reflex da 24 megapixel? Una digitale a telemetro? Un corpo macchina per pellicola medio formato tradizionale?) che riaccenda in lui il sacro fuoco fotografico. Contemporaneamente, la sua macchina fotografica viene sottoposta a prove umilianti (confrontarne la risoluzione con quella di una scansione da immagine largo formato per poi dire "Cavolo, non mi ero reso conto d'aver comprato una macchina cosi' mediocre") ed estenuanti (resistera' alla pioggia? E a una caduta in mare? Se la avvicino ad un magnete tipo sfasciacarrozze si rovinera'? Proviamo...) per rendere evidente e necessaria la necessita' di una nuova macchina;
Scoperta: ricomincia il ciclo, vedi 1;
Cercare di arrestare questo ciclo equivale a voler fermare un'auto tenendola per il paraurti: al massimo si riesce a rallentarla. Il fotoamatore medio riesce al massimo a resistere qualche anno senza cambiare macchina fotografica, di solito grazie all'aiuto della moglie e all'astensione dagli incontri con altri fotoamatori. Quanto segue e' la cronologia degli acquisti di un appassionato squattrinato:
- Marzo 1979: Fujica ST605n, la mia prima reflex;
- Aprile 1986: Minolta X700, rimpiazza la ST605n (che mantengo) come macchina principale;
- Febbraio 1993: Nikon FE2, rimpiazza Fuji e Minolta, rubate da ignoti il mese prima;
- Luglio 1996: Nikon F, si aggiunge alla FE2; verra' usata poco;
- Agosto 1996: Zorki 3, un capriccio poco costoso e poco pratico; verra' usata pochissimo;
- Novembre 2001: Fujifilm 4800Z, la mia prima digitale, seppur compatta; Nikon F e FE2 (e Zorki) finiscono in un ripostiglio;
- Dicembre 2005: Fujifilm D610: rimpiazza la 4800Z, defunta sotto la Tour Eiffel (momento ideale...);
- Ottobre 2007: Nikon D40: rimpiazza la D610, che iniziava a funzionare male (vedi fase 6, sopra...); i vecchi obiettivi per le Nikon F e FE2 tornano ad essere utilizzati.
In conseguenza di suoi frequenti e costosi acquisti, il fotoamatore medio vive circondato da minacce: genitori che che, visto il conto del suo nuovo telezoom 100-400mm, lo informano che d'ora in poi dovra' pagare l'affitto della camera in cui vive; una moglie che, sentendogli progettare l'acquisto di un corpo macchina da duemila euro, gli dice che se lui compra quella macchina, dovra' regalarle per il compleanno una borsetta di pari prezzo (*); il fotonegoziante sotto casa che, dopo avergli lasciato manipolare quel corpo macchina una dozzina di volte, minaccia di tagliargli le gomme dell'auto se l'acquista all'ipermercato dove costa venti euro in meno.
Tutto questo per dire: lasciateli tranquilli, questi poveri fotoamatori!
(*): una borsetta da duemila euro "fa" qualcosa in piu' di una da mille euro o di una da cento euro? E piu' in generale, una borsetta "fa" qualcosa?
Come dicevo in questo articolo sul mangiare hot pot a Singapore, non ero il solo a scattare foto al cibo che avevo nel piatto, nel ristorante in cui ho cenato venerdi' sera, uno dei tanti ristoranti hot pot su Beach Road (che non e' lungo il mare).
Non so in quanti ristoranti, in Italia, possa capitare di incontrare un cliente con reflex e grandangolo gigante che fotografa il cibo che ha nel piatto. Beh, in questo ristorante non c'ero solo io: a due tavoli di distanza avevamo una comitiva di ragazzini, tra cui una minuta teenager (apparente: avra' avuto venticinque anni) con una Nikon D700, e piu' lontano ho notato due ragazzi con una Canon e una Pentax. Tutte reflex digitali, tutte puntate verso il cibo. Perche' ne parlo? Per iniziare, perche' ho letto di ristoratori italiani che hanno educatamente chiesto ai clienti dei loro ristoranti di non fotografare i piatti che venivano loro serviti. Avranno le loro ragioni, quei ristoratori e quei cuochi, ma io preferisco poter fare quel che voglio, col cibo che ho ordinato e che ho pagato, come in questo ristorante hot pot.
L'altra ragione e' legata alla fotografia. Mesi fa, sul blog di Scott Kelby, lessi che l'autore era impressionato dalla quantita' di reflex che aveva notato in mano a giovani donne, a Venezia, durante una sua breve vacanza in Italia. Quell'articolo mi porto' a dedicare piu' attenzione a quelli (e quelle) che, come me, se ne vanno in giro col sole e con la pioggia (e non ci sono altre condizioni meteorologiche, qui a Singpore) con una macchina fotografica in mano e un paio di obiettivi nello zaino. Beh, ce ne sono tanti. Tantissimi. A qualsiasi ora del giorno, e probabilmente della notte, c'e' sempre un gruppo di fotografi, spesso giovani, quasi sempre con macchine Nikon e Canon semiprofessionali, che fotografa un soggetto: che sia una modella (o un'amica) in posa, o un grattacielo, o un lucertolone lungo un metro e mezzo, ci sono sempre fotoamatori in azione. E come dicevo, non e' che spendano poco per l'attrezzatura: a giudicare da quel che vedo per strada e nei negozi fotografici, sembra che la Nikon D300 sia la macchina fotografica digitale piu' diffusa a Singapore.
E non c'e' solo l'attrezzatura, ma anche la passione: ogni volta che parlo di fotografia con qualcuno di qui, si finisce sempre col menzionare Clubsnap.com, il sito che sembra ospitare tutti i fotoamatori e i fotografi professionisti di Singapore.
Altro pensiero sparso su Singapore e fotografia: insieme con le tante fotocamere digitali semiprofessionali, ho notato altre due tendenze, soprattutto tra i piu' giovani: lomografia e medio formato.
Lomografia e' la fotografia lo-fi, in cui cogliere l'attimo, anche se con immagini sgranate, colori ipersaturi, immagini mosse e sfocate, conta piu' che produrre immagini tecnicamente perfette ma poco vive. Il termine deriva dalle macchine fotografiche russe Lomo, poco sofisticate e adattissime a questo tipo di fotografia (come tante altre...).
Ripensandoci, c'e' un'altra cosa che ho notato, riguardo a Singapore e ai suoi fotografi: non credo d'aver ancora visto un fotografo che avesse piu' di venticinque anni, negli undici mesi passati qui. Potrei sbagliarmi, certo: quelli che sembrano venticinquenni potrebbero essere trentacinquenni (ho un collega cinquantenne che non dimostra piu' di trentacinque anni, e alcune colleghe trentenni che sembrano minorenni), come spesso accade con gli "orientali", siano essi cinesi o giapponesi (non so dire dei coreani, non ne conosco di maturi). Ecco le mie ipotesi sui fotografi singaporiani di mezza eta':
1) Non esistono: trattandosi di Singapore, probabilmente ci sara' una legge che li vieta;
2) Sono tutti fotografi professionisti, e passano il loro tempo in studio o in aree cui io non ho accesso;
3) Sono tutti professionisti in Europa o in America (se nemo propheta in patria vale da noi, varra' anche in Asia...);
4) Dopo aver fotografato tutto il possibile in giro per Singapore quando avevano vent'anni, si sono buttati sulla macrofotografia casalinga, e passano il tempo fotografando gechi nei loro appartamenti;
5) Hanno smesso di fotografare quando si sono resi conto che non sarebbero mai riusciti a guadagnarsi da vivere cosi'.
Quale sara' l'ipotesi piu' corretta tra queste cinque?
E, domanda ancora piu' inquietante: che c'entrano le zanzare, visto che le ho menzionate nel titolo di quest'articolo? Poco o niente: erano solo un termine di confronto numerico. In undici mesi qui credo di aver visto o sentito (sulla pelle o con le orecch...
.. e volete restituire la macchina o almeno le foto allo sconosciuto proprietario, visitate il sito http://ifoundyourcamera.blogspot.com/ ("Found Cameras and Orphan Pictures"), che e' stato creato per aiutare nel ritrovamento delle macchine fotografiche (digitali e non) e delle schede di memoria contenenti foto.
Come funziona il sito?
Se avete trovato una macchina fotografica, inviate almeno quattro foto contenute nella macchina a orphanpictures chiocciolina gmail punto com, fornendo informazioni sul luogo e momento del ritrovamento. Le nuove foto vengono aggiunte al sito il giovedi'.
Se invece avete perso una macchina fotografica in Italia o all'estero, visitate http://ifoundyourcamera.blogspot.com/ e, nel menu' sotto "Look at Pictures Found In", scegliete la nazione in cui avete perso la vostra macchina fotografica. NON contattate chi gestisce il sito (quello o, ancora peggio, questo) chiedendo se e' stata ritrovata la vostra macchina fotografica: non e' cosi' che funziona. Ci sono gia' vari utenti che hanno inviato fotografie scattate da macchine digitali smarrite in Italia (http://ifoundyourcamera.blogspot.com/search/label/Italy, e le foto (e macchine fotografiche) ritrovate nel resto del mondo (USA, soprattutto) sono centinaia.
Non ci sono garanzie di ritrovamento, ma se avete perso la vostra macchina fotografica, un salto su http://ifoundyourcamera.blogspot.com e' una buona idea.
Air France non crea problemi, per scattare foto in aereo, al contrario di Alitalia. Ed e' quantomeno curioso che una macchina fotografica a bordo provochi reazioni estreme, da "Certo che puo' scattare foto, ci mancherebbe!" a "ci vuole far cadere tutti?". Verrebbe da chiedersi quanto siano vecchi gli aerei che usa Alitalia...
Foto: le Alpi, fotografate da un volo AF Parigi-Torino, dicembre 2008.
Un gigabite e mezzo di immagini. Non e' il risultato di una vacanza di due settimane in Grecia, o di un tour dell'Himalaya. Sono le foto che ho scattato in una giornata sulle isole di Kusu, St. John e Lazarus, a sud di Singapore. Una giornata piovosa e ventosa, in cui non ho potuto scattare foto con continuita'. E la mia macchina non produce grosse immagini: non piu' di due megabytes e mezzo ciascuna, visto che ha solo sei megapixels (e non scatto in formato RAW, di solito). Nel suo blog, Scott Kelby ha dichiarato che fara' a meno della nuova Nikon D3X da 24 Megapixels e continuera' ad usare le sue D300, D3 e D700 (poverino!), capaci di 12 megapixels, per evitare di raddoppiare gli sforzi a cui il suo hardware informatico e' sottoposto. Magari e' una scusa per evitare di buttare oltre ottomila dollari nella D3X, ma e' vero che, passando ad una macchina che produce files immagine di dimensioni molto piu' grandi di quelli che usate attualmente, finirete con l'aver bisogno di una CPU piu' potente e, soprattutto, di piu' RAM e piu' spazio sul disco rigido.
Coppia in vacanza in una splendida isola greca. Mattinata trascorsa in un villagio di pescatori a scattare foto, assaggiare cibo e fare piccoli acquisti. Pomeriggio in spiaggia, lei prende il sole e nuota, lui nuota per cinque minuti, poi torna a riva a prendere la sua reflex digitale. Cammina nell'acqua fino ad uno scoglio, si arrampica per qualche metro - giusto per evitare ondate sulla sua costosa macchina fotografica - e inizia a fotografare le montagne dietro alla spiaggia, le barche dei pescatori al largo, i granchi, le lattine di bibite sul fondo. Lei saluta dalla spiaggia. Lui ricambia con una mano, con l'altra le scatta una decina di foto. Lei entra in acqua e nuota verso lo scoglio, lui fa fuori l'equivalente di due rullini per documentare quegli epici trenta metri di bracciate. Quando lei gli propone di nuotare insieme, lui risponde con il classico "Cinque minuti, dammi solo cinque minuti e ti raggiungo". Lei si allontana. Dopo un quarto d'ora, lui nota la cupola blu di una tipica chiesetta locale che sbuca da un promontorio non lontano. Scatta una decina di foto alla chiesa, poi entra in acqua e si dirige verso il promontorio. Lei alza la testa dal libro di Vargas Llosa che sta leggendo, lo vede camminare nell'acqua con la reflex sopra la testa, e si rimette a leggere. Dopo tre quarti d'ora lui ritorna con un sorriso stampato in faccia e la nuca arrossata dal sole.
Lui prende una bottiglia dalla loro borsa e riempie i loro bicchieri d'acqua ancora fresca. Beve. L'ora del tramonto si avvicina, e sull'isola c'e' un villaggio da cui si vede il sole tramontare in mare, vicino ad altre isole. Lui e lei rimettono le loro cose in due borsoni e si incamminano verso il parcheggio. Lo scooter affittato per la settimana li aspetta, c'e' tempo a sufficienza per raggiungere quel villaggio e trovare l'angolo migliore per fare qualche foto al tramonto.
Qualche ora piu' tardi, dopo alcune centinaia di foto nel villaggio, il rientro in albergo, la doccia e una cena, lui scarica le fotografie della giornata sul computer portatile. Che fortuna aver comprato una scheda da quattro giga, con una da due non avrei avuto spazio a sufficienza, dice. Guarda, le dice, queste te le ho scattate mentre ti allacciavi il casco questa mattina, salendo sullo scooter. Che bella la chiesetta, vero? Lei gli dice che lo aspettera' al bar vicino alla piscina.
Due ore dopo, lei e' al terzo daiquiri, e ...
Durante la pausa pranzo sono andato alla Nikon di Singapore, alle Fuji Xerox Towers in Anson Road. Avevo con me la mia Nikon D40 che ha smesso di funzionare il 24 agosto 2008, dopo poco piu' di sedicimila scatti. Avevo gia' ottenuto un preventivo, e avevo deciso di aspettare, sperando di riuscire a portare o a spedire la macchina negli USA per farla riparare da un centro assistenza Nikon entro i termini della garanzia Nikon (1 anno, valida solo negli USA, dove ho acquistato la D40 nel 2007). Purtroppo, l'occasione per andare negli USA non c'e', ho quindi deciso di far riparare la macchina qui, da Nikon Singapore, nonostante il preventivo equivalga a 185 euro contro un prezzo d'acquisto di 350 euro; e' un prezzo alto, ma comprare un corpo macchina Nikon, anche non nuovo, anche su eBay, mi sarebbe costato di piu', ecco quindi la decisione di far riparare la macchina fotografica, ed ecco il motivo del titolo di questo messaggio: "bite the bullet" ('mordere il proiettile') e' una frase idiomatica della lingua inglese, derivata dalla vecchia pratica di far mordere ai soldati feriti una pallottola, durante le operazioni chirurgiche, quando l'anestesia non era disponibile. La frase e' di uso comune e viene usata di solito nel senso di farsi coraggio e agire, anche se gia' si sa che la propria azione avra' un costo elevato.
La stazione centrale dei vigili del fuoco in Hill Street, a Singapore, e' un bell'edificio in mattoni rossi e bianchi, progettato nel 1905 e portato a termine nel 1908. Hill Street si trova alle spalle di Funan Centre (informatica) e Peninsula (fotografia), due degli innumerevoli shopping malls di Singapore. Tra l'altro, se dovete chiedere informazioni, o dare indicazioni ad un tassista, a Singapore vi conviene usare i nomi dei centri commerciali, non delle vie, come punti di riferimento.
Torniamo a noi. Un aneddoto curioso sulla centrale dei vigili del fuoco e' che l'esercito d'occupazione giapponese, durante la seconda guerra mondiale, incarcero' i cittadini britannici presenti a Singapore (e uccise oltre 8.000 cittadini cinesi) non incarcero' i pompieri britannici che vi operavano, e li lascio' liberi di continuare il loro lavoro.
La stazione centrale divento' monumento nazionale nel 1998, ed e' tuttora in uso. Ospita anche un museo sulla storia della Protezione Civile e dei vigili del fuoco di Singapore.
Una nota a parte merita la foto visibile qui a fianco. E' stata scattata il 24 agosto 2008, ed e' l'ultima immagine catturata dalla mia macchina digitale, una Nikon D40. "Ultima" nel senso che non ce ne saranno altre. Una settimana molto piovosa, qualche escursione fotografica di troppo, qualche goccia d'acqua che ha raggiunto aree del corpo macchina non protette da guarnizioni, e la macchina ha smesso di funzionare.
Con la D40 ho scattato 16.118 da ottobre 2007 al 24 agosto 2008, e se potessi la ricomprerei: costa parecchio meno della D40x e D60, e' molto piu' portabile della D80, e ... salendo nella gamma Nikon, prezzi e pesi diventano proibitivi, per me che amo viaggiare leggero.
Costo della macchina: 350 Euro; preventivo della riparazione (le infiltrazioni non sono coperte da garanzia, che comunque nel caso delle macchine Nikon di fascia bassa e' valida solo nella nazione in cui la macchina e' stata acquistata): 185 Euro. Cerchero' di usare pellicola e scanner...
Viaggiatori e macchine fotografiche sono un binomio costante: se incontrate un viaggiatore di lungo corso, un turista in spiaggia a Rimini, o un fricchettone in riflessione a Madras, potete essere quasi certi che avra' una macchina fotografica in tasca. Se poi incontrate un appassionato di fotografia e di viaggi, e' probabile che abbia sulle spalle uno zaino con una mezza dozzina di obiettivi e due corpi macchina reflex, oltre a mezzo chilo di schede di memoria.
Come ogni oggetto, anche le macchine fotografiche sono soggette a guasti, e in quei casi ci affidiamo di solito alla garanzia. Attenzione alle sorprese! Nikon, per esempio, fornisce su alcuni modelli una garanzia di un anno valida solo nello stato in cui la macchina fotografica e' stata acquistata. Se siete quindi in viaggio al momento in cui la vostra Nikon si guasta, una richiesta di assistenza al piu' vicino centro assistenza Nikon portera' ad una spesa non da poco. Sono appunto in attesa di sapere quanto mi costera' riparare la mia Nikon D40, per ora so che al massimo dovrebbe trattarsi di 250 dollari. L'avevo pagata 500 dollari quand'ero negli USA; siamo vicini al limite oltre il quale una sostituzione diventa conveniente. Un'alternativa e' spedire il corpo macchina tramite corriere ad un centro assistenza USA, e anche in questo caso i costi non sono indifferenti. Un'ulteriore opzione e' far riparare la macchina quando si tornera' nella Nazione in cui e' stata acquistata, sperando che nel frattempo non scada la garanzia.
Ryanair ha deciso di utilizzare una foto del Ministro delle Riforme per il Federalismo Umberto Bossi per farsi pubblicita', o meglio per criticare la posizione del governo italiano verso Alitalia. La foto, recente, raffigura Umberto Bossi impegnato a mostrare il dito medio durante un recente congresso della Liga Veneta a Padova.
La didascalia della foto, che compare sulla homepage italiana del sito Ryanair, dice:
"Il Ministro Bossi ai passeggeri italiani
Il Governo ...
Supporte le alte tariffe di Alitalia
Supporta i frequenti scioperi di Alitalia
Se ne frega dei passeggeri italiani
Passi che Ryanair non sia d'accordo con gli aiuti del Governo italiano ad Alitalia. Passi che lo voglia far sapere a tutti. Ma l'uso della foto di Bossi mi pare fuori luogo. Non invoco il diritto di privacy per un politico: chiedo invece che le regole che vengono imposte ai fotografi professionisti e non, e alle agenzie pubblicitarie, vengano fatte rispettare anche con Ryanair. Se un fotografo vendesse una fotografia raffigurante uno sconosciuto o una celebrita' ad una agenzia interessata ad utilizzarla in una pubblicita', l'agenzia chiederebbe al fotografo la liberatioria Model release) firmata dal soggetto fotografato. La liberatoria non e' necessaria, di solito, in caso di uso editoriale della fotografia (per esempio in un articolo di una rivista che documenti gesti educati e meno educati dei politici italiani e non).
Considerato che Ryanair e' una linea aerea e non un produttore di notizie/cultura/articoli, non mi pare si possa parlare di uso editoriale dell'immagine. E se non e' editoriale e' pubblicitario, percio' la liberatoria ci vuole. Dubito che Ryanair abbia richiesto a Umberto Bossi di firmare una liberatoria per questa foto ...
Quando si va in vacanza, le fotografie scattate riprendono di solito la famiglia del fotografo (figli in primis), con monumenti locali a fare da sfondo alle immagini. Spesso, quando fidanzata moglie figli e parenti si sono stancati di stare in posa di fronte alla Torre Eiffel, riusciamo anche a scattare una foto del monumento da solo. Ma sono soprattutto le foto notturne a colpire gli osservatori: un'immagine del Tevere illuminato dai lampioni, o le mille luci dei grattacieli di New York, oppure una spiaggia tropicale illuminata dagli ultimi raggi di sole. Salvo poi scoprire che le foto che abbiamo scattato sono mosse, o scure, o entrambe le cose. Ecco quindi che, oltre all'ovvio suggerimento di disattivare il flash se usate una modalita' di esposizione completamente automatica, si aggiunge un'altra idea: se la vostra macchina fotografica e' una reflex digitale, e se la ditta che la fabbrica ha a cuore il rispetto ed il portafoglio di chi ha investito denaro in obiettivi ed attrezzatura fotografica, ci sono buone possibilita' che possiate utilizzare dei vecchi obiettivi "veloci".
E' il caso di Nikon, per esempio: ho una Nikon FE3, comprata di seconda o terza mano nel 1993 con un obiettivo Nikkor 50mm/1,4. Ho usato quel corpo-macchina per l'ultima volta nel 2003, per fare alcune foto all'ultimo atterraggio del Concorde a Heathrow. Il 50/1,4, invece, sta vivendo una seconda giovinezza montato sulla mia Nikon digitale, per scattare foto di notte. Si tratta del corpo-macchina digitale piu' economico della Nikon, la D40, e chi ha macchine Nikon meno economiche potrebbe trovare ancora piu' facile l'uso di questo vecchio obiettivo; l'esposizione della macchina va impostata in manuale, in quanto la D40 non riconosce la presenza del 50mm/1,4; stessa cosa per la messa a fuoco, l'obiettivo consente solo quella manuale. La possibilita' di visionare le foto appena scattate facilita di molto la regolazione dell'esposizione. Sabato notte, scattando alcune centinaia di foto allo spettacolo "The Dancing Sky", dello Studio Festi, ho usato:
- Sensibilita': ISO 400;
- Tempi: da 1/30 a 1/100 di secondo, salvo alcune immagini che hanno consentito 1/250;
- Diaframma: da 1,4 a 4, con 2 come apertura piu' comune
- Niente cavalletto o supporti esterni.
Ho scambiato vari commenti con Andy, uno dei tanti spettatori con macchina fotografica. Aveva una Nikon D300 con uno zoom Nikkor 80-200, e ha utilizzato costantemente ISO 3200. Il vecchio 50/1,4 mi ha permesso quindi di guadagnare 3 stop, come esposizione. E di tenere in mano una macchina leggera come una piuma, cosa non trascurabile se si assiste a due spettacoli consecutivi di circa due ore ciascuno, con una pausa di una mezz'ora tra il primo e il secondo, come e' successo in questo caso.
Probabilmente anche un piu' economico 50/1,8 darebbe buoni risultati, e costerebbe anche meno. Vedo un grande futuro per l'onesto "mulo" delle vecchie fotocamere a pellicola, il 50 millimetri...
No, non ho una Nikon D300, non me la posso permettere, o meglio: non potrei giustificare una spesa simile con me stesso. Non credo che la D300 mi permetterebbe di fare foto tre volte migliori di quelle che ottengo con la Nikon D40 (pagata 500 dollari nell'ottobre 2007); immagino invece che finirei col lasciare spesso a casa quel fantastico arnese da 825 grammi (tanto pesa la D300) e perderei l'occasione di scattare molte belle foto; con una leggera reflex da 475 grammi come e' la Nikon D40, questo rischio non sussiste (e infatti e' qui in ufficio, a mezzometro da me).
"Come usare la Nikon D300" e' una frase che molti visitatori hanno digitato in Google, e alcuni di loro sono capitati su questo sito in passato. Mi pare quindi opportuno fornire qualche link utile per imparare ad usare la D300:
Della nuova Nikon D700 parleremo un'altra volta, e se invece state cercando qui informazioni per imparare ad usare la Nikon D3, forse quella macchina non fa per voi...
La lomografia prende il nome da semplici ed economiche macchine fotografiche credo sovietiche (e non controllero’ su Google/Wikipedia, non e’ importante dove sono state prodotte ‘ste macchine), con poche regolazioni, che producono immagini dai colori molto saturi, con contrasto elevato o eccessivo, con esposizione sbilanciata (troppo chiare o troppo scure). Il termine viene usato per identificare foto prodotte anche da altre macchine ugualmente spartane e capaci di produrre foto con le stesse caratteristiche; soprattutto viene enfatizzata la spontaneita’ delle foto, anziche’ le solite regole formali che i fotografi cercano di seguire (inquadratura, regola dei terzi, correzione delle fughe prospettiche, e via regolando). Il motto del ‘movimento’ e’ “Non pensare, scatta”. Curioso, quindi, che vengano usate macchine a pellicola, nelle quali lo scattare a ruota libera comporta costi elevati e perdita di naturalezza (prova ad andare in giro e scattare foto a tutto spiano ... ti costa una cifra in rullini e sviluppo, e quei rullini te li devi portare dietro in uno zaino). Una digitale ultra-semplice, nera (per non attirare l’attenzione), senza regolazioni (esposizione programmata, senza possibilita' di regolare niente), senza autofocus (se ha un grandangolo c’e’ poco da mettere a fuoco...) ma con risoluzione elevata e risposta immediata quando premi il pulsante, questa sarebbe forse la macchina ideale per 'fare lomografia'. Ammesso che esista ancora spazio per le imperfezioni, a questo mondo.
Sono a Singapore dall'aprile 2008, e i prezzi qui NON sono competitivi, perlomeno non con gli USA, che al momento sono, credo, uno dei paradisi per gli acquisti fotografici. Qui a Singapore ho acquistato un Sigma 10-20 HSM con attacco Nikon pagandolo l'equivalente di 620 dollari USA; negli Stati Uniti, lo stesso obiettivo costa 500 dollari USA (su www.adorama.com e altrove).
Nell'ottobre del 2007 vivevo ad Atlanta, USA. In quel periodo acquistai su www.adorama.com la mia Nikon D40, pagandola 499 dollari. Mesi dopo, a Natale 2007, vidi la D50 (!), cioe' la macchina che la D40 sostitui', in vendita in un supermercato Panorama vicino a Torino per oltre 700 Euro. Circa 1000 dollari USA, per intenderci. Quindi ... i prezzi in Italia sono alti.
Scaviamo ancora piu' indietro nel tempo. Nel 2001 comprai una Fuji FinePix 4800Z in Inghilterra, dove vivevo a quei tempi. La pagai circa 400 sterline. Un anno e mezzo dopo, in Italia, vidi la stessa macchina fotografica in vendita ad un prezzo quasi doppio; nel frattempo, in Inghilterra il prezzo era sceso fino a 350 sterline.
Un'eccezione, ora: la mia macchina successiva, una Fuji FinePix F610, comprata a Taiwan come 'gray import' dal Giappone, venne pagata l'equivalente di 250 sterline. Il mese dopo l'acquisto, la vidi in vendita all'Auchan di Corso Romania, a Torino, esattamente allo stesso prezzo. Purtroppo questa sembra essere stata un'eccezione.
In conclusione, se avete l'occasione di comprare la vostra attrezzatura fotografica all'estero, fatelo.
Il laptop (o notebook, o computer portatile) e' il compagno di viaggio indispensabile per tanti di noi. Serve per poter rispondere ad emergenze lavorative, per tenersi in contatto via email e instant messaging con parenti e amici, per organizzare le escursioni giorno per giorno. A me serve, soprattutto, per poter scaricare le fotografie scattate durante la giornata e, a volte, per scrivere nuovi articoli per Viaggi.affari.to quando viaggio. Per questo motivo ho un portatile leggero (Acer Travelmate 370), circa un chilo e mezzo. Ma a volte anche un chilo e mezzo sembra troppo, ragion per cui ho deciso di sostituire il laptop con un palmare (o PDA, Personal Digital Assistant).
Il palmare, un HP iPaQ 2795, ce l'ho gia' da un paio di anni, ma non l'ho mai usato molto. L'ho portato in viaggio con me, e con la sua tastiera pieghevole e' possibile scrivere testi anche lunghi senza soffrire troppo; non avevo pero' ancora pensato ad usarlo per scaricare immagini dalla mia macchina fotografica. Dopo ad alcune letture sul concetto di digital workflow (qui, qui e qui), ho capito che avrei potuto evitare di portare con me l'intero laptop, durante i viaggi, visto che quel che mi serviva era solo un hard disk, auto-alimentato e con una lettore di schede SD (il supporto di memoria utilizzato dalla mia Nikon D40).
Dopo una visita al PC Show 2008 a Singapore, una moderata illuminazione mi ha pervaso: perche' spendere soldi per un hard disk portatile quando posso riutilizzare qualcosa che ho gia'? L'HP iPaQ 2795 ha solo 64 Mb di spazio (su RAM) a disposizione, ma dispone di uno slot per schede SD e di uno per schede CF (Compact Flash). Quello che mi serve e' una scheda CF sufficientemente capiente da accettare il contenuto di varie schede SD. Visto che per fotografia digitale uso due schede SD (una in macchina e una di riserva nello zaino), quello che mi serve ora e' una scheda CF da 8 o 16 Gb; schede di dimensioni maggiori sarebbero troppo costose. Altra cosa che serve per avere a disposizione il digital workflow (e chiamiamola procedura digitale!) che voglio, e' un programma che copi, con un solo click o quando viene avviato, il contenuto della scheda SD nella scheda CF. A quel punto, la procedura sara' la seguente:
1) Scattare foto fino a che la scheda SD della macchina fotografica e' piena;
2) Rimuovere scheda SD presente nel palmare;
3) Inserire scheda SD appena riempita nel computer palmare;
4) Inserire scheda SD rimossa dal palmare nella macchina fotografica e formattarla;
5) Sul palmare, avviare programma che copia files;
6) A copiatura completata, spegnere il palmare;
7) Ricominciare a scattare foto.
La procedura presentata ha alcune potenziali limitazioni:
a) Se il costo di una scheda CF e' eccessivo, puo' essere piu' conveniente l'acquisto di un hard disk portatile;
b) La velocita' della copiatura da scheda SD a scheda CF e' tutta da verificare e potrebbe essere scarsa;
c) Il PDA ha un'autonomia limitata (leggi: batteria);
d) L'iPaQ 2795 potrebbe non supportare schede CF con la capienza necessaria (8/12/16Gb).
Sono ora in cerca di una scheda CF adatta, poi mi mettero' all'opera per scrivere il programma di copiatura.
Siete in viaggio e vedete posti per voi nuovi e meravigliosi, o anche solo carini. Aprite il vostro zaino, impugnate la macchina fotografica ... e qualcuno in divisa vi vede, viene verso di voi e vi informa che non potete fare foto. E' successo a me, e' successo ad altri, e succedera' sempre piu' di frequente, temo. Camminando per strada nel centro di Atlanta, negli USA, io ed un amico abbiamo iniziato a scattare foto dei grattacieli di fronte a noi, lui con una Nikon D80 e obiettivo 18-135mm, io con una compatta digitale Fujifilm. Nel giro di mezzo minuto, una persona in divisa, ma non un poliziotto, si avvicina a noi e chiede che cosa stiamo facendo. Abbiamo le macchine fotografiche puntate verso l'alto, in direzione del bel Westin Hotel, quindi stiamo sicuramente cucinando uno stufato o leggendo le opere complete di Lev Tolstoi... rispondo semplicemente che stiamo scattando delle fotografie di Atlanta. La guardia ci chiede chi siamo, e rispondiamo che siamo dei turisti. La guardia fa ancora alcune domande, noi rispondiamo pazientemente anche se irritati (e congelati: gli eventi sopra descritti si svolsero nella primavera del 2007, in giorni molto freddi), e finalmente capisce che non siamo un pericolo per la sicurezza nazionale, e se ne va. Solo un caso fra i tanti capitati a me e a conoscenti.
Come sia nato il nesso fotografia-terrorismo mi sfugge. Bruce Schneier scrive su The Guardian:
The 9/11 terrorists didn't photograph anything. Nor did the London transport bombers, the Madrid bombers, or the liquid bombers arrested in 2006. Timothy McVeigh didn't photograph the Oklahoma City Federal Building. The Unabomber didn't photograph anything; neither did shoe-bomber Richard Reid. Photographs aren't being found amongst the papers of Palestinian suicide bombers. The IRA wasn't known for its photography. Even those manufactured terrorist plots that the US government likes to talk about -- the Ft. Dix terrorists, the JFK airport bombers, the Miami 7, the Lackawanna 6 -- no photography.
Se foste voi, a voler organizzare un attentato terroristico, ve ne stareste in mezzo ad una piazza, magari con una reflex e un paio di obiettivi? In bella vista?
Se siete fotografi, programmatori (soprattutto in Java) o traduttori, potete aiutare blueMarine.
BlueMarine e' un software open source per il digital workflow, la gestione di immagini, sviluppato da un programmatore italiano, Fabrizio Giudici. Non e' un programma alternativo a Photoshop / Paint Shop Pro / Gimp, in quanto svolge una funzione diversa: consente la gestione delle immagini (anche a gruppi), l'applicazione di tags (parole chiave che ne faciliteranno la ricerca sul vostro computer), la visualizzazione in formato RAW (il formato nativo di molte macchine digitali, soprattutto reflex), la classificazione in base a voti. I suoi concorrenti diretti sono quindi Adobe Lightroom e Apple Aperture, entrambi validi ma costosi. In futuro, blueMarine e' destinato ad offrire anche la manipolazione delle immagini.
Il programma ha una bella interfaccia utente, delle funzioni interessanti, ed e' gratuito, ma al momento non e' ancora pronto per l'uso. Sul sito di blueMarine, sono elencati i tipi di competenze richieste per collaborare con blueMarine:
Trattasi di collaborazione volontaria: il software e' gratuito.
Il sito di blueMarine e' http://bluemarine.tidalwave.it, visitatelo se volete conoscere meglio questo software, e per provarlo. La versione attualmente disponibile per il download e' la 0.9.RC2b, quindi ci avviciniamo alla fatidica versione 1!
Se vi chiedete cosa c'entri blueMarine con i viaggi, non siete mai tornati da un viaggio con qualche gigabyte di immagini...
In giro in una citta' lontana dall'Italia, in un grattacielo del centro citta'. Notate un rumore inconfondibile: un aereo. Veloce. Militare, probabilmente. Vi portate alla finestra. L'aereo passa sopra l'edificio in cui vi trovate. E non e' solo, ce ne sono cinque. Sono degli F16, utilizzati anche dall'Aeronautica Militare Italiana. Gli aerei si affiancano, si incrociano, poi il solista passa in mezzo ai restanti sei varie volte, arrivando da direzioni opposte. Continuano a girare. Si tratta dei Black Knights, la pattuglia acrobatica di Singapore, che si prepara per le esibizioni della festa nazionale del 9 agosto. Belle manovre, soprattutto se viste da una posizione insolita: dal ventiquattresimo piano, gli aerei sembrano solo poco piu' in alto. Dopo la fine dell’esercitazione passano un Chinook e due Apache sulla baia di Singapore, visibile dalla finestra. Hanno fatto lo stesso giro due volte (e dalla finestra sembravano essere ad una quota inferiore rispetto al ventiquattresimo piano). Dopo averlo visto in combattimento, sia in film che in documentari, e’ strano vedere due Apache andarsene in giro cosi’ tranquilli...
Cosa manca nella descrizione sopra?
Una macchina fotografica. E infatti nessuna foto dei Black Knights e' stata scattata in questa circostanza. La macchina fotografica digitale di chi scrive non era infatti in condizione di scattare fotografie, durante la visita nel centro citta' di Singapore. Un peccato, per qualcuno che ha la passione sia per l'aeronautica che per la fotografia.
Ecco quindi qualche raccomandazione:
1) Abbiate con voi la macchina fotografica. Banale, ma e' il caso piu' comune. Se la macchina e' piccola (una compatta, ma anche una reflex digitale come la Nikon D40/D40x/D60), capitera' raramente di non averla con voi. Se invece e' una macchina fotografica pesante e magari costosa, finirete col lasciarla a volte nella cassaforte dell'albergo.
2) La batteria deve essere carica. Non quasi carica, completamente carica.
3) Dovete avere spazio nella scheda di memoria della macchina. Le macchine fotografiche digitali, se dotate di schede di memoria sufficientemente capienti, offrono ben piu' dei 12/24/36 scatti cui eravamo abituati ai tempi delle pellicole all'argento, ma anch'esse hanno un limite. Una scheda di riserva costa poco, di questi tempi, e puo' fare la differenza tra lo scattare foto e il dover raccontare agli amici "Eh, avevo scattato settecento foto delle ragazze in spiaggia, cosi' quando e' passata Angelina Jolie non c'era piu' spazio per altre foto" .
4) Se avete scattato fotografie che richiedevano impostazioni inusuali della macchina fotografica (per esempio macro, con messa a fuoco, flash e magari anche esposizione impostati manualmente), ricordatevi di riportare tutte le configurazioni della vostra macchina fotografica ai valori normali. Non sempre c'e' il tempo di reimpostare tutto quando un soggetto interessante compare davanti a voi.
Aggiornamento 17/06/2008
Oggi sono tornato nello stesso grattacielo di Singapore. Uscendo, ho notato il solito piacevole rumore: aerei in volo a bassa quota. Stavolta avevo lo zaino con la mia macchina fotografica, batteria carica, schede SD vuote e, appena tolto il tappo dall'obiettivo... si e' creata condensazione sul filtro devanti all'obiettivo. Acc... sono passato troppo rapidamente dalla temperatura polare del grattacielo alla calura dell'aria aperta. Dopo tre-quattro minuti, la macchina e' stata in grado di operare, e pur avendo solo uno zoom 55-200mm, sono riuscito a scattare qualche foto decente dei Black Knights e dei loro F16 in volo sopra il centro di Singapore.
I visitatori degli Stati Uniti di passaggio a Washington DC faranno bene a stare attenti, se desiderano fare fotografie all'interno della magnifica Union Station. Negli ultimi mesi sono capitati numerosi casi in cui, all'interno della stazione, fotografi professionali e non sono stati bloccati da agenti della security privata della stazione. Tom Fitzgerald, giornalista di Fox News (non la mia fonte preferita di informazioni, visto il suo orientamento politico), nel corso di un servizio sul problema delle riprese all'interno della stazione, ha intervistato un portavoce della direzione della stazione, che stava spiegando come non ci sia alcun divieto di scattare fotografie o di registrare filmati all'interno di Union Station, quando un membro della security della stazione interrompe l'intervista per chiedere al cameramen di spegnere la telecamera! Alla richiesta del giornalista di spiegare la norma che vieta le riprese, la guardia ha detto di non poter dare una risposta a questa domanda ... il video dell'intervista interrotta e' visibile su www.myfoxdc.com.
Parleremo ancora di viaggi e fotografia, nei prossimi giorni, visto che quasi tutti ci portiamo dietro una o piu' macchine fotografiche quando viaggiamo, e quest'argomento e' quindi rilevante per molti visitatori di questo sito.
Siete in un posto esotico, una citta' che non conoscete, magari negli Stati Uniti o in Estremo Oriente. Siete soddisfatti, felici d'aver scelto di visitare questo posto, e decidete di comprare qualcosa. Probabilmente una macchina fotografica o un computer, o magari un obiettivo, un cellulare o un qualche gadget elettronico. Vedete un negozio, entrate, e il negoziante e' subito vicino a voi, a vostra disposizione. Spiegate che volete un obiettivo zoom Sigma 10-20mm per reflex Nikon digitali. Il negoziante commenta "Uhm ... piuttosto costoso", e va a consultare il suo catalogo. Fa qualche conto sulla sua calcolatrice, e vi spara un prezzo che equivale a 850 euro. Poco ci manca che vi venga un infarto: strabuzzate gli occhi per manifestare il vostro disappunto, e spiegate indignati che avete visto lo stesso obiettivo, in altri negozi in altre parti della citta', a prezzi tra i 370 e i 440 Euro; dite al negoziante che, con un prezzo del genere, quello non e' un negozio serio, e ve ne andate.
La scenetta sopra descritta e' successa a me giovedi' scorso, a Singapore, in un negozio in Boat Quay, vicinissimo a South Bridge Road. Il prezzo che mi e' stato chiesto per l'obiettivo e' 1.800 SGD (Singapore Dollar), a fronte di prezzi trovati in altri negozi in citta' variabili tra i 790 SGD e i 920 SGD. Da notare che lo stesso obiettivo Sigma 10-20mm e' in vendita negli USA a 500 USD (equivalenti a 320 EUR o 680 SGD).
Cos'e' successo?
1) Il turista e' entrato nel negozio sbagliato. Un negozio di articoli fotografici in riva ad un fiume, preceduto e seguito da ristoranti tipici e costosi, all'ombra di grattacieli in cui si trova il cuore finanziario di una delle quattro Tigri Asiatiche: tutto congiurava per un prezzo fuori dalla norma;
2) Il negoziante ha individuato un turista straniero, e ha puntato sulla scarsa competenza del turista in campo fotografico, o nella sua eccessiva disponibilita' di denaro;
3) Il turista ha "fatto i compiti" e si e' preparato, prima di entrare in un negozio e spendere una cifra per lui ragguardevole, e la fregatura e' stata evitata.
Un altro caso simile.
Un paio d'anni fa, un amico acquisto' una telecamera a New Orleans, negli USA. Voleva una telecamera con la possibilita' di scattare anche foto, ma torno' in albergo, soddisfatto, con qualcosa che non somigliava a quel che mi aspettavo: gli era stata venduta una macchina fotografica compatta digitale capace di scattare brevi filmati. Glielo dissi. Delusione. Rabbia. Ora gliela faccio vedere io, a quei truffatori, dice. Gli chiedo se per caso possono aver frainteso quel che voleva acquistare: e' sicuro di aver detto chiaramente che voleva fare filmati e occasionalmente fotografie, e non fotografie e occasionalmente filmati? No, certo che no.
Andammo quindi al negozio, all'angolo tra Canal Street e Bourbon Street, e parlando con il commesso che aveva venduto la compatta capii che era in malafede: nonostante la mia insistenza nel consigliargli di visitare il sito della Casa produttrice, in cui il prodotto da lui venduto era definito una macchina fotografica e non una videocamera, lui insistette che si trattava di una videocamera. Acconsente a cambiare il prodotto con un altro, torniamo in albergo, cerchiamo con Google il prodotto che abbiamo ricevuto, verifichiamo che anche questa volta siamo stati bidonati (il negoziante rifilato al mio amico una videocamera il cui valore era meta' rispetto al prezzo pagato per la macchina fotografica), e torniamo indietro furibondi. Alla fine, il mio amico ha lasciato il negozio con una buona videocamera, ma l'ha pagata 200 dollari in piu' dei prezzi praticati per lo stesso articolo da altri negozi in Louisiana, in base ai prezzi trovati sui siti Internet di tali negozi.
La lezione? Prima di comprare qualcosa di costoso, informatevi sul prezzo (non necessariamente quello esatto, ma almeno quello che gli americani chiamano "ballpark figure", una cifra indicativa). E non comprate oggetti costosi in localita' turistiche, dove i negozianti contano di pelare i clienti che passano una volta sola.
Lunedi', in giro a Taiwan, ho scattato molte foto usando la mia Nikon D40 comprata lo scorso ottobre. Pochi minuti fa, scaricando le foto sul computer, ho avuto una sorpresa: nella scheda SD usata a Taiwan c'erano due directory: in una alcune centinaia di foto numerate fino a DSC_9999.JPG, nell'altra alcune centinaia di altre foto con numerazione a partire da DSC_0001.JPG. Dopo alcuni secondi di torpore causato dalla scoperta, la spiegazione: la D40 memorizza solo quattro cifre progressive, ecco il motivo per l'azzeramento del contatore una volta scattata l'immagine 9999. Probabilmente, alla Nikon avranno pensato che pochi utenti della D40 sarebbero arrivati a diecimila foto ... e hanno pensato male: a me sono bastati sette mesi per arrivare a quel numero. E ora, o rinomino tutte le nuove foto (o le vecchie), o mi trovero' prima o poi con un incubo informatico: immagini scattate a mesi o anni di distanza aventi numeri identici o simili. Grazie, Nikon!
La nuova Nikon D60 condivide dimensioni, forma e CCD della D40x. Ha quindi 10.2 megapixel, display da 2 pollici e mezzo. L'obiettivo di serie e' il Nikkor 18-55mm VR (Vibration Reduction). La macchina utilizza il 3D Color Matrix Metering II gia' disponibile su modelli Nikon piu' costosi.
La D60 godra' del sistema di riduzione della polvere sul sensore, sistema gia' utilizzato sulla D300. La nuova macchina disporra' anche dell'Active D-Lighting, visto in azione sulle D300 e D3. La D60 non pare disporre del live view (la possibilita' di vedere nel display l'immagine inquadrata).
Nessuna notizia, per adesso, sul prezzo della D60, che sostituira' la D40x e sara' disponibile nel febbraio 2008.
Aggiornamento 30 gennaio 2008
La Nikon D60 e' in catalogo su BH PhotoVideo a 799 dollari con l'obiettivo 18-55VR e a 699 dollari solo corpo. Non e' al momento acquistabile, si puo' solo scegliere di aggiungerla alla propria wishlist.
Mi sono interessato alla Nikon D50 quasi un anno fa, nel febbraio del 2007, dopo averla vista in vendita in un negozio CompUSA qui a Sandy Springs, Atlanta, Georgia, USA, Continente Americano, Pianeta Terra, Via Lattea ... insomma, avete capito dove sono. I negozi della catena CompUSA stavano chiudendo, un anno fa, e quella D50 era un'offerta da prendere al volo: 450 dollari con l'obiettivo Nikon 18-55mm di serie. Certo, era una macchina che era stata esposta in vetrina per qualche tempo, e poteva non essere in condizioni perfette. Ma il prezzo di listino era almeno duecento dollari piu' alto. Beh, non la comprai subito, e quando ritornai nel negozio, il giorno dopo, era gia' stata venduta. Rimuginai sul mancato acquisto per settimane, finche' la consultazione di vari siti mi convinse che la nuova Nikon D40 era meglio, e che era inutile piangere sulla spesa non fatta. Mesi dopo, quando la D40 scese sotto i 500 dollari, ne comprai una, che sto usando con soddisfazione. Per vedere che foto permette di fare, guardate il calendario che ho realizzato. Ok, il calendario e' dilettantesco, e' stato fatto con un modello di Microsoft Word e poi completato con OpenOffice, ma le foto sono carine, mi pare.
Dove eravamo? Ah, gia', ho visto una Nikon D50 in vendita in Italia...
Natale 2007, in vacanza a Torino come al solito. Sono stato al supermercato Panorama tra Settimo Torinese e San Mauro (nessuno sa con precisione dove sia il confine tra i due comuni). Ho visto una Nikon D50 in vendita a 750 euro. Settecentocinquanta euro??? Nel gennaio 2008? Praticamente sono 1050 dollari! Ed e' passato quasi un anno da quando la macchina e' uscita dal catalogo Nikon. La D40 l'ha sostituita in quel periodo, e nel marzo del 2007 e' iniziata la commercializzazione della Nikon D40x, una versione con sensore da 10 megapixel della D40, con un prezzo 200 dollari piu' alto. Se la D40 e' un gioiello (piccola, leggera e capace), la D40x aspira ad essere una via di mezzo tra la D40 (con cui condivide nome e quasi tutto il resto) e la D80 (di cui usa il sensore da 10MP); peccato che perda, rispetto alla D40, il sincro flash a 1/500 (la D40x ha solo 1/200).
E la D50? Cosa farne?
La D50 in vendita a Panorama era sotto vetro, neanche fosse una Nikon D3. Pero', qualche mese fa, ne avevo vista una in un altro grande magazzino americano, il BrandsMart USA di Doraville, Georgia. Il prezzo era intorno ai 600 dollari, ma quel che aveva raffreddato il mio entusiasmo era stato il mirino della macchina: dopo aver provato la D40 in tanti negozi, quello della D50 mi sembrava piu' scuro e meno gradevole da usare. Considerando che anche il display era cosi' cosi', se confrontato con quello della D40, mi misi il cuore in pace e, come detto, decisi di aspettare che il prezzo della D40 si abbassasse. Cosa puntualmente avvenuta nell'ottobre 2007, quando acquistai la macchina online su Adorama.
Aggiornamento 20 gennaio 2008: se qualcuno ancora cerca la Nikon D50, e' in vendita su Adorama a 449 dollari, col 18-55 di serie. Non si tratta di una macchina nuova, ma di una ex-demo ("Demo: Demonstration condition almost like new, might show very light use").
Ho mandato alcune foto ad amici, dopo essere ritornato da un recente viaggio in Utah ed Arizona (e New Mexico, e Texas, e Oklhahoma, e Arkansas, e Tennessee, e Mississippi, e Alabama ... la strada e' lunga, in auto). Non poche, ma ho scherzosamente minacciato di mandare via email ai miei amici tutte e 1650 le foto scattate. E loro hanno risposto.
> Se tu usassi Flickr o Photobucket o Picasa, non dovresti mandarcele via email, le foto...
Fornire contenuti GRATIS ad altri siti? Ma che, siamo pazzi? Piuttosto mi faccio un simil-Flikr tutto mio. Uhm ... l'idea ricorda la carovana dei 'neri' che giravano in circolo da soli, in "Blazing Saddles" di Mel Brooks.
> Mettile tutte e 1650 online, le tue foto...
In realta' il totale delle foto che pubblicherei e' differente: su 1650 foto (circa) totali, di foto buone (da mostrare agli amici) ce ne saranno un centinaio o meno, considerato che molte sono variazioni della stessa immagine, mentre altre sono tecnicamente imperfette e senza 'redeeming qualities' (una foto mossa di un UFO la terrei, una foto mossa di una montagna no). Ancora: per una galleria online non userei piu' di 1024x768px (o 800x600), che porta a JPEG di circa 200Kb l'una (con il rateo di compressione che userei per questo scopo). Quindi abbiamo 20Mb per persona (diciamo 25Mb, per sicurezza) moltiplicati per 5 persone, quindi 125Mb. Questo, ipotizzando che ciascuno dei miei amici voglia sorbirsi 100 foto di rocce e sabbia rossa... Le pagine possono essere codificate in modo che le immagini vengano pescate dalla cache del browser, se hai gia' visitato una pagina; il totale risulterebbe quindi parecchio inferiore a 4Gb consumati in un paio di giorni ipotizzati dal mio amico.
E avendo 30 Gb di banda inutilizzati ogni mese...
> Ritorniamo sull'argomento: non ti conviene pubblicare le tue foto su flickr?
Come risparmio di tempo, si'. Ma come alcuni non amano scrivere per masse sconosciute (con un blog), io non amo pubblicare foto per le stesse masse (gallerie fotografiche). E usare Flikr, Picasa o altri siti simili per pubblicare foto significa accettare uno scambio che non sono piu' pronto ad accettare: io pubblico i miei contenuti sui loro siti e loro generano profitti in base a quantita' di contenuto, utenti registrati, pageviews.
Mi andava bene con GeoCities nel 1997, ma nel 2007 no. Preferisco pubblicare in proprio un decimo (o un centesimo) di quanto potrei pubblicare usando un blog o una photogallery altrui.
Come scritto in alcuni post pubblicati su questo sito, ho comprato di recente dei pantaloni da escursione, scarpe da ginnastica e zaino per attrezzatura fotografica. La settimana scorsa ho messo alla prova questi accessori guidando da Atlanta, Georgia, a Mexican Hat, un villaggio nello Utah vicino alla Monument Valley, da dove sono partito per escursioni in zona. Come si sono comportati pantaloni, scarpe e zaino (piu' altri oggetti comprati per l'occasione)?
Zaino Tamrac 5547 Adventure 7
Nel comparto inferiore ho inserito uno zoom Nikkor 55-200 con paraluce, un tele catadiottrico Tamron 500mm, lenti addizionali per macro, un coltello svizzero, un cavo USB2 con avvolgitore. La macchina (Nikon D40) l'ho tenuta nello scomparto superiore, con un PDA HP, un mini-blocco note, guanti e cappellino in pile, una giacca impermeabile Columbia. Nelle tasche a rete esterne ho caricato un cavalletto tascabile (mai usato) e una bottiglia d'acqua da mezzo litro. Pro: leggero e mai fastidioso, lo zaino e' spesso rimasto in auto, dietro al sedile del guidatore. Contro: non ho quasi mai usato il 55-200 e non ho neppure toccato il 500mm, durante questo viaggio, in parte per mancanza di fauna da fotografare, in parte per la scarsa rapidita' d'estrazione dallo zaino (per cui ho cercato di trasportare il 55-200 nelle tascone dei nuovi pantaloni). Non ho ancora comprato cinghie per fissare il cavalletto allo zaino, per cui l'ho sempre trasportato a mano. In conclusione: buono.
Scarpe Reebok
Confortevoli camminando, stringono un po' sul collo del piede. Valide su vari terreni, sono diventate scivolose solo con il ritorno ad Atlanta e con la relativa pioggia. Piedi sempre freddi durante il viaggio, ma non accuserei le scarpe. Pro: prezzo basso, "chiudono bene" il piede. Contro: un po' troppa pressione sulla parte alta del piede. In conclusione: ottimo rapporto qualita'/prezzo.
Pantaloni "cargo" Dockers"
Belli. Davvero ben disegnati, larghi il giusto senza far fare ad un quasi-quarantenne come me la figura di quello che vuole fingersi sedicenne e con baggy trousers. Ma pratici, no, questi pantaloni non lo sono. Vista l'impossibilita' di trovare una taglia 30-32 (vita-gamba), ho comprato dei 32-32 che tendono a scivolare verso il basso, soprattutto se non si infila maglia, camicia o canottiera dentro, e ancora di piu' se si "caricano" i tasconi anteriori di accessori (cellulare, portafoglio). Infilare un obiettivo (tipo il 55-200 Nikkor citato in questa pagina) in uno dei tasconi e' un impresa che rende piu' pratico trasportare l'obiettivo in uno zaino. Le tasche anteriori sono poi piazzate malamente (da progetto, non per colpa di chi ha assemblato i pantaloni): i tasconi sono spostati verso l'esterno della gamba, cosi' che quando la si piega, tendono a finire nell'incavo dietro il ginocchio, per esempio durante salite su scalinate ripide. Le tasche anteriori superiori, invece, sono troppo vicine all'inguine: girare con le mani in tasca e' un'attivita' da lasciare a chi non si preoccupa per l'accusa di essere un wanker, e un cellulare in quelle tasche rischia di danneggiare gli organi riproduttivi. Pro: tengono bene lo sporco, sono morbidi e piacevoli da indossare, sono belli. Contro: tasche mal progettate. In conclusione: considerato che le tasche sono forse l'unico elemento a differenziare quest'articolo da un normale paio di pantaloni, gli errori di progetto nel disegnarle ne rendono sconsigliabile l'acquisto a chi conti di caricarle di oggetti. Per brevi escursioni, con poco carico, invece, possono andare bene.
Cappello in pile
[Non recensito in precedenza] Comprato nel negozio TJ-Max del Perimeter Shopping Center di Sandy Springs (Atlanta) per tre dollari, s'e' dimostrato ottimo, soprattutto per uno come me che non ama coprirsi la testa. Valutazione positiva.
Zoom Nikkor 55-200
[Non recensito in precedenza] Pagato circa 120 dollari su eBay, ricondizionato da Nikon USA dopo una breve vita come prodotto dimostrativo. Usato poco durante questo viaggio, giudizio rimandato.
Far spesa puo' essere un'esperienza stressante e costosa, farcita di inversioni di marcia e di momenti imbarazzanti. Per questo, al geek conviene far spesa online, di solito.
Un mese fa cercavo uno zaino per la macchina fotografica che ho appena acquistato, una Nikon D40, e per gli obiettivi, che al momento erano un 500mm/8 Tamron catadiottrico e un 135/8 Tamron (in seguito sostituito da uno zoom Nikkor AF 55-200ED). Dopo vari giorni di ricerche in rete, sono andato in un negozio Wolf Camera (la catena piu' diffusa qui in Georgia) e ho provato lo zaino che avevo scelto, un Tamrac 5547 Adventure 7. Bene, pago, vado a casa. Nel pomeriggio io e mia moglie andiamo a fare un'escursione a Stone Mountain, con lo zaino, e 'lui' si comporta bene. Leggerissimo, quasi non si nota. Il giorno dopo mi prende la convinzione che mi serva piu' spazio, e lo riporto indietro.
Inizia quindi la ricerca di un negozio che abbia il Tamrac 5549 Adventure 9, il modello appena piu' grande. Giro per giorni ma non lo trovo.
Quando finalmente trovo un negozio che l'Adventure 9, scopro che e' troppo grosso e, dopo aver valutato altri modelli Tamrac e Lowepro, decido di comprare di nuovo il Tamrac Adventure 7, o 5547. Ma a questo punto e' sparito dai negozi, e non mi sento di ritornare nel negozio in cui l'avevo acquistato inizialmente per ricomprare lo stesso zaino.
La ricerca si conclude quando finalmente trovo lo zaino in una altro negozio Wolf Camera (nel centro commerciale in Lennox Square, a Buckhead, zona alla moda a nord di di Atlanta), e - una decina di giorni dopo averlo comprato per la prima volta - mi ritrovo ad avere di nuovo lo stesso zaino Tamrac Adventure 7 che avevo scelto e comperato all'inizio.
Se avete compiuto il grande passo da fotografia "tradizionale" a fotografia digitale, avrete probabilmente semplificato la preparazione del vostro bagaglio: le schede per la macchina digitale (che siano SD, XDi, CompactFlash o altro standard) occupano molto meno spazio delle pellicole; se poi siete passati da reflex tradizionale a non-reflex digitale, anche lo spazio che veniva occupato dagli obiettivi e' ora a disposizione per altri scopi.
E dopo essere tornati dal viaggio, non stamperete piu' tutte le foto scattate, ma solo le migliori. I vostri amici non verranno piu' invitati ad ... eccitanti proiezioni di diapositive sulle foreste del sud-est asiatico, e non passeranno piu' ore, boccheggianti sull'orlo del divano, ascoltando spiegazioni didascaliche per ciascuna delle cinquanta immagini di ciascun castello scozzese visitato: e' piu' facile mandare le foto digitali agli amici via email, oppure pubblicarle online e fornir loro il link per vederle.
Anche l'archiviazione delle immagini e' meno complessa: se eravate cultori delle diapositive, a casa - o forse in un umido garage - avrete scaffali pieni di contenitori da 1000 dia. Se usavate negativi, avrete gli album da una parte, i negativi dall'altra, e vi ci vorra' qualche ripiano dei mobili del salotto, per contenere il tutto. Che comodita' i masterizzatori di CD e di DVD, eh?
Per non rovinare quest'idilliaca evoluzione da fotografia su pellicola a fotografia digitale, ecco qualche consiglio:
1) Dopo aver scaricato le foto dalla vostra macchina digitale al computer, non aspettate: procedete immediatamente alla rimozione di quelle da scartare, e salvatele su CD, DVD o altri formati di backup al piu' presto.
2) Non conservate una sola copia delle vostre immagini;
3) Mantenete le due (o piu') copie su supporti separati: avere due copie della stessa immagine in due cartelle separate dello stesso hard disk non vi aiutera' in caso di guasto del disco rigido;
4) Se salvate copie delle vostre immagini su CD o su DVD, ricordatevi che neppure i supporti magnetici sono eterni: masterizzate nuove copie ogni due anni (o piu' frequentemente, se quelle foto hanno un gran valore per voi).
5) Attenti ai formati "proprietari": se archiviate le vostre foto in formati particolari (utilizzati solo dalla vostra macchina digitale, oppure solo dal vostro programma di ritocco fotografico), ci sono buone possibilita' che, tra pochi anni, non siate piu' in grado di visualizzarle, a meno di chiamare i vostri amici esperti in informatica e chiedere "ti ricordi quel programma di grafica che m'avevi dato sei-sette anni fa, che avevi taroccato al lavoro...eh? Ne avresti una copia?". Scegliete formati che siano indipendenti dal produttori di software e di macchine fotografiche: TIFF, JPEG, PNG, bitmap.
Un esibizionista e' stato arrestato dalla polizia di New York grazie all'aiuto di un passeggero della metropolitana, vittima di una sua esibizione autoerotica. Il passeggero ha usato il proprio cellulare per fotografare l'esibizionista all'opera, ed ha fornito la fotografia alla polizia. Dan Hoyt, 43 anni, proprietario dei ristoranti Quintessence a New York, e' stato arrestato due giorni fa per atti osceni ('esibizione indecente', in USA). E' stato fotografato a cerniera abbassata, impegnato a masturbarsi su un treno "R", da una donna che ha poi fornito la fotografia alla polizia e a diversi siti internet. Diversi giornali di New York hanno riportato la notizia e pubblicato la foto, ed altre vittime dello stesso pervertito si sono messe in contatto con la polizia. Mr Hoyt venne arrestato nel 1994 con la stessa accusa.
Il cellulare utilizzato per documentare il crimine e' un Samsung P777 con macchina fotografica da 1,3 Megapixel. Ecco una dimostrazione dell'uso creativo di cellulari. Ci chiediamo, con tutti i telefonini che girano in Italia, se Polizia e Carabinieri ricevono segnalazioni di crimini accompagnate da fotografie ...
Correzione: a Heathrow si vola. C'e' stata una pausa, mezz'ora fa, quando nevicava intensamente, ma ora gli aerei decollano e atterrano. 00:25, 10/02/2012
Heathrow, nevica di nuovo. Non si sentono aerei, dall'aeroporto. 23:34, 09/02/2012
I giornali inglesi secondo Russell Howard : http://t.co/NnoG0jUx 07:39, 09/02/2012
#ryanair: Michael O'Leary, l'AD di Ryanair, evita mazzate per un pelo, in Spagna. Sfottendo ex dipendenti Spanair. http://t.co/guOcbpSc 23:59, 08/02/2012
Lavorare da casa fa ingrassare: in ufficio pochi avrebbero il coraggio di tenere il barattolo familiare della Nutella vicino alla tastiera.. 18:13, 07/02/2012